INTER Che PASSIONE

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09/08/2026

🚨 JONES SÌ. MA CHI DEVE USCIRE?

Curtis Jones continua a essere uno dei nomi più caldi per il centrocampo dell’Inter. La Gazzetta conferma l’interesse nerazzurro: il Liverpool valuta il giocatore circa 40 milioni di euro.

Ma la parte più interessante riguarda ciò che dovrebbe accadere prima.

Per arrivare a Jones servirà probabilmente un’uscita importante. E le ultime indicazioni suggeriscono che il sacrificato potrebbe non essere Davide Frattesi.

Qui entra in gioco il progetto di Chivu.

Jones porterebbe dinamismo, pressione, inserimenti e soprattutto duttilità: caratteristiche che permetterebbero all’Inter di modificare il proprio centrocampo anche durante la partita senza necessariamente cambiare uomini.

Ma 40 milioni significano fare una scelta.

E allora la domanda diventa inevitabile:

👉 se Curtis Jones fosse davvero il prescelto di Chivu, a chi rinuncereste nell’attuale centrocampo per prenderlo?

Fonte: Gazzetta dello Sport / FCInter1908

09/08/2026

-13 AL RITORNO ⏳💙🖤

Mancano 13 giorni al ritorno della Serie A.

E il nostro viaggio attraverso i numeri della storia nerazzurra oggi passa da una maglia che ha attraversato generazioni lontanissime tra loro, finendo sulle spalle di campioni, simboli e protagonisti di epoche indimenticabili.

Il 13 è stato anche quello di Giuseppe Bergomi.

E quando si parla dello Zio, il numero diventa quasi secondario rispetto a ciò che ha rappresentato. Una vita con l’Inter, capitano, bandiera e simbolo assoluto di appartenenza. Il 13 fu soltanto una delle maglie indossate nel corso della sua lunghissima storia nerazzurra, ma basta il suo nome per dare prestigio a questo viaggio.

Anni dopo arrivò Fabio Cannavaro.

All’Inter la sua storia fu più breve e meno fortunata rispetto a quella vissuta altrove, ma parliamo comunque di uno dei più grandi difensori della sua generazione. Con il 13 sulle spalle portò a Milano aggressività, anticipo e una personalità che lo avrebbe poi accompagnato fino al tetto del mondo.

Poi il 13 è diventato quello di Maicon.

E qui cambia tutto.

Potenza, tecnica, velocità. Il Colosso trasformò la fascia destra in un territorio da dominare. Gol impossibili, cavalcate, assist e una presenza offensiva devastante. Quel numero 13 è diventato parte integrante dell’Inter del Triplete, una delle squadre più grandi della nostra storia.

Oggi il testimone è nelle mani di Josep Martínez.

Un portiere chiamato a raccogliere una maglia pesante e a scrivere il prossimo capitolo di un numero che ha già attraversato decenni di storia nerazzurra.

Bergomi, Cannavaro, Maicon, Martínez.

Quattro epoche.
Quattro ruoli.
Quattro storie completamente diverse.

Ma se diciamo 13 a un interista, probabilmente c’è un’immagine che arriva prima delle altre:

Maicon che parte sulla destra. E gli altri che provano a stargli dietro.

Mancano 13 giorni.

E oggi il countdown verso la Serie A passa dalla storia della numero 13 nerazzurra.

💬 Chi è il vostro numero 13 dell’Inter preferito?

09/08/2026

🧤 CHI È DAVVERO IL NUMERO UNO DELL’INTER?

Forse la risposta è meno scontata di quanto pensassimo.

Cristian Chivu è stato chiaro: tra i portieri non esistono gerarchie definitive.

Ed è una frase da non sottovalutare.

Perché significa trasformare quello che sembrava un ruolo con equilibri abbastanza definiti in una vera competizione interna.

Chivu sembra voler applicare lo stesso principio che sta emergendo nel resto della rosa: nessuna posizione conquistata per diritto acquisito.

Devi guadagnartela.

Partita dopo partita.

Il prossimo test contro il Monza potrebbe regalarci un’altra indicazione, ma la sensazione è che l’allenatore voglia utilizzare queste settimane proprio per capire chi gli offra maggiori garanzie non soltanto tra i pali, ma anche nella costruzione del gioco.

E allora giriamo la domanda a voi:

🧤 chi dovrebbe essere il portiere titolare dell’Inter 2026/27?

Fonte: FCInter1908

08/08/2026

💎 SEGNATEVI QUESTO NOME: LEONARDO BOVIO.

Ha 18 anni, ma contro la Juventus per alcuni momenti non sembrava affatto un ragazzo mandato in campo per fare esperienza.

Personalità, letture e soprattutto quella sensazione forse ancora più importante per un giovane difensore: non avere paura dell’avversario che hai davanti.

La Gazzetta lo ha premiato con un 6,5 dopo la prova di Perth. Chivu, invece, continua sulla sua linea: niente promozioni affrettate, ma fiducia ai giovani e lavoro per portarli al livello richiesto dalla prima squadra.

Ed è proprio questo il punto.

In un’Inter che sta cercando anche un nuovo difensore sul mercato, forse il precampionato sta facendo emergere qualcosa che qualche settimana fa conoscevano in pochi.

Non significa che Bovio sia già pronto per diventare titolare.

Significa che forse Chivu ha appena trovato un altro giovane sul quale iniziare seriamente a lavorare.

E dopo Stankovic, Pio e gli altri ragazzi cresciuti nel progetto nerazzurro, sarebbe un altro segnale importante.

Voi cosa fareste: Bovio stabilmente con la prima squadra o un anno per giocare con continuità?

08/08/2026

18 anni. Davanti Kolo Muani. Nessuna paura.

Mentre discutiamo di Romero e del prossimo difensore da acquistare, Chivu continua a guardare anche dentro casa.

Contro la Juventus è toccato a Matteo Bovio, classe 2008, uno dei centrali più interessanti del settore giovanile nerazzurro.

Il dettaglio che ci piace di più?

Il suo modello è Bastoni.

Non facciamo paragoni prematuri. Ma la direzione è interessante: l’Inter sembra voler crescere difensori capaci non soltanto di marcare, ma anche di leggere il gioco, avere personalità con il pallone e partecipare alla costruzione.

E forse qui c’è qualcosa di molto “Chivu”.

Un allenatore cresciuto nel settore giovanile che, arrivato in prima squadra, non considera i ragazzi semplicemente numeri per completare gli allenamenti.

Li mette alla prova. Anche contro Kolo Muani.

Il mercato deve migliorare l’Inter.

Ma il futuro, qualche volta, può essere già ad Appiano.

Voi continuereste a dare spazio a Bovio durante la stagione?

08/08/2026

-14 AL RITORNO ⏳💙🖤

Mancano 14 giorni al ritorno della Serie A.

E il nostro viaggio verso il campionato continua attraverso un numero che, nella storia dell’Inter, ha avuto interpreti profondamente diversi. Corsa, forza, qualità, carattere: quattro epoche racchiuse nella stessa maglia.

Il 14 è stato soprattutto quello di Ivan Perišić.

Arrivato nel 2015, il croato ha vissuto sette stagioni nerazzurre diventando uno dei grandi protagonisti della rinascita dell’Inter. Esterno, ala, quinto: correva, segnava, serviva assist e non smetteva mai di sacrificarsi. Con Conte è stato protagonista dello Scudetto 2020/21 e nell’ultima stagione a Milano ha lasciato il segno anche nella conquista di Coppa Italia e Supercoppa. Un numero che, per molti interisti, ormai porta inevitabilmente il suo volto.

Prima di lui, il 14 è stato anche di Patrick Vieira.

Fisicità, tecnica e personalità internazionale. Arrivato nell’Inter che stava iniziando a dominare il calcio italiano, il francese portò esperienza e presenza in un centrocampo costruito per vincere.

Poi Luigi Di Biagio.

Grinta, temperamento e senso tattico. Uno di quei centrocampisti capaci di rappresentare perfettamente un’epoca nerazzurra fatta di battaglie, grandi campioni e notti europee. Con l’Inter ha vissuto quattro stagioni intense, indossando il 14 nelle ultime tre.

Oggi quella maglia appartiene ad Ange-Yoan Bonny.

Un attaccante giovane, potente e ancora tutto da scoprire. Il nuovo volto di un numero che porta sulle spalle una storia importante e che adesso aspetta di scrivere un nuovo capitolo.

Perišić, Vieira, Di Biagio, Bonny.

Quattro giocatori diversi.
Quattro generazioni.
Quattro modi di vivere la stessa maglia.

Ma se oggi diciamo numero 14 dell’Inter, per tantissimi il pensiero corre ancora sulla fascia insieme a Ivan Perišić.

Mancano 14 giorni.

E il nostro countdown verso la Serie A passa dalla storia della numero 14 nerazzurra.

💬 Chi è il vostro numero 14 dell’Inter preferito?

08/08/2026

⚫🔵 NON È L’1-2. È IL SEGNALE.

Ci sono vittorie che servono per il risultato.
E poi ci sono partite che, anche ad agosto, iniziano a raccontarti che squadra stai diventando.

A Perth l’Inter batte la Juventus 2-1. Ma fermarsi al punteggio significherebbe perdere la parte più interessante della serata.

Perché i due gol nerazzurri portano le firme di Dimarco e Diouf. Due giocatori profondamente diversi, quasi due fotografie dell’Inter che Chivu sta provando a costruire.

Dimarco è la certezza. Qualità, appartenenza, conoscenza degli spazi e quella capacità ormai unica di trasformare la fascia in una vera arma offensiva.

Diouf, invece, rappresenta il nuovo. Strappo, fisicità, attacco dello spazio, imprevedibilità. Caratteristiche differenti che possono permettere all’Inter di trovare soluzioni diverse quando i vecchi automatismi non bastano.

Poi arriva il gol di Conceição, che riapre la partita nel finale. Ed è forse proprio lì che il test diventa ancora più interessante: perché oltre a costruire e colpire, bisogna anche imparare a gestire i momenti in cui l’avversario prova a cambiare l’inerzia.

È agosto.
Non assegna punti. Non assegna trofei. E sarebbe sbagliato trasformare un’amichevole in una sentenza.

Ma il calcio d’estate serve anche a cercare indizi.

E da Perth ne arriva uno piuttosto chiaro:

questa Inter non vuole semplicemente ripartire da ciò che era.
Vuole aggiungere qualcosa a ciò che già sa fare. 🖤💙

Il risultato dice Juventus 1, Inter 2.
La parte più interessante, però, è capire dove può portarci tutto quello che stiamo iniziando a vedere.

💬 Al di là del risultato, qual è la cosa che vi ha convinto di più di questa Inter?

08/08/2026

Il raddoppio lo firma Diouf!

Juventus 0 - Inter 2

08/08/2026

La sblocca Dimarco al 20’

Juventus 0 - Inter 1

08/08/2026

⚫🔵 PIO + BONNY: CHIVU LI PROVA INSIEME. E QUESTA È UNA SCELTA DA OSSERVARE.

Contro la Juventus, Chivu decide di partire con Pio Esposito e Bonny contemporaneamente dal primo minuto.

Non è soltanto una necessità dettata dalle assenze di Lautaro e Thuram. Questo test può dirci qualcosa di molto interessante sulla nuova Inter: Pio può dare presenza, gioco spalle alla porta e fisicità; Bonny può attaccare maggiormente gli spazi e muoversi attorno al compagno.

Due attaccanti giovani, differenti e potenzialmente complementari.

Se funzionassero insieme, Chivu avrebbe una soluzione offensiva in più rispetto alla semplice alternanza con la ThuLa.

E sulla destra altra indicazione importante: Luis Henrique ancora titolare.

👀 Oggi guardiamo soprattutto loro.

💬 Pio-Bonny: secondo voi può diventare una vera coppia d’attacco dell’Inter oppure li vedete soltanto come alternative a Lautaro e Thuram?

📰 Fonti: FCInterNews

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