Ste#89
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Diobò che colpo al cuore!
Quasi 7 anni da quella giornata in pista insieme ma è come se fosse ieri.
Quasi due anni da quel maledetto giorno… ma è come se fosse ieri!
Ci manchi.
Ci vediamo alle gemelle!
Una delle moto più RIVOLUZIONARIE e allo stesso tempo INCOMPRESE della storia di Harley Davidson ha il cuore progettato da Porsche, hai capito bene!🤯
Quando nei primi anni 2000 Harley-Davidson ha deciso di creare la V-Rod voleva necessariamente sfidare la concorrenza della mitica muscle bike giapponese per eccellenza: la Yamaha V-Max e per farlo, ha fatto una scelta f***e andando contro tutti i puristi di Milwaukee:
👉 Raffreddamento a liquido
👉 115 CV a 9.000 giri
👉 Motore di derivazione SBK (quello della VR1000) affinato a Weissach da Porsche!
Risultato? Un motore indistruttibile (testato per 500 ore consecutive senza pause a Weissach).
Eppure, i puristi di Milwaukee l’hanno accusata di non essere una “vera Harley”.
Un po’ come è successo in casa Ducati con la 999.
Che piaccia o non piaccia il genere (anche io non ne vado matto) è impossibile però far passare inosservato un oggetto simile!
Ogni volta che rientrate dal vostro turno e rimettete le vostre termocoperte sulle gomme calde i vostri pneumatici subiscono un piccolo shock termico in attesa che le termocoperte tornino alla loro temperatura di esercizio. Primo turno, secondo turno, terzo turno sommate a più giornate… insomma le vostre gomme perdono resa prima del tempo!
Con la funzione ATT delle termocoperte IRC risolvete il problema alla radice:
1. Impostate la modalità ATT a 95°C.
2. Togliete le termocoperte per entrare in pista.
3. Le termocoperte mantengono i 95°C in automatico, senza bruciarsi.
4. Finito il turno, le riapplicate subito con la temperatura già perfetta! 🔥
Zero shock termico per le gomme!
📩 Se volete provarle, usate il c0dice STE892026 sul sito di IRC Components per avere un super prezzo!
Dai, ammettetelo nei commenti: quante ne avete bruciate prima di scoprire questo trucco? 👇
Ci sono campioni del mondo che ricordiamo per i numeri. E poi c’è Nicky Hayden, il Kentucky Kid, che ricordiamo per come ci ha fatto sentire.
Nel 2006 ha spezzato il dominio assoluto di Valentino Rossi.
Non era sicuramente il più veloce o il più talentoso di tutti in pista ma aveva qualcosa che non si può comprare né allenare: un’etica del lavoro devastante e un cuore gigante.
Nicky ci insegna che il talento ti fa vincere le gare ma sono l’umiltà, la fame e il rispetto a renderti un’icona immortale.
In un mondo d’élite e di personaggi come la MotoGP, Hayden ha dimostrato che si può toccare il tetto del mondo rimanendo la persona più umile e genuina del paddock.
Ci manchi Nicky!
Due cilindri a L prima, quattro cilindri a V ora, questo è quello che ha fatto diventare Ducati, la Ducati che conosciamo oggi.
Ma c’è un motore Ducati che rimane nel cuore di tutti gli appassionati nonostante non abbia fatto numeri di vendita enormi, un motore che ha effettivamente ingannato le leggi della fisica: un monocilindrico che in realtà funziona come un bicilindrico. 🤯⚙️
Nato nei primi anni ‘90 dalla mente geniale dell’ingegner Massimo Bordi, il suo segreto era il cosiddetto sistema “batacchio”: un cilindro attivo (l’orizzontale) e una seconda bielletta attaccata ad un punto fisso sul carter nel cilindro “disattivato”, tutto per simulare e bilanciare le masse.
I suoi numeri:
🔥 67 esemplari prodotti
🔥 550 cc (poi portati a 570 cc) per 75 CV a 10.000 giri/min
🔥 Soli 100 kg di peso e 220 km/h di velocità massima
🔥 Design by Pierre Terblanche
Nessun budget stellare o tecnologia aerospaziale, solo puro ingegno italiano, tanta fibra di carbonio e una passione smisurata per le corse. 🇮🇹🏁
Un capolavoro che fa parte del “tris” stellare che ha caratterizzato quegli anni: Monster, 916 e lei, la Supermono!
La moto che ha cambiato per sempre il concetto di supersportiva. 🔥
Nel 1998 Yamaha presenta la R1, una rivoluzione assoluta: un rapporto peso/potenza che lasciò il mondo senza parole tanto da costringere alcuni acquirenti a riportarla indietro in concessionaria subito dopo l’acquisto (sconvolti dalla potenza)!
Non era semplicemente più veloce. Era più corta, più leggera, più aggressiva di qualsiasi altra moto presente a listino.
Da quel momento, tutte le concorrenti dovettero rincorrere.
Ancora oggi la Yamaha R1 1998 è considerata una delle sportive più iconiche mai prodotte, un modello che ha scritto una pagina della storia importantissima del motociclismo tanto che esiste un prima e un dopo la Yamaha R1 1998!
Ci sono moto rare... e poi ci sono gli UNICORNI 🦄
Esiste un modello così misterioso, introvabile e circondato da leggende che molti dubitano sia mai esistito davvero.
La Petronas FP1.
Nata da una f***e joint venture tra Sauber e Petronas e dal genio di Osamu Goto (il papà dei motori V10 Ferrari di Schumacher), questa moto doveva spaccare il mondo prima in MotoGP e poi in Superbike.
Motore a 3 cilindri “invertiti”, 200 CV, fibra di carbonio, scarico lanciafiamme 🔥 e un rombo da vera e propria F1 a due ruote.
Eppure... è diventata un fantasma.
Tra cause legali, ritiri, magazzini sequestrati e l’enigma delle moto riapparse anni dopo sotto un altro nome (Momoto MM1)... nessuno sa con certezza quante ne siano rimaste al mondo o dove siano finite quelle vendute.
L’univa cosa che si sa è che ora valgono una follia!
👉 La conoscevi già o è la prima volta che ne senti parlare?
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