Carta Vetrata

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informazioni sul mondo dei libri di Alberto Gaffi Il format digitale in cui autori, editori e librai si incontrano

Photos from Carta Vetrata's post 23/03/2026

ANNA BADKHEN PER CRONACHE DI UN MONDO IN MOVIMENTO (GRAMMA FELTRINELLI), MOHAMMED EL-KURD PER VITTIME PERFETTE E LA POLITICA DEL GRADIMENTO (FANDANGO LIBRI), MATHIAS ENARD PER DISERTARE (EDIZIONI E/O), ALAA F***J PER PERCHÉ ERO RAGAZZO (SELLERIO), BAO NINH PER IL DOLORE DELLA GUERRA (NERI POZZA): QUESTA LA CINQUINA FINALISTA DEL PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE TIZIANO TERZANI 2026, VENTIDUESIMA EDIZIONE

CINQUE TITOLI CHE EVOCANO L'ATTUALITÀ DEL NOSTRO TEMPO, «PER AIUTARCI A COMPRENDERE – SPIEGA LA PRESIDENTE DI GIURIA, ANGELA TERZANI STAUDE – LE TRAGEDIE COLLETTIVE CHE CI RIGUARDANO NOSTRO MALGRADO». IL PREMIO TERZANI 2026 SARÀ CONSEGNATO A UDINE SABATO 9 MAGGIO, NELL'AMBITO DEL FESTIVAL VICINO/LONTANO, IN PROGRAMMA DAL 7 AL 10 MAGGIO CON LA SUA XXII EDIZIONE.


Anna Badkhen per Cronache di un mondo in movimento (Gramma Feltrinelli), Mohammed El-Kurd per Vittime perfette e la politica del gradimento (Fandango Libri), Mathias Enard per Disertare (edizioni e/o), Alaa F***j per Perché ero ragazzo (Sellerio), Bao Ninh per Il dolore della guerra (Neri Pozza), sono i cinque finalisti della 22esima edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, riconoscimento istituito e promosso dall'associazione culturale vicino/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani, nel segno del giornalista e scrittore fiorentino. Lo ha annunciato la Giuria, riunitasi nella casa fiorentina della famiglia Terzani. «Anche quest'anno – afferma Angela Terzani Staude - la giuria ha selezionato cinque volumi finalisti che ci aiutano, ciascuno a suo modo e con la propria originale prospettiva, a meglio comprendere le tragedie collettive e private del nostro tempo, che inquietano i nostri pensieri e turbano la nostra visione del futuro: ancora la tragedia della guerra, divampata ora in Medio Oriente; la sistematica violazione di ogni diritto a Gaza e la tacita accettazione del ritiro unilaterale dai trattati internazionali; il consolidarsi di regimi oppressivi che negano libertà e diritti elementari; i mutamenti climatici, l'oppressione sociale e i conflitti che sono alla base delle migrazioni che stanno riplasmando il mondo». I giurati - Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Remo Politeo, Marino Sinibaldi, Mario Soldaini, Saskia Terzani - si sono ora riservati un supplemento di riflessione prima di passare alla votazione finale. Il vincitore, o la vincitrice, sarà annunciato, o annunciata, a metà aprile e sabato 9 maggio (ore 21, Teatro Nuovo Giovanni da Udine) sarà l'atteso/a protagonista della serata-evento per la consegna del riconoscimento, appuntamento centrale della 22esima edizione del Festival vicino/lontano, in programma a Udine dal 7 al 10 maggio.



Chi sono, visti da vicino, i cinque finalisti?

Anna Badkhen è nata nel 1975 nell'Unione Sovietica e vive da oltre vent'anni negli Stati Uniti. Scrittrice e giornalista, come corrispondente di guerra ha seguito i conflitti in Iraq, Afghanistan, Somalia, Israele, Territori palestinesi e Cecenia. Ha pubblicato numerosi volumi e scrive regolarmente sul New York Times e sulle più prestigiose riviste letterarie. Per i suoi reportage sui civili nelle zone di guerra ha ricevuto premi prestigiosi. Cronache di un mondo in movimento, pubblicato in Italia da Gramma Feltrinelli nella traduzione di Gioia Guerzoni, raccoglie undici reportage di grande forza e qualità letteraria: compongono il ritratto di un'epoca in cui una persona su sette ha lasciato il luogo nel quale è nata e in cui il sentimento sempre più diffuso in ogni angolo del pianeta è quello di vivere in un mondo del tutto scardinato, in "una mappa di lacerazioni". Le cause dello sconvolgimento presente – i mutamenti climatici, le guerre, l'oppressione sociale – sono restituite nella loro cruda e drammatica realtà, così come i loro devastanti effetti: innanzitutto la perdita di usi e costumi secolari e la loro esile sopravvivenza nella sfera della memoria. Anna Badkhen non descrive soltanto la disperazione e lo straniamento che "il mondo in movimento" di una migrazione epocale senza precedenti produce, ma anche i legami, le inaspettate fratellanze, le nuove comunità che la "mappa delle lacerazioni" ricompone in nome della comune appartenenza al genere umano. Dalla Great Rift Valley in Etiopia, il luogo d'origine dell'umanità, dove 160 mila anni fa si verificò la prima grande dispersione, alle attuali zone di guerra, dalle metropoli occidentali segnate da violenza e razzismo alle terre devastate dalle catastrofi climatiche e dalle carestie, Cronache di un mondo in movimento mostra come nel mondo nuovo che avanza alle spese del vecchio si possano anche trovare i semi di una ritrovata umanità.


Mohammed El-Kurd è poeta, scrittore e giornalista. È nato nel 1998 a Sheikh Jarrah, un quartiere palestinese di Gerusalemme Est. Nel 2009 i coloni israeliani hanno occupato parte della casa della sua famiglia. El-Kurd ha studiato negli Stati Uniti, dove si è laureato in Scrittura, ma è rientrato a Gerusalemme Est nel 2021, dove si è impegnato a testimoniare il conflitto in corso su numerose testate giornalistiche internazionali, anche televisive, tanto da essere nominato quell'anno da Time tra le 100 persone più influenti al mondo. Attualmente è il primo corrispondente dalla Palestina per The Nation e responsabile della redazione culturale di Mondoweiss. La sua prima raccolta di poesie, Rifqa, acclamata dalla critica, è uscita in Italia nel 2022 per Fandango Libri, che ha pubblicato anche il saggio Vittime perfette e la politica del gradimento (traduzione di Clara Nubile). El-Kurd vi combina magistralmente la sua esperienza personale di palestinese che ha subito l'allontanamento forzato da casa con la storia del suo popolo e i reportage sugli ultimi avvenimenti dell'occupazione di Gaza. La sua riflessione parte dalla convinzione che il potere politico delle immagini diffuse dai media condizioni e modifichi il modo con cui ci relazioniamo con il mondo: le immagini non si limitano a rappresentare, ma decidono anche chi è degno di compassione, chi può parlare, chi può esistere e resistere. Se per essere ascoltati i palestinesi devono diventare "accettabili", allora gli strumenti stessi dell'ascolto sono compromessi. Con una prosa coraggiosa e una precisione lirica, Mohammed El-Kurd rifiuta un'esistenza considerata come oggetto di un discorso e mai come soggetto. Invece di chiedere agli oppressi di comportarsi come 'vittime perfette', El-Kurd ribalta lo sguardo e chiede ad amici e nemici di guardare i palestinesi negli occhi, rinunciando sia alla deferenza che alla condanna.

Mathias Enard è scrittore e traduttore, voce tra le più significative della nuova letteratura francese. Nato nel 1972, si è formato in Storia dell'arte all'École du Louvre e ha studiato arabo e persiano. Dopo lunghi soggiorni in Medio Oriente, nel 2000 si stabilisce a Barcellona. All'attività di professore di lingua araba all'Università autonoma di Barcellona affianca quella di traduttore. Dopo l'esordio con La perfection du tir (2003), in cui ha dato voce al punto di vista soggettivo di un cecchino in un paese in guerra, ha raggiunto notorietà mondiale con Zone (2008; trad. it. 2011). Fra le sue opere, Bussola (E/O 2016) ha vinto il premio Goncourt e il Premio Von Rezzori. Disertare, pubblicato in Italia da edizioni e/o (traduzione di Yasmina Melaouah) e finalista anche del Booker Prize 2026, è un testo di potente intensità narrativa. Come lo stesso autore ha spiegato pubblicamente, l'invasione russa dell'Ucraina e il ritorno improvviso della guerra nel nostro orizzonte lo hanno spinto a modificare il romanzo che stava scrivendo in quel momento. La biografia di un geniale e mai esistito matematico tedesco, Paul Heudeber - sopravvissuto a Buchenwald, antifascista rimasto fedele alla DDR anche dopo e nonostante il crollo dell'utopia comunista -, che viene celebrato nei dintorni di Berlino l'11 settembre 2001 in un convegno che si svolge a bordo di una piccola nave da crociera, si intreccia così con la storia di un disertore, che in una non ben precisata regione montuosa del Mediterraneo fugge dalla guerra ma non riesce a disfarsene completamente: un anonimo soldato in fuga da un conflitto indeterminato, ma forse anche dai ricordi delle violenze di cui è stato autore. Dalla tensione tra queste due storie – un romanzo innestato dentro un altro romanzo - emerge tutto ciò che è in gioco tra impegno e tradimento, fedeltà e lucidità, speranza e sopravvivenza.

Alaa F***j è nato a Bengasi, in Libia, nel 1995. Nell'agosto del 2015 aveva vent'anni. Era uno studente di ingegneria, una promessa del calcio. Alle spalle aveva una famiglia pronta a sostenerlo nel suo sogno: raggiungere l'Italia, la speranza concreta di un futuro felice. Ottenere un visto, però, era impossibile. L'unica strada fu allora salire a bordo di un barcone insieme a tre amici, anche loro calciatori. Durante quella disperata traversata 49 persone morirono soffocate dentro la stiva. Accusato di essere uno degli scafisti, Alaa F***j, dopo una frettolosa indagine, è stato condannato a 30 anni di carcere. Lo scorso dicembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso la grazia parziale, uno sconto di pena di undici anni e quattro mesi. Alaa F***j continua ad affermare la sua innocenza. Ha scritto Perché ero ragazzo – pubblicato da Sellerio - in prigione, in un italiano appreso dentro le celle, in uno stile fatto di dignità e stupore, a volte ironico. Un'autobiografia scritta a mano, in stampatello, su fogli rimediati in qualche modo e poi inviati, lettera dopo lettera, ad Alessandra Sciurba, docente di filosofia del diritto, conosciuta in carcere durante un laboratorio e diventata la voce e il volto della battaglia di Alaa per la giustizia e la verità. Perché ero ragazzo racconta un viaggio fatto di speranze e pericoli, l'indecenza delle morti per mare, l'arresto, la condanna, i primi dieci anni di carcere. Alaa F***j ripercorre la sua storia con uno sguardo prima sbigottito, poi sempre più consapevole, mantenendo sempre una paradossale fiducia nello Stato. Racconta la vita dietro le sbarre, la voglia di studiare, la felicità di certi incontri, la necessità di resistere, la paura e la frustrazione sempre in agguato.


Bảo Ninh è uno scrittore che ha vissuto la guerra sulla propria pelle. Nato nel 1952 e arruolatosi nell'Esercito Popolare del Vietnam del Nord, a diciassette anni partì per il fonte con altri 500 soldati. Tornarono in dieci. Questa esperienza traumatica è diventata il nucleo del suo romanzo, Il dolore della guerra, scritto solo molti anni dopo la fine del conflitto. Apparso per la prima volta nel 1994 in traduzione inglese, bandito in patria per la sua visione antieroica, è stato salutato dalla critica internazionale come il Niente di nuovo sul fronte occidentale del Vietnam. Circolato nel suo paese clandestinamente e solo dopo il 2006 in modo ufficiale, è a oggi il libro più venduto della letteratura vietnamita. In Italia è uscito solo nel 2025 con Neri Pozza, nella traduzione di Carlo Prosperi, per il cinquantesimo anniversario della fine della guerra del Vietnam. Il protagonista è Kien, un ex soldato nordvietnamita sopravvissuto alla guerra. Come l'autore, ha combattuto nella Brigata Gioventù d'Assalto 27. Nel dopoguerra lavora in una squadra che recupera i corpi dei caduti in quella che ormai chiamano la Giungla delle Anime Urlanti, dove sette anni prima il na**lm americano ha annientato il suo battaglione di 500 soldati, facendo di lui uno dei dieci sopravvissuti. La Storia dice che hanno vinto, ma assolvendo il suo macabro compito, Kien non si sente vincitore, sente solo le voci delle anime perdute. Sui corpi che raccoglie trova solo la violenza – testimoniata, subita, inflitta – che guasta tutto ciò che è umano, in modo definitivo e irreparabile. L'esercito nemico dei ricordi lo assale a ondate, lo riporta agli orrori delle tante battaglie ma anche ai giorni dell'innocenza, all'amore per la sua Phuong quando ancora era possibile. Forse per questo Kien è stato risparmiato: per raccontare che cosa rimane dopo che i fucili tacciono, dopo che non serve più uccidere per non essere uccisi. Per raccontare il dolore della guerra, a sé stesso, a chi verrà dopo, a chiunque voglia ascoltare.


Per informazioni: vicinolontano.it

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CONSEGNATO A TRIESTE IL PREMIO SABA POESIA 2026

GRANDE FESTA AL MUSEO LETS PER LA POETESSA PATRIZIA VALDUGA, INSIGNITA A TRIESTE DELLA 6^ EDIZIONE DEL PREMIO SABA PER LA RACCOLTA LACRIMAE RERUM (EINAUDI 2025). CON LEI HA DIALOGATO LA GIURIA, PRESIEDUTA DAL POETA TRIESTINO CLAUDIO GRISANCICH E COORDINATA DAL DIRETTORE ARTISTICO DI PORDENONELEGGE GIAN MARIO VILLALTA, COMPOSTA ANCHE DAI POETI ANTONIO RICCARDI E FRANCA MANCINELLI E DAL CRITICO LETTERARIO ROBERTO GALAVERNI.

Nella Giornata mondiale della Poesia, sabato 21 marzo, il Premio Umberto Saba Poesia – promosso dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Trieste con LETS Letteratura Trieste, curato da Fondazione Pordenonelegge.it – ha celebrato la vincitrice della sua 6^ edizione, la poetessa Patrizia Valduga, premiata per la raccolta Lacrimae Rerum (Einaudi 2025) di cui la Giuria ha riconosciuto all'unanimità l'originalità dell'impostazione: «l'opera esprime l'esecrazione dei mali attuali del mondo, evidenziando quanto possa risultare lacerante l'indifferenza alla quale si rischia tutti di fare abitudine. In questo libro – spiega ancora la Giuria - abbiamo ritrovato una voce inconfondibile, che ha formato nel tempo con coerenza un'opera dove, libro dopo libro, si conferma il valore della memoria della poesia, patrimonio antropologico dell'umanità».

La cerimonia di premiazione, a Trieste negli spazi del Museo LETS Letteratura, è stata un animato dialogo intorno ai temi della raccolta premiata. Sono intervenuti l'assessore alle Politiche dell'educazione e della famiglia del Comune di Trieste Maurizio De Blasio, il Direttore del Servizio attività culturali della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Fabrizio Spadotto e il curatore del Museo LETS Riccardo Cepach. Con la vincitrice Patrizia Valduga hanno dialogato componenti della Giuria del Premio Saba Poesia, presieduta da Claudio Grisancich: i poeti Franca Mancinelli, Antonio Riccardi e Gian Mario Villalta, coordinatore del panel, e il critico letterario Roberto Galaverni.

Patrizia Valduga (1953) ha raccolto i suoi versi in Medicamenta (1989), Cento quartine (1997), Prima antologia (Donna di dolori e Corsia degli incurabili, 1999), Quartine. Seconda centuria (2001), Requiem (2002), Libro delle laudi (2012), Poesie erotiche (Cento quartine, Manfred e Lezione d'amore, 2018), Belluno (2019), Lacrimae Rerum (2025). Ha pubblicato inoltre Italiani, imparate l'italiano! (2010 e 2016), Breviario proustiano (2011), Per sguardi e per parole (2018). Ha tradotto John Donne, Mallarmé, Valéry, Molière, Shakespeare, Porta e Pound. Nel 1988 ha fondato il mensile «Poesia» che ha diretto per un anno.

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PRESENTATO IL FESTIVAL LETTERARIO "MONFALCONE GEOGRAFIE 2026. LE MAPPE DEL NOSTRO TEMPO,
LE ROTTE PER NAVIGARLO". 51 EVENTI IN 5 GIORNI PER L’8^ EDIZIONE IN PROGRAMMA DAL 25 AL 29 MARZO NELLA
CITTÀ-CROCEVIA DEL NORD ADRIATICO, CHE SI CONFERMA
OSSERVATORIO PRIVILEGIATO PER INDAGARE LE TRAIETTORIE DEL
PRESENTE E DEL TEMPO CHE VERRÀ.

SARANNO PRESENTI OLTRE 70 VOCI DEL NOSTRO TEMPO, TRA CUI PAOLO MIELI, GABRIELLA GENISI, GIANCARLO DE CATALDO, MARCELLO VENEZIANI, GIADA MESSETTI, STEFANO NAZZI, PIERO DORFLES, GIUSEPPE LUPO, TOMMASO CERNO, CHIARA SORRENTINO, RICCARDO PATRESE, TONI CAPUOZZO, ENRICO GALIANO, CAROLINA CAPRIA, FEDERICO TADDIA..

NOVITÀ E ANTEPRIME EDITORIALI, TANTI PROTAGONISTI FRA STORIA E GEOPOLITICA, FRA SAGGISTICA E NARRATIVA. L'INAUGURAZIONE CON IL DIVULGATORE VINCENZO SCHETTINI, PER SCOPRIRE LE "GEOGRAFIE" DELLA VITA ATTRAVERSO LA FISICA.

Oltre 70 voci del pensiero, della letteratura, della storia, del giornalismo e dell'attualità si confronteranno, da mercoledì 25 a domenica 29 marzo, al Festival Letterario Monfalcone Geografie, al traguardo della sua 8^ edizione. Cinque giornate e 51 eventi in cartellone per indagare le "geografie" del nostro tempo, tracciando le mappe e le rotte utili a navigare in un mondo in accelerata evoluzione. Ideato e promosso dal Comune di Monfalcone - Assessorato alla Cultura, il festival è organizzato in collaborazione con Fondazione Pordenonelegge.it, per la direzione artistica di Gian Mario Villalta con i curatori Alberto Garlini e Valentina Gasparet e con il comitato scientifico dell'Amministrazione comunale. «Monfalcone Geografie – spiega il sindaco Luca Fasan - si inserisce in una progettualità culturale di ampia scala: ha superato i confini temporali dell'evento per diventare un percorso diffuso, che accompagna il pubblico lungo tutto l'anno attraverso incontri, approfondimenti e nuove occasioni di scoperta. La nostra città, abbracciata da mare e Carso, diventa così scenografia e fulcro di un racconto più ampio: dai percorsi naturalistici agli approfondimenti storici, dai dibattiti con scrittori e giornalisti alle passeggiate letterarie, ogni appuntamento contribuisce a esplorare il mondo nelle sue molteplici dimensioni, tra memoria, attualità e visione. La qualità del programma di questa edizione, che prevede interventi di autori di fama internazionale, conferma la volontà dell'Amministrazione di proporre un'offerta culturale in grado di rendere il festival Monfalcone Geografie - che negli anni è cresciuto sempre più grazie anche alla prestigiosa collaborazione di Pordenonelegge, acquisendo ormai una connotazione non più solo regionale ma nazionale e internazionale - uno spazio in cui la cultura si trasforma in occasione di crescita collettiva e di lettura consapevole delle trasformazioni del nostro tempo, coinvolgendo attivamente anche le nuove generazioni, per accompagnarle nella scoperta della nostra storia e del nostro territorio». E sottolinea il direttore artistico Gian Mario Villalta: «l'8^ edizione insiste sulla vocazione di una città che ha una singolare collocazione nella mappa d'Italia e d'Europa. Come ogni anno, tracceremo la mappa di un possibile sguardo sul presente per collegare temi diversi, e diverse aree di riferimento culturale. Per condividere un tempo speciale, grazie a quei meravigliosi strumenti di relazione che sono i libri».



Saranno cinque giornate ricche di incontri, dialoghi, spettacoli, mostre, passeggiate letterarie ed eventi esperienziali nelle tante sedi della manifestazione, tutte nel cuore della città: dalla centralissima piazza della Repubblica con il suo Geo-villaggio, alla Casa delle Geografie, dalla Biblioteca al Teatro Comunale, dal Museo della Cantieristica alla Galleria Comunale Arte Contemporanea . Un viaggio nelle evoluzioni del nostro vivere che si inaugura, mercoledì 25 (ore 18 Piazza della Repubblica) con Vincenzo Schettini, il prof-influencer più amato del web, che ha rivoluzionato, video dopo video, il modo di imparare la fisica. Nell'ultimo saggio La vita che ci piace. Come la fisica può spiegarci la vita, Schettini trasforma i banchi di scuola in un piccolo laboratorio emotivo dove provare, sbagliare, tornare a provare, lasciando emergere la voce degli adolescenti del nostro tempo. A Monfalcone ci accompagnerà attraverso una storia che esplora a fondo le complessità dell'animo umano: un racconto profondo ed emozionante, in cui scienza e sentimenti si uniscono in un incastro perfetto.





MONFALCONE GEOGRAFIE 2026: FRA ANTEPRIME, GEOPOLITICA E LE MAPPE DEI SENTIMENTI



Molte le novità e anteprime editoriali selezionate da Fondazione Pordenonelegge per il festival ai nastri di partenza: spicca per originalità di visione Medioccidente, la nuova riflessione del saggista Giuseppe Lupo, vincitore del Premio Letterario Friuli Venezia Giulia 2025. Domenica 29 marzo, alle 11.30 in piazza della Repubblica, l'autore ne parlerà in dialogo con Gian Mario Villalta, invitando a immaginare un luogo fuori dalle cartine, ma dentro le coscienze: non una regione da rintracciare sugli atlanti geografici, ma una frontiera simbolica in cui tentare un equilibrio tra New York e Gerusalemme, tra Istanbul e Gibilterra, tra Oslo e Tangeri. Un "continente morale", quindi, "un'alternativa geografica, politica e culturale" dove realizzare un nuovo patto tra gli uomini. Fra le novità sotto i riflettori di Monfalcone Geografie anche un'anteprima assoluta, il libro Una piccola guerra. Il 6 maggio del Friuli: firmato dal giornalista Toni Capuozzo in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del maggio 1976, include gli articoli scritti dall'autore per spiegare agli italiani la protesta delle tendopoli prima, e l'epopea della ricostruzione dopo. Toni Capuozzo farà tappa al festival il giorno stesso in cui il libro uscirà, giovedì 26 marzo (Teatro Comunale ore 21), per sfogliarlo in dialogo con il giornalista Paolo Mosanghini, vicedirettore del Messaggero Veneto. Un libro per aiutarci a ricordare il vertiginoso cambiamento causato dal terremoto: perché nulla è stato più come prima. Fresco di stampa arriverà a Monfalcone Geografie anche il nuovo libro del giornalista Tommaso Cerno, direttore del Giornale: Le ragioni di Giuda. Quando il tradimento ideologico diventa un atto di libertà, in uscita il 10 marzo, si misura con le fratture della contemporaneità rivendicando il diritto al dubbio e alla disobbedienza. L'autore lo presenterà, in dialogo con Gian Mario Villalta, sabato 28 marzo (ore 15.30, Piazza della Repubblica), smontando l'idea rassicurante di una parte giusta e di un pensiero senza crepe, perchè il cambio di opinione o schieramento può diventare una scelta etica, un atto di libertà e di coerenza personale. Fra le novità 2026, a Monfalcone Geografie arriverà domenica 29 marzo l'ultima fatica di Gabriella Genisi, l'autrice del celebre commissario Lo**ta Lobosco: La Specchia del diavolo ci consegna un altro personaggio femminile ribelle e controcorrente, la carabiniera Chicca Lopez: l'autrice ne parlerà con la giornalista Fabiana Dallavalle, esplorando le vicissitudini ambientate nel cuore nero del Salento, una terra antica sospesa tra campagna e mare (ore 15, Piazza della Repubblica). Questo percorso legato alle "geografie del giallo" si arricchisce di due presenze prestigiose: sabato 28 marzo è atteso l'ex magistrato e scrittore Giancarlo De Cataldo, con un thriller che ci riporta agli anni di piombo, Una storia sbagliata: in dialogo con il curatore Alberto Garlini, l'autore racconterà l'ultima indagine scomoda del suo vicecommissario Paco Durante, alle prese con terrorismo, droga e cospirazioni (ore 17, Piazza della Repubblica). Mentre il giornalista investigativo Stefano Nazzi, intervistato dalla curatrice Valentina Gasparet, ci proietterà nelle trame inquietanti di Predatori. I serial killer che hanno segnato l'America, assassini capaci di uccidere in silenzio, con metodo, con fantasia e, spesso, con una faccia rassicurante (domenica 29 marzo alle 18 in piazza della Repubblica). Nel cartellone il pubblico troverà tanti autori e autrici chiamati a leggere le trasformazioni del nostro tempo: fra i protagonisti selezionati da Fondazione Pordenonelegge.it la sinologa Giada Messetti: con La Cina è un'aragosta. Come sta cambiando il continente asiatico ci racconterà, venerdì 27 marzo in dialogo con il giornalista Francesco De Filippo, un Paese che cerca di andare oltre gli stereotipi, fra criticità e slanci: restando artefice della ridefinizione delle dinamiche economiche e geopolitiche del mondo (ore 18, Piazza della Repubblica). Sempre venerdì 27 marzo, in serata farà tappa il filosofo Marcello Veneziani, per una riflessione legata al suo saggio recente, Nietzsche e Marx si davano la mano. Vita, intrecci e pensiero dei due profeti che sconvolsero il mondo: conversando con Gian Mario Villalta ripercorrerà le vite allo specchio dei due pensatori più controversi e al tempo stesso più influenti della modernità (ore 21, Piazza della Repubblica).

Il Festival si addentra, come sempre, nelle "geografie" dei sentimenti: il cartellone accoglie sabato 28 marzo lo scrittore Enrico Galiano, "prof." amatissimo dai giovani: alle 21, al Teatro Comunale ci guiderà attraverso le pagine e i temi di Meglio veri che perfetti. Crescere secondo la propria vocazione. Per scoprire, in un mondo che premia la conformità e la perfezione, che solo quando ascoltiamo le nostre vocazioni troviamo un senso autentico alla nostra esistenza. E l'autrice triestina Giada Messina Cuti, in dialogo con la poetessa e autrice Mary Barbara Tolusso, a Monfalcone Geografie festeggerà il debutto narrativo raccontando le atmosfere e i personaggi di Tu vivi, dove esplora con delicatezza il tema dei legami familiari in un itinerario che scorre fra Golfo Girone, in Sicilia, Mestre e Londra (domenica 29 marzo, ore 17.30 - Piazza della Repubblica). Dai viaggi dell'anima a quelli nella pista e della Formula Uno con un nome iconico dello sport italiano: Riccardo Patrese sarà ospite della giornata conclusiva di Geografie (29 marzo alle 16.30 in piazza della Repubblica), per riannodare il filo dei ricordi affidato al libro F1 Backstage. Storie di uomini in corsa, firmato con Giorgio Terruzzi. Intervistato dal giornalista Alberto Bollis, vicedirettore del quotidiano Il Piccolo / Nordest Multimedia, ripercorrerà aneddoti, ricordi, amicizie, liti e delusioni, incluso l'incidente del 1978 in cui p***e la vita Ronnie Peterson. Un altro nome iconico, questa volta sul versante del gusto e dei sapori – lo chef Luca Pappagallo - farà tappa a Geografie sabato 28 marzo (ore 18.30, Piazza della Repubblica). Conversando con il giornalista Gabriele Giuga ci schiuderà i segreti de La magia dei sapori di casa, per dimostrare che ogni piatto si trasforma in una coccola per l'anima.



GEORAGAZZI, LE ROTTE DEL MONDO PER LETTORI GIOVANI E GIOVANISSIMI



Come da tradizione, Monfalcone Geografie dedica una sezione speciale ai giovani e giovanissimi grazie a GeoRagazzi, un vero festival nel festival curato da Fondazione Pordenonelegge, ricco di incontri, libri e presentazioni per studenti e studentesse di ogni età, dalle Scuole dell'Infanzia agli Istituti Secondari di Secondo grado. Tredici gli appuntamenti, ai quali risultano ad oggi prenotate già 76 classi, per un totale di 1.925 studenti, in significativo aumento rispetto all'edizione 2025 che aveva registrato la partecipazione di 70 classi e 1.751 studenti.

Si rinnova la collaborazione con gli "Ambasciatori" di Geografie dell'Isis Michelangelo Buonarroti di Monfalcone: saranno loro a introdurre l'incontro con Francesco D'Adamo nella mattinata inaugurale, mercoledì 25 marzo (ore 10.30 Teatro Comunale): Premio Andersen 2023, con La maglia numero 7, lo scrittore ci riporta ai Mondiali di calcio 2022 in Quatar, raccontando la scomparsa del piccolo Raj, reclutato per lavorare "al grande spettacolo del calcio". Sempre il 25 marzo si parte con Chiara Sorrentino e i suoi Pescatori di parole (ore 9, Piazza della Repubblica), una storia delicata sul potere delle parole e sul significato di felicità. Quindi l'illustratrice triestina Raffaella Bolaffio (ore 10, Scuole dell'Infanzia) con Diego e il dinosauro in gita sul fiume e a seguire un divulgatore noto e amato, Stefano Moriggi, spiegherà come andare Oltre la tecnofobia, smontando gli allarmismi causati dalle "dipendenze" da smartphone (ore 10.30, Piazza della Repubblica).

Giovedì 26 marzo GeoRagazzi accoglierà, alle 10.30 al Teatro Comunale Marlena Bonezzi, l'autore e noto critico letterario Piero Dorfles, che firma Le parole del mare: in dialogo con Gian Mario Villalta ci guiderà in un itinerario fra Dante e Omero, Melville, Stevenson e Conrad, Magellano e Garcia Lorca, seguendo storie di mare che si intrecciano con i destini degli uomini. Sempre giovedì mattina, Alessandro Barbaglia, Premio Strega Ragazzi 2021, presenta Il ladro geniale, un mystery incentrato sulle avventure della dodicenne Caterina, coinvolta in un intreccio legato al furto della Gioconda, nel 1911 (ore 9, piazza della Repubblica). A seguire l'ingegnere-fumettista Stefano Bortolotti (ore 9.30 Scuole dell'Infanzia) ci regala una storia sulla bellezza dell'amicizia nel nuovissimo La primavera di Tasso Torquato, illustrato da Alessandro Montagnana; quindi la scrittrice Annalisa Fabris (ore 9.30 Scuole dell'Infanzia) racconta la spontanea solidarietà dei bambini che sanno vedere oltre le apparenze nel libro illustrato Lui ha paura del buio. Sempre giovedì, intervistata dagli Ambasciatori farà tappa la scrittrice Marta Palazzesi, Premio Strega Ragazzi 2020 (ore 10.30, Piazza della Repubblica): L'ombra dell'orso ci proietta nell'impresa di un gruppo di adolescenti alle prese con la natura selvaggia dell'Isola di Terranova. Venerdì 27 marzo ancora una firma di riferimento per le letture dei giovani, lo scrittore e sceneggiatore Federico Taddia offre un ritratto inaspettato e scapigliato di Albert Einstein in Fuga dalla meraviglia, stimolando i ragazzi a ragionare fuori dagli schemi (ore 9, piazza della Repubblica). Alle 9, al Teatro Comunale l'avventuroso Viaggio al centro dell'oceano raccontato dal fotografo naturalista Lorenzo Peter Castelletto con l'illustratore Marco Tabilio nel graphic-novel che unisce fantasia e divulgazione scientifica per raccontare il mare. Alle 9.30, nelle scuole dell'infanzia, l'illustratore Alessandro Montagnana presenta Gita nel bosco e alle 10.30 in piazza della Repubblica, l'autrice Carolina Capria entrerà nel mondo di Jane Austen sfogliando Per sempre tua in dialogo con Valentina Gasparet, per ritrovare la straordinaria e irripetibile vicenda della scrittrice di "Orgoglio e pregiudizio". GeoRagazzi torna sabato 28 marzo, alle 16 nella Biblioteca Comunale, protagonista la scrittrice Luigina Del Gobbo, finalista Premio Andersen 2015: presenterà Ci sono volte, una storia che parla di amicizia e cambiamento, illustrata da Francesca Carabelli.



MONFALCONE GEOGRAFIE: LEGGERE IL TERRITORIO PER RACCONTARE IL MONDO.



Il cartellone 2026 ci ricorderà come le "geografie" del territorio possano raccontare il nostro tempo anche al di fuori dei confini locali: il Comune di Monfalcone ha curato una selezione di incontri strategici, in questo senso. A cominciare dalla prestigiosa ospitalità dello storico, editorialista e saggista Paolo Mieli, che giovedì 26 marzo sarà protagonista di un intenso dialogo con il giornalista e ricercatore Lucio Gregoretti (ore 17.30, Piazza della Repubblica). Incrociando i loro ultimi saggi – rispettivamente Il prezzo della pace e L'isola dei beati ci ricorderanno che conoscere la storia aiuta a comprendere il tempo in cui viviamo e le trasformazioni del mondo. Moderati da Claudio Moretti ci guideranno attraverso le sfide di un mondo in cambiamento: Paolo Mieli ripercorrendo, dall'antichità ad oggi, i processi di pacificazione; Gregoretti riscoprendo le figure dell'ebraismo del Confine orientale che hanno segnato pensiero, cultura ed economia della nostra società. Sarà un'anteprima anche la presentazione del saggio Soldi e sangue. Economia di guerra e servizi segreti: la rete invisibile tra nazisti e alleati, dello storico Enrico Cernigoi, in libreria dal 18 marzo: l'esperto di storia militare e contemporanea, in dialogo con il giornalista e ricercatore Andrea Pastore, indagherà le dinamiche economiche e i legami occulti sottesi al secondo conflitto mondiale, evidenziando il ruolo centrale dei flussi finanziari e delle operazioni di intelligence a sostegno della guerra (venerdì 27 marzo, ore 17 - Piazza della Repubblica). E l'antropologa Katja Hrobat Virloget, nel recentissimo saggio Esodo. Il silenzio di chi resta, in dialogo con la giornalista Vida Valencic andrà alla ricerca delle memorie di chi è rimasto in Istria dopo il secondo dopoguerra (27 marzo ore 18.30 Piazza della Repubblica). Sarà una novità editoriale anche il nuovo libro firmato da Anna Maria Cisint, a lungo sindaca di Monfalcone ed oggi europarlamentare: in anteprima a Monfalcone Geografie presenterà sabato 28 marzo (ore 11.30, Piazza della Repubblica) La minaccia di Allah. Islam politico, sicurezza e libertà negate in Europa.

Il festival schiuderà un ideale itinerario che, dal cuore di Monfalcone, si dirama verso l'antica Rocca, il Parco Tematico della Grande Guerra, il Museo della Cantieristica, il nuovo Museo Medievale, la Galleria Rifugio e la Galleria d'Arte Contemporanea dov'è allestita la grande mostra dedicata a Giorgio De Chirico: un viaggio attraverso una selezione di quasi 50 dipinti, oggetto della visita guidata in programma sabato 28 marzo alle 11, con il curatore Cesare Orler e il sindaco di Monfalcone Luca Fasan. Legato all'arte anche il curioso progetto Sulle onde del mito, venerdì 27 marzo (ore 16, Piazza della Repubblica): le opere d'arredo navale del celebre scultore e scenografo Marcello Mascherini dialogheranno con le voci dei Lettori in Cantiere, in un percorso animato da immagini d'epoca e letture. E partendo dalla mostra Il fiume Isonzo e i suoi ponti, allestita nell'atrio del Palazzo Comunale di Monfalcone, ecco sabato 28 marzo il focus proposto dai docenti Edino Valcovich e Gorazd Humar (ore 10, Sala del Consiglio), per raccontare la storia di un territorio attraverso tecnica, architettura, ambiente e paesaggio, con la sequenza dei 23 ponti sull'Isonzo, distrutti e ricostruiti nel tempo. La ricchezza multiculturale dell'hinterland isontino emergerà con Gente di Piazza Grande, il volume firmato dallo studioso e collezionista Nicolò Sandro d'Avola, un evento del Consorzio Culturale del Monfalconese con gli esperti David Cusimano e Alessandro Morgera (27 marzo, ore 17.30 - Casa delle Geografie). Il narratore Gianni Galleri racconterà gli Spomenik, monumenti di arte astratta e futurista che onoravano la memoria di chi aveva perso la vita difendendo la libertà, rimasti nella "Jugoslavia che resta": ne parlerà con la giornalista Elisa Michellut sabato 28 marzo (ore 15, Piazza della Repubblica). Mentre il viaggiatore Andrea Vismara illustrerà domenica 29 marzo il suo ultimo 'memoir'' Va' dove ti portano i piedi con il giornalista Luca Marsi, restituendo cinque dei suoi viaggi brevi attraverso l'ispirazione che li ha animati (ore 16, Piazza della Repubblica). Il cammino Goriziano. Da Aquileia a Sveta Gora in 4 tappe è invece il reportage del teologo Andrea Bellavite: introdotto dalla regista Martina Kafol, giovedì 26 marzo l'autore ripercorrerà il suo viaggio attraverso gli 82 km tra Italia e Slovenia, in un percorso simbolo di unità e riconciliazione (ore 16, Piazza della Repubblica). Dai cammini terrestri al sorvolo: il giornalista e scrittore Emiliano Ricci presenterà Alla scoperta dello spazio, intervistato dai giovani Ambasciatori del Festival sabato 28 marzo, fra esplosioni di supernove e buchi neri (ore 18, Piazza della Repubblica). E sempre sabato 28 marzo, il medico e saggista Aniello Langella, conversando con la studiosa Maria Susanna Viganò, racconterà La storia di Napoli al tempo del Ducato, restituendo un periodo poco documentato del Medioevo napoletano (ore 10.30, Piazza della Repubblica). Sempre sulle tracce della storia, domenica 29 marzo alle 10.30 l'approfondimento dell'architetto e docente Gualtiero Pin che, in dialogo con il medievalista Paolo Cammarosano, racconterà Monfalcone tra Medioevo e Rinascimento. La fortezza della Repubblica Veneta, in dialogo con lo storico Andrea Ferletic. Le storie di frontiera, e in particolare delle sue donne, ispireranno il saggio di Marilisa Bombi Donne tra due mondi, domenica 29 marzo alle 11 in Biblioteca: in dialogo con la giornalista Cristina Feresin, l'autrice offrirà 18 ritratti di donne spesso ai margini della memoria ufficiale, ma che hanno plasmato il nostro presente.



GEOGRAFIE TRA POESIA, MUSICA, TEATRO E CINEMA: GLI EVENTI



Molti gli spettacoli e gli eventi nel cartellone 2026: a partire dal concerto letterario dedicato a Giuseppe Ungaretti che riprende l'indimenticabile orazione "Il Carso non è più un inferno" tenuta a Gorizia e sul Carso di Sagrado il 20 maggio del 1966, cinquant'anni dopo aver combattuto la Grande Guerra: Se Ungaretti canta la trap, giovedì 26 marzo (ore 18.30, Piazza della Repubblica) mescolerà note e parole per riflettere sulla trasformazione del paesaggio carsico, un tempo scenario di atrocità belliche ed oggi luogo di pace e memoria. In scena i musicisti Simone D'Eusanio (violino,) Roberto Daris (fisarmonica) e Federico Mistè (contrabbasso), letture sceniche a cura degli artisti Claudio Moretti, Giorgio Monte e Gualtiero Giorgini. All'evento scenico seguirà la presentazione del volume Il sentimento del tempo, a cura di Lucio Gregoretti, Silvana Corbatto, Ferruccio Massa e Massimo Degrassi. Di un grande poeta, Federico Tavan, voce libera e fuori dagli schemi, si parlerà domenica 29 marzo attraverso la proiezione del documentario firmato dal regista e produttore indipendente Dorino Minigutti (ore 15.30, Casa delle Geografie), Il mont intune pagjine: l'universo rivoluzionario del poeta friulano affiora, regalando un ritratto profondo e capace di scardinare ogni pregiudizio. A Geografie anche la mise en scene teatrale legata al saggio dello speaker-scrittore Claudio Restelli, Luisa Zeni. Un sogno chiamato Italia, in programma sabato 28 marzo (ore 16.30, Piazza della Repubblica). Pierangelo Botto, Marinella Lanteri, Andrea Romano, Marco Todaro e Laura Trimarchi racconteranno la prima spia donna italiana, protagonista dell'epica impresa di Fiume a fianco di Gabriele D'Annunzio.

Spazio anche ai concerti per l'edizione 2026 di Geografie: mercoledì 25 marzo a Monfalcone ritorna il Freevoices Show Choir (ore 21, Teatro Comunale) con Connessioni, il nuovo lavoro in cui musical, pop, canto popolare e canzone d'autore fanno da colonna sonora alla narrazione affidata alla voce di Paola Aiello e alle coreografie di Marco Rigamonti. E sempre al Teatro Comunale, venerdì 27 marzo farà tappa alle 20.45 la violinista, cantante e compositrice cubana Yilian Canizares con "Vitamina Y": accompagnata dal Resilience Trio, l'artista compone una lettera d'amore al suo paese in crisi e offre un appassionato inno alle connessioni umane fondendo jazz, musica classica e ritmi afro-cubani.

Fra i percorsi tematici alla scoperta di Monfalcone, le visite guidate che animano il weekend di Geografie. Sabato 28 marzo si parte alle 9.30 al punto Iat (Piazza della Repubblica) per riscoprire la Galleria Rifugio, ai piedi della Rocca. Un luogo ricco di Storia e storie, sin dal 1944-45 quando divenne riparo dai bombardamenti accogliendo centinaia di persone. Oggi rivive in un percorso museale tra suoni, immagini, testimonianze e installazioni che regalano un'esperienza immersiva nel cuore della città. Il giorno dopo, domenica 29 marzo sempre alle 9.30 allo Spazio Iat, la passeggiata storica lungo le vie del centro per ritrovare le tracce del passato e dell'antica città murata. Infine, Monfalcone torna protagonista dei concorsi "Monfalcone: Ritratto sentimentale della città", che premia le migliori fotografie capaci di cogliere l'anima di Monfalcone, e "Miglior vetrina a tema Geografie", progetto nato in collaborazione con Ascom, Cna, Confartigianato e Vivicentro. Sabato 28 marzo alle 12.30, in piazza della Repubblica, la premiazione per il miglior scatto e la migliore vetrina. Ai ragazzi dell'Isis Buonarroti, inoltre, è dedicato il concorso letterario in memoria di Evy Ressmann, "La libraia della Piazza": la premiazione è in programma venerdì 27 marzo alle 11.30 in piazza della Repubblica.

Per informazioni: https://geografiemonfalcone.it/

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