Asterys Lab

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Scuola di Coaching e Facilitazione, sviluppo della persona, dell'imprenditore e dell'impresa

Photos from Asterys Lab's post 27/04/2026

Ci sono momenti in cui sembra che manchi qualcosa.

Più chiarezza. Più metodo. Più strumenti.

E allora si tende ad aggiungere.
Ma non sempre è lì che si gioca la partita.

A volte il punto non è fare di più.
È riconoscere cosa sta succedendo davvero in quello spazio.

Perché ci sono momenti in cui uno strumento apre.
E altri in cui, semplicemente, non entra.

Non perché sia sbagliato.
Ma perché non è quello che serve in quel momento.
E allora cambia la postura.

È una competenza sottile, difficile da spiegare,
ma centrale nel lavoro con le persone.

Quella capacità di stare abbastanza nel processo
da capire quando è il momento di accompagnare…
e quando, invece, lasciare che qualcosa maturi.

L’insight emerso nell’ultimo Continuous Learning con Graziano Nicoli è stato proprio questo.

13/04/2026

Non esiste una risposta universale.
Dipende da dove sei, dove vuoi andare, e cosa stai cercando in questo momento della tua vita professionale.

Ma c'è un modo per capirlo: parlarne con chi lo vive ogni giorno.

Il 22 aprile apriamo le porte di Asterys Lab con un webinar gratuito.
Un'ora. Nessuna vendita. Solo risposte.

📅 22 aprile | 18:30–19:30 | Online

👉 Iscriviti gratis — https://asteryslab.com/inner/store/webinar-di-presentazione/
o LINK IN BIO!

13/04/2026

Molti coach passano anni a collezionare tool, convinti che quello "giusto" farà svoltare la sessione.

E lo strumento fosse solo una porta? Quello che conta davvero è quando decidi di aprirla e come accompagni il cliente ad attraversarla.

Il rischio? Nascondersi dietro la tecnica e perdere la connessione umana.

Il 16 aprile ci ritroviamo per un nuovo appuntamento di Continuous Learning:
“Strumenti a supporto di una sessione”

Non vedremo formule magiche, ma concretezza:
🔹 Come scegliere il linguaggio in base al cliente.
🔹 Il timing perfetto per strumenti emotivi o simbolici.
🔹 Come mantenere la partnership senza farsi oscurare dal tool.

Porteremo esempi pratici da sessioni reali per capire cosa succede "sul campo".

👇 Iscriviti qui per partecipare:
https://asteryslab.com/inner/store/continuous-learning/ o LINK IN BIO!

11/04/2026

In ambito aziendale e nel coaching, tendiamo a confondere la "correttezza" di un feedback con la sua "efficacia". Ma la differenza è sostanziale.

Un feedback che funziona non serve a:
❌ Etichettare un comportamento.
❌ Dimostrare la competenza di chi parla.
❌ Far sentire l’altro "sbagliato".

Il feedback diventa uno strumento di crescita solo quando apre uno spazio di consapevolezza.

Non conta solo cosa viene detto, ma la qualità dell'ascolto da cui nasce e il momento in cui viene restituito. Se mette sulla difensiva, abbiamo perso un'opportunità. Se invece aiuta la persona a riconoscere un punto critico senza sentirsi ridotta a esso, allora abbiamo innescato un cambiamento reale.

Qual è il feedback più utile che hai mai ricevuto? Quello che ti ha fatto vedere le cose in modo nuovo?

10/04/2026

Nel coaching, l'ascolto non è un atto passivo, ma una competenza strategica. Spesso ci concentriamo sul contenuto del discorso, ma il vero valore emerge tra le righe.

Ascoltare davvero significa cogliere:

🔹Le esitazioni improvvise.
🔹I cambi di tono e di ritmo.
🔹Le parole ricorrenti (o quelle sistematicamente evitate).

Perché il punto di svolta non è quasi mai nella risposta immediata. È nella soglia in cui una persona si ferma, nel passaggio che preferisce schivare.

Non si ascolta per "capire" e dare una soluzione. Ma per creare le condizioni affinché l’altro possa finalmente ascoltare se stesso. È in quel silenzio consapevole che accade il cambiamento.

E tu, quanto spazio lasci al "non detto"?

Photos from Asterys Lab's post 02/03/2026

Mai sentito parlare di pilota automatico?

È quella reazione che hai avuto ieri. Quella che a posteriori avresti gestito diversamente.

Il pilota automatico parla la lingua delle emozioni e mette in atto sempre gli stessi schemi.

Tristezza, gioia, disgusto, fiducia: talvolta attivano un comportamento prima che la parte razionale possa intervenire.

L’intelligenza emotiva non è imparare a controllarle. È saperle riconoscere mentre accadono e utlilizzarle come informazioni, non subirle come reazioni.

Scopri di più: LINK IN BIO!

26/02/2026

Nel coaching, anche una risata può essere un segnale da ascoltare.

La risata in sessione può sembrare un momento leggero, persino liberatorio.
Ma anche l’umorismo parla.

A volte è un segno che qualcosa si è sciolto. Altre volte, è una difesa. Un modo sottile per non stare in contatto con ciò che fa male.

👉 Il compito del coach non è “smascherare” la risata, né spegnerla.
Ma cogliere cosa succede nel cliente mentre ride.
Cosa c’è dietro quel sorriso? Un insight? Una fuga? Un sollievo?

💡 Quando trattiamo l’umorismo come un linguaggio, scopriamo che può essere uno degli strumenti più raffinati per accompagnare il cliente… o uno dei segnali più importanti da esplorare.

😄 E tu, come ti relazioni alla risata in sessione?

10/02/2026

Questa non è solo una domanda poetica. È un invito.
Come coach, ci troviamo spesso davanti a clienti che non riescono più a ignorarla.
La sentono sotto pelle, anche se non riescono ancora a formularla.

La portano nella prima sessione mascherata da “voglio cambiare lavoro” o “mi sento bloccato”. Ma la vera questione è: “Non voglio più restare dove sono.”
E quando emerge con tutta la sua forza, qualcosa si muove.

Il nostro ruolo in quel momento?
Non dare direzioni. Non offrire soluzioni veloci.
Stare nella domanda con loro.
Senza fretta di chiuderla. Tenere lo spazio finché la risposta non arriva da dentro, nel loro tempo.

👉 Perché le domande che contano davvero non si risolvono in una sessione. E quando finalmente la risposta emerge la trasformazione è già iniziata.

Il coaching è anche questo: proteggere lo spazio delle domande che contano.

Photos from Asterys Lab's post 05/02/2026

La verità scomoda del coaching online? Molti coach si concentrano solo sulle parole, perdendo l’80% della comunicazione.

Anche attraverso uno schermo, il corpo del tuo cliente ti sta parlando.
Quel sospiro prima di rispondere. Quella pausa inaspettata. Quel cambio di postura quando toccate un tema delicato.

👉 Questi segnali non sono “dettagli”. Sono la porta d’accesso verso la vera trasformazione.

Un coach presente non ascolta solo le risposte. Ascolta i silenzi, le esitazioni, le tensioni non dette.

Perché spesso è proprio lì, nel non verbale, che si nasconde la chiave del cambiamento che il tuo cliente sta cercando.

E tu? Quali segnali hai imparato a riconoscere nelle tue sessioni online?

Photos from Asterys Lab's post 26/01/2026

Durante il nostro ultimo incontro di Continuous Learning con Graziano Nicoli, abbiamo messo in discussione una convinzione che troppo spesso diamo per scontata.

La difficoltà nel percorso di coaching non risiede sempre nel coachee. A volte dipende dal nostro modo di costruire la relazione.

La coachability non è un tratto innato, ma una condizione che si crea nella relazione.

Nasce quando sono presenti tre elementi:

🔹Un bisogno di cambiamento autenticamente riconosciuto
🔹La libertà reale di scegliere il proprio percorso
🔹L’energia necessaria per sostenere la trasformazione

Quando manca anche solo uno di questi elementi, insistere è controproducente.

Il nostro compito diventa ascoltare con profondità, adattare l’approccio e, quando necessario, avere il coraggio di sospendere un percorso. Non è una rinuncia, ma un atto di leadership consapevole.

Una domanda che continua a interrogarci: Chi sta davvero portando l’energia del cambiamento?

21/01/2026

Quante volte ci troviamo a scegliere in silenzio?

Un cliente rimanda.
Un team resta immobile anche di fronte all’urgenza.
Tu stesso eviti una conversazione che andrebbe fatta.

👉 Ogni volta, dietro quel momento c’è una scelta invisibile:
🔹 Crescita o sicurezza?

Maslow ci ricorda che non è una scelta giusta o sbagliata.
Ma è una scelta che facciamo, anche quando non ce ne accorgiamo.

🧭 Come coach, come leader, come persone… il nostro compito non è forzare il passo.
È creare lo spazio in cui sia possibile scegliere consapevolmente.

E tu, oggi, quale passo stai scegliendo?

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