Tavella Piero Infermiere
P. IVA 0379880136
Infermiere libero professionista
(L/SNT1 - Classe delle lauree in Professioni sanitarie, infermieristiche
e professione sanitaria
ostetrica - D.M. 270/2004) presso Università degli studi di BRESCIA
25/10/2025
Il presidente Fontana, sta lavorando duramente in accordo con altri stati del mondo (dove le aspettative di vita e qualitá sanitarie, sono leggermente inferiori alle nostre… ma questo é un dettaglio trascurabile. Con una preparazione, una cultura e un modo di lavorare completamente diverso. Analoga situazione con colleghi provenienti da India e Brasile ) per sopperire alla grave crisi che sta colpendo il nostro sistema sanitario… non posso che augurare un enorme in bocca al lupo ai colleghi che dovranno fare da tutor e insegnare la professione durante i turni di lavoro. Confido comunque nella soluzione proposta!!! 😂😂😂
Tavella Piero Infermiere
Infermiere libero professionista
(L/SNT1 - Classe delle lauree in Professioni sanitarie, infermieristiche
e professione sanitaria
ostetrica - D.M. 270/2004) presso Università degli studi di BRESCIA
06/10/2024
Batteri in sala operatoria, la paziente muore: ospedale di Pisa dovrà risarcire oltre 1 milione!!!
continua su: https://www.fanpage.it/attualita/batteri-in-sala-operatoria-la-paziente-muore-ospedale-di-pisa-dovra-risarcire-oltre-1-milione/
https://www.fanpage.it/
25/06/2024
‘’Se vuoi ti aiuto a essere felice’’
Interpretazione della mia prestazione nella rappresentazione artistica di una persona assistita 🥰
31/07/2023
La guardia medica pubblica diventa a pagamento per chi non è residente in Lombardia.
Dal 24 luglio anche la Guardia medica pubblica diventa a pagamento in Lombardia, almeno per chi non è residente all'interno della regione. Studenti e lavoratori fuori sede, oltre che turisti, dovranno quindi stare attenti a sentirsi male se non vorranno spendere 20 euro per una visita in ambulatorio e 35 per una domiciliare. Il timore, però, è che in questo modo possano aumentare le persone che si rivolgono ai pronto soccorsi, che – per il momento – sono ancora gratuiti.
continua su: https://www.fanpage.it/milano/la-guardia-medica-pubblica-diventa-a-pagamento-per-chi-non-e-residente-in-lombardia-quanto-si-paga/
https://www.fanpage.it/
24/06/2023
21/06/2023
Giornata Nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma
03/06/2023
I dati del Rapporto sul fumo in Italia nel XXV Convegno “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale” dell'ISS, l’attività del Telefono Verde contro il Fumo e le nuove Linee Guida per il trattamento della dipendenza da tabacco e da nicotina
• Entro 20 minuti la frequenza cardiaca e la pressione del sangue si riducono.
• Entro 12 ore il livello di monossido di carbonio nel sangue diminuisce e torna a livelli normali.
• Entro 2-12 settimane la circolazione del sangue migliora così come le funzioni polmonari.
• Entro 1-9 mesi diminuiscono la tosse e il respiro corto.
• Entro un anno il rischio di infarto diventa la metà di quello di un fumatore.
• Entro 5-15 anni il rischio di ictus diventa uguale a quello di un non fumatore.
• Entro 10 anni il rischio di tumore ai polmoni diminuisce fino alla metà e si riduce anche il rischio
di tumori alla bocca, alla gola, all’esofago, alla vescica, alla cervice uterina e al pancreas.
• Entro 15 anni il rischio di infarto diventa uguale a quello di un non fumatore.
RICORDA CHE SMETTERE DI FUMARE
• fa bene anche a chi ha già sviluppato malattie correlate al fumo!
» Le persone che smettono di fumare dopo aver avuto un attacco cardiaco riducono del 50%
la probabilità di avere un altro attacco.
• riduce il rischio di impotenza, di avere difficoltà a concepire, di ab**to spontaneo
o di partorire bambini prematuri o con basso peso alla nascita.
Se smetti di fumare proteggi chi ami dal fumo passivo, riducendo ad esempio
il rischio di molte malattie dei bambini da esposizione al fumo,
quali malattie respiratorie, come l’asma, e infezioni alle orecchie (otiti).
Smettere di fumare:
i benefici per la salute
Rivolgiti al dell’Istituto Superiore di Sanità, per avere una consulenza da parte di esperti. Il servizio è anonimo e gratuito ed è attivo
dal lunedì al venerdì
dalle 10 alle 16.
https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3324_allegato.pdf
22/05/2023
La US Preventive Services Task Force (USPSTF) ha aggiornato le raccomandazioni sull'uso dell'aspirina nella prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari, modificando, rispetto alla versione 2016, le fasce di età e i gradi di raccomandazione e concentrandosi sulla prevenzione degli eventi cardiovascolari aterosclerotici.
La US Preventive Services Task Force ora fornisce:
una raccomandazione C (decisione di iniziare l'aspirina a basso dosaggio su base individuale) per gli adulti di età compresa tra 40 e 59 anni che hanno un rischio cardiovascolare del 10% o superiore a 10 anni. L'uso dell'aspirina nella prevenzione primaria degli eventi cardiovascolari mostra un piccolo beneficio netto e con un livello di significatività statistica moderato
una raccomandazione D (contro l'inizio) per coloro che hanno 60 anni e più. Per questi ultimi, l'USPSTF conclude con un moderato livello di attendibilità statistica che l'uso dell'aspirina per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari non ha alcun beneficio netto (ovvero il beneficio non supera il danno).
Per il cancro del colon-retto, le raccomandazioni 2022 hanno concluso che i dati erano insufficienti. Ciò contrasta con le raccomandazioni 2016, che riguardavano sia la malattia cardiovascolare che la prevenzione del cancro del colon-retto.
La US Preventive Services Task Force nel 2016 forniva:
una raccomandazione B (inizio consigliato) negli adulti di età compresa tra 50 e 59 anni con un rischio di eventi cardiovascolari aterosclerotici (ASCVD) a 10 anni del 10% o superiore con un'aspettativa di vita di almeno 10 anni e non ad aumentato rischio di sanguinamento
una raccomandazione C (decisione su base individuale) per adulti selezionati di età compresa tra 60 e 69 anni con un rischio di ASCVD a 10 anni pari o superiore al 10%
una raccomandazione I (evidenza insufficiente) per gli adulti di età pari o superiore a 70 anni o di età inferiore a 50 anni per valutare l'equilibrio tra benefici e danni dell'inizio dell'uso di aspirina nella prevenzione primaria di malattie cardiovascolari e cancro del colon-retto.
Molti degli studi sull'aspirina nella prevenzione primaria, condotti in un'epoca in cui il controllo di lipidi e pressione sanguigna non era ottimale e il fumo molto comune, fornivano evidenze sul beneficio cardiovascolare per la riduzione degli eventi non fatali, sebbene con un aumentato rischio di sanguinamento e non affrontavano specificamente i benefici e i rischi dell'uso dell'aspirina negli adulti di età pari o superiore a 65 anni.
Per saperne di più:
- Aspirin Use to Prevent Cardiovascular Disease: Preventive Medication. USPSTF (U.S. Preventive Services Task Force).
- US Preventive Services Task Force. Aspirin use to prevent cardiovascular disease: US Preventive Services Task Force recommendation statement. JAMA. Published online April 26, 2022.
ì- Aspirin use to prevent cardiovascular disease and colorectal cancer: updated evidence report and systematic review for the US Preventive Services Task Force.
Guirguis-Blake JM, Evans CV, Perdue LA, Bean SI, Senger CA. JAMA. Published online April 26, 2022. doi:10.1001/jama.2022.3337
- Aspirin Use to Prevent Cardiovascular Disease and Colorectal Cancer: Updated Modeling Study for the US Preventive Services Task Force
Dehmer SP, O'Keefe LR, Evans CV, Guirguis-Blake JM, Perdue LA, Maciosek MV JAMA. 2022 Apr 26;327(16):1598-1607. doi: 10.1001/jama.2022.3385
- Editorial. Whom to Treat for Primary Prevention of Atherosclerotic Cardiovascular Disease The Aspirin Dilemma
Editorial. Should Patients Take Aspirin for Primary Cardiovascular Prevention?
Editorial. Aspirin for Primary Prevention—Time to Rethink Our Approach
Editorial. USPSTF Report on Aspirin for Primary Prevention
- JAMA Patient Page. Use of Aspirin to Prevent Cardiovascular Disease
20/04/2023
L'Aifa ha aggiornato la Nota 96, pubblicata nel 2019, sui criteri di appropriatezza prescrittiva della supplementazione con vitamina D e suoi analoghi (colecalciferolo, calcifediolo), per la prevenzione e il trattamento degli stati di carenza nell'adulto. Secondo l'Agenzia Italiana del Farmaco l'aggiornamento della Nota "si è reso necessario a seguito della pubblicazione di nuove evidenze scientifiche che hanno ulteriormente chiarito il ruolo della vitamina D in assenza di concomitanti condizioni di rischio", si legge in un comunicato.
L'Aifa ha preso in considerazione due studi clinici. Il primo è statunitense ed è stato pubblicato sul The New England Journal of Medicine mentre il secondo è europeo e si trova sul Jama Network Open. Entrambe le ricerche hanno concluso che la supplementazione con dosi di vitamina D più che adeguate (2000 UI die di colecalciferolo) e per diversi anni (oltre cinque anni nel primo studio e tre anni nel secondo) non è in grado di modificare il rischio di frattura nella popolazione sana, senza fattori di rischio per osteoporosi. Questi risultati si sono confermati anche tra i soggetti con livelli più bassi di vitamina 25(OH)D. A questi studi principali è stata affiancata anche la letteratura riguardante l’utilizzo per il contrasto al Covid che non ha dimostrato alcun beneficio della vitamina D anche in questa condizione.
Supplemental Vitamin D and Incident Fractures in Midlife and Older Adults | NEJM Original Article from The New England Journal of Medicine — Supplemental Vitamin D and Incident Fractures in Midlife and Older Adults
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