Doppiozero
doppiozero è un luogo di confronto abitato da saggisti, poeti, scrittori, artisti
23/09/2026
"Mentre lavorava alla tesi su Taylor scriveva il testo da cui sarebbe nata The Broom of the System. Sarebbe troppo facile pensare alla “scopa” come allo strumento con cui ripulisce il sistema di Taylor, ma forse non è del tutto fuori strada vedere una parentela: il sospetto verso un sistema che dimentichi di essere un sistema, si pensi come realtà e finisca per proiettarsi interamente su di essa. In Infinite Jest questa confusione diventa un gioco: Eschaton, una lunga sequenza narrativa in cui gli allievi della Enfield Tennis Academy simulano una guerra termonucleare su quattro campi da tennis trasformati in mappa geopolitica. Gli studenti impersonano potenze mondiali, palline e bersagli rappresentano attacchi e obiettivi; poi la distinzione fra mappa e territorio comincia a cedere e la violenza simulata diventa violenza reale".
Wallace, Federer e la battaglia navale | Riccardo Fedriga È una notte di fine settembre del 480 a.C. Dalle alture che dominano lo stretto di Salamina si scorge Atene, poco più in là. Gran parte della popolazione è stata evacuata; la città è caduta in mano persiana e l’Acropoli data alle fiamme. Al Falero è raccolta la flotta di Serse, mentre le na...
22/09/2026
"Detto questo, resta il problema da dove sorga l’empatia. Le neuroscienze ci hanno fornito da poco una spiegazione: i neuroni specchio.
Giacomo Rizzolatti e i suoi collaboratori hanno rilevato l’esistenza di neuroni che permettono di comprendere i gesti degli altri proprio come se li stessimo compiendo noi; è quella che Vittorio Gallese ha chiamato “simulazione incarnata”.
Ma se le cose stanno così, se tutti abbiamo i “neuroni specchio”, come spiegare azioni come quelle dell’attentatore dell’aeroporto di Burgas, di qualche giorno fa, o dello sparatore di Denver, durante il film di Batman, e gli altri terribili casi degli anni scorsi?"
Doppiozero Archive | "Empatia" di Marco Belpoliti
Empatia | Marco Belpoliti Nel 2006, parlando agli studenti della Northwestern University a Chicago, Barack Obama stigmatizza l’esistenza di un “empathy deficit”. Il riferimento all’empatia come fatto positivo è assai frequente nei discorsi del presidente americano, mentre sembra quasi assente nel frasario del suo pr...
22/09/2026
“Samah Jabr crede che sia possibile curare anche in tempi di genocidio: difendere il proprio Corano, non arrendersi, resistere.
Curare è prendersi cura delle persone sofferenti e vive, di noi stessi, dei libri che leggiamo, degli esseri che amiamo. Storicizzare i sintomi, decolonizzare la cura, prevenire il suicidio; ecco i doveri primari dello psichiatra curante.
solo in Palestina o a Gaza, ma dovunque si consumi una violenza psichica e fisica di incommensurabile violenza, un attentato al nostro restare “esseri umani”.“
Leggi “Samah Jabr una psichiatra in Palestina” di Marco Ercolani su doppiozero
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📸 Fotografia di Alexandra Dols - Wikimedia Commons.
22/09/2026
"La mente è a riposo, o almeno così crediamo. Eppure lei va lo stesso, non sappiamo se rallentata o semplicemente sciolta, lasciata libera di percorrere i meandri cognitivi, affettivi, valoriali di ciò che, per comodità, ci ostiniamo a chiamare l’impensato. Sembra qualcosa di orientale, come il suono d’una sola mano dei maestri zen, o il sentir crescere gli alberi dei maestri di haiku."
Doppiozero Archive | "La forza della banalità: normalità e altri contropoteri" di Gianfranco Marrone
La forza della banalità: normalità e altri contropoteri | Gianfranco Marrone “A cosa pensi?”. “A niente”. “Cos’è questo niente?”. “Proprio niente”. “Cioè?”. Dialogo ricorrente tra timidi adolescenti o entro coppie consumate e annoiate? Sì, certo. Il che non toglie che si tratti di qualcosa di estremo interesse. A ben pensarci infatti: a cosa pensiamo...
22/09/2026
"La versione infantile di me aveva delle pinze e dei guanti da giardinaggio. Estraevo Dermestidi, manipolavo il corpo del passerotto. Ci scavavo, osservavo il disfacimento della carne, delle piume, degli organi. Pullulavano le larve, creature pelose, tozze, animate da movimenti a scatti. E poi fori, buchi, fenditure nella carne spolpata. Che sognavo ogni notte senza paura, col richiamo anzi, con la promessa del Necroforo".
Collezione di polvere | Tommaso Lisa Scendevo da solo nel cortile del condominio, ogni giorno, in quella primavera di fine anni Ottanta. Mamma mi lasciava andare giù, ma non portavo la bicicletta, non m’incontravo con gli amici per giocare con le automobiline o a fare il mercato. Erano cose che faceva mio fratello, quello normale, i...
22/09/2026
"Fame e carestia ingrossavano, infatti, le file di poveri, straccioni e vagabondi che si riversavano nello spazio protetto della civitas, quando la madre terra stremata dalla malignità delle stelle, dalle guerre e dalle calamità naturali, agonizzante non li nutriva più con i propri frutti.
Nel XVII secolo, e non solo in Italia, fame e carestia rappresentavano malattie endemiche che divaricavano ancora di più le distanze tra città e campagna, tra i ceti sociali, tra la percezione del tempo di chi aveva il ventre pieno e quella di coloro che lo avevano vuoto (il giorno più lungo è quello in cui si sta senza mangiare, sentenziava Bertoldo)."
Doppiozero Archive | "Il pane selvaggio di Piero Camporesi" di Elide Casali
Il pane selvaggio di Piero Camporesi | Elide Casali Il pane selvaggio di Piero Camporesi (1926-1997) riappare in libreria pubblicato dal Saggiatore, già editore di alcuni fondamentali classici della produzione dello stesso autore: La carne impassibile. Salvezza e salute tra Medioevo e Controriforma (1983); La terra e la luna. Alimentazione, folclore...
22/09/2026
«Il trauma inscritto nell’esperienza dei palestinesi è reiterato, costante, subdolo. Si accumula, dunque può trasmettersi come un’”eredità”. Se non lo si riporta alla sua genesi storico-politica, se non lo si affronta come trauma di un’intera società, non se ne viene a capo... Se non si trova il modo di arrivare alla causa e al cuore di quella sofferenza, di permetterle di esprimersi offrendole il tempo e l’amorosità dell’ascolto e della comprensione, si rischia solo di iperpatologizzarla. In una società come la nostra, chi soffre non va messo nella posizione del “paziente”, ma affiancato nella ricostituzione di un tessuto sociale che si è smagliato e rischia di non ricomporsi mai più. Ed è un lavoro eminentemente politico».
Samah Jabr una psichiatra in Palestina | Marco Ercolani Interrogata da Maria Nadotti sulla natura del trauma, la psichiatra palestinese Samah Jabr risponde così: «Il trauma palestinese è coloniale, deliberato, ripetitivo, cumulativo e transgenerazionale. A essere patogeno è il dispositivo politico dell’occupazione e dell’apartheid. È l’esposiz...
21/09/2026
"L’immagine ha una doppia forza ci dicono Ferronato e Campoli, da una parte è espansiva, germinativa, dall’altra può anche ritirarsi tutta su un punto, che Barthes chiamava punctum, e che gli autori ci invitano a pensare come coestensivo a tutta la superficie dell’immagine ritratta sulla punta di uno spillo, che “non si identifica né con il soggetto dell’immagine, né con un’intenzione celata in qualche dettaglio; indica un’assenza del tutto evidente ma totalmente singolare”."
Doppiozero Archive | " Abitare la caduta: una passeggiata tra le immagini" di Leeanne Minter
Abitare la caduta: una passeggiata tra le immagini | Leeanne Minter Con gli occhi, l’udito, i pensieri ancora tramortiti dall’eccesso che l’ultimo film di Paolo Sorrentino, È stata la mano di Dio, porta con inaudita leggerezza sullo schermo, mi immergo nella lettura di un libro che già nel titolo, Abitare la caduta, fa da eco a un’urgenza che avverto immed...
21/09/2026
“Letteratura e salute” è il nuovo ciclo formativo nato dalla collaborazione tra doppiozero e Fondazione Hapax.
Cinque lezioni per esplorare il rapporto tra letteratura, malattia e pratiche di cura.
Da Manzoni a Susan Sontag, da Kafka a Hervé Guibert, la letteratura ha raccontato la malattia anticipando questioni che ancora oggi interrogano la medicina e le professioni di aiuto: lo stigma, l’ascolto del paziente, il rapporto con chi cura, la solitudine di un corpo che non riesce più a comunicare i propri bisogni.
💶 20,00 €
🎟️ 5 crediti ECM
👉 Tutte le informazioni al link in bio
Docenti
Daniela Brogi, Giorgio Fontana, Giulio Iacoli, Chiara Lagani, Nunzia Palmieri
🖼️ Hugo Grenville, A Corner of the Studio, Autumn Afternoon ©️ Bridgeman Images.
21/09/2026
"Abbiamo tutti gli stessi antenati, certamente! Ed è sicuro che, quando ci si rivolge al Giappone, in particolare alla letteratura popolare o alla mitologia, si trovano eco che all’americanista rammentano molte cose.
Ma, attenzione: non si tratta solo del Giappone e dell’America. È una partita che si gioca a tre. Perché quanto ritroviamo dal Giappone all’America, o dall’America al Giappone, lo ritroviamo anche in Insulindia, in particolare nella zona delle isole Celebes.
C’è dunque una specie di partita triangolare, se così posso dire – nei vostri lavori, voi amate la triangolazione culturale. E non dobbiamo dimenticare che quindici o ventimila anni fa il Giappone faceva parte dell’Asia continentale e, allo stesso modo, l’Insulindia era attaccata all’Asia continentale. Dunque, per millenni, ci sono stati movimenti di popoli, scambi di idee e la costruzione di una sorta di patrimonio comune di cui ritroviamo dei frammenti in America, in Giappone e in Insulindia."
Doppiozero Archive | "Lévi-Strauss e il Giappone" di Claude Lévi-Strauss
Lévi-Strauss e il Giappone | Claude Lévi-Strauss Nel 1993, Claude Lévi-Strauss rilasciava un’intervista a Junzo Kawada per la televisione nazionale giapponese (NHK). La prima parte, relativa principalmente all’antropologia americanista, era seguita da considerazioni sul Giappone. Viene qui trascritta la seconda parte, di cui è stato manten...
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