Kadmo

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Kadmo, Personaggio politico, Magnano in Riviera.

Kadmo, liberal-socialista, ha una preparazione artistica costruita avendo mentori del calibro di Beuys e Kounellis, e politica con il Gandhi europeo, Marco Pannella, col quale ho condiviso migliaia di ore di riunioni, nonché prassi di lotta nonviolenta.

Programma FRA 2027-29 e le 23 proposte dell’ERA: dalla lotta al razzismo linguistico al Garante del multilinguismo 30/04/2026

SAPEVI CHE ESISTE UN RAZZISMO CHE NON SI CHIAMA RAZZISMO, MA PEGGIORE DI ESSO?
Si chiama linguicismo: la discriminazione strutturale fondata sulla lingua. E l'Europa lo pratica ogni giorno, nelle proprie istituzioni, senza che quasi nessuno ne parli.
Come funziona? Se non parli inglese — o non lo parli abbastanza bene — non puoi partecipare pienamente alla vita democratica europea. Non puoi seguire i lavori delle agenzie UE, non puoi far sentire la tua voce nelle piattaforme della società civile, non puoi accedere alla ricerca, all'università, alla tecnologia, all'intelligenza artificiale allo stesso modo di chi è nato in un Paese anglofono.
Non è una scelta neutrale. È un sistema di potere.
Funziona peggio del razzismo tradizionale perché è invisibile. Nessuno lo riconosce come discriminazione. Anzi: chi ne è vittima viene convinto che il problema sia suo — che debba studiare di più, spendere di più, adattarsi di più. Nel frattempo paga ogni anno oltre 1.000 euro in costi di apprendimento, certificazioni, tempo sottratto ad altro, svantaggio competitivo. Una tassa silenziosa che ERA chiama The English Tax.
ERA ha presentato alla FRA — l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali — un contributo formale al Programma di lavoro 2027-29, chiedendo che venga riconosciuto e combattuto il linguicismo istituzionale: quella forma di discriminazione strutturale che gerarchizza le lingue e i loro parlanti, favorendo sistematicamente chi è nato nella lingua dominante.
La stessa FRA ha ammesso che usare solo l'inglese nei propri lavori «limita in qualche misura la partecipazione attiva». Ma finora non ha cambiato nulla.
E dopo la Brexit la contraddizione è sotto gli occhi di tutti: l'Europa continua a funzionare nella lingua di uno Stato che ha scelto di andarsene.
ERA chiede che l'Unione europea riconosca il linguicismo istituzionale per quello che è: una forma di discriminazione strutturale. E che smetta di chiedere ai cittadini europei di adattarsi alla lingua di altri per poter esercitare i propri diritti fondamentali.
Perché una democrazia che parla solo inglese non è una democrazia multilingue. È una democrazia a metà.
👉 https://era.ong/programma-fra-2027-29-e-le-23-proposte-dellera-dalla-lotta-al-razzismo-linguistico-al-garante-del-multilinguismo/

Programma FRA 2027-29 e le 23 proposte dell’ERA: dalla lotta al razzismo linguistico al Garante del multilinguismo   CONTRIBUTO DI ERA AL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE FRA 2027-29 Equità e giustizia linguistica, democrazia multilingue, IA e diritti fondamentali Richiesta di inserimento nel Documento di programmazione FRA 2027-29 di

25 aprile: dalla liberazione militare all’occupazione geolinguistica* 25/04/2026

25 APRILE: DALLA LIBERAZIONE MILITARE ALL’OCCUPAZIONE GEOLINGUISTICA
Dal Diktat del 1947 alla subordinazione
anglo-americana: per una Difesa Olistica Europea
Il 25 aprile viene ricordato come il giorno della Liberazione. Ma ogni liberazione storica porta con sé una domanda scomoda: chi libera può prepararsi a sostituire il dominatore precedente. È un classico della storia.
In Italia e in Europa occidentale, la fine dell’occupazione nazifascista non aprì una piena sovranità europea, ma l’inizio di un nuovo ordine di dipendenza atlantica, reso evidente già con il Diktat del 22 luglio 1947 e consolidato poi sul piano militare, politico, economico, culturale e linguistico.
È questa la forma più sottile della subordinazione contemporanea: una occupazione geolinguistica, nella quale la lingua della potenza dominante diventa progressivamente la lingua obbligata dell’accesso al sapere, al lavoro, alla tecnologia, alla difesa e alle istituzioni.

25 aprile: dalla liberazione militare all’occupazione geolinguistica* Dal Diktat del 1947 alla subordinazione anglo-americana: per una Difesa Olistica Europea Il 25 aprile viene ricordato come il giorno della Liberazione. Ma ogni liberazione storica porta con sé una

La nuova Bulgaria di Radev: l’ERA chiede l’incontro in Ambasciata 21/04/2026

LA NUOVA BULGARIA DI RADEV: CHIESTO UN INCONTRO IN AMBASCIATA SULLA PACE PANEUROPEA.
L’ERA ha inviato all’Ambasciatore della Repubblica di Bulgaria in Italia una lettera di congratulazioni per la nuova fase politica apertasi in Bulgaria con l’affermazione elettorale di Rumen Radev e con il pieno ingresso del Paese nell’area dell’euro, chiedendo un incontro sulla Pace paneuropea.
Nella lettera, l’ERA sostiene che questi due fatti non siano separati. L’euro viene indicato come la più importante forza di pace espressa dall’Europa contemporanea: la moneta unica, introdotta nel 1999 e divenuta circolante a tutti gli effetti nel 2002, pose fine alla guerra delle monete in Europa — che alcuni vorrebbero irresponsabilmente riaprire tornando alla lira — e aprì una fase più alta di integrazione continentale.
Il documento richiama anche l’Accordo di partenariato e cooperazione tra Unione europea e Federazione Russa, entrato in vigore nel 1997, con i suoi 112 articoli di cooperazione, come base storica e giuridica per una nuova prospettiva continentale.
Secondo l’ERA, la Bulgaria può avere oggi una funzione centrale e non periferica nell’apertura dell’orizzonte della Pace paneuropea.
Da Nuuk a Vladivostok, col cuore nel Mediterraneo.

Lettera integrale:
https://era.ong/la-nuova-bulgaria-di-radev-lera-chiede-lincontro-in-ambasciata/

La nuova Bulgaria di Radev: l’ERA chiede l’incontro in Ambasciata A Sua Eccellenza Ivan Kondov Ambasciatore della Repubblica di Bulgaria in Italia Eccellenza, desideriamo rivolgerLe, anche a nome della nostra organizzazione, l’ERA, le nostre più vive congratulazioni per la nuova

20/04/2026

IL VOTO BULGARO APRE L’ORIZZONTE DELLA PACE PANEUROPEA
Il voto bulgaro non è solo un fatto nazionale.
È un segnale europeo.
La vittoria di Rumen Radev nelle elezioni legislative del 19 aprile 2026 mostra che, dentro l’Europa reale, cresce una domanda politica diversa da quella dominante negli ultimi anni: meno automatismi geopolitici, meno subordinazione esterna, più equilibrio, più sovranità, più prospettiva europea.
Negli ultimi anni l’Unione europea si è mossa troppo spesso dentro un orizzonte politico non suo, piegato a logiche esterne e incapace di esprimere una vera iniziativa storica autonoma. Per questo il voto bulgaro conta: perché apre uno spazio nuovo. Non riapre ciò che già c’era. Apre ciò che finora è mancato.
L’ultimo grande atto di forza di pace autenticamente europea è stato l’euro. La moneta unica, introdotta nel 1999 e divenuta circolante a tutti gli effetti nel 2002, pose fine alla guerra delle monete in Europa: marco contro franco, franco contro lira, concorrenze interne che indebolivano il continente e ne limitavano l’unità strategica.

Oggi l’Europa ha bisogno di un secondo grande atto storico.
Dopo l’unificazione monetaria, serve l’orizzonte della Pace paneuropea.
Non una pace generica.
Non una parola buona per tutti gli usi.
Ma una visione politica precisa: un’Europa capace di pensarsi come civiltà, come spazio di cooperazione, come casa comune dei popoli europei, da Ovest a Est, senza essere ridotta a frontiera militare di interessi altrui.

La Bulgaria ci dice che questa domanda esiste.
Che i popoli europei non vogliono un continente mobilitato all’infinito contro sé stesso.
Che esiste uno spazio politico per una Europa autonoma, federale, pacifica e storicamente consapevole.

Dopo l’euro, l’Europa attende il suo secondo grande atto di sovranità.
La Pace paneuropea.

UN resolution urges reparations for slavery’s ‘historical wrongs’ 16/04/2026

ONU: TRATTA DEGLI SCHIAVI IL PIÙ GRAVE CRIMINE DELL' UMANITÀ! USA CONTRO.
Gli Stati membri hanno adottato una risoluzione che dichiara la tratta transatlantica degli schiavi il più grave crimine contro l'umanità.
La risoluzione , promossa dal Ghana, ha ricevuto 123 voti a favore. Tre paesi – Argentina, Israele e Stati Uniti – hanno votato contro e 52 si sono astenuti.
"Oggi ci riuniamo in solenne solidarietà per affermare la verità e perseguire un percorso di guarigione e giustizia riparativa", ha dichiarato il presidente del Ghana, John Dramani Mahama, intervenendo prima del voto a nome del Gruppo africano, composto da 54 membri e il più grande blocco regionale delle Nazioni Unite.
Il presidente del Ghana, John Mahama, interviene al podio dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Foto ONU/Manuel Elías Il presidente del Ghana, John Mahama, si rivolge all'Assemblea generale delle Nazioni Unite in occasione della Giornata internazionale di commemorazione delle vittime della schiavitù e della tratta transatlantica degli schiavi.
Rubato, incatenato, spedito
Per oltre 400 anni, milioni di persone sono state strappate all'Africa, incatenate e trasportate nel Nuovo Mondo per lavorare nei campi di cotone e nelle piantagioni di zucchero e caffè, sotto un caldo torrido e il fragore della frusta.
Negata loro la dignità umana e persino il proprio nome, sono stati costretti a subire generazioni di sfruttamento, le cui ripercussioni si fanno sentire ancora oggi, tra cui il persistente razzismo e la discriminazione nei confronti delle persone di colore.
La risoluzione ha sottolineato che "il traffico di africani ridotti in schiavitù e la schiavitù razziale degli africani rappresentano il più grave crimine contro l'umanità per la sua definitiva rottura con la storia mondiale, la sua portata, la sua durata, la sua natura sistemica, la sua brutalità e le sue conseguenze durature che continuano a strutturare la vita di tutte le persone attraverso regimi razziali di lavoro, proprietà e capitale".

UN resolution urges reparations for slavery’s ‘historical wrongs’ Applause erupted in the UN General Assembly Hall on Wednesday as Member States adopted a resolution declaring the transatlantic slave trade the gravest crime against humanity.

11/04/2026

Lettera agli Europei di Mosca e Roma
2026 СЕ 4ЕЛОВЕК — ECCE HOMO

Fratelli e Sorelle!
Vi scrivo da Roma, nel cuore di questa Interpasqua, tra la Pasqua della Cattolica Roma e quella dell’Ortodossa Mosca, per un atto di verità che non può più essere rimandato.

Mentre il mondo è ostaggio di guerre scatenate da chi ha fatto dell’oro il proprio idolo e della distruzione dell’immagine umana il proprio rito, ivi compreso il Giuda di Londra, noi riaffermiamo – siamo – l’Unità della Bellezza.

Tra Mosca e Roma batte un solo Cuore, custode della forma, del volto e della carne, contro l’iconoclastia spoglia di chi vorrebbe l'Europa divisa e sottomessa. È questo Cuore che i Corrotti di Bruxelles, i Giuda di Londra e il re mida di Washington vogliono continuare a tenere spezzato, istigando Romolo contro Remo.

Siamo i custodi di una visione che il mondo non sa più scorgere.
Mentre intorno a noi divampa l’incendio dell’iconoclastia — quella guerra all’immagine delle Persone che ha spogliato le Chiese, mutato i volti in astrazioni e ridotto il sacro a un deserto di parole — noi, tra la cupola di San Pietro e quelle del Cristo Salvatore, restiamo il presidio della Forma e della Carne.

I Falsi europei hanno tradito il Patto del 1997, calpestando 112 articoli di pace per servire gli interessi di potenze straniere che si nutrono di conflitti e alimentano la nostra miseria. Ma oggi, l’Uomo Integro, paneuropeo, riprende la parola:
Ecce Homo, la resurrezione del Cristo martoriato dai Falsi europei, dagli americani, dagli anglo e dai sionisti; loro che, oggi come allora, hanno anteposto Barabba a Cristo.

Dobbiamo porre il nostro Pane sopra il loro oro: la Vita sopra il loro lingotto bovino. Il Plus della Povertà e dell’Essere sopra il minus della miseria dell’avere.

Celebriamo, qui, un’Eucarestia Nonviolenta: farina e acqua, pane e acqua.
Rifiutiamo il vino del sangue e del sacrificio richiesto dalle guerre dei sionisti, degli evangelici americani e del Giuda anglicano.

In quest’amalgama, cotta al fuoco dei conti con la Storia, la linfa della vita è già presente: non abbiamo bisogno di spargere sangue per essere un solo corpo. La nostra è la PANE-EUROPA: sottomettiamo il metallo della speculazione alla limpidezza dell'acqua e alla sostanza del pane.

Che questo Scritto sia la pietra angolare di una ricostruzione che parte dallo spirito paneuropeo ricongiunto, per farsi Diritto e Legge nella luce della Quarta Roma:
lo spazio di Roma/AMoR dove Romolo e Remo tornano gemelli nel Pane.

A Mo. R. — Cantiere Mosca/Roma — 11 aprile 2026
Kadmo.

11/04/2026

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