Bibi Como

Bibi Como

Condividi

La natura riconquista un paesaggio abbandonato. Ottimistiche riflessioni di un cittadino comasco diversamente succube.

13/11/2025

Alì Babà, Sherazade e Mitridate in una favola moderna che volge in giallo.

In questa specie di fiaba moderna Alì Babà scopre che esiste un tesoro nascosto in una caverna, chiamata “stadio di Como”.
Per entrare nella caverna ed impossessarsi del tesoro bisogna conoscere la parola magica, che nella versione moderna della fiaba è “Como 1907”.
Il nostro Alì moderno arriva dall’estremo oriente, conosce la vecchia fiaba e sa che deve attaccare e distruggere i difensori del tesoro, che lui, tanto per non sbagliare, delegittima facendoli chiamare dalla stampa amica i “quaranta ladroni”, “gentaglia che vuole impedire lo sviluppo moderno”, “nemici dei tifosi e dello sport”.
Il tesoro, nella versione moderna della storia, è nascosto nell’unica area edificabile di notevoli dimensioni (la “caverna”), oggi occupata da vecchi edifici, ancora rimasta disponibile nel pieno centro della città, un grande appezzamento di terra collocato di fronte al lago e a un meraviglioso parco urbano, perfetta per costruire un grande albergo molto redditizio.
Il custode dell’area (nel linguaggio dei moderni trovatori definito “sindaco”) è disponibile a concedere ad Alì Babà l’ingresso ed il “materiale possesso” della caverna, ma all’opinione dei proprietari della caverna (in arcaico gergo locale definiti “cittadini”) non vuole presentarsi come un faccendiere disponibile a qualunque accordo pur di raggiungere i propri obiettivi personali (come si usa dire, “non vuole fare la figura dell’agente immobiliare”).
Perciò concorda con Alì una strategia di distrazione di massa, con la nota “tecnica mista di Sherazade e Mitridate” (sfinimento per stanchezza unito ad assunzione di veleno in piccole dosi successive per conseguire l’immunità).
Con l’ausilio di alcuni amici e di qualche collaboratore inconsapevole Alì intorta i proprietari della caverna con infiniti stralci della storia, raccontati per giorni interi, sempre e solo un pezzetto per volta.
Solo all’ultimo – come in un giallo – si comprende esattamente che le singole storie compongono i contorni di una unica vicenda contorta.
Questa storia non si conclude con un lieto fine: Alì Babà si impadronisce del tesoro, pagandone una quota marginale, e diventa proprietario non solo della grotta, ma anche dell’intero contado, a spese di tutti i cittadini.
Si tratta di una fiaba moderna, con un finale che lascia l’amaro in bocca.
Peccato, perché i proprietari della grotta, si è poi saputo, erano tutti disponibili ad accogliere amichevolmente Alì e condividere con lui costi e benefici derivanti dall’uso della grotta.
In cambio si aspettavano solo un po’ di rispetto, e meno favole.

Send a message to learn more

Vuoi che la tua figura pubblica sia il Figura Pubblica più quotato a Como?
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Digitare

Sito Web

Indirizzo


Como
22100