Step4
Step4 srl è una impresa sociale nata a Milano nel 2014. Si occupa di educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza mondiale attiva.
15/09/2026
Abbiamo fatto girare un questionario sulla mobilità nel territorio di Crema, per costruire insieme a ragazze e ragazzi una campagna di comunicazione sui temi della crisi climatica. Hanno risposto più di trecento persone, tra studenti delle medie, delle superiori e adulti.
Tra le tante domande, una era aperta: se ti dico mobilità sostenibile, cosa ti viene in mente? Le risposte tornavano quasi sempre sugli stessi argomenti: inquinamento, traffico, salute, cambiamento climatico e altre cose negative. Il messaggio è chiaro: abbiamo un problema e lo sappiamo. Solo che lo raccontano già in tanti, cosa possiamo aggiungere noi di nuovo?
Le altre risposte al questionario ci hanno aiutato a parlare di mobilità sostenibile in un altro modo.
La bici, per esempio, prima di essere una scelta ambientale, per i ragazzi è il primo mezzo che ti porta da qualche parte senza dover chiedere un passaggio a nessuno. È un momento di autonomia, di libertà.
E il bus invece è uno dei pochi momenti della giornata in cui puoi chiacchierare, dormire, ripassare, ascoltare musica senza che nessuno ti chieda niente.
Sono nate così due campagne: La libertà su due ruote e Scegli il tuo ritmo.
La prima è per capire se i giovani ciclisti di Crema hanno un profilo più chill, six-seven o aura (se non l'hai capita sei un boomer). La seconda è per popolare una playlist dedicata ai bus di Crema dove poter ascoltare le canzoni segnalate dalle ragazze e i ragazzi che li prendono ogni giorno. Anche qui, se sei negli anta, potresti non capire.
Crema on the move. Le idee fanno più strada delle macchine è un progetto promosso da Step4 in collaborazione con l'istituto Comprensivo Crema Due, l’IIS Sraffa, l’IIS Racchetti-Da Vinci, il Comune di Crema e Autoguidovie.
Crema on the move è sostenuto da PuntoSud nell'ambito del programma di contrasto ai cambiamenti climatici finanziato dalla European Commission - EU International Partnerships e sostenuto in Italia da Fondazione Cariplo.
14/09/2026
Qualche mese fa abbiamo portato un gruppo di ragazzi a visitare un data center, quello di Elmec Informatica.
Corridoio caldo, corridoio freddo: l'aria fredda attraversa i server, si scalda, viene aspirata, raffreddata e torna sotto il pavimento a ricominciare. Per buona parte dell'anno basta l'aria di fuori, sopra i 22° entra in gioco anche l'acqua. Il ciclo non si ferma mai e nemmeno le persone: "qui c'è sempre qualcuno, di notte, di giorno, Natale, Capodanno".
Poi la squadra che si occupa di sicurezza informatica. Mandano finte mail di phishing alle aziende loro clienti, per vedere chi ci casca. Guardano cosa si trova nel dark web. Entrano nei sistemi dei clienti per cercare falle.
Uno dei ragazzi chiede: “Siete tipo degli hacker buoni. Quello che sapete fare è come le arti marziali, che se ti beccano a usarle fuori è un problema?”
Risposta: “Dipende da come lo usi”
Domanda: “E se tu volessi rubare qualcosa a qualcuno, da dove partiresti?”
Risposta: “Il punto debole resta la persona: le distrazioni, le abitudini, i momenti in cui abbassi la guardia".
Questa squadra si chiama Red team e due anni fa non esisteva: oggi ha una sala, un nome, dei compiti precisi. È nato perché tre persone hanno detto ai loro responsabili che volevano provare e gli hanno risposto: ok.
E poi Luca Sardella Responsabile ESG di Elmec. Ha studiato filosofia, ha fatto il cameriere prima di entrare in azienda ed è arrivato in un ufficio marketing. Il suo primo incarico è stato scrivere il bilancio di sostenibilità: un lavoro che, dice lui stesso, in quel momento non voleva fare nessuno. Oggi guida lui quel team.
Abbiamo deciso di portare qui alcune delle nostre domande: come faccio a capire se un posto fa per me? Come capisco che non sto sbagliando direzione? E se lo trovo, il posto giusto, sarò felice davvero?
Alla fine della visita qualcuno ha chiesto "Come sarà il vostro settore tra vent'anni?".
Risposta: "Non lo sappiamo, ma va bene così."
Domande per il Futuro è un progetto di orientamento di Karakorum Srl Impresa Sociale, Step4 e Liceo Daniele Crespi di Busto Arsizio, con il sostegno di Regione Lombardia (bando Giovani SMART) e in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Territoriale della Provincia di Varese e Confindustria Varese.
https://open.spotify.com/episode/0ZGYCYqFipLkq5v50YZVMq?si=965ca0b1dbfa4d6e&nd=1&dlsi=d3732bd3cfef4585
ELMEC - Persone, oltre i dati DOMANDE PER IL FUTURO · Episode
14/09/2026
Dentro Serendipity Garden, il progetto con cui allestiremo due tech garden in due scuole superiori di Milano, siamo entrati in aula per iniziare la parte vera della progettazione dei due giardini.
Sondra Citterico la nostra esperta di botanica, si era portata delle essenze da far annusare, rosmarino tra le altre. Abbiamo capito dopo che non era un dettaglio a caso: è aromaterapia e lei la usa come strategia subdola per entrare nella testa delle persone... passando dal naso!
Da lì siamo scesi in giardino, a guardare da vicino quello che c'era già. Buona parte del gruppo non sapeva riconoscere piante che ha sotto gli occhi da anni.
Tornati in classe, il gioco: foto di piante e per ognuna una scelta da fare prima di sapere la risposta. Ha bisogno di molta acqua? Ama il sole? Resiste al freddo? Attira insetti? Cresce in fretta? Poi Sondra raccontava la pianta per davvero e insieme si decideva se meritava un posto nel garden.
Parlare di piante non è il tipo di cosa che di solito accende un gruppo di sedicenni. E invece a un certo punto uno di quelli con la faccia da "sono qui di corpo, con la testa altrove" ha alzato lo sguardo e ha detto: no raga, il sambuco è una figata, lo dobbiamo mettere!
Anche in questo caso, a pensarci, come al solito non siamo riusciti a stare fermi su un solo modo di lavorare: naso, occhi, mani, gambe, voce, pensieri ecc. L'ennesima conferma che si impara solo usando TUTTO il corpo.
Dei due garden, sensori compresi, parleremo più avanti. Per ora ci teniamo questa immagine: un gruppo di adolescenti chini su una foto di sambuco, a decidere se merita un posto nel proprio giardino.
Grazie a Sondra, la nostra "strega delle piante" 🤭
Serendipity Garden è un progetto promosso da Step4 in collaborazione con IIS Salvador Allende e ITIS G. Feltrinelli di Milano, realizzato grazie al sostegno di Fondazione di Comunità Milano Ente Filantropico ETS, di chi ha partecipato al fundraising di comunità a sostegno del progetto e di AirGradient Ltd.
03/09/2026
Alla fine di ogni progetto analizziamo i questionari di uscita che facciamo compilare alle ragazze e ai ragazzi, e li confrontiamo con quelli di ingresso. Un lavoraccio che porta via un sacco di tempo, anche se usi l'aiutino digitale.
Abbiamo appena finito un progetto su sostenibilità, crisi climatica eccetera.
Tra le tante domande, una: quale frase ti rappresenta di più? (si parla di cosa possiamo fare per...)
Posso cambiare alcune mie abitudini quotidiane.
Posso informarmi meglio e fare scelte più consapevoli.
Posso partecipare a iniziative della scuola o della comunità.
Posso comunicare e coinvolgere altre persone.
Non penso di poter contribuire davvero.
Non lo so.
Sei frasi, una crocetta sola: due risposte su tre sono tra le prime due. Le ultime due, messe insieme, valgono l'8%.
In poche parole la maggior parte di chi pensa di poter fare qualcosa ha in mente una prospettiva individuale, non collettiva. Non è la prima volta che lo rileviamo e non stupisce che succeda.
Ma ci impone di dedicare attenzione particolare all'ultimo dei 4 pilastri delle competenze (o come cavolo si chiamano): sapere, saper essere, saper fare, SAPER FARE INSIEME AGLI ALTRI.
Innanzitutto credere che sia possibile.
Il progetto 2050 - Educazione, arte e cittadinanza per un futuro sostenibile è stato realizzato da Step4 e Campo Teatrale con il Liceo Amaldi di Alzano Lombardo, grazie al sostegno di Fondazione Cariplo nell'ambito del bando Clima Creativo.
02/09/2026
Questo è il primo episodio del podcast di Domande per il futuro, il progetto di orientamento che stiamo facendo da un po' di mesi insieme a una ventina di ragazze e ragazzi della provincia di Varese.
Si parla di un tema che è emerso fin dal primo incontro: come faccio a scegliere adesso il mio futuro? devo davvero scegliere una cosa sola? e se poi è la strada sbagliata? aiuto!
Siamo partiti dall'incontro con Stefano Beghi e da Karakorum Srl Impresa Sociale. Lui ancora oggi quando gli chiedono "che lavoro fai?" non sa cosa rispondere e per spiegare che cosa fa Karakorum ci vogliono dai 5 ai 10 minuti.
Eppure ci sono, lavorano bene, ottengono risultati e hanno un sacco di idee e prospettive per il futuro. Ma come hanno fatto?!?
Qui si parla di quello che è successo: di come si comincia, poi si cambia senza smettere di essere quello che si è, del fatto che adattarsi non vuol dire accontentarsi e della differenza tra essere bravi a fare una cosa sola ed essere capaci di continuare a cambiare.
Alla fine dell'episodio c'è una frase molto bella: "Guardate molto lontano, ma scegliete oggi. Non state seduti ad aspettare di avere le idee chiare, perché le idee chiare non arriveranno mai."
Una fotografia dal backstage del podcast. Stiamo facendo orientamento anche senza saperlo, una ragazza si siede davanti al microfono con la voce che le trema e dopo tre minuti sembra una speaker navigata che non smetterebbe mai di parlare. Non sapeva di saperlo fare. Ecco.
Si ascolta qui: https://open.spotify.com/episode/4wRX1r8XMFigG922hTlAbj?si=62bc929d92de4b18
Domande per il futuro è un progetto di orientamento di Karakorum Impresa Sociale, Step4 e Liceo Crespi di Busto Arsizio, grazie al sostegno di Regione Lombardia Bando Giovani SMART 2.0 e realizzato in collaborazione con Ufficio Scolastico Territoriale della Provincia di Varese e con Confindustria Varese.
KARAKORUM - La casa di un sogno DOMANDE PER IL FUTURO · Episode
A un certo punto hanno acceso il microfono.
Detta così sembra una cosa semplice. In realtà prima c’erano stati mesi di laboratori, riunioni, prove, copioni, video, una campagna di crowdfunding, messaggi da mandare, grafiche da sistemare, gente da convincere, cavi, mixer, cuffie, una stanza da attrezzare e quella piccola ansia da “ok, adesso però funziona davvero?”.
La radio del Liceo Amaldi è nata così.
Si chiama The Voice of Us e già dal nome si capisce la faccenda: a un certo punto il progetto 2050 non doveva più essere raccontato da noi. Doveva prendere un’altra voce.
Ragazze e ragazzi hanno costruito la campagna, raccolto testimonianze, preparato contenuti, lavorato su testi, video, grafica, scalette, interviste. La raccolta fondi ha superato l’obiettivo: 1.555 euro raccolti, 100 donazioni.
Poi è arrivata la prima trasmissione. Si chiama 2050 - Odissea nel presente. E indovina con che musica inizia? Esatto, proprio quella. La trovi qui https://www.shareradio.it/2050-odissea-nel-presente-liceo-amaldi-step4/
La prima trasmissione è venuta una bellissima mezza schifezza.
Con l’emozione, i ringraziamenti al tecnico audio messi a caso, le domande ai compagni fatte a tradimento, qualche inciampo, una risata, un silenzio di troppo, le canzoni scelte “perché c’entravano con il futuro, il clima, la trasformazione”.
E con frasi che ogni tanto arrivavano dritte, tipo: “noi giovani non dobbiamo solo aspettare il futuro, dobbiamo costruirlo”.
Tutto questo per noi ha un valore enorme.
Perché la web radio non è “il prodotto finale” del progetto. O almeno non solo. È una cosa che resta lì. Una stanza, degli strumenti, un gruppo di docenti e studenti che ha imparato a usarli, una scuola che dal prossimo anno potrà farci podcast, interviste, racconti, musica, prove, errori, altre voci.
A noi interessano molto queste cose qui.
Quelle che non finiscono quando finisce il calendario delle attività. Quelle che lasciano una capacità in più. Magari piccola, magari imperfetta, ma vera: sapere fare una domanda, reggere una diretta, mo***re un audio, scrivere una scaletta, ascoltare qualcuno senza mangiargli la risposta, scegliere cosa merita di essere raccontato. E anche la soddisfazione di vedere un’idea diventare un oggetto reale, finanziato grazie al sostegno delle persone.
Ma la parte più bella è un’altra: quando un progetto educativo smette di chiedere agli studenti di partecipare e comincia a lasciargli in mano le chiavi del percorso. Perché il nostro obiettivo è sempre lo stesso: lavorare il meno possibile 😉
Il progetto 2050 - Educazione, arte e cittadinanza per un futuro sostenibile è stato realizzato da Step4 e Campo Teatrale con il Liceo Amaldi di Alzano Lombardo, grazie al sostegno di Fondazione Cariplo nell’ambito del bando Clima Creativo.
PS: anche grazie a questo progetto, per due anni Step4 ha vinto il premio Progetti di qualità per l’educazione ambientale di Regione Lombardia. Giusto per menarsela un po’, ogni tanto.
29/06/2026
Questo è un setting.
Sembra una foto qualsiasi, pure un po’ storta: siamo allo Spazio YAK, si vede il banco luci in primo piano, un gruppo di ragazzi e ragazze, sedie in cerchio , fogli, post-it, pennarelli, scotch, un tavolo con qualcosa da bere e da mangiare, un calcio balilla lì vicino, musica in sottofondo.
È l'inizio di una delle cose più importanti che abbiamo fatto in questi mesi.
Abbiamo deciso di parlare con ragazze e ragazzi di futuro, lavoro, scelte, desideri, paure, adulti, soldi, realizzazione personale, ansia, felicità, fallimento e compagnia bella. Abbiamo deciso di non fare slide, ma costruire le condizioni perché qualcosa possa succedere davvero. Davvero.
Al centro del palco c'è un foglio. Da una parte: speranze, sogni, desideri. Dall’altra: paure, dubbi, ansie. Ognuno poteva scrivere e attaccare i suoi post-it. Ne sono uscite cose enormi e cose piccole. Che poi spesso sono la stessa cosa.
C’è chi sogna di trasformare la propria passione in lavoro, chi di trovare una strada, chi di vivere al mare, chi di andare a studiare in Danimarca, chi di avere una famiglia numerosa, chi di fare musica, chi di scrivere, chi di essere libero di pensare con la propria testa. Qualcuno ha scritto “avere tempo illimitato con i miei nonni”, che secondo me vale più di molti discorsi motivazionali sul futuro.
Poi ci sono le paure: non farcela, restare soli, deludere i genitori, non sentirsi all’altezza, essere giudicati, non trovare casa, non avere opportunità, non saper gestire il cambiamento, arrivare da vecchi pieni di rimpianti. Anche qui: niente di “giovanile” in senso stretto. Roba umana. Solo detta prima, magari con meno corazze addosso.
La cosa interessante è che quando ascolti davvero ragazze e ragazzi, viene fuori sempre un mondo molto più complesso di quello che spesso gli adulti raccontano. Non sono “disorientati”. Non sono “fragili”. Non sono “senza sogni”. Non sono "svogliati". Hanno desideri giganteschi, paure precise, ironia, contraddizioni, pudore, ambizione, bisogno di soldi, bisogno di senso, bisogno di qualcuno che non arrivi subito con la risposta giusta.
Per questo il setting conta. Sia fisico che mentale. Non come dettaglio estetico, ma come dispositivo educativo.
Un teatro, un foglio, qualche post-it, musica, cibo, oggetti strani per terra, il tempo di stare insieme. A volte basta questo per spostare l’energia di una stanza.
Siamo partiti dalle domande, per ascoltare che cosa c’è davvero nella testa e nella pancia di chi dovrebbe orientarsi.
Domande per il futuro è un progetto di orientamento di Karakorum Srl Impresa Sociale , Step4 srl - impresa sociale e Liceo Crespi di Busto Arsizio, grazie al sostegno di Regione Lombardia Bando Giovani SMART 2.0 e realizzato in collaborazione con Ufficio Scolastico Territoriale della Provincia di Varese e con Confindustria Varese.
23/06/2026
Domenica 28 giugno, dalle 16 alle 22, al Giardino Nascosto di via Luigi Bertelli 44 a Milano c’è Quartiere a Tavola.
L’evento è organizzato dalle ragazze e dai ragazzi che negli ultimi mesi hanno partecipato a Be A Change Maker, un percorso di attivismo promosso da WeWorld sui temi della giustizia sociale e ambientale, a cui Step4 ha collaborato.
Sarà un pomeriggio nell’orto, con laboratori per tutte le età, momenti di co-creazione, musica e aperitivo condiviso. Si travasano piantine, si decorano vasetti, si gioca con scatole sensoriali, si raccolgono idee per un ricettario di quartiere e una mappa di realtà etiche. Poi si resta insieme per una cena condivisa e DJ set.
Vogliamo passare un bel pomeriggio e una bella sera insieme, mangiare, ascoltare musica e stare bene. Ma non solo.
Perché il cibo è una cosa seria: riguarda come viene prodotto, chi lo coltiva, quanto è accessibile e sostenibile per tutte e tutti. Per questo durante l’evento sarà possibile firmare Good Food for All, una campagna europea che chiede regole più giuste sul cibo
https://eci.ec.europa.eu/053/public/ #/screen/home
https://www.instagram.com/reel/DZ43Vf0A3Io/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==
22/06/2026
Quando entriamo in classe per parlare di cambiamento climatico, disuguaglianze, migrazioni, guerre, diritti, la tentazione è sempre la stessa: dire troppo.
Figuriamoci quando si parla di temi umanitari e di Medici Senza Frontiere.
Perché dietro ci sono storie che gelano il sangue, crisi che sembrano impossibili da raccontare, ingiustizie che ti fanno ve**re voglia di scuotere chi hai davanti e dire: “Guardaaaaa, questa cosa riguarda anche noi!!!”.
È una foga comprensibile. Anche giusta, in fondo.
Ma fare così può diventare un boomerang. Se entri troppo carico, troppo frontale, troppo convinto, rischi che ragazze e ragazzi si chiudano. O che dicano solo quello che pensano tu voglia sentirti dire.
Bisogna avere pazienza, creare uno spazio, fare domande, partire dai loro mondi anche quando sembrano lontani, accettare silenzi, distanza, disinteresse, risposte impreviste.
Una delle cose più belle del lavoro su Scuole Senza Frontiere è stata proprio questa: accompagnare volontari e docenti a trasformare i temi umanitari in uno spazio dove costruire le condizioni perché qualcosa si muova, senza sapere cosa. Non una lezione su MSF. Un incontro con MSF. Una specie di dating educativo.
Siamo molto felici di aver fatto parte anche di questa seconda edizione, insieme a Medici Senza Frontiere e Onlus.
E ancora una volta grazie: MSF è una delle realtà con cui Step4 lavora fin dalla nascita. Continuare a farlo ci ricorda perché abbiamo iniziato.
#educazionecivica #cittadinanzaattiva #volontariato #msfitalia #scuolesenzafrontiere | Medici Senza Frontiere Si conclude la seconda edizione di Scuole Senza Frontiere e siamo già pronti a ripartire! In due anni, oltre 50 istituti scolastici e circa 2000 studenti e studentesse hanno partecipato al percorso di formazione scuola-lavoro promosso da MSF, approfondendo i temi umanitari e sviluppando competenze ...
Nel video si vede un ponte costruito con bastoncini, elastici e un pezzetto di scotch. Doveva collegare due banchi e reggere una mela per 10 secondi.
Il gioco del ponte è un format molto conosciuto per parlare di creatività, problem solving ecc. A noi interessava usarlo per parlare di emozioni. Sì, perché la creatività a molti sembra una cosa allegra, un po’ da fricchettoni. Idee colorate, libertà, fantasia, gioco, entusiasmo.
In realtà creare significa anche stare dentro l’incertezza. Provare una soluzione e vederla crollare. Sentire frustrazione. Avere ansia perché il tempo finisce. Litigare un po’ sul modo migliore per procedere. Accettare che l’idea iniziale forse non funziona.
Per Step4 è stata la prima esperienza di test del kit didattico 10 lezioni per allenare le life skills, una rassegna di attività che esplorano emozioni come paura, rabbia, frustrazione, entusiasmo, vergogna, fiducia e senso di appartenenza.
Negli incontri che abbiamo fatto, la cosa che ci ha colpito di più è stato lo spiazzamento iniziale.
Per molti studenti era strano avere a scuola uno spazio per lavorare sulle emozioni in modo serio e strutturato, anche se partecipato e informale. All’inizio facevano fatica. Ridevano imbarazzati, si schermivano, cercavano di capire se c’era una risposta giusta. Poi, piano piano, si lasciavano andare.
A volte anche oltre il perimetro che avevamo immaginato. Perché questi laboratori non sono sedute di terapia di gruppo. Sono percorsi educativi. Però quando si lavora su emozioni, reazioni, relazioni e conflitti, può succedere che emergano episodi molto reali: una situazione di violenza digitale, una paura, una richiesta di aiuto, il bisogno di capire a quale adulto potersi rivolgere.
Lì capisci che allenare le life skills non è un tema leggero. Chiede ascolto, confini chiari, verità e responsabilità. Chiede di stare dentro il proprio ruolo educativo, senza imbarazzo, ipocrisia o moralismi quando una domanda vera arriva.
Alla fine di alcuni incontri i ragazzi e le ragazze erano stravolti. Ce l’hanno detto loro: “Era meno faticosa una lezione normale di scuola... però è stato bello”.
Beh, senza saperlo ci hanno fatto un gran complimento ❤️
I laboratori sono stati realizzati con le classi prime dell’IIS Capirola di Leno e dell’IIS Golgi di Brescia, grazie ad Azionamenti - Laboratorio di possibilità, un progetto di Fondazione Cariplo realizzato da Cariplo Factory
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