FuoriOpera
Officina creativa di Teatro d'Opera
Allestimenti flessibili che si adattano ad ogni genere di spazio (pubblico e privato) riportano l’Opera Lirica, unica vera cultura popolare italiana, ad un livello di fruibilità massima eliminando ogni genere di barriera tra pubblico e artisti. Le opere proposte sono “ridotte” nei tempi (max. 90’ senza intervallo) e negli spazi, mantenendo tuttavia il filo narrativo esaltato da una sapiente regia scenica e dalla possibilità di seguire l’azione anche sul libretto di sala.
26/05/2026
In questa nuova lettura di Lucia di Lammermoor, la Scozia diventa un luogo infestato dalla violenza, dal potere e da un odio che si tramanda nel tempo.
Lucia è intrappolata in un mondo che decide per lei: il corpo, il destino, l’amore.
La sua follia non è evasione romantica, ma l’estrema conseguenza di una violenza che attraversa tutta l’opera.
Attorno a lei, tutto parla di morte: il fantasma della fontana, le lapidi, l’amore consumato accanto ai sepolcri.
Nella regia di Massimo Marani, Lucia di Lammermoor diventa il racconto di una ribellione impossibile, schiacciata da un sistema che non lascia via d’uscita.
Lo spettacolo ha debuttato sabato scorso al Palazzo Blu di Pisa, inaugurando un nuovo percorso di ricerca e rilettura del repertorio lirico firmato FuoriOpera.
18/05/2026
Tutti cercano qualcosa: amore, felicità, una possibilità di cambiare vita.
E c’è sempre qualcuno pronto a trasformare quel desiderio in un prodotto da vendere.
Nella regia di Massimo Marani, L’elisir d’amore abbandona il folklore della commedia per diventare il ritratto feroce di una società costruita sulle illusioni.
Dulcamara non è un semplice buffone: è un venditore perfetto, un uomo di spettacolo che conosce il prezzo delle fragilità umane e sa come confezionarle.
Nemorino ci crede, come ci crediamo tutti quando desideriamo una scorciatoia, una promessa facile, qualcuno che ci dica che tutto può cambiare con una bottiglia miracolosa.
Il gioco è truccato, ma continua a funzionare.
Perché le illusioni, quando sono raccontate bene, vendono ancora benissimo.
14/05/2026
Attorno a Violetta si muove un intero giardino umano.
C’è chi protegge, chi osserva, chi desidera, chi recide.
La traviata racconta anche questo: una società che ama la bellezza finché può possederla, e la distrugge quando smette di poterla controllare.
Nella regia di Massimo Marani, Violetta diventa il simbolo fragile e luminoso di tutto ciò che il mondo lascia sbocciare solo per un tempo troppo breve.
Dopo il debutto accolto con entusiasmo a Pisa, Fuori Opera proseguirà il suo percorso durante l’estate con nuovi appuntamenti e nuovi incontri con il pubblico.
22/04/2026
Domenica un nuovo debutto per FuoriOpera!
il 26 aprile alle 18.30 vi aspettiamo al Teatro Nuovo Pisa - Binario Vivo con una nuova versione di Traviata diretta da Massimo Marani.
https://www.fuoriopera.it/project/la-traviata/
22/04/2026
Fare teatro è cercare.
Non esiste una forma definitiva.
Ogni lavoro è un tentativo di trovare un modo più preciso, più efficace, più necessario per raccontare.
Domenica 26 aprile ore 18.30 al debuttiamo con una nuova versione di Traviata con la regia di Massimo Marani. Ti aspettiamo!
15/04/2026
La traviata è anche il racconto di una società che celebra la bellezza finché può possederla, e la distrugge quando non riesce più a controllarla.
La regia di Massimo Marani parte da qui, costruendo uno spettacolo in cui Violetta diventa il simbolo di una bellezza esposta e consumata.
📍 Teatro Nuovo, Pisa
📅 Domenica 26 aprile
🕡 Ore 18:30
👆Link biglietti in bio
08/04/2026
La bellezza da sola non risolve.
Ma può attivare uno spazio di riflessione,
un modo diverso di percepire ciò che ci circonda.
03/04/2026
L’opera è un atto umano prima ancora che musicale. Richiede ascolto, concentrazione e una disponibilità reciproca tra chi interpreta e chi è in sala.
30/03/2026
Niente in scena è neutro. Ogni gesto, ogni luce, ogni silenzio costruisce uno sguardo sul mondo.
26/03/2026
Raccontare è una responsabilità.
Ogni scelta scenica ha un peso.
Raccontare significa decidere cosa rendere visibile, cosa lasciare fuori, come guidare lo sguardo di chi osserva.
24/03/2026
Rendere l’Opera accessibile non significa semplificarla.
Significa trovare le condizioni perché possa essere ascoltata davvero, anche da chi non la conosce.
È una questione di linguaggio, di spazio, di relazione.
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