LOGOS e Civiltà

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18/06/2026

Il memorandum che dovrebbe essere ratificato venerdì a Ginevra tra le due delegazioni Usa ed Iran rappresenta un indubbio successo per la Repubblica Islamica ma quali sono le possibilità reali che il quadro resti quello disegnato nel Memorandum? Come Israele potrebbe accettare una evidente capitolazione? Ne parliamo con Salvo Ardizzone, saggista, analista geopolitico ed espero di questioni mediorientali, introduce Fabio De Maio di Logos e Civiltà

18/06/2026

Alle 21:15 in diretta su questa pagina, commenteremo il messaggio appena pubblicato della Guida Suprema della Repubblica Islamica.

✉️ Il messaggio del Leader della Rivoluzione Islamica indirizzato alla nazione iraniana riguardo al Memorandum d'intesa tra i presidenti statunitense e iraniano

✏️ Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso

🔹 Alla nazione appassionata e leale dell'Iran,
▪️ Come vi è stato informato, è stato firmato un memorandum d'intesa tra i presidenti dell'Iran e dell'America. Nel corso del raggiungimento di questa fase, i funzionari responsabili, per sincera preoccupazione e buona volontà, hanno compiuto notevoli sforzi—e, naturalmente, è stato il presidente americano che, per disperazione, ha usato ogni tipo di leva per realizzarlo.

▪️ Io, per principio, avevo un'opinione diversa; tuttavia, a causa dell'impegno che l'illustre presidente—come capo del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale—mi ha dato a nome suo e degli altri membri riguardo alla salvaguardia dei diritti della nazione iraniana e del Fronte della Resistenza, e della sua esplicita accettazione di tale responsabilità, ho dato il mio permesso. Ha anche dichiarato esplicitamente che se la parte americana cerca di fare richieste eccessive, non vi si sottoporrà.

▪️ Da questo momento in poi, noi—cioè voi, nazione orgogliosa, e questo umile servitore—attenderemo la realizzazione delle condizioni sopra menzionate.

▪️ Tuttavia, è evidente che i negoziati di persona che si svolgeranno in futuro non significheranno l'accettazione della posizione del nemico. Speriamo che le benedette preghiere del nostro Maestro (che Dio affretti la sua nobile riapparizione) porteranno ogni tipo di vittoria e trionfo all'onorevole nazione dell'Iran.

▪️ La pace, la misericordia e le benedizioni di Dio siano su di voi.

✍ Sayyid Mojtaba Hosseini Khamenei
🗓 18 giugno 2026



https://facebook.com/events/s/accordo-di-pace-o-tregua-per-c/1745339423266089/

18/06/2026

Il G7 ha deciso la continuazione della guerra alla Russia, dietro la maschera della finta proposta di nuove trattative, a Putin, di fatto, si chiede una sorta di resa.
Trump, reduce da una temporanea disfatta in Medio Oriente ha bisogno di indirizzare l'attenzione verso altri scenari e, se da una parte chiede alle parti di intavolare una nuova trattativa, dall'altra avalla l'escalation di attacchi ucraini, come quello di questa mattina alla raffineria di Kapotnya a Mosca.
Questi attacchi puntano ad aumentare la pressione sulla Russia ma avranno l'inevitabile risultato di provocare nuovi devastanti attacchi missilistici sull'Ucraina, fino al momento in cui i Russi decideranno di colpire le retrovie del dispositivo bellico occidentale.
In quel momento, l'obiettivo principale della destabilizzazione dell'Ucraina, iniziata da Usa ed alleati da ormai 20 anni, avra' raggiunto il suo scopo principale e l'Europa occidentale sarà nuovamente teatro di guerra e nessun governo europeo sta facendo nulla per frenare la locomotiva che va verso il baratro.

Photos from LOGOS e Civiltà's post 17/06/2026

—❗️🇺🇸/🇮🇷 BREAKING: La Casa Bianca ha rilasciato il testo completo del Memorandum d'intesa (MoU) di 14 punti:

1. Gli Stati Uniti e l'Iran e i loro alleati nella guerra attuale dichiarano l'immediata e permanente cessazione delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso in Libano, e si impegnano d'ora in poi a non avviare alcuna guerra o operazione militare l'uno contro l'altro, e ad astenersi dalla minaccia o dall'uso della forza l'uno contro l'altro, e a garantire l'integrità territoriale e la sovranità del Libano.

2. Gli Stati Uniti e l'Iran si impegnano a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale l'uno dell'altro e ad astenersi dall'interferire negli affari interni dell'altro.

3. Gli Stati Uniti e l'Iran si impegnano a negoziare e raggiungere l'accordo finale in un massimo di 60 giorni, prorogabili con consenso reciproco.

4. Immediatamente dopo la firma, gli Stati Uniti inizieranno la rimozione del loro blocco navale e di qualsiasi disturbo o impedimento contro la Repubblica Islamica dell'Iran, e termineranno completamente il blocco navale entro 30 giorni. Durante questo periodo, il traffico delle navi sarà proporzionale ai numeri del traffico pre-guerra che l'Iran sta ripristinando. Gli Stati Uniti si impegnano inoltre a rimuovere le loro forze dalla vicinanza dell'Iran entro 30 giorni dopo l'accordo finale.

5. Alla firma di questo MoU, l'Iran prenderà provvedimenti usando i suoi migliori sforzi per il passaggio sicuro delle navi commerciali senza alcun costo per 60 giorni dal Golfo Persico al Mare di Oman, e viceversa. Il traffico delle navi commerciali inizierà immediatamente, considerando la necessità di rimuovere gli ostacoli tecnici e militari e di sminare da parte della Repubblica Islamica dell'Iran, entro 30 giorni. L'Iran condurrà un dialogo con l'Oman per definire la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz.

6. Gli Stati Uniti si impegnano con i loro partner regionali a sviluppare un piano definitivo e concordato reciprocamente con almeno 300 miliardi di dollari per la ricostruzione e lo sviluppo economico della Repubblica Islamica dell'Iran, come parte di un accordo finale.

7. Gli Stati Uniti si impegnano a porre fine a tutti i tipi di sanzioni contro la Repubblica Islamica dell'Iran, incluse le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le risoluzioni del Consiglio dei Governatori dell'AIEA e tutte le sanzioni unilaterali statunitensi, primarie e secondarie, in un calendario concordato come parte dell'accordo finale.

8. La Repubblica Islamica dell'Iran ribadisce che non procurerà né svilupperà armi nucleari. Gli Stati Uniti e l'Iran hanno concordato di risolvere la questione della disposizione dei materiali arricchiti stoccati, in base a un meccanismo che sarà concordato reciprocamente in conformità con il calendario menzionato nel paragrafo sette con la metodologia minima di downblending in loco sotto la supervisione dell'AIEA. Le due parti hanno inoltre concordato di discutere la questione dell'arricchimento e altre questioni concordate reciprocamente relative alle esigenze nucleari dell'Iran.

9. In attesa dell'accordo finale, gli Stati Uniti e l'Iran concordano di mantenere lo status quo. L'Iran manterrà lo status quo attuale del suo programma nucleare, e gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni e non schiereranno forze aggiuntive nella regione.

10. Gli Stati Uniti si impegnano che immediatamente dopo la firma di questo MoU, saranno emesse deroghe alle sanzioni per l'esportazione di petrolio greggio iraniano, prodotti petroliferi e derivati, e tutti i servizi associati, incluse le transazioni bancarie, le assicurazioni, i trasporti, ecc.

11. Gli Stati Uniti si impegnano a rendere pienamente disponibili per l'uso i fondi congelati o limitati dell'Iran dopo l'attuazione di questo MoU. Gli Stati Uniti e l'Iran concorderanno reciprocamente le procedure relative al rilascio di questi fondi durante i negoziati.

12. Sarà istituito un meccanismo di monitoraggio per supervisionare l'attuazione di questo MoU e del successivo accordo finale.

13. Dopo la firma di questo MoU e a condizione dell'inizio dell'attuazione dei paragrafi 1, 4, 5, 10 e 11, gli Stati Uniti e l'Iran inizieranno i negoziati riguardanti l'accordo finale.

14. L'accordo finale sarà approvato da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

17/06/2026

LA CAMPAGNA ACQUISTI DELL’ESERCITO UCRAINO
Il canale televisivo BFM ha messo in onda recentemente un reportage sull’esercito ucraino che mostra le nuove condizioni con cui Kiev cerca di fare fronte alla scarsità di organici del proprio esercito che oggi è penalizzato da un numero impressionante di disertori o renitenti a vario titolo il cui numero, secondo alcuni politici ucraini, si avvicinerebbe a un milione. equivalente quindi al numero di soldati mobilitati attualmente, contando sia le truppe schierate al fronte sia le unità impiegate in altri settori complementari (logistica, aviazione, infrastrutture etc etc).
Per poter ridare impulso all’arruolamento di forze fresche, Kiev è disposta ad arrivare a stipendi equivalenti a 9.000€/mensili, per chi viene impiegato in prima linea, come spiega bene il documentario francese.
Va anche ricordato che questo arruolamento, così come ogni arma o munizione fornita all’Ucraina o prodotta internamente sono di fatto finanziati dalla Ue, in quanto l’Ucraina non sarebbe in grado di rifornirsi di nulla e men che meno provvedere agli stipendi dei propri militar; recentemente la Ue ha stanziato un pacchetto di 90 miliardi€ che porta a 205 miliardi complessivi o forzo dell’Europa e degli stati membri, parte di questo investimento consiste in prestiti e programmi vincolati ma le possibilità che l’Ucraina rimborsi queste somme è quasi nulla, almeno per i prossimi 30 anni. Va anche tenuto conto del fatto che i prestiti diventano rimborsabili DOPO l’eventuale pagamento dei danni di guerra da parte russa, cioè dopo una eventuale sconfitta russa che oggi, pur tra le difficoltà oggettive con sui si confronta Mosca, pare un’ipotesi alquanto improbabile.

17/06/2026

I media Israeliani e anche quelli americani stanno incalzando il Presidente, definendo il Memorandum concordato con l'Iran come una resa per gli Usa.
In effetti, nella retorica di The Donald, l'Iran era ormai un paese distrutto, senza più infrastrutture, con Marina ed Esercito ridotti ai minimi termini, ora non è facile spiegare questo accordo con "quella nazione ormai esangue".
Trump, non potendo spiegare che nulla di ciò che è stato raccontato dall'inizio di questo conflitto corrisponde alla situazione reale e ai veri rapporti di forza, rispolvera la retorica " se non fate come vi dico, vi asfalto", anche se è conscio che nessuno ormai gli crede e che sarà il campo ed i fatti a stabilire i veri equilibri.
Equilibri che per ora pendono decisamente verso Teheran

— 🇺🇸/🇮🇷 Presidente Trump:

‘L'accordo non è definitivo. Questo è un Memorandum d'intesa.

Se non mi piace, torneremo a sparare contro di loro, sganciando bombe sulle loro teste.

Se non mi piace, se non si comportano bene, torneremo subito a sganciare bombe proprio in mezzo alle loro teste, ok?’

17/06/2026

Il memorandum che dovrebbe essere ratificato venerdì a Ginevra tra le due delegazioni Usa ed Iran rappresenta un indubbio successo per la Repubblica Islamica ma quali sono le possibilità reali che il quadro resti quello disegnato nel Memorandum? Come Israele potrebbe accettare una evidente capitolazione? Ne parliamo con Salvo Ardizzone, saggista, analista geopolitico ed esperto di questioni mediorientali, introduce Fabio De Maio di Logos e Civiltà

Link della diretta nei commenti.

16/06/2026

LO SPIRITO DI ANCHORAGE HA PERSO LA STRADA

🇺🇸🇷🇺 Trump: Gli Stati Uniti potrebbero ripristinare le sanzioni contro il petrolio russo per via del calo dei prezzi

Il prezzo del petrolio sul mercato internazionale sta calando per via della prospettiva di un accordo tra Stati Uniti e Iran, e quindi dello sblocco della navigazione nello stretto di Hormuz.

"Presto saremo in grado di farlo perché il petrolio ora scorre. Avevamo revocato le sanzioni perché ovviamente non stavamo cercando di ostacolare le forniture di petrolio», ha affermato Trump.

Questa situazione ha avvantaggiato Mosca che, secondo quanto riporta Bloomberg, soprattutto in questo ultimo mese, ha registrato il livello di esportazioni di petrolio russo più alto dall'inizio dell'anno.

Per via degli attacchi ucraini alle raffinerie russe, Mosca si sarebbe trovata costretta a vendere petrolio anziché raffinarlo, con spedizioni medie di greggio attestate sui 3,83 milioni di barili al giorno.

VIttorio Rangeloni- Canale Telegram

Photos from LOGOS e Civiltà's post 16/06/2026

Migliaia di libanesi sfollati stanno tornando a casa, in seguito all'annuncio dell'accordo tra Usa ed Iran che prevede la fine delle ostilità su tutti i fronti aperti in Medio Oriente.
È sul fronte libanese che passa la faglia più fragile nel recente accordo che dovrebbe essere firmato a Ginevra venerdì 19, Israele ovviamente non si sente vincolato dell'accordo e ha già più volte dichiarato che non lo rispetterà, il suo obiettivo è quello di occupare in maniera permanente una ampia fascia del Sud e in quel modo tenere sotto tiro anche la capitale.
L'Iran ha già dimostrato di considerare l'Asse della Resistenza come un punto fondamentale della sua proiezione strategica, i nodi rischiano di ve**re molto presto pettine, anche perché l'accordo prevede il ritiro dell'Idf da ogni chilometro quadrato del territorio libanese e le milizie Hezbo@@@ non accetteranno mai la presenza dell'invasore.
Il problema è ovviamente nel cortile di Trump che ha già dimostrato tutta la sua impotenza nel risolverlo.

Foto di Press Tv

15/06/2026

—❗️🇮🇱/🇮🇷 Hezbo@@@ nella sua prima dichiarazione militare dopo il cessate il fuoco:

‘In difesa del Libano, e basandosi sul legittimo diritto di resistere all’occupazione e liberare la terra, e in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte del nemico israeliano:

Dopo aver monitorato una forza israeliana composta da un bulldozer e due carri armati Merkava che avanzavano da Hamat Arnon, il posto di controllo vicino al confine alla periferia di Kafr Tannin, i combattenti della Resistenza Islamica li hanno attaccati con ATGM e droni guidati Ababil-1000, costringendoli a ritirarsi.

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