Libertates

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Libertates crede nei valori della cultura liberale,
intende promuoverli nella società civile.

Libertates persegue i seguenti scopi:
- sostenere le libertà individuali e pubbliche, primi e naturali diritti degli esseri umani.
- diffondere e valorizzare la libertà di pensiero, di informare e di imprenditoria, su un piano locale, in ambito Europeo ed internazionale.
- ampliare la conoscenza delle espressioni autentiche culturali legate al territorio, attraverso contatti fra persone, enti ed

23/06/2026

INCOMPRENSIONE

Alessandro Prisco

Ci sono aspetti della vita quotidiana che, nonostante il passare degli anni e il mutare delle abitudini sociali, continuano a lasciarmi perplesso. Uno di questi riguarda il modo in cui oggi ci relazioniamo gli uni agli altri. È un cambiamento che appare evidente a chiunque abbia qualche decennio di esperienza alle spalle e ricordi un'epoca in cui i rapporti umani erano più spontanei e meno sospettosi.

Un tempo, incontrare un vicino di casa, un conoscente o anche semplicemente una persona già vista nel quartiere significava spesso scambiarsi un saluto. Bastava un cenno del capo, un sorriso, una parola gentile. Non era necessario essere amici o frequentarsi abitualmente: il semplice riconoscersi come membri della stessa comunità era sufficiente per instaurare un minimo di cordialità.

Oggi, invece, sembra che quel patrimonio di piccole attenzioni sia andato progressivamente perduto. Sempre più spesso un saluto rimane senza risposta. Talvolta si riceve uno sguardo diffidente, altre volte addirittura ostile. È come se il semplice gesto di rivolgere la parola a qualcuno fosse diventato motivo di sospetto.

Naturalmente le ragioni di questo cambiamento sono molteplici. Viviamo in una società segnata da una cronaca quotidiana che mette continuamente in evidenza episodi di criminalità, truffe, molestie e violenze. È comprensibile che molte persone siano diventate più prudenti e meno disponibili a concedere fiducia agli sconosciuti.

Particolarmente delicata è la situazione delle giovani donne. Nessuno può ignorare il fatto che molte di loro siano costrette a confrontarsi con comportamenti inappropriati, commenti indesiderati e atteggiamenti molesti. Questo contribuisce inevitabilmente a creare una barriera di diffidenza nei confronti di chiunque si avvicini o tenti di instaurare una conversazione.

Allo stesso tempo, però, emerge una contraddizione che caratterizza la nostra epoca. Da un lato si promuove una crescente libertà individuale, anche nel modo di vestire e di presentarsi in pubblico; dall'altro si assiste a una crescente difficoltà nelle relazioni spontanee tra persone. Il problema, naturalmente, non risiede nell'abbigliamento o nelle scelte personali di ciascuno, ma nella perdita della capacità collettiva di distinguere tra la semplice cordialità e i comportamenti realmente invadenti o offensivi.

La diffidenza, inoltre, non riguarda soltanto i giovani. Sempre più spesso si incontrano persone adulte e anziane che sembrano vivere ogni interazione sociale come un fastidio. Lo si nota nelle piccole situazioni quotidiane: in coda al supermercato, per strada, nei mezzi pubblici. C'è chi controlla con impazienza quanto tempo impiega il cliente davanti a sé alla cassa, chi sbuffa per un'attesa di pochi secondi, chi evita qualsiasi forma di dialogo e guarda gli altri con evidente insofferenza.

Sono atteggiamenti che forse nascono dallo stress, dalla fretta e dalle preoccupazioni che caratterizzano la vita moderna. Tuttavia finiscono per alimentare un clima generale di chiusura che rende più difficile la convivenza civile.

Qualcuno potrebbe sostenere che il rimpianto per la socialità di un tempo sia soltanto nostalgia. Eppure non sembra una semplice idealizzazione del passato affermare che i rapporti tra le persone fossero mediamente più frequenti e più genuini. I quartieri erano luoghi in cui ci si conosceva maggiormente, le famiglie trascorrevano più tempo all'aperto e le occasioni di incontro erano numerose.

Oggi viviamo spesso circondati da moltissime persone che conosciamo poco o non conosciamo affatto. Le città sono più grandi, i ritmi più veloci e le relazioni più frammentate. Paradossalmente, pur essendo costantemente connessi attraverso la tecnologia, rischiamo di essere sempre più isolati nella vita reale.

È un peccato, perché la socialità rappresenta uno degli elementi fondamentali del benessere individuale e collettivo. Una comunità nella quale le persone si salutano, si parlano e si riconoscono reciprocamente è una comunità più forte e più sicura. Dove esistono relazioni umane autentiche, è più difficile che si sviluppino solitudine, disagio e marginalità.

Forse non potremo tornare completamente ai tempi passati, ma recuperare almeno una parte di quella semplicità nei rapporti umani sarebbe un grande passo avanti. Un sorriso, un saluto, una parola gentile non risolvono tutti i problemi della società, ma possono contribuire a renderla più vivibile. E, in un'epoca dominata dalla diffidenza, rappresentano ancora un piccolo ma prezioso atto di fiducia verso il prossimo."

https://www.libertates.com/incomprensione/

23/06/2026

EURO DIGITALE, MEGLIO TARDI CHE MAI

Di Angelo Baglioni (da”laVoce.info”)
L’euro digitale fa un passo avanti decisivo al Parlamento europeo, ma il percorso della sua introduzione è ancora lungo, anche per le resistenze del settore bancario. Sarà disponibile se tutto va bene nel 2029. Intanto il mercato lavora alle alternative.

https://lavoce.info/archives/111678/euro-digitale-meglio-tardi-che-mai/

22/06/2026

UNIONE EUROPEA A PAROLE
Di Angelo Gazzaniga

è sempre più evidente come un Europa unita e coesa sia sempre più necessaria.
Gli Usa si stanno (non solo da Trump) sempre più allontanando dall’Europa e dedicando la propria attenzione all’Asia e attorno a noi nascono sempre più conflitti e guerre.
Tutti sembrano ormai convinti della necessità di unirsi per difendere i nostri valori e le nostre democrazie: ma tutto questo a parole.
Infatti tra le cose più necessarie da fare ci sono la difesa comune e un mercato veramente unico ed efficiente.
Nel campo della difesa comune occorre non solo investire di più, ma soprattutto investire meglio: non sprecare fondi con progetti simili in concorrenza tra loro. Ne un esempio recente la rottura tra Francia e Germania sul caccia si sesta generazione: un’impresa costosissima e complessa. Nel frattempo Italia, Gran Bretagna e Giappone portano aventi un progetto diverso. Un bell’esempio di spreco di risorse (quando gli USA progettano un unico tipo di caccia).
Stessi esempi nel campo del mercato comune, che dovrebbe essere uno dei campi per cui è nata l’Unione.
Nel caso specifico il governo italiano ha bloccato la scalata di Unicredit a Bpm obiettando che una banca italiana sarebbe stata conquistata da una banca internazionale (con sede a Milano!) con possibili danni all’economia nazionale. Peccato che in questo modo Bpm sia finita nell’orbita di Credi Agricole (banca di sistema francese).
Ancor più eclatante il caso della scalata di Unicredit a Commerzbank a cui si oppone strenuamente (almeno a parole) il governo tedesco, dimenticando cha proprio il governo ha fatto entrare Unicredit nel capitale di Commerzbank per salvarla e che Unicredit gestisce da anni una delle maggiori banche tedesche (con ottimi risultati)
Se alle dichiarazioni di intenti non seguono i fatti ma, anzi, ci si comporta in modo opposto si continuerà ad essere un Europa debole e frammentata, proprio quello che desiderano tutti i suoi competitori ed avversari.
Anche in questo campo occorre che i grandi progetti e i veri uomini si stato prevalgano sugli interessi di bottega, sugli interessi di partito, sulla politica intesa come interessi di parte.
Prendiamo esempi da un De Gasperi, da un Adenauer e da un Schumann che solo pochi anni dopo essere stati nemici hanno saputo far nascere l’Europa unita.

ù https://www.libertates.com/unione-europea-a-parole/

22/06/2026

E se la tassa di successione finanziasse le pensioni di domani?*
Di Francesco Vella (da “laVoce.info”)
Dal 1° luglio scatta per i neoassunti l’adesione automatica ai fondi pensione. Un provvedimento utile per affiancare sistemi pubblici sempre più deboli per i cambiamenti demografici. In Italia un contributo potrebbe arrivare dalla tassa di successione.

https://lavoce.info/archives/111536/e-se-la-tassa-di-successione-finanziasse-le-pensioni-di-domani/

18/06/2026

UN ESEMPIO, PICCOLO MA SIGNIFICATIVO, DI UN CERTO MONDO POLITICO
Di Angelo Gazzaniga

in quanto scoperto nell’inchiesta sulle pressioni fatte per ottenere l’approvazione della Corte dei Conti del progetto del ponte sullo Stretto, c’è tutto uno spaccato di un certo ambiente che ruota attorno alla politica.
Ci sono avvocati che si industriano a commettere reati, industriali che fanno in effetti i procacciatori di affari (poco puliti ovviamente) e la gestione di amicizie anziché dirigere aziende, magistrati pronti a vendersi al miglior offerente ecc. ecc.
sono situazioni che incontriamo tutti i giorni e in tutti i campi.
Come potremmo uscirne, o per lo meno ridurne un impatto che è devastante sia sul pianto dei costi, sia su quello dell’efficienza e della credibilità della macchina dello Stato?
Ci sono proposte che da anni porta avanti Libertates:
- riduzione e semplificazione delle norme. Queste situazioni nascono spesso da norme complesse, difficilmente comprensibili che permettono interpretazioni “ad personam” o soluzioni di dubbia legalità: perché non fare norme chiare, semplici, comprensibili a tutti e addirittura con un codicillo finale “questa legge abroga tutte le precedenti”? Ciò permetterebbe a tutti i cittadini di rendersi conto di come vengono gestite certe situazioni.
- riduzione dei centri di spesa. In Italia esistono oltre 30.000 centri di spesa (quando in Germania sono meno di 5,000). Ciò significa, in poche parole, che esiste un numero impressionante di enti che possono gestire capitoli di spesa, cioè spendere in autonomia e con meri controlli contabili a valle. Evidente come sia impossibile controllare sprechi e comportamenti truffaldini. In questa ottica ci si era mossi con l’abolizione (più che altro fittizia) delle province e con l’accorpamento dei comuni, ma è un programma che si è prontamente e inspiegabilmente arenato.
Sarebbe queste alcune delle riforme possibili a costo zero, anzi a riduzione di spesa, ma che non si faranno mai perché cozzano contro un certo sottobosco politrico che di tutte questi enti e centri di spesa di nutre in modo più o meno legale.

https://www.libertates.com/un-esempio-piccolo-ma-significativo-di-un-certo-mondo-politico/

16/06/2026

UN RINGRAZIAMENTO DOVUTO
Di Angelo Gazzaniga

è un ringraziamento senito e dovuto che dovremmo a quelli che si sono battuti, spesso contro tutti, per far si che l’Italia diversificasse le fonti di approvvigionamento energetico.
Come non ricordare la battaglia feroce fatta nei confronti del gasdotto Gasmed che prevedeva (orrore!) la distruzione e il riposizionamento di qualche centinaio di ulivi sulle coste pugliesi: è quello stesso gasdotto che ora ci fornisce il 10% del gas importato.
Battaglia fatta proprio da coloro che si rifiutavano di prendere provvedimenti contro la xylella che stava distruggendo decine di migliaia di ulivi perché così volevano ambientalisti e contadini mal consigliati.
Più o meno lo stesso è avvenuto per i rigassificatori: navi destinate ad accogliere le importazioni di gas liquefatto: erano considerati poco meno che bombe atomiche ferme sotto le finestre di casa quando le centinaia esistenti nel mondo non hanno mai avuto nessun incidente, eppure grazie a loro riusciamo a reggere all’impatto della crisi energetica.
Una prova in più di come sia facile e redditizio avere voti e consensi solleticando gli istinti e le paure dei cittadini anziché fare gli interessi della nazione; cercare i guadagni immediati anziché i vantaggi concreti a lungo termine· fare insomma il politico (nel senso di chi insegue solo gli interessi propri e del partito) anziché l’uomo di strato (nel senso che persegue gli interessi di tutti).
Un grazie quindi a tutti coloro che con perseveranza hanno pensato agli interessi dell’Italia.

https://www.libertates.com/un-ringraziamento-dovuto/

15/06/2026

CHE FINE HA FATTO IL PNRR?
Di Angelo Gazzaniga

Quando è stato lanciato il Pnrr, che non dimentichiamo consta di circa 200 miliafrdi di finanziamenti (molti da restituire) concessi all’Italia per superare quelli che erano gli ostacoli
principali per diventare una nazionew veramente moderna ed efficiente.
La lentezza e inefficienza della magistratura (siamo tra gli ultimi posti al mondo negli indicatori di efficienza), la burocrazia complessa, soffocante e spesso incomprensibile, gli ostacoli al mercato libero, un sistema di trasporti veramente al passo con i tempi, una scuola che permettesse ai giovani di entrare rapidamente nel mondo del lavoro, questi erano tra i molti ostacoli da affrontare ed abbattere.
Ebbene quali solno i primi bilanci?
Tanto è stato speso, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: nella giustizia non è cambiato nulla, salvoun tentativo abortito di gestire i magistrati, la burocrazia resta in tutta la sua inefficienza (e anzi sono stati rallentati certi vincoli di controllo), il mercato resta condizionato da vincoli (basti pensare all’eterna vicenda dei balneari o all’uso improprio del “golden power”, nella scuola nulla è cambiato.
Eppure i soldi sono stati in maggiorparte spesi, ma sono stati spesi male, a pioggia, esattamente come ogni anno nella legge di bilancio: un pochino di qua, un aiutino all’amico o all’associazione amica di la, tanto per non scontentare nessuno.
Si è insomma semplicemente fatta una maxi legge di bilancio, sprecando in tal modo un’opportunità forse unica per un vero balzo in avanti.
Tra l’altro si è adottata una procedura anomala e molto pericolosa in un paese come il nostro disabituato all’efficienza e all’applicazione di controlli rigorosi.
Anziché far presentare i progetti, considerarli, approvarli e alla fine controllarne l’esecuzione si è preferito, per guadagnare tempo e superare ritardi e inefficienze, assegnare i fondi e poi aspettare i progetti.
Si è anche preferito iniziare progetti sicuramente destinati ad arrivare in ritardo anziché restituire quei fondi non utilizzabili: procedure tra l’altro prevista e applicata da diversi altri Stati.
Con queste premesse i risultati sono inevitabili.

https://www.libertates.com/che-fine-ha-fatto-il-pnrr/

12/06/2026

ER CAMPO LARGO

di Enrico Bernard

Campo largo o campo de patate?
Er dubbio amletico è questo.
Quanno 'e menti so' annebbiate
vo' di' che'r sale 'n zucca è modesto.

Ognuno se fà li cazzacci sui,
pe' 'a sinistra li tempi sono bbui,
c'avemo a che fa co' quattro pere
e stamo a piagne Berlinguere.

Nun pe' gnente se chiamava Occhetto
chi 'r partito chiuse co' 'r lucchetto:
omen nomen recita 'r poverbio
e 'n va******lo come avverbio.

Je l'avranno detto mille volte
ma una 'n più nun guasta mai:
'e nostre speranze ll'hai sepolte
e c'hai mollato 'n mezzo 'a guai.

https://www.libertates.com/er-campo-largo/

11/06/2026

UNO SPLENDIDO ESEMPIO DI IPOCRISIA POLITICA
Di Angelo Gazzaniga

La risoluzione presentata dal Movimento 5 stelle sulle comunicazioni della presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno impegna il governo a “interrompere gli aiuti militari alle autorità governative ucraine, implementando allo stesso tempo le misure di sostegno umanitario e gli aiuti alla popolazione civile e nel prossimo futuro a sostenere il processo di ricostruzione, nell’interesse del popolo ucraino e della stessa Europa».
Uno splendido, quanto triste, esempio di ipocrisia :
Tradotto in linguaggio corrente in pratica significa: interrompiamo gli aiuti in missili antiaerei destinati a difendere i civili dai bombardamenti russi di case, scuole e ospedali lasciandoli alla mercé di Putin, e nel frattempo mandiamo aiuti umanitari e di sostegno a quelle popolazioni che vengono colpite proprio grazie alla mancanza di sistemi di difesa antiaerea.
Un esempio di una certa politica italiana che non cambia mai: sempre pronta a schierarsi dalla parte del possibile vincitore senza però pagare dazio, usando un linguaggio retorico, pomposo e con grande uso di frasi fatte e inconcludenti .
Sarebbe molti più onesto e corretto affermare di essere al fianco di Putin, allo scopo magari solo di avere qualche vantaggio (gas a basso prezzo?)
Invece siamo il solito Arlecchino servitore di due padroni

https://www.libertates.com/uno-splendido-esempio-di-ipocrisia-politica/

11/06/2026

E se la tassa di successione finanziasse le pensioni di domani?

Di Francesco Vella (da”laVoce.info”)
Dal 1° luglio scatta per i neoassunti l’adesione automatica ai fondi pensione. Un provvedimento utile per affiancare sistemi pubblici sempre più deboli per i cambiamenti demografici. In Italia un contributo potrebbe arrivare dalla tassa di successione.

https://lavoce.info/archives/111536/e-se-la-tassa-di-successione-finanziasse-le-pensioni-di-domani/

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