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Scoprite un mondo di storie avvincenti e personaggi straordinari, narrati con passione per un'esperienza indimenticabile.

Photos from Storiellando's post 16/06/2026

1️⃣ Il film è tratto dal romanzo The Hundred and One Dalmatians di Dodie Smith (1956). Walt Disney acquistò i diritti l’anno seguente e Bill Peet ne scrisse la sceneggiatura, migliorando — secondo la stessa autrice — la storia originale.

2️⃣ La riedizione del 1970 portò al cambio del titolo in italiano: da I cento e una dalmata a La carica dei 101.

3️⃣ Le macchie:

Pongo: 72
Peggy: 68
Ogni cucciolo: 32
Totale stimato di macchie animate nel film: 6.469.952!

4️⃣ È stato il primo film d’animazione Disney realizzato con la tecnica xerografica, che ridusse i costi dopo il flop de La bella addormentata nel bosco. Tuttavia, comportò una perdita nella qualità grafica.

5️⃣ L’attrice Hélène Stanley recitò in live action per il personaggio di Anita, per offrire un riferimento agli animatori — lo aveva già fatto per Cenerentola e Aurora.

6️⃣ Furono composte 5 canzoni, ma solo 3 vennero usate nel film. La più celebre è sicuramente: “Crudelia De Mon”. Le altre due si trovano comunque nella colonna sonora ufficiale.

7️⃣ Budget iniziale: 4 milioni di dollari. Solo nel mercato americano incassò subito 14 milioni.
Oggi ha raggiunto i 215 milioni di dollari, con la riedizione del 1991 come la più redditizia.

8️⃣ Dodie Smith si ispirò alla sua cagnolina Dalmata che partorì 15 cuccioli. Uno di questi si chiamava proprio Pongo. Un’amica, vedendoli, commentò ironicamente:

“Ci si potrebbe fare una bella pelliccia…”
9️⃣ I cuccioli rapiti, nel film, guardano un corto Disney del 1929: “Quando torna primavera”, parte delle Sinfonie Allegre.

🔟 Curiosità tecnica: non sono mai stati disegnati davvero 101 dalmata. Animatori e tecnici hanno usato numerose tecniche per risparmiare tempo e fatica.

1️⃣1️⃣ Ci sono dei cameo di personaggi da Lilli e il Vagabondo (1955):
tra cui Whisky, Gilda, Toughy, Lilli e Biagio.

1️⃣2️⃣ Il personaggio di Crudelia De Mon fu ispirato all’eccentrica attrice teatrale Tallulah Bankhead

16/06/2026

In pochi riconosceranno questa immagine

16/06/2026

🐾 Argo, il cane che aspettò Ulisse per tutta la vita

C’è una scena, nell’Odissea, che non parla di eroi, né di dei, né di battaglie.

Parla di un cane.

Argos era solo un cucciolo quando Ulisse partì per la guerra di T***a. Venti anni passarono. Venti anni di assenza, silenzio, abbandono. Nessuno sapeva più se Ulisse fosse vivo o morto. Nessuno lo aspettava più.
Nessuno… tranne lui.

Argo, vecchio e dimenticato, giace su un mucchio di letame. Gli occhi velati, il corpo consumato. Ma il cuore... quello no. Il cuore è rimasto sveglio, in attesa.
E quando il padrone ritorna, travestito da mendicante, irriconoscibile a tutti — anche alla moglie, anche al figlio — lui lo riconosce.

Le orecchie tremano. La coda si muove appena. Non ha più la forza di alzarsi. Ma in quel solo istante, in quel singolo sguardo, Argo ritrova tutto:
la voce, l’odore, l’anima di Ulisse.

E solo allora — solo dopo aver compiuto il suo destino di attendere e ritrovare — chiude gli occhi.
E muore in pace.

💔

Argos non ha compiuto imprese, non ha parlato, non ha combattuto. Ma il suo amore, muto e assoluto, ha attraversato i secoli.

È un canto alla fedeltà che resiste al tempo.
Alla memoria che non dimentica.
Alla presenza che resta, fino alla fine.

Per chi ha amato un cane, questa non è solo una scena dell’Odissea.
È una verità eterna.

16/06/2026

Crans-Montana, in Svizzera bocciati i feriti della strage del Le Constellation mentre in Italia tutti promossi
La notizia emersa in una chat creata tra i genitori dei ragazzi rimasti feriti: "Una mancanza di umanità incredibile"

Crans-Montana, promossi tutti i ragazzi italiani feriti: «Ma quelli svizzeri sono stati bocciati». Festa al Niguarda per i 17 anni di Francesca

Francesca, la festa per i 17 anni dopo Crans Montana: i compagni di classe sotto la finestra del Niguarda
La Milano, compagni di classe e amici dell'oratorio al compleanno nel cortile dell'ospedale. Il papà di Giuseppe, altro ragazzo ustionato, racconta: «I genitori svizzeri ci hanno detto che le scuole non hanno fatto passare i loro figli all'anno successivo. Una mancanza di umanità assurda»

16/06/2026

Maga Magò: Ora, se non ti dispiace, per prima cosa detterò io le regole.
Anacleto: Regole un c***o! Aha! Vuole regole per il piacere di infrangerle!

Maga Magò: Mi occuperò di te più tardi, brutto barbagianni! Regola uno: niente minerali o vegetali, solo animali. Regola due: non cose immaginarie come... draghi verdi e roba simile. Regola tre: non scomparire!
Merlino: Regola quattro: non barare.

16/06/2026

🌟 La Notte di San Giovanni: tra fuochi, magia e tradizione

Ogni anno, tra il 23 e il 24 giugno, le città si accendono di luci e antichi rituali: è la Festa di San Giovanni, un intreccio di sacro e profano che attraversa i secoli e continua a incantare.

San Giovanni Battista è il santo del fuoco, dell’acqua e della luce: la sua festa cade nel momento in cui il sole tocca il suo apice, segnando l’inizio dell’estate. È la notte dei desideri, dei falò e delle erbe miracolose.

🔥 I falò ardevano un tempo per purificare, allontanare il male e celebrare la forza del sole. Ancora oggi, in molte piazze, ci si riunisce attorno al fuoco per danzare, cantare, e lasciarsi alle spalle l’inverno dell’anima.

🌿 È anche la notte delle erbe di San Giovanni: raccolte prima dell’alba, bagnate dalla rugiada e intrise di poteri simbolici, venivano usate per curare e proteggere. Artemisia, lavanda, iperico, salvia... un piccolo rituale che ancora oggi affascina chi cerca connessione con la natura.

💫 E poi c’è la magia. La notte delle streghe, dei sogni profetici, dei cuori che si interrogano sul futuro. Si dice che in questa notte si possano intravedere segni del destino… o trovare l’amore.

In molte città italiane — come Firenze, Torino, Genova, Roma — la Festa di San Giovanni è ancora oggi un evento sentito e celebrato, tra fuochi d’artificio, messe solenni, riti popolari e feste di piazza.

San Giovanni è una festa che profuma di mistero, rinnovamento e speranza.
Una soglia simbolica tra ciò che siamo stati e ciò che potremmo diventare.
E allora, che tu accenda un fuoco o esprima un desiderio sotto le stelle…
Che sia una buona notte di San Giovanni.

16/06/2026

"Quando sta fuori tutta la notte, la mattina dopo è sempre di cattivo umore..."

😂

15/06/2026

Crans-Montana, promossi tutti i ragazzi italiani feriti: «Ma quelli svizzeri sono stati bocciati». Festa al Niguarda per i 17 anni di Francesca

Milano, compagni di classe e amici dell'oratorio al compleanno nel cortile dell'ospedale. Il papà di Giuseppe, altro ragazzo ustionato, racconta: «I genitori svizzeri ci hanno detto che le scuole non hanno fatto passare i loro figli all'anno successivo. Una mancanza di umanità assurda»

15/06/2026

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà, se ce n’è uno è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte, fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
[Italo Calvino, Le città invisibili]

Photos from Storiellando's post 15/06/2026

Il segreto nascosto nei cartoni Disney: Il grande inganno del "Déjà vu"

Se avete amato i grandi Classici Disney, c'è un segreto che avete avuto sotto gli occhi per tutta la vita senza mai accorgervene. Guardate bene la scena in cui la Bella e la Bestia ballano nel salone dorato. Ora guardate la Bella Addormentata nel Bosco che danza con il Principe Filippo. I passi, i movimenti delle braccia, persino il modo in cui i vestiti fluttuano nell'aria... sono identici.
Non è un'impressione.
È una copia esatta.
Un disegno ricalcato foglio dopo foglio, a distanza di trent'anni.
Prima dell'avvento dei computer, il mondo dell'animazione era un lavoro titanico fatto di polvere, sudore e milioni di fogli d'acetato dipinti a mano. Creare una coreografia da zero richiedeva mesi di lavoro e costi astronomici. Così, gli studi Disney inventarono un trucco geniale: riciclare le sequenze più complesse dei vecchi film per usarle nei nuovi.
E lo hanno fatto ovunque.
Il ballo di Robin Hood e Lady Marian? È lo stesso di Biancaneve.
Il gatto Mowgli del Libro della Giungla che viene leccato dal lupo? È la stessa identica animazione del cane sottomesso ne La Carica dei 101.
La pantera Bagheera che sbatte la testa contro un albero? Un calco perfetto di Brontolo che fa lo stesso settant'anni prima.
Ma non era solo una questione di soldi.
Certamente il risparmio era fondamentale, specialmente nei periodi di crisi dello studio. Ma c’era dell’altro. Riutilizzare movimenti già collaudati permetteva di creare un'associazione visiva ed emotiva immediata. Il cervello dei bambini riconosceva quella familiarità, quel ritmo, provando un senso di comfort inconscio.
Era la firma invisibile di Walt Disney: un filo invisibile che univa epoche diverse attraverso gli stessi identici gesti. Un'autocitazione continua che ha trasformato l'animazione in leggenda.
Il cinema di una volta era fatto così.
Un'arte di astuzia e genialità.
Dove il riciclo non era pigrizia, ma pura magia artigianale.
Oggi i computer possono creare mondi infiniti in pochi clic, ma quelle imperfezioni perfette, quei disegni ricalcati con amore sui banchi luminosi degli anni '60, conservano un fascino che la tecnologia non potrà mai replicare.
L'eroismo di quei registi è stato inventare il futuro della cinematografia con un foglio di carta e una matita.
La lezione: A volte, per creare qualcosa di straordinariamente nuovo, bisogna saper guardare con occhi diversi a ciò che abbiamo già nel nostro passato.
E voi, vi eravate mai accorti di questi "balletti gemelli" nei vostri cartoni preferiti? Qual era il Classico Disney che vi faceva sognare di più da bambini? Scrivetelo nei commenti! 🎬🍿

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