Ste#89
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La casa motociclistica più potente al mondo che crea il miglior motore della storia… e poi se lo dimentica in soffitta. 🤯
Dalla f***e NR500 con pistoni ovali alla leggendaria RC30 che dominava tutto ciò che toccava.
Oggi, mentre Aprilia e Ducati portano il V4 sul tetto del mondo, Honda sembra essersi “accontentata”.
Secondo voi, perché Honda non osa più con una sportiva V4 di media cilindrata? È solo una questione di costi o c’è dell’altro?👇
Marescià “sono obbligatori per legge” 👀
#748
Quando “Partire col botto” prende un significato un po’ troppo letterale. 😅💥
Prima giornata della stagione finita non proprio nel migliore dei modi.
Ma invece di dare la colpa alla sfortuna, alla gomma, alle buche o alla terra piatta, ho preferito fare l’unica cosa sensata: analizzare i dati con un professionista.
Grazie a .gama pilota istruttore di abbiamo sezionato ogni fase della curva del giro prima e del giro del “lancio” per capire cosa è andato storto e (si spera) evitare di ricommettere lo stesso errore.
Avete capito quindi come non fare la 11 di Cremona? 😅
⚡ La moto che non avrebbe mai dovuto esistere… e che invece ha cambiato per sempre il mondo del fuoristrada.
Quando Husqvarna lasciò la Svezia, un gruppo di ingegneri svedesi decise di non arrendersi. Da quella scelta nacque Husaberg: un marchio che in pochi anni conquistò mondiali, rivoluzionò la tecnica delle moto off-road e lasciò un’eredità che vive ancora oggi nelle moderne KTM e Husqvarna.
il problema? Pochi lo sanno!
🏁 Una storia di passione, innovazione e coraggio che ogni vero amante del fuoristrada e non dovrebbe conoscere!
Lunga vita ad Husaberg! 🇸🇪
motostories
“To scramble” :proprio da quel verbo nasce una delle moto più iconiche della storia Ducati.
Negli anni ‘50 le scrambler erano già un fenomeno negli Stati Uniti, ma Ducati ancora non faceva parte di quel mondo. Poi arrivò una richiesta dall’America, un’intuizione commerciale e una moto destinata a cambiare tutto.
Nel 1962 nasce la prima Ducati Scrambler 250: il modello che aprì le porte del mercato americano alla casa di Borgo Panigale. 🇮🇹🇺🇸
E la livrea dello Scrambler 100 che vediamo oggi? Non è casuale. È un omaggio diretto alla moto che ha contribuito a scrivere una pagina fondamentale della storia Ducati.
La conoscevi questa storia? 👇 Scrivilo nei commenti.
Ducati ha deciso di rivivere la propria storia, la sua storia di 100 anni, con “Collezione 100”!
Non semplici repliche, ma tributi viventi a 10 momenti che hanno cambiato per sempre il DNA di Borgo Panigale.
10 modelli, 10 livree iconiche, solo 100 esemplari numerati per ciascuna.
Dalla leggendaria 750 Imola del 1972 che alla 200 miglia di Imola interruppe il dominio di Agostini, fino ai giorni nostri.
Riproduzioni maniacali e ossessive di ogni dettaglio: dal colore del telaio e forcelloni fino al glitter della 750 desmo. 🤯
Una linea temporale che unisce le moto che hanno fatto la leggenda alle moto spietate e tecnologiche che guidiamo oggi.
Io ho avuto la fortuna di vederle da vicino e vi assicuro che il cortocircuito visivo tra passato e presente è qualcosa di assurdo. 😍
In questo reel nel presento solo una, ma nel video completo su Y0UTBE ve le presento tutte nel dettaglio se volete andare a vederlo!
👉 Se poteste scegliere una sola di queste 10 livree iconiche da avere nel vostro garage, quale fareste vostra senza pensarci due volte? Le mie preferite sono due, una la vedete nel reel...l’altra la scoprite nel video completo, dite la vostra nei commenti! 👇
Quando la casa più potente del mondo si sveglia col piede sbagliato, succede che nasce la VTR 1000!
Ducati all’epoca era intoccabile, la 916 era il benchmark, dentro e fuori dalla pista.
Poi arrivò lei, la Honda VTR1000 (RC51).
Nata per un solo scopo: interrompere il dominio rosso. HRC ci mise dentro tutto: ingegneria estrema, un kit “ortopedia” da 70 milioni di lire e… una SBK che come se non bastasse, poco centrava con la moto venduta in concessionaria!
Una determinazione feroce.
Una moto sgraziata, goffa, ma fottutamente affascinante, ai miei occhi bellissima!
E quel duello leggendario tra Colin Edwards e Bayliss a Imola resta scolpito nella storia.
Oggi, la VTR è una fenice in un listino dominato dai 4 cilindri.
Sembra una barzelletta, invece è la storia di John Britten, l’uomo che dal suo garage in Nuova Zelanda ha riscritto le leggi del motociclismo . 🇳🇿
Mentre i colossi giapponesi e italiani spendevano miliardi, John costruiva la Britten V1000 nel suo garage:
✅ Motore portante
✅ Cerchi e forcelle in carbonio.
✅ Radiatore sotto la sella.
E tantissimo altro!
Dalla lattina di fagioli usata come silenziatore a Daytona, fino al record mondiale di 302 km/h!
John non era solo un ingegnere, era un visionario che ha dimostrato che con l’ossessione e il talento si può ba***re chiunque.
La Yamaha R7 (OW02) è il paradosso più leggendario del motociclismo moderno. Nata nel 1999 con un solo obiettivo: comba***re il dominio Ducati in Superbike.
Direttamente del reparto corse Yamaha: bielle in titanio, 5 valvole per cilindro e un telaio 2 volte più rigido di quello della R1.
Eppure, da stock, aveva meno potenza di una R6. 🤔
Il segreto? Yamaha se ne fregava. Sapeva che chiunque l’avesse comprata avrebbe poi acquistato il Race Kit da 39 milioni per sbloccare i suoi veri 170 cavalli. Ti vendevano una Superbike mascherata da moto stradale.
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