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Formazione, consulenza, circoli di studio e comunità di pratiche. Traccio percorsi letterari di parole e immagini su attualità e storia.

Coltivo dialoghi tra pedagogia e letteratura.

27/05/2026

La biblioteca intelligente
tra persone, contenuto e tecnologie
26 e 27 maggio 2026, Palazzo Lombardia, Milano

La biblioteca delle illusioni: giovani memorie dal futuro coordinamento di e

Photos from Edufrog's post 25/05/2026

Le nuove generazioni chiedono presenza, relazioni, possibilità concrete di stare nel mondo
insieme agli altri.Crescono attraversando confini sempre più aperti, incontrando storie diverse
che aspettano solo di essere condivise. Ed è proprio nell’esperienza comune — nei luoghi
vissuti insieme, nelle quotidianità intrecciate — che si disinnescano pregiudizi e narrazionidella paura.Quando si condivide uno spazio, un parco, una scuola, una biblioteca, una piazza,diventa più difficile credere all’idea di un’identità da difendere contro qualcuno. Perché ogniidentità è plurale, viva, in trasformazione. Anche quella collettiva.Crescere in ambienti cheaccolgono senza discriminare significa imparare ad abitare la complessità del mondo e le suemolteplici forme di esistenza.

Biblioteche, musei e luoghi di vita pubblici concretizzano la
Ringrazio chi, con me, ha scritto questo volume, ovvero Daniele Brigadoi Cologna,
Gabriella Marinaccio, Roberta Opassi

Photos from Edufrog's post 24/05/2026

La comunità educante | L'importanza del villaggio per cresceren.24 - settimanale Emse- 4/7/2023

Cosa intendiamo quando parliamo di comunità educante?Di questo si occupa questo volume, scritto nell’immediato post-covid, intrecciando
presente, passato e futuro prossimo.
“Ogni qualvolta le conseguenze di un’attività collettiva siano ritenute benefiche daognuno dei partecipanti a quest’attività, e la consapevolezza dei benefici che se netrarranno è tale da indurre a voler agire con energia, affinché questi benefici venganoad esistere, proprio perché essi sono condivisi da tutti, vi è comunità” (John Dewey).
Colin Ward, già nel 1979, correlava l’erosione dei luoghi di vita per l’infanzia con isistemi di trasporto privato e con le esigenze della produttività, prevalenti sullaqualità di vita dei cittadini, in particolare dei bambini e delle bambine. Secondo
l’urbanista Kevin Andrew Lynch organizziamo le informazioni spaziali e creiamo lenostre mappe mentali attraverso sentieri (strade, passaggi e sottopassi), limiti (confini chiaramente percepiti come mura, edifici, spiagge), quartieri (parti cittadinedotate di un proprio carattere identitario), nodi (punti focali, incroci, monumenti,fontane, punti d'incontro) e luoghi contrassegnati (oggetti facilmente visibili, anchea distanza, che funzionano come punto di riferimento e orientamento, come torri,insegne, cipressi, grattacieli).
A partire da queste e altre considerazioni sisviluppa un’idea pragmatica di comunità e pratichequotidiane.

Photos from Edufrog's post 22/05/2026

Buoni libri non esauriscono le tematiche ma piuttosto fanno il contrario: accendono domande,
agevolano l'identificazione nell'altro, consentono l'esplorazione di mondi ignoti come di quelli
familiari, aprendo la possibilità immaginifica di calzare scarpe diverse ed esprimersi attraverso
ruoli inusuali.
In base alle facoltà della persona a cui si rivolgono, calibrano i modi per nominare le cose
e le idee, le percezioni e i desideri, le fantasie e le azioni. Consolidano conoscenze, rafforzano
ritmi e sequenze, trasmettono usi, costumi, norme, poi, mano a mano che le competenze di
chi legge si affinano, alimentano la possibilità di immaginarsi altro da ciò che si è, svolgonouna funzione catartica ed accolgono il desiderio di espansione, creano dubbi, suggerisconopercorsi di ricerca, sollecitano avventure e giochi, individuali e di gruppo, stravolgono i punti divista, li scompongono e testano.
I libri spesso aiutano ad esprimere le emozioni che stentano a trovare le giuste parole,possono essere ottimi compagni di viaggio durante tutte le variegate situazioni che la vitapresenta: sovente mantengono aperto il canale della comunicazione tra l’infanzia e chil’accompagna. Ma non si deve abusare dei libri usandoli come detentori di ricette miracolose.
Un buon libro non semplifica, semmai rende accessibile un lavoro di ponderazione attraverso
cui viene eliminato ciò che non è essenziale: questa è la lezione dei grandi maestri, quale chisia il ramo in cui operano: Bruno Munari, Enzo Mari, Maria Montessori, Marie Curie o la topChef Annie Féolde, che crea i suoi piatti per l'Enoteca Pinchiorri di Firenze. Leggeremoltiplica la capacità di connettere situazioni apparentemente distanti.

Photos from Edufrog's post 20/05/2026

Primi libri per leggere il mondo | Letteratura e pedagogia per una comunitàeducante.
Pubblicato nella collana I saggi di è una raccolta di ricerche,
riflessioni ed esperienze maturate nel corso della mia pratica professionale fino al2020, anno della prima edizione, aggiornata già nel 2022 dopo che un incendio aBruxelles aveva mandato letteralmente in fumo 6 edifici -e con essi il mio server e13 anni di lavoro, ovvero: siti e archivi. Andarono così persi anche i contenuti online complementari alsaggio. Custodisco quell’esperienza luttuosa comeuna severa, ma rigenerante opportunità per ridefinire pragmaticamente i mieiobiettivi. Mi colpirono due reazioni diverse alla notizia: molte persone espresseroaffetto e stima, unitamente a una concreta volontà di aiuto nel recuperare il
salvabile (ancora GRAZIE!!) e altre“valutavano” che in realtà nulla era perduto, bastava essere “capaci” e che“potevo” recuperare tutto tramite web.archive.org: questa procedura però è utile
solo per i materiali online, ma la maggior parte erano “temporaneamente” inbozza perché da un anno stavo realizzando una revisione dei siti. Nonsolo: in archivio c’erano anche materiali destinati a un uso diverso, in particolarevideo e foto. Non erano allora e non sono oggi recuperabili.
Del libro la parte più importante è racchiusa nella dedica a Valentino, che riunisceuna dichiarazione materna d’amore e un manifesto pedagogico. In copertina unafoto che scattai in Fondazione Prada con disegni di
PRIMI LIBRI PER LEGGERE IL MONDO continua a girare e con lui io. Molti dei libri dicui scrissi sono arrivati nel frattempo in cataloghi italiani e questo rende oggi facilmente accessibili gioielli come Cucù i libri di Katsumi Komagata
il lavoro di Tana Hoba e

Photos from Edufrog's post 18/05/2026

Guardandomi indietro, questo è il progetto più visionario e ardito mai realizzato.

Illustrazioni in movimento | Un concorso internazionale per promuovere cultura educativa

Nel 2016 con alcune amiche pubblichiamo un bando di idee "Illustrazioni in movimento" mosse
dall'urgenza di portare all'attenzione di tutti il lavoro avviato nel secondo dopoguerra dalla
pediatra ungherese Emmi Pikler sullo sviluppo motorio naturale nella primissima infanzia.
Desideravamo anche onorare il prezioso lavoro dell'illustratrice Klara Pap che ha reso
possibile far circolare gli studi della pediatra attraverso il disegno, superando i limiti posti dalle
barriere linguistiche. Il concorso si proponeva di favorire un incontro e un confronto tra i vari
professionisti impegnati a favore dell'infanzia: illustratori, editori, pediatri, pedagogisti,
psicomotricisti, educatori, insegnanti, bibliotecari, cittadini, famiglie e istituzioni, allo scopo di
favorire alleanze educative. Risposero 84 partecipanti, da 4 paesi. In commissione con me e
Alice Gregori, Francesca Archinto
e Fausta Orecchio (Orecchio Acerbo) Stefano Laffi (Codici Ricerca e Intervento).
Vinse Matilde Martinelli. Le 11 tavole selezionate andarono a costituire il corpo di una mostra
itinerante accompagnata dal biblio-catalogo dal titolo Sguardi d'infanzia: Illustrazioni in
movimento: l’intento era sensibilizzare la cittadinanza e gli studiosi sull'importanza del
movimento ai fini di un sereno sviluppo armonico. Rimarrà un momento cardine nel mio percorso professionale. Anche questo è

[email protected]

Photos from Edufrog's post 18/05/2026

Illustrazione di per Edufrog

Photos from Edufrog's post 14/05/2026

IN-VISIBILI è il libro di che ha in catalogo da settembrecon la traduzione di Laura Tosi.
Un libro che ha catturato la mia attenzione per più di unmotivo: i miti classici, apprezzati da molti bambini e bambine, vengono presentate sia dalla
prospettiva dei personaggi maschili che femminili. Non di secondaria importanza: viene fatta
luce su una semplificazione che si tramanda di generazione in generazione, secondo cui le
muse “ispirerebbero” gli artisti quando invece sono esse stesse artiste "attive" sul monte Olimpo.
Poi, naturalmente, arendere attraente questo volume la scelta di realizzarlo su una doppia narrazione utilizzandola tecnica della “decodifica a colori” (o Color Reveal) che appartiene alla famiglia più ampiadell'anaglifo.
Tutto si basa su come i nostri occhi percepiscono il contrasto e su come un filtro seleziona la
luce: quando sovrapponi un filtro rosso a un'immagine che contiene del rosso su sfondo
bianco, le parti rosse dell'immagine "spariscono"perché il filtro lascia passare
solo la luce rossa; dato che sia lo sfondo bianco che l'inchiostro rosso riflettono luce rossa,l'occhio non percepisce più alcun contrasto tra i due. Oltre alle linee rosse si nascondeun'immagine disegnata in un colore complementare; il filtro rosso assorbe la lucecomplementare, facendola apparire quasi nera, di conseguenza, il filtro "cancella" il disturbo
rosso e fa risaltare l'immagine nascosta, rendendola chiaramente visibile.
Questa tecnica ha vissuto un periodo d’oro, in cui era spesso utilizzata nella
creazione di giocattoli e libri illustrati, in particolar modo nella variante in 3D, quelladegli occhialini di cartone con una lente rossa e una blu, per intendersi (ricordate??) dove però il filtro
serve a inviare un'immagine leggermente diversa a ogni occhio per creare l'illusione dellaprofondità.
Riguardo al testo: è molto asciutto, non esaurisce quindi la voglia di conoscere i miti ma ci
gioca, rilanciando verso altre fonti per saperne di più, ma lo fa con una mossa vincente:
mettendo al centro il fare. E anche chi non sarà invogliato a saperne di più avrà interiorizzato che ogni storia ha più versioni.

Photos from Edufrog's post 13/05/2026

Inizia in esterno questo leporello GRANDE: campagna, città moderna sullo sfondo, senza soluzione di continuità osserviamo le persone su un autobus e la città che attraversa: un gruppetto gioca una partita a bocce, la signora Picton sulla panchina con cane lancia cibo ai piccioni; l'estate sta per finire e qualcuno riceve il cono che sarà riempito di dolci per il suo primo giorno di scuola, il primo in assoluto, poi non ne riceverà più. Ai tavolini di una gelateria c'è chi lavora e chi degusta. Tanta vita lungo il filo d'acqua che attraversa il verde, e campi, e boschi! Poi casa: ingresso, lavanderia, salotto, tinello, cucina, dispensa, bagno, camere, affaccio sul fuori.
29.376 centimetri quadrati di
10 tavole


👏👏 👏👏 👏👏

Quando troverà casa in un catalogo italiano?

Photos from Edufrog's post 12/05/2026

Ancora un leporello GRANDE, ancora , questa volta con l'immaginario di .ilabaca
Cosa accade nel bosco? Chi ci vive? Quali animali antropomorfizzati, fiori, funghi, alberi?
Quali i giochi prediletti? E quali libri? Quale umanità vive nel piccolo agglomerato di abitazioni - e come trascorrono il loro tempo le persone che vi abitano?
23.520 centimetri quadrati di brulicante comunità da leggere, usare come fondale per i propri giochi, affrescare una parete, su cui muovere dita e personaggi.
Un libro-gioco, con alette quanto basta per soddisfare assortite curiosità, un buco per sbirciare e attraversare con dita indagatrici, spigoli che si appianano e tavole che formano angoli.
Un mondo fantastico ma verodimile, tra ora, prima, poi e forse.
(sempre se esistesse, naturalmente 😁)

Photos from Edufrog's post 11/05/2026

accompagna da decenni l'evoluzione dell'oggetto-libro: talvolta gioco, altre scatola delle meraviglie, altre ancora puntina che invita a sgangherare e rimontare oggetti e idee. A partire dall'esperienza e dallo slancio che muove il quotidiano e tutte le sue proiezioni, istiga a leggere il mondo ed esserne parte.
Questo è uno dei leporelli GRANDI come una ribalta che si lascia esplorare e adattare, non senza sorprese e inviti impliciti a sollevare, dispiegare e riporre.

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