PUBBLICO
Editoriali, approfondiment
PUBBLICO è il magazine di Fondazione Feltrinelli in forma di newsletter: ogni sabato mattina, strumenti e risorse per informarsi sull’attualità sociale, politica ed economica e per orientarsi nella complessità del nostro tempo.
12/06/2026
Non è solo lavorativa, ma esistenziale. Non una fase, ma un orizzonte: parliamo della precarietà dei 30enni di oggi.
Una generazione qualificata, che lavora ma resta sospesa in un mondo di contratti brevi, pagamenti incerti e quasi totale assenza di prospettive. Con un carico psicologico da affrontare senza precedenti.
E anche se cambiano i contesti, le storie sono praticamente tutte uguali: ce le raccontano Sofia Nardacchione e Alessandro Sahebi su PUBBLICO #89.
Domani, nella tua casella mail.
L’ascensore sociale in Italia è rotto per tutti. Ma se sei straniero, è un po’ più rotto.
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Il 65% degli studenti stranieri è nato qui. Parla italiano. Va a scuola qui. Eppure, solo 1 su 3 arriva al liceo, contro 1 su 2 tra gli italiani. Il 28,7% abbandona gli studi prima del tempo - tre volte il tasso degli italiani. E anche chi ce la fa, chi si laurea, trova comunque meno lavoro di uno straniero con il diploma.
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Non è sfortuna. Non è mancanza di impegno: i dati dimostrano che si tratta di un sistema che parte già sbilanciato e questo sistema si chiama: razzismo strutturale.
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L’approfondimento completo è su PUBBLICO 88. 📖 Link in bio! 👆
10/06/2026
Ci sono cose che consideriamo “normali” solo perché non le mettiamo mai in discussione, quasi inevitabili. Ed è proprio lì che iniziano le disuguaglianze, che alimentano modelli culturali, economici e sociali dove c’è un “noi” e c’è chi, invece, è “outsider”.
“Fuori posto” nasce proprio dalla necessità di cambiare prospettiva, per osservare da angolazioni diverse ciò che pensiamo di conoscere già. Insieme a Tana Anglana, interroghiamo appartenenza, alterità e discriminazioni, senza scorciatoie. In collaborazione con
Leggi il primo articolo, al link in bio.
10/06/2026
💸 Se hai abbastanza miliardi, il mondo ha un prezzo di listino.
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Puoi sbarrare il centro di Palermo per un matrimonio vip, comprarti un’isola protetta in Albania o un pezzo di Venezia per una festa privata.
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La chiamano “valorizzazione”, ma è una dinamica predatoria che riduce territori vivi a semplici parchi a tema. Ultra miliardari, come moderni monarchi, usano le nostre strade come sfondo instagrammabile per i loro eventi e i loro mega-yacht, lasciando alle comunità locali solo inflazione e quartieri invivibili.
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👉 Per capire i meccanismi economici e politici dietro queste trasformazioni, iscriviti a PUBBLICO il link è in BIO!
09/06/2026
La cronaca di questi giorni ce lo dice chiaramente: “in Italia è in atto una crescente legittimazione del razzismo, un suo sdoganamento politico e istituzionale e che allargando lo sguardo all’Europa e agli Stati Uniti è evidente il germogliare dei semi del suprematismo e dell’etnonazionalismo” come scrive Ouidad Bakkali nel nostro ultimo numero.
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In un Paese che fatica a rispondere alle sfide di oggi e alle crisi, costruire un nemico come l’immigrato è la soluzione più semplice: il capro espiatorio perfetto, dietro cui nascondere responsabilità e mancanza di visione. Nel frattempo, le seconde generazioni chiedono di diventare cittadini, ma le loro richieste vengono ignorate.
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Leggi l’articolo di : link in bio su 👆
Dimostrare che un uomo nero può camminare libero nel Sud e incoraggiare gli afroamericani a registrarsi al voto. Con questo obiettivo semplice, ma radicale, nel 1966 James Meredith organizza una marcia contro la paura: 220 miglia, da Memphis, Tennessee, a Jackson, Mississippi.
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Al secondo giorno di cammino, 3 colpi di fucile cercano di fermarlo. A sparare è Aubrey Norvell, un uomo bianco, ex commerciante di Memphis negli anni più sanguinosi della segregazione razziale negli Stati Uniti.
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A sessant’anni di distanza, la storia di Meredith non è un semplice ricordo, ma la lente necessaria per leggere un’America che non ha mai sradicato il razzismo dalla propria cultura. Una ferita aperta che – attenzione – non riguarda solo gli Stati Uniti.
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Guarda il video completo su PUBBLICO #88, link in bio su 👆
Perché la violenza razziale trova sempre più legittimazione pubblica? Perché il tema spacca in due la società italiana?
Le domande di Djarah Kan aprono il nuovo numero di PUBBLICO con cui andiamo a scoprire il filo rosso che lega le violenze razziste alla radicalizzazione di parte della destra italiana, che fa della paura una sua arma politica.
🟡 𝐒𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐚𝐳𝐳𝐢𝐬𝐭𝐢 è il numero #88 di PUBBLICO.
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Con l’editoriale di Djarah Kan, gli approfondimenti di Marco Omizzolo, dell’On. Ouidad Bakkali, Luigi Vergallo, Marilisa D'amico, il primo appuntamento della rubrica 𝐹𝑢𝑜𝑟𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 a cura di Tana Anglana in collaborazione con Razzismo Br**ta Storia, 𝐿𝑎 𝑏𝑎𝑟𝑏𝑎 di David Bidussa, i numeri di 𝐷𝑎𝑡𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑀𝑎𝑛𝑜 e un nuovo appuntamento con il 𝐶𝑎𝑙𝑒𝑛𝑑𝑎𝑟𝑖𝑜 𝐶𝑖𝑣𝑖𝑙𝑒 di Fondazione Feltrinelli.
05/06/2026
La morte di Henry Nowak è diventata un caso politico, venendo usata per raccontare una storia precisa: quella del “razzismo al contrario”, una narrazione che trasforma ogni tragedia in una prova a favore di un mondo fatto di invasori, sostituzioni e identità sotto attacco.
I populismi rovesciano il tavolo dei diritti e il razzismo torna a essere uno strumento legittimato nel discorso pubblico.
Ne parliamo nel prossimo numero di PUBBLICO.
04/06/2026
🟡 Il 1 giugno ad Amendolara, in Calabria, quattro braccianti afghani sono stati bruciati vivi dai loro caporali perché avevano chiesto di essere pagati.
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Si chiamavano Amin, Ullah, Safi e Waseem.
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Non è una storia di mostri, è una storia di sistema: di filiere agroalimentari che funzionano scaricando il costo della propria inefficienza sui corpi di chi non può difendersi. Di leggi che esistono e non vengono applicate. Di razzismo strutturale che decide quali vite pesano e quali no.
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Scopri come funziona il sistema che produce il cibo che mangiamo nell’articolo di Maria Panariello su PUBBLICO, il link è tra le storie! 👆
L’America al centro del mondo.
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Negli ultimi 80 anni Washington ha esercitato un ruolo da protagonista assoluta in Occidente, ma ora l’aria sta cambiando. Dalle votazioni all’ONU al dominio del dollaro, fino alle rotte commerciali del Sud Globale: il centro geopolitico si sta muovendo.
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Proviamo a capire come, dati alla mano, insieme a Sofia Berni.
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L’approfondimento completo è su PUBBLICO 87. 📖 Link in bio 👆
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