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Goldworld

Il magazine online, il canale di comunicazione ufficiale di Gold, il posto dove parliamo delle rivoluzioni digitali e del mondo, esprimiamo la nostra visione e le nostre teorie sulle cose che accadono. Su Goldworld si parla di tutto, tecnologia, musica, cinema e piani per conquistare l’universo. Il magazine è il grande libro digitale che racconta tutte le sfaccettature della nostra stor

05/06/2026

Nei giorni che ci siamo sentiti con Sesto Carnera, rapper della provincia di Foggia, c’è stato un susseguirsi di atti di violenza un po’ in tutta Italia, spesso che riguardavano ragazzi molto giovani. Poi ascolto il suo nuovo disco “Purgatorio di provincia” e d’improvviso mi sono ritrovato catapultato in quella realtà grigia che mi sembra ultimamente un po’ l’Italia. Una nazione fatta di milioni di province più che da un’unica realtà.

O forse la nostra identità nazionale è effettivamente l’unione frammentata di mille province diverse, ma anche così vicine allo stesso tempo.

Ho contattato Sesto, che produce dischi come un rullo compressore, un anno dopo “Panicoteca” e abbiamo parlato di collaborazioni e beat, ma anche della società che ci circonda e, inevitabilmente, di nuovo di droga. Un rapporto con il rapper di San Severo, che ci unisce e ci consolida, ma soprattutto un’intervista, come sempre, senza filtri.

Ci siamo sentiti l’anno scorso per l’uscita del tuo album “Panicoteca”, ad un anno di distanza… come stai? Com’è andato il disco? Cos’è cambiato?

Ciao, effettivamente è vero, il tempo scorre più in fretta di quel che pensiamo alle volte, ed è già passato un anno. Non è cambiato molto se non il fatto che anno dopo anno sono sempre più in focus sulla mia musica, mantenendo ogni dinamica pienamente da indipendente. Dunque, posso dirti, sicuramente sono più stressato (ride).

Uno dei fili conduttori di questo nuovo album mi sembra sia un tema horror, che mescoli con riferimenti religiosi, sbaglio? Mi è venuto in mente Necro, che infatti ad un certo punto del disco lo citi.

Interessante punto di vista. Sono sicuramente mega fan di Necro e del filone Non Phixion, La Coka Nostra ed House Of Pain. La barra di cui parli, in cui lo cito, infatti, si rifà ad una narrazione del mio percorso di crescita di cui Necro ha fatto parecchio parte.

[...] Leggi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/269039/music/il-purgatorio-di-provincia-di-sesto-carnera/

A cura di Marco Giani✍️


👊
thesickest

01/06/2026

Da piccolo non guardavo film horror per partito preso, ovvero perché avevo paura (colpa dei Visitors e dei Gremlins che avevo casualmente intercettato troppo precocemente), benché verso i dodici anni, a casa di amici dei miei dove venivo parcheggiato davanti al videoregistratore nei pomeriggi in cui andavamo a trovarli, avendo esaurito i film per ragazzi, scoprii il film horror più horror della storia degli horror: Shining.

Inutile dire che ne fui terrorizzato, ma al tempo stesso totalmente affascinato (scoprii poi dai miei che, quando avevo pochi mesi di vita, mi “portarono” a vederlo con loro al cinema, rendendo così il capolavoro di Kubrick il mio primo film in sala).

Ma, nonostante questo battesimo di fuoco, il genere horror rimase per anni un filone che guardavo con diffidenza, ogni tanto guardavo qualcosa (tipo del filone giapponese post Ring o i film di Shyamalan), ma tendenzialmente mi ritenevo uno che non guardava film horror, per quanto non fosse del tutto vero.

Questa cosa si è definitivamente trasformata grazie a Federico Frusciante (grazie per sempre Fede) che mi fece proprio cambiare prospettiva e rapidamente è diventato uno dei generi che preferisco, soprattutto in sala.

Dopo l’ottima annata del 2025, anche quest’anno abbiamo avuto delle belle sorprese, in primis il ritorno al genere da parte di un Maestro come Sam Raimi con Send Help (una versione sotto acido del capolavoro della Wertmüller), e due film di registi ventenni davvero sorprendenti.

Sto parlando di Obsession di Curry Barker e Backrooms di Kane Parsons.

[...] Leggi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/269068/arts/cinema/tra-obsession-backrooms-e-il-derry-social-club-lhorror-non-ha-piu-paura-di-se-stesso/

A cura di Omar Rashid✍️


🎬😱

film

28/05/2026

Beat, scratch, musica strumentale e infine, il rap.

Esistono nelle pieghe nascoste di Spotify delle piccole perle di dischi che spesso non vengono allo scoperto, come "Scressioni" di DJ Gaso, classe 1988; è uno di quei profili che si sono costruiti lontano dai riflettori, dentro contesti locali e serate dove il djing resta ancora una pratica culturale prima che intrattenimento. Attivo dal 2014, tra Puglia e Bologna, si muove tra scratch, selezione e organizzazione, mantenendo un legame costante con una visione classica dell’Hip Hop.

Il suo primo progetto prende forma senza un piano preciso. Nasce da sessioni di beat e scratch registrate nel tempo, a cui si è aggiunta, progressivamente, l’esigenza di dire qualcosa di più personale. Non attraverso il rap in senso stretto, ma usando direttamente lo scratch come linguaggio.

Il risultato è un disco che sta a metà tra beat tape e progetto di turntablism, dove la componente tecnica non è fine a sé stessa ma funzionale a un’idea espressiva. Non è pensato solo per addetti ai lavori: l’obiettivo dichiarato è renderlo accessibile anche a chi non segue da vicino questo tipo di produzioni.

Dentro il progetto convivono più contributi. Le strofe di Sesto Carnera e Stk'On si inseriscono senza spostare l’equilibrio generale, mentre Jail firma uno dei contributi più completi, tra beat, strofa e lavoro sul suono. Completano il quadro le produzioni di Jesko, PKay Prozak e Rattacash, che danno varietà senza uscire da un perimetro preciso.

Il percorso di DJ Gaso parte da lontano, tra breakdance e writing in un piccolo paese della provincia di Foggia, con un immaginario costruito attorno a spazi periferici e cultura condivisa. L’influenza di dischi come Orgasmi Meccanici degli Alien Army e il riferimento a DJ Gruff aiutano a capire la direzione. Lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio.

[...] Leggi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268903/music/scressioni-il-disco-di-dj-gaso/

A cura di Marco Giani✍️


👊

22/05/2026

Il giorno dopo l’anteprima romana di Generazione Fumetto, per una congiunzione astrale inaspettata, c’era una replica pomeridiana del nuovo spettacolo di Paolo Calabresi “Tutti gli uomini che non sono”, ispirato dal libro omonimo, e prima di tornare a Firenze, sono stato con Margherita a vederlo.

Premetto che è uno spettacolo che attendevo con ansia, perché ebbi la fortuna di parlarne proprio con Paolo in seguito alla lettura del suo libro, perché mi sarebbe piaciuto farci qualcosa in VR o in forma documentario, ma ovviamente non ero stato il primo a pensarci e alla fine il discorso non venne portato avanti perché appunto c’erano altre situazioni in ballo.

Beh, devo dire che la forma teatrale, così come l’ho vista è probabilmente la trasposizione perfetta di un libro strepitoso, ma ancor più di una storia incredibile.

Ma riconciamo dall’inizio. Tutto si basa su una cosa semplice: fingere di essere qualcun altro nella vita vera. Non sul palco, nella vita vera.

Tutto parte da una foto di Giorgio Strehler e ci torna, quasi a chiudere un cerchio.
Una domenica qualunque, sfruttando una vaga somiglianza con Nicolas Cage, entra gratis a San Siro. I telegiornali quella sera danno la notizia: Nicolas Cage è stato visto alla partita. Funziona così bene che non riesce a smettere.

Quello che inizia come un escamotage per entrare gratis allo stadio diventa presto qualcosa di più intimo: recitare nella vita reale, all’insaputa di tutti, come modo per esorcizzare dei lutti (aveva perso entrambi i genitori oltre a il suo maestro Giorgio Strehler) e sublimare l’amore per il proprio mestiere.

[...] Leggi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268880/arts/tutti-gli-uomini-che-non-sono-di-paolo-calabresi/

A cura di Omar Rashid✍️


🙏

14/05/2026

C’era una volta Dre Love. E c’è ancora. Il 24 maggio di quest’anno, al Lumen di Firenze, dal mezzogiorno alla mezzanotte, Andre Thomas Halyard, aka Dre Love, sarà celebrato con un evento interamente dedicato a lui e al suo percorso culturale, un vero tributo alle culture che generano comunità.

Newyorkese di nascita e fiorentino d’adozione, per oltre trent’anni Dre è stato molto più di un musicista. «Un validatore culturale» lo definisce FFiume, rapper, producer e curatore della comunicazione dell’evento. «Dai tempi dei Radical Stuff, nei primi Novanta, le collaborazioni di Dre sono state tantissime, tutte volte a creare connessioni umane potenti» spiega FFiume, che sta prendendo parte all’organizzazione di Don’t Stop! insieme a un team di amici e collaboratori di Dre fra cui Tania, che è stata la compagna di Andre fino ai suoi ultimi giorni, B**a, Colossius, Johnny Boy, Justin Randolph Thompson, Millelemmi, Rastea e Simone Zaccagnini.

Dre Love era una mente creativa poliedrica: emcee, beatmaker, DJ, visual artist e curatore per marchi di moda. «Molti lo ricordano per i duetti con Neffa, ma dietro c’è molto di più– prosegue FFiume. – Seguendo le sue orme, con Don’t Stop! vogliamo sottolineare come e quanto la cultura che Dre ci ha lasciato accomuni e crei tessuto sociale».

L’evento si svolgerà al Lumen di Firenze dicevamo, «location che offre spazi adeguati e uno staff aperto a cause sociali», e continua a prendere forma attraverso il coinvolgimento di artisti, DJ, musicisti e realtà che hanno condiviso con Dre Love esperienze, visioni e passaggi fondamentali.

Gli organizzatori pongono l’accento sul fatto che, prima ancora di essere un evento, Don’t Stop! — One Love for Dre Love rappresenti un punto di ritorno su una figura che ha segnato in modo profondo la cultura musicale italiana.

[...] Leggi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268730/events/ffiume-ci-racconta-di-dont-stop-one-love-for-dre-love/

A cura di Filippo Bernardeschi✍️


💜👊✨

14/05/2026

C’era una volta Dre Love. E c’è ancora. Il 24 maggio di quest’anno, al Lumen di Firenze, dal mezzogiorno alla mezzanotte, Andre Thomas Halyard, aka Dre Love, sarà celebrato con un evento interamente dedicato a lui e al suo percorso culturale, un vero tributo alle culture che generano comunità.

Newyorkese di nascita e fiorentino d’adozione, per oltre trent’anni Dre è stato molto più di un musicista. «Un validatore culturale» lo definisce FFiume, rapper, producer e curatore della comunicazione dell’evento. «Dai tempi dei Radical Stuff, nei primi Novanta, le collaborazioni di Dre sono state tantissime, tutte volte a creare connessioni umane potenti» spiega FFiume, che sta prendendo parte all’organizzazione di Don’t Stop! insieme a un team di amici e collaboratori di Dre fra cui Tania, che è stata la compagna di Andre fino ai suoi ultimi giorni, B**a, Colossius, Johnny Boy, Justin Randolph Thompson, Millelemmi, Rastea e Simone Zaccagnini.

Dre Love era una mente creativa poliedrica: emcee, beatmaker, DJ, visual artist e curatore per marchi di moda. «Molti lo ricordano per i duetti con Neffa, ma dietro c’è molto di più– prosegue FFiume. – Seguendo le sue orme, con Don’t Stop! vogliamo sottolineare come e quanto la cultura che Dre ci ha lasciato accomuni e crei tessuto sociale».

L’evento si svolgerà al Lumen di Firenze dicevamo, «location che offre spazi adeguati e uno staff aperto a cause sociali», e continua a prendere forma attraverso il coinvolgimento di artisti, DJ, musicisti e realtà che hanno condiviso con Dre Love esperienze, visioni e passaggi fondamentali.

Gli organizzatori pongono l’accento sul fatto che, prima ancora di essere un evento, Don’t Stop! — One Love for Dre Love rappresenti un punto di ritorno su una figura che ha segnato in modo profondo la cultura musicale italiana. 

[...] Leggi l'articolo completo su Goldworld.it

A cura di Filippo Bernardeschi✍️


💜👊✨

11/05/2026

Cosa succede davvero dentro un carcere minorile? Chi sono i ragazzi che ci finiscono? E cosa resta loro una volta usciti?

La cella di fronte è uno spettacolo teatrale prodotto da Produzioni Timide in collaborazione con The Best Blend che nasce per affrontare queste domande -e molte altre- senza retorica né sconti, ma con la forza delle storie vere. A guidare il racconto è Kento, rapper, scrittore e formatore, che da anni porta scrittura e musica dentro scuole, carceri e comunità. Attraverso parole, suoni e immagini, la narrazione si sviluppa tra aneddoti ed esperienze vissute, restituendo un ritratto concreto della realtà del carcere minorile: non solo luogo di punizione, ma un microcosmo fatto di sogni, errori, speranze e ingiustizie.

In oltre un’ora di spettacolo, l’artista dà voce alle esperienze maturate in più di dieci strutture penitenziarie italiane dal 2011 a oggi, intrecciando questi racconti con piccoli estratti di storia e i valori della cultura Hip Hop. Sullo sfondo scorrono clip di repertorio tratte dai laboratori degli ultimi anni, che amplificano e rendono tangibile quello che viene narrato.

I momenti di racconto si alternano a performance musicali dal vivo, in cui Kento interpreta alcuni brani del suo repertorio, tra cui Nostra Signora delle lacrime, scritto dopo aver partecipato nel 2024 — primo artista musicale — a un’intera missione di ricerca e soccorso a bordo della nave Ocean Viking di SOS Mediterranee.

[...] Trovi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268691/arts/la-cella-di-fronte-kento-porta-in-teatro-lesperienza-nelle-carceri-minorili/

A cura di Redazione✍️

👊

08/05/2026

Cosa significa davvero essere presenti, scegliere, e guardarsi dentro?

“Stato di Coscienza”, il nuovo album di Jesto in uscita oggi, venerdì 8 maggio, nasce da queste domande e si sviluppa come un percorso che mette al centro la musica come strumento di ricerca. Non è solo una raccolta di brani, ma una traccia lasciata nel tempo, un’eredità artistica e spirituale in cui suono e scrittura si intrecciano per esplorare livelli diversi dell’esperienza umana, tra materia e percezione, tra ciò che appare e ciò che resta invisibile.

“Jesto ha attraversato un percorso che pochi comprendono finche’ non lo fanno in prima persona. La filosofia, la spiritualità, l’esoterismo non erano per lui ornamenti estetici: erano strumenti di lavoro. La sua vocazione era quella dello sciamano, dell’architetto di riti emotivi e spirituali, del guaritore di anime. Dal piombo dell’ansia all’oro della consapevolezza: e’ questa la trasmutazione che ha operato, brano dopo brano, vita dopo vita” racconta suo fratello Hyst.

Per confezionare l’album, Jesto ha coinvolto diversi professori della storica orchestra di Ennio Morricone, molti elementi del coro di Fabrica Harmonica e musicisti illustri del mondo rock come il chitarrista Simone Gianlorenzi. Una ricerca e una sfida, essendo il primo album rap nella storia italiana suonato con oltre 30 elementi d’orchestra. La cura di Jesto si riflette anche nell’estetica, caratterizzata da sobrietà ed eleganza, restituendo una maturità artistica compiuta.

[...] Trovi l'articolo completo e il link per ascoltare l'album su Goldworld.it

A cura di Redazione✍️

🧡👊
official

 

06/05/2026

Oggi segnaliamo questo album prodotto da Ragoo Records, che ci piace particolarmente ascoltare in questi giorni nella nostra routine quotidiana da quando è uscito, diventando un po’ come se fosse un caro amico con cui confidarsi nei momenti più bui, e allo stesso tempo gioire assieme in quelli in cui il cuore è particolarmente felice.

FUZO è un progetto che nasce dall’unione di Fulvio e Odeeno (Fulvio & Enzo), due beatmaker da atmosfere inquiete.

Un disco nato da un semplice featuring, e durante gli anni diventato un vero e proprio album.

La luna protagonista cardine di questo disco, ” Moonset “, tramonto della luna, quella luna che ha accompagnato l’intera lavorazione dell’album.

Un disco fatto interamente di notte e a distanza tra Bologna e Napoli, temi cupi ma allo stesso tempo anche dolci e delicati proprio come i diversi crateri lunari, ognuno con un proprio carattere con una luce diversa. Tra atmosfere eteree, suggestioni jazz e richiami cosmici, con radici profonde nell'abstract hip hop.

Unica collaborazione presente, la si trova nella traccia ” Feelin” cantata da Rykam (Federica Monaco) dal suono delicato e dolce. Tra R&B e Soul moderno , con un carattere singolare che dà una luce diversa a questo intero album di BEATS.

Ciliegina sulla torta, che amiamo, è quella che si può avere anche in versione audiocassetta, in edizione limitata sempre per Ragoo Records disponibile per la richiesta su bandcamp. E su tutti i digital store.

Distribuito digitalmente da Spalato Wyale.

Cover di 9Periodico Studio (Rosario di Vincenzo)

[...] Trovi l'articolo completo e l'album da ascoltare su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268421/music/ragoo-records-presenta-moonset-un-intero-album-di-beats-prodotti-da-fuzo/

A cura di Redazione✍️

👊
fuu

23/04/2026

Ci sono album che sono difficili da digerire, oscuri, ma al tempo stesso i testi, i beat e le atmosfere ti attirano in un viaggio all’interno dell’animo umano e delle sue debolezze.

BlackSmith pubblica NeroPece per Zona Brada Records, uno dei pochi lavori scritto, prodotto e rappato interamente in prima persona dal rapper lucano, con mix e master affidati a Gio Lama. Un disco che si muove in modo coerente dentro coordinate precise: rap essenziale, pochi elementi, centralità del testo.

Lo abbiamo intervistato parlando del suo ultimo lavoro, delle esperienze passate, delle atmosfere e dei temi sviscerati nell’album.

Da quello che descrivi nei testi sembri una persona matura, con un vissuto difficile, ma al tempo stesso sembra che ti stai rimettendo in piedi, con una certa fierezza. Ti va di raccontare qualcosa di più della tua storia e del tuo vissuto?

Sono nato a Potenza nell’83 e, nonostante un’adolescenza abbastanza movimentata, credo che la mia storia sia simile a quella di molti altri e che sicuramente ci sia di peggio. La mia è una storia fatta di emigrazione, di una famiglia divisa per cercare di sbarcare il lunario, di posti sempre diversi a cui doversi adattare e di mille viaggi in intercity.

Di esperienze che ti formano in fretta e che ti insegnano a cavartela anche con poco, a stringere la cinghia e dandoti la consapevolezza che nessuno ti regala niente. Forse è anche per questo che tengo sempre vivace una certa ‘fame’. Mi è capitato spesso di cadere, ma ho sempre cercato di reagire senza abbassare mai la testa e nei momenti di difficoltà, piuttosto che piangermi addosso, ho preferito sempre rimboccarmi le maniche per cercare di rialzarmi, consapevole spesso di poter contare solo sulle mie forze.

[...] Leggi l'articolo completo su Goldworld.it qui:
https://goldworld.it/268129/music/neropece-il-rapdrama-di-blacksmith/

A cura di Marco Giani✍️


👊
rec

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Florence
50132

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Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
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