Gold
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Goldworld
Il magazine online, il canale di comunicazione ufficiale di Gold, il posto dove parliamo delle rivoluzioni digitali e del mondo, esprimiamo la nostra visione e le nostre teorie sulle cose che accadono. Su Goldworld si parla di tutto, tecnologia, musica, cinema e piani per conquistare l’universo. Il magazine è il grande libro digitale che racconta tutte le sfaccettature della nostra storia, dalle origini, nel 2003, fino ad oggi. L’obiettivo ambizioso di Goldworld è riuscire a diffondere nuove idee, creare uno spazio libero che offra gli stimoli per stare al passo con le realtà internazionali. Goldworld è un modo di essere, è dinamicità e continuo fermento, un circolo aperto dove raccontiamo un mondo in continua evoluzione.
25/09/2026
“scusa se divento strano quando c’è tanto rumore attorno” è il primo EP di francoblu: un uomo con il sax proveniente dal Lago d’Orta, nascosto dietro una maschera di crochet blu, che immerge i suoi monologhi interiori in un universo sonoro notturno e cinematico.
Beat asciutti, groove densi e immagini che sembrano emergere da appartamenti ancora accesi a tarda notte. Tracce brevi, essenziali, attraversate da flussi di pensiero che si interrompono, ripartono e si sovrappongono continuamente.
Dentro l’EP convivono specchi che non fanno entrare nessuno, treni presi per allontanarsi, chiavi di casa che spariscono nel nulla, vetri appannati, feste degli altri, ricordi che tornano addosso e persone che cercano continuamente di restare presenti mentre tutto il resto distrae.
francoblu costruisce un suono caldo e claustrofobico insieme: batterie compresse, bassi profondi, sax ruvidi, fiati lasciati respirare appena e groove minimali che sembrano consumarsi lentamente dentro la traccia.
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francoblu
Bizarre Love Triangles
23/09/2026
WHAT THE PHAT” è il titolo dell’album d’esordio dei P.H.A.T., fuori per Sghetto Records / IRMA Records. Sei musicisti con base in Campania – Michele Vassallo (sax tenore), Antonio Paolillo (sax contralto), Gianmarco Capece (tastiere e synth), Roberto Santoro (chitarra), Giovanni Galdo (basso) e Mario Romeo (batteria) – provenienti da varie esperienze, che scelgono di mettere in relazione i propri personali linguaggi adottando come grammatica comune quella del groove.
Il funk è naturalmente il terreno dal quale il progetto prende le mosse, ma nelle otto tracce dell’album convivono l’interplay e l’apertura del jazz, la scansione ritmica dell’hip hop, improvvise tensioni rock e una componente elettronica che emerge progressivamente lungo il percorso. Ma quello dei P.H.A.T. è un suono mobile soprattutto perché profondamente legato alla dimensione collettiva dell’esecuzione.
“WHAT THE PHAT” conserva infatti la tensione e la spontaneità di una sessione dal vivo. Le strutture sono definite, ma rimangono aperte allo scambio tra i musicisti: i temi passano da uno strumento all’altro, la sezione ritmica modif**a continuamente la prospettiva dei brani, fiati, chitarra e tastiere si alternano tra funzione melodica e propulsiva.
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P.H.A.T.
Sghetto Records
IRMA RECORDS ITALY
Bizarre Love Triangles
21/09/2026
Napoli ha sempre saputo far ridere. Ora una nuova generazione di comici sta cambiando il modo di farlo. Questa volta non nei teatri tradizionali, non in tv, ma dal vivo presso La Santissima Community Hub (ex Ospedale Militare). Il 26 settembre nelle suggestive sale interne di Vico Trinità delle Monache nasce la prima edizione del Napoli Comedy Fest, l’evento che ridefinisce il concetto di intrattenimento e valorizza il volto policentrico e innovativo della città.
Promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026 e prodotto da Graf S.r.l. attraverso il suo brand Full Heads Comedy, il festival nasce con l’obiettivo di portare la comicità contemporanea al centro della geografia culturale della città e di rafforzare la vocazione di Napoli, storicamente terra di grandi comici, candidandola a diventare un punto di riferimento nazionale anche per la nuova scena della stand-up comedy.
Ospiti dell'evento Vincenzo Comunale, Carmine Del Grosso, Ghemon, Caroladivù, Tony Di Palma, il collettivo Allert’ Comedy, Rosa Di Sciuva e Francesco D’Antonio per una serata fuori dagli schemi che abbatte la quarta parete e porta il pubblico dentro lo spettacolo.
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A cura di Redazione✍️
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Full Heads Comedy
18/09/2026
“Pills”, il nuovo album di Suarez è adesso ufficialmente fuori per l’etichetta indipendente Tak Production, disponibile su tutte le piattaforme digitali e nei formati CD e vinile.
Conclusa la saga di Antieroe, il rapper e producer romano volta completamente pagina con quello che definisce il suo lavoro più intimo e personale.
Attraverso il suo stile, spesso caratterizzato da una vena tragicomica, Suarez affronta diverse tematiche, dall’attualità alle problematiche di un mondo sempre più dominato dai social, passando per la ricerca della stabilità economica e, soprattutto, di quella mentale.
Tra gli argomenti affrontati trovano spazio anche lo scontro generazionale e il tempo che passa, che l’artista definisce “il suo peggior nemico” nella traccia “Cronokillaz”.
Non mancano i momenti romantici, come nel brano d’amore “L’anello del potere”, e quelli più intimi e personali di “Crepe”.
L’animo nerd che da sempre contraddistingue l’artista emerge anche nella scrittura e trova la sua massima espressione in “Super Sayan”, dove i riferimenti a Dragon Ball fanno da padrone.
Le “pillole” che danno il titolo all’album tornano inoltre in maniera ricorrente durante l’ascolto, accompagnando quello che Suarez definisce un vero e proprio viaggio: un percorso a tappe, scandito volutamente dall’ordine della tracklist.
Nel suo viaggio Suarez non è solo. A salire in sella con lui troviamo gli scratch di DJ Drugo, DJ Stile, DJ Ceffo e DJ Craim, insieme alle rime di Masito, Il Turco, Danno, Rak, Lino e Lucci.
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A cura di Redazione✍️
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Suarez Gdb Official
17/09/2026
Il rap può curare? A tal proposito potete trovare già disponibile in libreria “Rap e Psicoanalisi – teRAPia”, il primo libro di Antonio “DonGocò” Turano pubblicato da Vecchiarelli Editore nella collana Psicoanalisi e Sociale e in open access sul sito della stessa casa editrice.
Il rap è al centro della te“rap”ia! Questo che potrebbe sembrare solo un gioco di parole introduce il tema centrale del libro: le skills dell’MC possono essere a servizio della clinica, valorizzando la funzione terapeutica che il rap può assumere, oltre i già noti aspetti educativi.
L’autore unisce così la sua esperienza artistica alla pratica da psicoterapeuta e arte terapeuta, dando vita a un manuale teorico e pratico che, pur avendo il taglio di un trattato scientifico, trasuda Hip Hop già dall’artwork di ShaOne.
Il “B-Boy Psi” disegnato dal writer napoletano (K.T.M. / La Famiglia) fonde infatti la lettera greca Psi (Ψ) con l’immaginario della doppia H, creando un legame immediato tra MCing e psicologia. Se fino ad ora la psicologia ha guardato al rap soprattutto come un oggetto di studio, analizzando le rime dei rapper, “Rap e Psicoanalisi – teRAPia” fa qualcosa di straordinariamente inedito: attraverso il racconto di un laboratorio rap, realizzato con gli adolescenti di una comunità terapeutica, svela i tanti e inaspettati punti in comune tra il rap, con attitudine Hip Hop, e la dimensione clinica, dialogando con le teorie dei principali capisaldi della psicologia.
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A cura di Redazione✍️
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Antonio Turano DonGocò
SHAONE
Giuseppe Pipitone
Kento
15/09/2026
Scopri con me Atene, la sua grande hip hop vibe e gli artisti che l’hanno fatta diventare la città più hot d’Europa. Non solo per le sue temperature…
“A’tene o nun a’tene a capitale a Grecia?” “Atene!” …ed è anche molto f**a. Un mare di case, spesso senza seguire un unico stile architettonico, si estende dalle montagne del nord alle spiagge del sud. La capitale ha un piccolo tocco orientale sotto un sole che spacca le pietre.
Atene ha il proprio fascino, è casa di 3,8 milioni di persone ed il proprio quartiere diventa importantissimo: la propria hood. Un piccolo paesino nella grande città. Ci si saluta per strada, bisogna fare attenzione a cosa dicono i vicini, quello che ti fa il caffè conosce il tuo diminutivo ed ogni tanto è meglio chiudere le tapparelle.
“Atene non è New York!” così mi è stato detto. In effetti proprio no, non solo perché non costruiscono grattacieli. La città si trova in una zona sismica ad alto rischio di terremoti. Quindi trema. Trema anche per le numerose feste, la house music sul lido ed i suoi forti hip hop beat. Niente qui è stabile, panta rei – tutto scorre, tutto si muove – il lavoro, la parola, le decisioni.
Di cosa si ha bisogno ad Atene?! Sicuramente di un piano B. Bisogna anche sapere che un greco un “no” non te lo dirà mai. In genere un ‘sì’ signif**a ‘forse’, e ‘forse’ normalmente un ‘no’. Tutto tarda…tutto va un po’ a rilento…anche il tempo. Tra un caffè di qualche ora nel famoso kafeneio – lì dove tutto succede, dove ci si incontra – e una sigaretta nel night club preferito.
Una New York arretrata? Neanche! Ma forse una nuova Berlino, come si mormora su riviste, giornali e nella art scene. In questa città così diversa, così varia, così piena d’ispirazione a parte la mentalità ogni tanto un po’ semplice e di gran cuore, a volte arrogante al massimo, troviamo anche la forte tendenza al pensiero alternativo.
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A cura di Maria Giulia Ascher✍️
Maria Giulia
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Θέμης Δερβέντζας
Rallou
kinabalu.82
07/08/2026
“Se non vuoi che un uomo sia infelice politicamente, non dargli due lati di una domanda da cui preoccuparsi; dagliene uno. Ancora meglio, non dargliene affatto.”
(Fahrenheit 451, R. Bradbury)
Una grande verità, una verità non certo novità. Ma l’arte dell’oggi non è togliere la scelta, è far credere che ce ne sia ancora una.
Sediamoci comodi e guardiamo lo spettacolo che ci offrono: destra contro destra, la nuova opposizione. Piccole risse interne, finti litigi da salotto televisivo. Una coreografia, non un conflitto. Destre che finiranno in coalizione, con gli stessi termini, con le stesse politiche, che senza dare nell’occhio, avanzano come partito unico.
Sì, qualche sfumatura di nero. Li distinguiamo, ma mentre noi puntiamo i proiettori sulle differenze, loro si riconoscono nella battaglia comune.
E mentre tra i nostri confini continuiamo a discutere di sicurezza e insicurezza, il mondo tende l’orecchio, e sente: “siamo così di destra che ormai perfino l’opposizione a un governo di destra, è di destra”.
La nostra è una politica ridotta a un paio di parole. Parole dettate da destra, usate anche a sinistra, ma solo per dirsi contro, senza ampliare il vocabolario.
Una politica che ci permette, senza impegno, di inserirla nel nostro parlare quotidiano, e sentirci così parte di una democrazia. La politica che non parla più politichese.
Oggi siamo di fronte a uno scenario tanto interessante quanto paradossale: è la destra italiana a essere riuscita a democraticizzare la politica. Sono riusciti ad abbattere barriere culturali, linguistiche, economiche, il divario tra il potere e le persone comuni. Hanno rubato persino il proposito, della sinistra.
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https://goldworld.it/270486/stories/fobie-suggerite-chi-ci-hanno-insegnato-a-odiare/
A cura di Marianna Sorrini ✍️
06/08/2026
Chi segue i miei trip sul cinema e i supereroi, o più nello specifico sul Marvel Cinematic Universe, sa che sono anni che sostengo che l’operazione di Kevin Feige con questa saga cinematograf**a è più una trasposizione di linguaggio che di storie, o per essere ancora più puntuale, del linguaggio del fumetto supereroistico Marvel.
Alla luce di tutto ciò, al netto del super successo al botteghino che sta riscontrando, posso dire con serenità che Spider-Man: Brand New Day è esattamente ciò che stavo aspettando da anni.
La cosa che volevo, da lettore di fumetti Marvel, è proprio la sensazione che provavo a leggere un albo di uno dei miei supereroi del cuore, con tanto di parentesi aperte su personaggi che appartengono ad altre testate e la sensazione di aver visto qualcosa che fa parte di un universo più vasto.
Ma andiamo per ordine. Come ho già raccontato più volte sono sempre stato appassionato di fumetti (Generazione Fumetto nasce proprio da questa passione), ho imparato a leggere grazie a Topolino e mi sono appassionato ai supereroi grazie al Superman di Donner che vidi da piccolissimo. Ma la prima volta che presi un albo Marvel tra le mani rimasi spiazzato.
Grazie aTopolino, ero abituato a storie che iniziavano dando per scontato che il lettore conoscesse già il personaggio e i suoi tratti, e anche a interferenze di personaggi provenienti da “mondi” differenti come Paperopoli e Topolinia. Ma le storie che leggevo erano tutte autoconclusive, al massimo spezzate su qualche settimana. Gli albi Marvel erano strutturati in modo completamente diverso.
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https://goldworld.it/270456/arts/cinema/spider-man-brand-new-day-e-il-marvel-cinematic-universe-finalmente-diventato-un-fumetto/
A cura di Omar Rashid ✍️
Omar Rashid
🎥Spider-Man🕷️🕸️
30/07/2026
E va bene, parliamone di sostituzione culturale, allora. Parliamone davvero, visto che è l’unica argomentazione che riesce a parlare a tutte le bili.
Tanto si è detto della vacuità di una politica basata solo ed esclusivamente sull’opposizione all’Altro, ma c’è da ammetterlo: qualcuno, il secolo scorso, con gli stessi termini, il proprio disegno politico lo realizzò fino in fondo – e lo aveva scritto, prima ancora di salire al potere, in un libro che ne anticipava ogni mossa. “Il futuro di un movimento dipende dal fanatismo, e anche dall’intolleranza, con cui i suoi aderenti lo difendono come unica direzione corretta, e lo portano avanti in opposizione agli schemi di simili caratteristiche” (A. Hi**er 1925, Mein Kampf p.92).
Non c’è da sorprendersi allora che, anche oggi, chi ha fame di potere ricalchi le stesse orme, dimostratesi funzionanti senza una sbavatura. I risultati, a prescindere da quanto essi possano considerarsi aberranti, sono nei nostri libri di storia.
Partiamo da un assunto quindi: questo tipo di propaganda funziona, per una fiammata di potere. Non dibattiamo di questo.
Però parliamone della sostituzione culturale, quella vera. Non staremo, forse, guardando il dito che punta alla luna? Siamo proprio sicuri che la sostituzione culturale da temere sia quella che arriva su un barcone, che per integrarsi deve adattarsi alla nostra burocrazia, ai nostri documenti e alla nostra lingua?
Oppure, azzardo, può una cultura essere sostituita in maniera infinitamente più surrettizia?
Chiunque abbia cercato davvero di costruire un consenso lo ha sempre saputo: molto prima di conquistare il potere, bisogna conquistare il linguaggio. Molto prima di amministrare uno stato, bisogna educare l’immaginario.
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https://goldworld.it/270384/stories/make-italy-great-again-il-sovranismo-in-lingua-inglese/
A cura di Marianna Sorrini ✍️
28/07/2026
Upper East Side, NY
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