Wails zone

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“Questa è arte fatta in segreto per la gente. È arte che si suppone non debba esistere” Jenny Holzer

Photos from Wails zone's post 17/06/2026

Dal 25 al 27 giugno torna WAILS & WORDS, con live painting, performance, installazioni, talk, mostre e la presentazione di tre nuovi numeri di Wails Papers.

Un programma che attraversa generazioni, linguaggi e storie: dalle esperienze nate sui muri di Firenze fino ai graffiti del Muro di Berlino, insieme ad artisti, autori e testimoni della scena urbana italiana ed europea.

📍 ZAP, Vicolo di Santa Maria Maggiore 1, Firenze
📅 25, 26 e 27 giugno 2026


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16/06/2026

Negli ultimi giorni abbiamo raccontato gli artisti e le artiste che prenderanno parte alla nuova edizione. Oggi quei percorsi si incontrano per la prima volta nel manifesto di questa edizione.

Amart, Antonio Arévalo, Franco Bartoletti, Bibbito, Gianni Dorigo, Exit Enter, Fone, Kiddy Citny, LABEN, Luchadora, Mono Carrasco e Monograff.

Dodici presenze, tra esperienze storiche e ricerche contemporanee, chiamate a costruire un racconto comune sull’arte urbana, sulla memoria dello spazio pubblico e sulle forme che questo linguaggio continua ad assumere nel presente.

Il manifesto, realizzato da Mono Carrasco e Luchadora, nasce proprio da questo incontro tra generazioni, immaginari e pratiche differenti.

Dal 25 al 27 giugno 2026, a ZAP, WAILS & WORDS torna con esposizioni fotografiche, installazioni, live painting, performance e talk.

Presto il programma completo.

📍 ZAP, Vicolo di Santa Maria Maggiore 1, Firenze


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Photos from Wails zone's post 13/06/2026

Eduardo “Mono” Carrasco attraversa la storia del muralismo politico cileno e dell’esilio in Italia con una ricerca in cui arte, memoria e partecipazione restano inseparabili.

Arrivato in Italia nel 1974 dopo il golpe di Pinochet, ha continuato a dipingere insieme ad altri esuli cileni, portando il muralismo nelle città italiane ed europee come forma di solidarietà, resistenza culturale e coscienza collettiva.

Nel suo lavoro il colore non è mai un elemento separato dalla vita delle persone. Diventa racconto pubblico, strumento di vicinanza, possibilità di dare voce ai luoghi più fragili e alle comunità che li abitano.

A WAILS & WORDS il suo percorso incontra le nuove generazioni dell’arte urbana, riportando al centro una domanda ancora necessaria: che cosa può fare un muro, quando smette di dividere e comincia a parlare?

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Photos from Wails zone's post 12/06/2026

Kiddy Citny è una delle figure legate alla stagione artistica del Muro di Berlino, quando quella barriera fisica e politica diventò anche un luogo di espressione, protesta e immaginazione.

Con cuori, corone, figure stilizzate e colori accesi, il suo lavoro ha costruito un immaginario immediatamente riconoscibile. Un linguaggio rapido, istintivo, nato dalla strada e capace di trasformare la pittura in un gesto pubblico.

Negli anni Ottanta, dipingere sul Muro significava intervenire dentro una ferita aperta della storia europea. Per questo il segno di Citny non è solo decorazione: è una dichiarazione di presenza, un atto poetico contro la separazione, un modo per restituire vita a una superficie nata per dividere.

A WAILS & WORDS il suo percorso ci aiuta a leggere l’arte urbana come memoria viva, capace di attraversare confini, città e generazioni.

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Photos from Wails zone's post 11/06/2026

Prima di diventare memoria storica, il Muro di Berlino è stato una superficie viva, attraversata da segni, parole e immagini realizzate in un tempo politico fragile e irripetibile.

Franco Bartoletti entra in quella storia negli anni Ottanta, quando Berlino era ancora una città divisa e la pittura sul Muro trasformava una barriera in uno spazio di presenza, testimonianza e libertà espressiva.

I suoi personaggi essenziali, figure squadrate e silenziose, abitano quella superficie come presenze minime e ostinate. Non urlano, ma restano. Portano nel paesaggio della divisione una forma umana, fragile, capace di segnare il confine senza accettarlo come destino.

A WAILS & WORDS il suo percorso ci permette di rimettere in relazione Firenze, l’Italia e una delle grandi geografie simboliche dell’arte urbana europea.

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Photos from Wails zone's post 10/06/2026

Poeta, critico d’arte e curatore cileno attivo da molti anni in Italia, Antonio Arévalo è una figura centrale nel dialogo tra arte contemporanea latinoamericana ed europea.

Il suo percorso nasce dall’intreccio tra esperienza personale, memoria e ricerca culturale. Dopo aver lasciato il Cile negli anni della dittatura, ha costruito una visione curatoriale capace di connettere artisti, territori e linguaggi, trasformando l’arte in uno spazio di incontro tra identità diverse.

Nel suo lavoro tornano spesso i temi della migrazione, dell’appartenenza, della trasformazione sociale e della relazione tra parola e immagine. La curatela non è solo organizzazione di contenuti, ma pratica di ascolto, attraversamento e costruzione di ponti. Dal 2014 al 2018 è stato l’addetto culturale del Cile in Italia.

A WAILS & WORDS la sua presenza apre una prospettiva preziosa sul rapporto tra arte pubblica, memoria politica e racconto culturale internazionale.

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Photos from Wails zone's post 09/06/2026

LABEN lavora su un immaginario figurativo fatto di contrasti forti, fondi decorativi e figure che sfidano le convenzioni.

La sua tecnica a stencil multistrato unisce precisione, stratificazione e immediatezza visiva. Figure in bianco e nero, pattern damascati, colori accesi e superfici recuperate diventano il campo in cui prende forma un linguaggio diretto, riconoscibile, profondamente urbano.

I suoi soggetti guardano spesso agli outsider, alle identità non conformi, ai corpi e alle storie che chiedono spazio. In questo senso la sua street art non cerca solo impatto estetico: costruisce una possibilità di sguardo, una riflessione pubblica su inclusione, diversità e diritti civili.

A WAILS & WORDS LABEN porta questa tensione tra cultura pop, impegno sociale e spazio urbano, dentro un racconto più ampio sull’arte come gesto accessibile e condiviso.

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Photos from Wails zone's post 08/06/2026

Gianni Dorigo è una figura fondamentale per leggere le origini dell’arte urbana a Firenze prima che si chiamasse street art.

Attivo in città dalla fine degli anni Sessanta, attraversa pittura, parola e intervento urbano costruendo un percorso in cui il segno diventa relazione con lo spazio pubblico. Negli anni Settanta lavora con smalti e mascherine di lettere, esplorando il potenziale visivo della parola e il suo rapporto con la città.

La frase “La poesia è nella strada”, realizzata tra il 1975 e il 1976, è uno dei punti più forti di questa ricerca: un gesto semplice e radicale, capace di trasformare il muro in luogo di riflessione collettiva.

A WAILS & WORDS il suo lavoro torna dentro il racconto vivo di Wails Papers, come una delle tracce più importanti per capire come Firenze abbia anticipato molte domande dell’arte pubblica contemporanea.

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Photos from Wails zone's post 07/06/2026

Tommaso Mannucci, in arte MONOGRAFF, porta nella street art una ricerca costruita sull’equilibrio tra tecnica e gesto.

Formatosi a Firenze in Grafica d’Arte, lavora sul rapporto tra strumenti tradizionali, sperimentazione pittorica e linguaggio urbano. Spray, aste e rulli modificati diventano dispositivi per costruire superfici essenziali, attraversate da segni controllati e insieme fisici.

Le sue opere mettono spesso in dialogo elementi naturali e strutture urbane, organico e artificiale, paesaggio e architettura. La materia sembra farsi traccia di un passaggio, spazio di relazione tra ciò che resta e ciò che cambia.

A WAILS & WORDS il suo lavoro entra nel confronto tra memoria urbana e pratiche contemporanee, mostrando come il segno possa diventare forma, paesaggio e possibilità di trasformazione collettiva.

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Photos from Wails zone's post 06/06/2026

Nel lavoro di BIBBITO la strada incontra il gioco, l’istinto e una forma di immaginazione leggera ma mai casuale.

Le sue figure essenziali e i suoi personaggi diretti sembrano nascere da un gesto rapido, quasi urgente. Entrano nello spazio pubblico senza appesantirlo, creando piccole apparizioni capaci di dialogare con chi passa e di interrompere per un momento il ritmo quotidiano della città.

La forza del suo linguaggio sta proprio nella semplicità: forme accessibili, segni immediati, un universo visivo che conserva la libertà del disegno spontaneo e la trasforma in comunicazione urbana.

A WAILS & WORDS anche BIBBITO entra nel racconto delle nuove generazioni della street art contemporanea, portando uno sguardo fatto di ironia, presenza e relazione diretta con lo spazio pubblico.

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