GaS Studio

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Architecture, urban, product and interior design studio. Main offices in Milan and San Francisco.

GaS Studio plays a role in the architecture, interior design, product design, urban planning, and construction management fields. The Studio is composed by:
GaS Studio, the core
GaS Works, the construction technical and managerial branch
OIL Studio, the design and communication branch.

Photos from GaS Studio's post 23/06/2026

L’estate non è solo un cambiamento di stagione, ma di condizioni dello spazio.
La luce si fa più dura, le superfici più esposte, i materiali devono reagire invece che solo apparire. Calce, ceramiche smaltate, fibre intrecciate e superfici riflettenti costruiscono modi diversi di abitare il calore.
Anche l’ombra diventa una componente progettuale, necessaria quanto la materia.

Qual è per te l’elemento che definisce davvero uno spazio estivo?

Photos from GaS Studio's post 18/06/2026

La Muralla Roja di Ricardo Bofill è uno di quei progetti che negli anni sono diventati immagine prima ancora che spazio. Fotografata, condivisa, semplificata. Ma è proprio lì che rischia di perdere il suo senso.

Non nasce come oggetto iconico, ma come risposta a una questione precisa: come si costruisce una forma di abitare collettivo che non si riduca alla somma di appartamenti isolati?

La soluzione non è formale, è spaziale. Il progetto lavora in sezione, moltiplica i percorsi, sovrappone livelli di vita comune. Scale, terrazze e coperture non sono elementi di servizio, ma parti attive di un sistema continuo che mette in relazione gli abitanti.

Anche il colore, spesso letto come gesto estetico, è uno strumento di chiarezza. Rende leggibile la complessità e separa l’architettura dal contesto, trasformandola in una figura riconoscibile.

Photos from GaS Studio's post 11/06/2026

Il bagno è uno degli ultimi spazi della casa in cui il colore viene davvero messo in discussione. Non tanto per una ragione tecnica, quanto per abitudine: l’idea che debba restare neutro, discreto, quasi invisibile.

Eppure è proprio lì che il colore può funzionare meglio. È uno spazio raccolto, definito, dove una scelta netta non si disperde ma si concentra. Dove anche un gesto forte resta controllato.

I bagni più interessanti non sono quelli “ben abbinati”, ma quelli che prendono posizione. Che usano il colore per costruire un’atmosfera precisa, anche rischiando di essere eccessivi o poco convenzionali. Perché il punto non è solo rendere lo spazio piacevole ma anche renderlo riconoscibile.

Photos from GaS Studio's post 09/06/2026

L'Openfield House dello studio neozelandese Késhaw McArthur non è una casa con vista sul campo. È una casa che il campo ha contribuito a disegnare.
La distinzione sembra sottile, ma cambia tutto: il modo in cui si entra, come la luce si distribuisce negli ambienti, dove si aprono e dove si chiudono le pareti.

Il paesaggio non è un fondale ma vincolo progettuale che l'architettura accoglie invece di ignorare.
Quello che McArthur mette in scena è il vecchio problema del confine: quanto può aprirsi uno spazio abitativo prima di perdere il senso di protezione? La risposta non è universale, ma dipende dalla qualità del dialogo tra la costruzione e ciò che la circonda.

Un progetto che vale la pena guardare non per imitarlo, ma per capire come è stato pensato.

04/06/2026

La Pentola d’Oro, il riconoscimento che Il Quotidiano Immobiliare assegna ogni anno a figure che si distinguono per capacità professionali e qualità umane, è stata conferita ad André Straja, Founder & Art Director di GaS Studio durante Progetti d’Italia 2026.

Per la prima volta, il premio è stato assegnato a un progettista. Un passaggio significativo, che segnala un cambio di prospettiva all’interno del settore, dove il progetto torna ad avere un ruolo centrale nel dialogo tra sviluppo, città, architettura e trasformazione.

Nell’intervista pubblicata sulla rivista de Il Quotidiano Immobiliare, André Straja riflette su alcuni temi chiave: l’evoluzione di Milano negli ultimi anni, il valore di esporsi in un contesto spesso mediato come quello del real estate, e le trasformazioni in corso tra nuove tipologie, intelligenza artificiale e cambiamenti generazionali.

Ne emerge una posizione chiara: il progetto non è solo risposta a un mercato, ma strumento per interpretarlo e, in alcuni casi, anticiparlo!

Auture articolo: Kevin Massimino // ilQI

Photos from GaS Studio's post 26/05/2026

L’ombra è uno degli elementi più presenti nello spazio urbano, ma anche uno dei meno progettati in modo esplicito.

Spesso si lavora sulla luce, sulla visibilità, sull’apertura degli spazi, mentre l’ombra resta una conseguenza indiretta. Eppure è proprio lei a determinare quando uno spazio può essere vissuto e quando diventa semplicemente attraversato.

Incide sul corpo in modo diretto: cambia la percezione del calore, la durata della sosta, la disponibilità a fermarsi. Per questo non riguarda solo il comfort, ma il comportamento.

È il risultato di scelte precise o assenze progettuali: la distanza tra gli edifici, la presenza del verde, i sistemi di copertura, i vuoti urbani. Anche quando non viene pensata, l’ombra è comunque disegnata dalla città.

Cambia continuamente, non è stabile, segue il tempo, modifica lo stesso luogo nel corso della giornata e introduce una variabile che rende lo spazio meno statico.
Proprio per questo, la sua qualità o la sua assenza ha un impatto diretto su come una città viene vissuta.

Photos from GaS Studio's post 21/05/2026

Il Giardino dei Tarocchi, realizzato da Niki de Saint Phalle in Toscana, sfugge a una definizione precisa. Non è un giardino nel senso tradizionale, ma nemmeno solo un insieme di sculture: è uno spazio costruito a partire da una visione personale, dove architettura, arte e paesaggio si fondono.

Le forme sono libere, i colori intensi, le superfici riflettenti. Nulla cerca misura o equilibrio nel senso classico. Il progetto non si adatta a un linguaggio esistente, ma ne costruisce uno proprio, coerente e radicale.

Alcune strutture possono essere attraversate e vissute. Non si tratta solo di osservare, ma di entrare fisicamente nello spazio, lasciando che sia l’ambiente a guidare l’esperienza.

Più che un progetto, è un atto di costruzione personale che diventa luogo reale, un esempio raro di cosa succede quando l’architettura smette di mediare con l’arte e inizia a esprimere una visione senza compromessi.

19/05/2026

Anche quest’anno GaS Studio prenderà parte a Progetti d’Italia 2026, l’evento dedicato ai temi del progetto, del real estate e della trasformazione del territorio.

Essere presenti significa entrare in uno spazio di confronto tra professionisti, visioni e approcci diversi, in un momento in cui il dialogo tra architettura, sviluppo e innovazione è sempre più centrale.

Per questa edizione abbiamo scelto di supportare l’evento anche come sponsor, sostenendo un’iniziativa che promuove ricerca, scambio e riflessione sul futuro degli spazi che abitiamo!

L’evento, organizzato da Il Quotidiano Immobiliare , si terrà il 21 maggio presso Fiera Milano Rho – Centro Congressi Stella Polare.

Ci vediamo lì!

Photos from GaS Studio's post 14/05/2026

Integrare un albero in un progetto significa accettare qualcosa che non puoi controllare fino in fondo. Questa, in architettura, non è una condizione scontata.
Un albero non è un elemento neutro: ha una forma imprevedibile, cresce, cambia, si muove con le stagioni. Non rispetta allineamenti, non segue geometrie perfette, costringe il progetto a fare un passo indietro.

Per questo, il risultato è quasi sempre più interessante. Non solo perché “verde” o sostenibile, ma perché introduce una tensione tra ordine e irregolarità, tra ciò che è progettato e ciò che esiste già.

In questi casi l’architettura non è più un sistema chiuso, diventa qualcosa che convive, si adatta, e in parte rinuncia al controllo.
Ed è proprio lì che spesso funziona meglio.

Photos from GaS Studio's post 12/05/2026

Hata Mazanka, progettata da YOD Group, è un esempio di architettura che mette in discussione uno degli elementi più consolidati del progetto: il confine.

Non c’è una distinzione netta tra interno ed esterno, tra ciò che è costruito e ciò che appartiene al paesaggio. L’edificio non si impone attraverso una facciata riconoscibile, ma si articola in una serie di volumi e superfici che si sovrappongono al terreno.
Parte dello spazio è visibile, parte resta nascosta. Il progetto lavora per sottrazione e per continuità, più che per separazione.

In questo caso il confine non è un elemento fisico definito, ma una condizione che cambia mentre si attraversa lo spazio

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Indirizzo


Via Friuli 65
Milan
20135

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00