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Raccontiamo le città che cambiano
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15/06/2026

Per qualche settimana, i Knicks hanno aiutato New York a ricompattarsi. Una metropoli multiculturale e diseguale si è ritrovata nelle gesta sportive della squadra che, a 53 anni dall’ultima volta, ha vinto il titolo Nba, il campionato di basket più famoso al mondo. 

Le immagini dei “watch party” e dei festeggiamenti per le strade di New York hanno fatto il giro del mondo. Persone di ogni età, nazionalità e religione si sono riversate nello spazio pubblico per sostenere i Knicks e coltivare un senso di comunità raro all’interno di metropoli così complesse. Alcune vie, per esempio, sono state chiuse al traffico per permettere agli abitanti dei vari quartieri di guardare le partite tutti insieme, grazie semplicemente a qualche sedia e a un proiettore. 

I Knicks hanno vinto la finale dopo cinque partite: “Knicks in 5”, avrete sentito ripetere spesso dai tifosi sui social. E c’è già chi vede in quel “5” il simbolo di una vittoria per l’intera città. Sono infatti cinque i “borough” (distretti) di New York: Manhattan (che ospita il Madison Square Garden, il palazzetto dei Knicks), Brooklyn, Queens, Bronx, Staten Island. Anche l’assetto della squadra ha aiutato i tifosi a riconoscersi nel collettivo: nei Knicks non ci sono vere e proprie superstar Nba, ma tanti giocatori in grado di interpretare correttamente il proprio ruolo. 

Zohran Mamdani, sindaco di New York dal gennaio 2026, è sempre stato in prima linea tra i festeggiamenti, condannando i pochi disordini che hanno rischiato di rovinare una festa di tutti. 

“La città più grande del Paese è diventata la città più piccola del mondo. Tutti pensano alla stessa cosa, sperano nella stessa cosa, pregano per la stessa cosa. Incontri sconosciuti e parli con loro della squadra. Questo senso di unità emerge spesso nei momenti di tragedia. È meraviglioso vederlo manifestarsi anche in un momento di gioia”, ha detto Mamdani in un’intervista a New Yorkers Live. E il bello dei festeggiamenti deve ancora ve**re: la parata ufficiale è in programma questo giovedì.

Photos from Future4Cities's post 15/06/2026

Uno dei falsi miti più diffusi nelle città italiane riguarda il presunto impatto negativo di ciclabili e zone pedonali sul fatturato dei negozi.

In realtà, dati alla mano, è vero il contrario. Chi si sposta in bicicletta o a piedi tende a fare acquisti più frequentemente, con ricadute positive sull’economia urbana. Il motivo è anche pratico: non si perde tempo a cercare parcheggio e ci si può muovere più agilmente da un negozio all’altro.

L’ufficio dei trasporti londinese ha pubblicato un documento intitolato “Cycling Revolution London”, secondo cui pedoni e ciclisti hanno una propensione alla spesa più elevata rispetto agli automobilisti. E come si legge in un report del Dutch Cycling Embassy, “i ciclisti fanno acquisti più spesso nei negozi locali e sono più fedeli rispetto agli automobilisti”.

Lo stesso, come anticipavamo, vale anche per le persone che si muovono a piedi. Spacescape, Evidens e la Stockholm School of Economics hanno recentemente pubblicato uno degli studi più esaustivi sul tema. A Stoccolma, secondo i risultati della ricerca, i ristoranti lungo le strade pedonalizzate temporaneamente hanno registrato un aumento medio del fatturato del 30% rispetto al resto dei locali nelle vie del centro. L’incremento ha superato il 40% nelle vie pedonalizzate in modo permanente.

Anche il commercio al dettaglio, dopo una flessione iniziale, ha visto i propri ricavi aumentare tra il 15 e il 50% rispetto al periodo precedente alla pedonalizzazione. Inoltre, sempre secondo lo studio condotto a Stoccolma, tra il 70 e l’80% dei commercianti intervistati ha dichiarato che le strade, dopo il divieto di accesso ai mezzi a motore, sono diventate più sicure e piacevoli.

Di come stanno cambiando le città e come valorizzare i negozi di prossimità parleremo dal 25 al 27 settembre al Festival di Future4Cities by WILL a Torino. Se hai realizzato o conosci un progetto di innovazione urbana candidalo al Premio Future4Cities entro il 29 giugno sul sito future4cities.it

12/06/2026

Lavoro, transizione ecologica e industriale, sviluppo locale, partecipazione giovanile e diritto a restare. Qual è il futuro di Taranto visto dagli occhi delle persone under 35?

Ne parleremo mercoledì 24 giugno, dalle 18:30 alle 21:30, durante un nuovo appuntamento live del nostro progetto sull’innovazinone urbana, in collaborazione con European Climate Foundation (ECF). A SPAZIOPORTO, in via Niceforo Foca 28 (Taranto), apriremo un momento di dialogo e ascolto sulle prospettive del territorio di Taranto con la formula di Future4Cities by WILL: dati, dialogo con voci autorevoli, confronto aperto.

Partiremo con la presentazione in anteprima dei risultati del sondaggio realizzato da Future4Cities insieme a YouGov sulle priorità dei giovani del territorio di Taranto.

Proseguiamo con una puntata live del podcast “Città”, condotto da Paolo Bovio di Will e di .collective. L’ospite sarà Lidia Greco, docente di Sociologia economica e del lavoro all’Università di Bari, nonché autrice del libro “Paradigma Taranto” e coordinatrice dello studio “Taranto dopo il carbone”, sostenuto da ECF.

Chiudiamo con un laboratorio di immaginazione civica sul futuro di Taranto. Ci saranno tavoli di lavoro condivisi per parlare delle prospettive del territorio: dopo un breve recap dei temi emersi durante il podcast, chiederemo ai partecipanti ai tavoli di confrontarsi su due grandi argomenti: transizione ecologica e sviluppo economico; diritto a restare e partecipazione della cittadinanza.

Vi aspettiamo il 24 giugno a Taranto: potete iscrivervi gratuitamente all’evento su Eventbrite.

08/06/2026

Jaume Collboni, sindaco socialista di Barcellona, ha annunciato che l’amministrazione comunale non rinnoverà le licenze (tutte in scadenza a fine anno) degli operatori privati di bike sharing. Significa che dalle strade cittadine spariranno circa 3.500 biciclette a noleggio free-floating (a flusso libero), introdotte dall’ex sindaca Ada Colau dopo una grande gara d’appalto.

Ma quali sono le ragioni alla base di questo passo indietro? Le bici a noleggio a flusso libero, spiega Collboni a El País, “accumulano un gran numero di multe per ragioni disciplinari e uso improprio”. Il quotidiano spagnolo ha parlato di 5.500 sanzioni per 3.500 biciclette nel solo 2025. Inoltre, secondo il sindaco di Barcellona, “solo il 10% degli utilizzatori è residente a Barcellona”, mentre il resto sarebbe rappresentato da turisti.

La decisione di Collboni punta anche a rilanciare il bike sharing comunale: “Esiste un servizio locale, fatto da aziende che assumono personale del posto”, ha detto a El País. L’amministrazione cittadina ha infatti intenzione di ampliare l’offerta delle biciclette comunali a noleggio, che si possono parcheggiare all’interno di stalli dedicati (come BikeMi a Milano, per intenderci). “Dobbiamo proteggere lo spazio pubblico. La mobilità ciclistica deve essere una priorità per i residenti”, ha spiegato il sindaco.

La novità di Barcellona si inserisce in un’ondata bipartisan di restrizioni nei confronti della micromobilità in condivisione. Restrizioni che, tuttavia, avevano finora coinvolto i monopattini a noleggio: Praga li ha vietati da gennaio 2026, Firenze da aprile 2026, Parigi da settembre 2023, Madrid da settembre 2024.

Lo stop alle bici a noleggio gestite da privati potrebbe quindi essere una reazione a un altro fenomeno: l’overtourism. Barcellona è una delle città europee più colpite dal turismo di massa; basti pensare all’ondata di proteste dei residenti dello scorso anno, tra gavettoni ai turisti e cartelli con scritto “Barcellona non è in vendita”. Nell’annunciare la misura, non a caso, Jaume Collboni ha criticato l’abuso del bike sharing da parte dei visitatori, sottolineando la necessità di tutelare le esigenze della popolazione locale.

Photos from Future4Cities's post 08/06/2026

Un tavolo da ping-pong può bastare a rianimare un angolo di città. Sui social si vedono sempre più video di persone che si ritrovano a giocare nei parchi o nelle piazze, dove sono stati installati tavoli liberi e accessibili a persone di ogni età ed estrazione sociale.

I vantaggi sono molti. Con una spesa contenuta si incentiva l’attività fisica e si favorisce la socialità all’aria aperta. In più, per chi vuole giocare, l’accesso è gratuito.

I tavoli da ping-pong si stanno facendo strada tra i “terzi luoghi”: spazi pensati per creare socialità senza dover pagare una consumazione o un biglietto d’ingresso. È la stessa funzione svolta da panchine, parchi, biblioteche e piazze: luoghi che non rientrano nel binomio casa-lavoro.

Anche in Italia, negli ultimi anni, si stanno installando sempre più tavoli da ping-pong negli spazi pubblici. A Milano ormai ce ne sono più di 35, sparsi tra piazze e giardini. A Roma, all’Esquilino, ne sono stati installati due e, tra le squadre che si ritrovano lì a giocare ogni giorno, una sta tentando di entrare nella Federazione italiana tennistavolo.

È una miglioria che costa poco e crea un’alternativa ai pochi luoghi in cui riunirsi senza spendere. Una versione più semplice dei campi da calcio, che occupano più spazio, richiedono più manutenzione e per questo difficilmente sono a ingresso gratuito.

I tavoli da ping-pong funzionano quando sono ben posizionati, visibili e protetti dal degrado. Senza manutenzione, accessori disponibili e una minima gestione, rischiano di diventare inutilizzabili o vandalizzati, oltre a creare conflitti d’uso e rumore.

06/06/2026

Design Week, Fashion Week, Digital Week, Wine Week… a Milano tutto può trasformarsi in un brand ed è sempre l’occasione giusta per organizzare un evento spalmato su più giorni. Questa vivacità è sicuramente stimolante ma, dall’altra parte, rischia di generare un senso di affaticamento.

Esiste, quindi, una “Week” che a Milano non sia ancora stata inventata?

() lo ha chiesto a e al durante una puntata live del podcast “Città”, alla Cittadella degli Archivi del Comune di Milano, nel quadro dell’iniziativa “The Red View - Beyond The Surface” sostenuta da .it.

Pierluca Mariti vorrebbe una settimana all’insegna della calma, per rallentare e fermare, almeno per qualche giorno, i ritmi frenetici di una città che, nel solo 2024, ha ospitato 36.600 eventi culturali e sportivi (dati Prima Comunicazione). Antonio Giorgino immagina invece l’esatto contrario: una settimana ricca di musica all’aperto, sulla scia della Fête de la Musique parigina che, come di consueto, prenderà il via il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate.

Potete ascoltare la puntata intera su Spotify, YouTube e tutte le altre piattaforme

Photos from Future4Cities's post 27/05/2026

La Giunta comunale di Firenze ha proposto una delibera per estendere, anche fuori dall’area UNESCO, le limitazioni agli affitti brevi. La delibera passerà alla Commissione Consiliare, per poi approdare in Consiglio comunale per la discussione e il voto finale.

Firenze è così diventata la prima città italiana a proporre un provvedimento per fermare la diffusione degli alloggi turistici in un’area esterna al centro storico. Nello specifico, il blocco delle autorizzazioni si applicherà alle zone di Campo di Marte, San Jacopino, Gavinana, Pignoncino e Paolo Uc***lo, Statuto e Rifredi, Libertà, Oberdan e Savonarola, Bronzino e Pier Vettori, Fonderia e Petrarca, dunque nell’intera Zona A (fatta eccezione per la Sottozona A2, quella dei Centri Storici Minori).

Le abitazioni in cui non si potranno aprire nuovi alloggi turistici diventeranno più di 100mila: 35.593 nell’area in cui era già in vigore lo stop, 67.780 nei quartieri coinvolti dalla nuova norma.

Firenze ha individuato le nuove aree in seguito a uno studio realizzato in collaborazione con il dipartimento MEMOTEF dell’Università La Sapienza di Roma. In questi quartieri, spiega su Instagram la sindaca di Firenze Sara Funaro, “c’è già una tendenza di crescita molto importante degli affitti brevi, addirittura con aumenti del 90%”.

Nei primi 5 mesi del 2026, a Firenze sono state rilasciate 270 autorizzazioni per affitti brevi: un numero superiore rispetto a quello dei primi 7 mesi del 2025. Questi dati hanno incentivato la giunta a interve**re tempestivamente con un provvedimento finora mai visto a livello nazionale.

Di affitti brevi, e del loro impatto sui residenti, abbiamo parlato nella nuova puntata del podcast “Città”, realizzata in collaborazione con IFEL ANCI, con di , la ricercatrice e giornalista , Annalisa Gramigna di IFEL ANCI e la sindaca di Firenze .

26/05/2026

Mentre in Italia scoppiano polemiche ogni volta che vengono realizzate nuove ciclabili, Helsinki ha costruito un intero ponte solo per persone in bici e a piedi (e in futuro anche per i tram). Non si tratta di un’infrastruttura qualsiasi, ma del ponte più lungo di tutta la Finlandia (1,2 chilometri), pensato esclusivamente per la mobilità sostenibile.

Inaugurato a metà aprile davanti a 50mila persone, il Kruunuvuorensilta - il “ponte della corona” - collega l’isola di Korkeasaari al quartiere residenziale di Kruunuvuorenranta.

Prima, i residenti di Kruunuvuorenranta dovevano percorrere circa 11 chilometri per raggiungere il centro cittadino a piedi o in bici; ora la distanza si è ridotta a 5 chilometri. Il nuovo ponte rientra in un piano urbanistico ambizioso per rendere il centro molto più accessibile a chi vive nelle periferie della capitale finlandese.

Il Kruunuvuorensilta non è un progetto isolato, ma uno dei tasselli che sta permettendo a Helsinki di crescere molto rapidamente su sicurezza stradale e mobilità sostenibile. Il risultato più importante è stato quello delle zero morti in incidenti per un anno intero, dall’estate 2024 all’estate 2025, anche grazie all’estensione dei 30 chilometri orari nella maggior parte delle strade urbane.

Negli anni, le amministrazioni cittadine hanno creato una rete ciclabile di 1.500 chilometri. Milano, per fare un paragone, ne ha circa 330 e punta a superare quota 500, ed è già una delle città italiane più avanzate da questo punto di vista. Come fa notare CleanCities, quasi il 50% delle ciclabili di Helsinki è protetto e separato dal traffico tramite cordoli o altre barriere fisiche. Uno dei progetti più riusciti è la Baana, un’ex ferrovia riconvertita in pista pedonale e ciclabile, molto usata sia dai residenti sia dai turisti. 

Di come sta cambiando la mobilità (e non solo) nelle città parleremo dal 25 al 27 settembre in occasione della quarta edizione del festival di Future4Cities, in programma alle OGR Torino e in altri luoghi del capoluogo piemontese.

Photos from Future4Cities's post 22/05/2026

Stai portando avanti un progetto che riguarda le città? Fino al 22 giugno, sono aperte le candidature (trovate il form su future4cities.com) per il “Premio Future4Cities 2026”.

Le categorie sono cinque - casa, mobilità, lavoro, comunità, clima-energia - e il vincitore verrà annunciato il 25 settembre, durante la prima giornata del Festival di Future4Cities 2026, in programma alle OGR Torino e in altri luoghi del capoluogo piemontese.

Aspettiamo di vedere i vostri progetti urbani!

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