RetroZena

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Posti, foto e curiosità di una città Superba

Photos from RetroZena's post 20/11/2021

Targato Genova 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

L’inverno è vicino! Ce lo dicono le giornate sempre più corte e fredde, nonché i primi timidi segnali di clima natalizio.

Per questo oggi abbiamo deciso di portarvi in Vico della Neve. Questo tranquillo vicolo collega la vivacissima Piazza Soziglia a via David Chiossone.

La sua denominazione deriverebbe dal fatto che, circa alla sua metà, si trova una statuina raffigurante la Madonna della Neve, incastonata in un’edicola sovrastante il civico n. 8.

A Genova (città poco abituata alla neve, va detto) gira anche un’altra versione: pare che in Vico della Neve un tempo fossero presenti diverse botteghe che commerciavano ghiaccio.

Photos from RetroZena's post 09/11/2021

Lettere a Genova 💌

In diverse sue poesie Dino Campana rese omaggio alla nostra città. Alcune di queste le troviamo nella sua opera più conosciuta, il prosimetro “Canti orfici”.

Ricorrenti nella sua vita furono gli internamenti in diversi manicomi per i disturbi psichiatrici che lo tormentavano. Sarà proprio in uno di questi che morirà a 46 anni, nel 1932.

Nonostante ciò, nei momenti in cui la salute glielo permise, Campana viaggiò molto: Argentina, Belgio e gran parte dell’Italia settentrionale.

A Genova, dove venne più d’una volta, era solito frequentare il Bar Splendid (l’attuale Caffè degli Specchi). Chissà se queste parole sono state scritte a uno dei suoi tavolini.

Photos from RetroZena's post 01/11/2021

Targato Genova 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

Oggi la stagione autunnale ci sta regalando una delle tante giornate piovose (allerta compresa) a cui noi genovesi, nostro malgrado, siamo abituati.

Quasi auspicando un veloce ritorno del bel tempo, vi proponiamo la targa di Vico del Tempo Buono, nel groviglio di vie che da Piazza della Meridiana conducono alla Maddalena.

Il suo nome è da ricondurre alla presenza, nella zona, di un palazzo appartenuto alla famiglia Buontempo.

Tuttavia, anche nelle giornate come questa, non possiamo fare a meno di notare che la nostra amata Genova sembra coperta da un velo di fascino. E noi la guardiamo meravigliati, passeggiando sotto la pioggia.

Photos from RetroZena's post 04/10/2021

In giro per Genova 📍

I giardini Baltimora, conosciuti anche come giardini di plastica, occupano l’aera tra Carignano e Sarzano, dove un tempo sorgeva la vecchia via della Madre di Dio.

E infatti la si poteva vedere affacciandosi dal ponte di Carignano, quando ancora il tessuto cittadino non era stato squarciato dalla febbre di costruzione degli anni ‘60.

Tra tutti gli edifici venne demolita anche la casa di Paganini. Della vecchia via rimane, oltre che il nome, anche la chiesa, addossata a uno dei piloni del ponte.

A tutt’oggi la vicenda di via della Madre di Dio è vista dai più come una sconsiderata sciagura edilizia che ha cancellato per sempre un pezzo di storia genovese.

Photos from RetroZena's post 26/09/2021

Lettere a Genova 💌

Per i foresti: “Fermati un po’, piccone, ti rubo un mattone, un pezzo di poesia del piano di Picca... pietra.”

La “lettera a Genova” che vi proponiamo oggi è tratta dalla canzone “Piccon dagghe cianin”, che rievoca la demolizione di Piccapietra, di cui già vi abbiamo parlato.

Ne restano ancora alcuni segni: guardate ad esempio questo palazzo di Galleria Mazzini il cui portone secondario su via dei Cebà è rimasto, per così dire, “sospeso in aria” all’altezza di dove sorgeva prima la strada.

In una strofa l’autore, Gino Pesce, rivolge al piccone la preghiera di infliggere colpi meno forti, dal momento che, oltre a pietre e muri, sta colpendo anche il suo cuore.

Photos from RetroZena's post 18/09/2021

In giro per Genova 📍

A guardarla oggi, Piccapietra sembra essere così da sempre: torri di ferro e vetro traboccanti modernità e zeppe di uffici, tra cui anche quelli de

Eppure dovete sapere che qui, fino agli anni ‘50, sorgeva quello che la guerra e i travolgimenti urbanistici di inizio Novecento non avevano cancellato.

La vecchia Piccapietra, la porta Aurea e le sue botteghe di marmisti, scultori e fabbri che contribuirono a darle il nome che ancora oggi ha.

Oggi la piazza così com’è fa parte della nostra quotidianità di genovesi. Ci permettiamo solo un appunto: quante storie (e quanta storia) sono cadute sotto i colpi dei picconi!

Photos from RetroZena's post 09/09/2021

Genova Scolpita 🏛️

È il 16 agosto del 1925 quando il piccolo Italo Iacomelli, detto Italino, gioca con il suo amato cerchio nei pressi di Salita Carbonara.

A un certo punto il cerchio rotola fino ai piedi di un signore, anche lui a passeggio in quella calda giornata di agosto. Appena Italino si avvicina, l’uomo lo afferra e lo scaraventa giù dal muraglione che costeggia la strada, da un’altezza di 15 metri.

Le cronache dell’epoca riportano che la sera prima l’assassino si era presentato ai carabinieri affermando di aver ucciso una bambina gettandola dal muro di Corso Mentana. Tuttavia le forze dell’ordine interpellate verificarono che nulla di tutto ciò era accaduto.

Le ragioni del f***e gesto sono ignote. Questa storia oggi è nascosta tra le tombe del Boschetto Irregolare di Staglieno, dove rimane scolpita la “mano f***e” che infranse la vita del piccolo Italino.

Photos from RetroZena's post 31/08/2021

Lettere a Genova 💌

Lo scrittore spagnolo Vicente Blasco Ibáñez venne a Genova nel 1895, durante un viaggio in Italia. Nella nostra città rimase colpito dal grande uso di marmo.

Lo incontrò dappertutto: sui pavimenti, sulle facciate di chiese e palazzi nonché sul manto di alcune strade. Disse che il marmo era “trattato col disprezzo dell’abbondanza”.

Blasco Ibáñez, dedito fin da giovane alle lettere e all’attivismo politico, si trovò costretto a lasciare più volte la Spagna e a peregrinare per il mondo a causa delle proprie idee rivoluzionarie.

In Italia si innamorò di Roma. Tuttavia vogliamo credere che quanto disse su Genova, non senza una vena critica, sia stato anche espressione di un sentimento di meraviglia.

Photos from RetroZena's post 24/08/2021

Genova Scolpita 🏛️

Inauguriamo questa nuova rubrica con una delle statue più importanti per la storia genovese: il Monumento a Balilla.

L'opera commemora il ragazzo che il 5 dicembre 1746 (durante l'occupazione dell'impero asburgico), scagliando un sasso contro le truppe austro-piemontesi, incitò la popolazione a insorgere con la conseguente liberazione della città. Pare infatti che, alle minacce e alle intimazioni dei soldati rivolte ai cittadini genovesi, il Balilla rispose così, al grido di "Che l'inse?" (ossia "La comincio?").

La statua bronzea, realizzata da Vincenzo Giani, raffigura il Balilla cristallizzato nel movimento del celebre lancio. Essa è ubicata in Piazza Portoria (di fronte all'attuale entrata del Tribunale, edificato alla fine degli anni '60), dove avvenne l'episodio, che è divenuto un importante simbolo a livello nazionale. Tant'è vero che Mameli, nell'inno d'Italia, gli dedicò il verso "I bimbi d'Italia si chiaman Balilla".

Il giovane eroe e patriota, il cui nome era Giovanni Battista Perasso, viene ricordato con il soprannome di "Balilla", che letteralmente significa "pallina" (appellativo genovese attribuito ai bambini).

Photos from RetroZena's post 18/08/2021

Targato Genova 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

La targa che vi proponiamo oggi si trova nella tranquilla Piazza dell’Agnello, poco lontana dal continuo via vai di Fossatello.

L’usura dovuta al tempo non ci impedisce di leggere che sulla piazza affacciavano le case appartenenti a Lanfranco Cicala.

Nato agli inizi del Duecento, Cicala fu apprezzato trovatore nonché diplomatico della Repubblica di Genova in Provenza.

Tuttavia, va detto che il collocamento in questa piazza della targa è frutto di errore: la vera dimora del poeta si trovava infatti in Piazza delle Scuole Pie.

Photos from RetroZena's post 10/08/2021

Lettere a Genova 💌

Anche a Genova, in questo periodo, si parte e si arriva. Chi in macchina, chi in treno, chi in aereo.

In ogni caso chi arriva si trova davanti alla città distesa sul mare; proprio a un arrivo ci ha fatto pensare la vista che si può godere dalle alture del Righi.

Il paesaggio ci ha richiamato queste parole tratte dal brano “Genova” del gruppo indie Galassie.

Nel brano, oltre tutto, il gruppo milanese non ha mancato di fare riferimento a Tenco e De André, due punti fermi della musica genovese e non solo.

Photos from RetroZena's post 03/08/2021

Targato Genova 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

Ricordate il ponte dei Suicidi e della triste fama che lo circondava di cui vi abbiamo parlato settimana scorsa?

Ecco, proprio per questo a fine ‘800 un commerciante genovese, Giulio Cesare Drago, volle che venissero apposte delle cancellate alle sue sponde affinché non venissero più valicate.

Con la sua donazione, il Drago volle che venissero installate cancellate dello stesso tipo anche sul ponte preesistente al ponte Monumentale.

Il benefattore genovese morì a Firenze nel 1880 e venne sepolto al cimitero di Staglieno in una tomba realizzata dallo scultore Augusto Rivalta. Genova lo ha ricordato con le due lapidi qui fotografate.

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Piazzale Giovanni Battista Resasco 1
Genova
16137