Alex Recchia
Qi Gong Terapeutico e Taichi
Risveglia la tua energia vitale
Dolore • tensioni • stress • stanchezza
Percorsi personalizzati ↓
www.alexrecchia.com
Da oltre 20 anni guido persone di ogni età verso un aumento straordinario della loro energia vitale, liberandole dalle catene dei dolori fisici per farli vivere una vita ricca di benessere, felicità e realizzazione profonda.
04/10/2026
Nel video di questa domenica andiamo oltre i concetti "new age" legati all'energia vitale che, come vedremo, è qualcosa di concreto che passa attraverso il corpo fisico.
Energia Vitale: cos'è davvero? Smetti di credere alle falsità New Age 👇𝐑𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐐𝐢, 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐄𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐕𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞!👇𝐓𝐄𝐋𝐄𝐆𝐑𝐀...
01/10/2026
Stare fermi non significa recuperare
Puoi trascorrere un’intera giornata sul divano e continuare a consumare energia.
Perché stare fermi non significa necessariamente recuperare.
Se la mente continua ad anticipare i problemi, il respiro rimane alto, le spalle sono sollevate e il corpo resta pronto a controllare e reagire, apparentemente stai riposando… ma dentro di te il consumo non si è mai interrotto.
Ed è per questo che alcune persone si svegliano stanche anche dopo aver dormito. Oppure tornano da una vacanza senza sentirsi realmente rigenerate.
Il vero recupero comincia quando il corpo riesce a cambiare stato: quando smette di trattenere, riduce la vigilanza e lascia andare la forza che non serve più.
Dopo i cinquant’anni questa capacità diventa ancora più preziosa.
Nel nuovo video parlo proprio di questo: di come il Qi possa essere consumato, bloccarsi o perdere la propria direzione, rendendo sempre più difficile recuperare davvero.
Link al mio canale: https://www.youtube.com/.Recchia/videos
Due movimenti facile per il mal di schiena da seduti.
Una meditazione taoista, un esercizio terapeutico e il lavoro interno di un artista marziale non sono la stessa cosa.
Avevano scopi, ambienti e linguaggi differenti.
Eppure, al centro ritornava spesso una possibilità comune: l’essere umano può intervenire consapevolmente sul proprio stato interno attraverso il corpo, il respiro e la mente.
Può guidare il Qi, ridurre la dispersione, sostenere la vitalità e trasformare alcune condizioni interne.
Non troviamo quindi un’unica sequenza ripetuta nello stesso modo per migliaia di anni. Troviamo una stessa ricerca che continua a riapparire in forme differenti.
Una delle espressioni più importanti per comprenderla è “yangsheng”: nutrire la vita.
Non riguardava soltanto l’esercizio, ma anche alimentazione, riposo, respirazione, meditazione, sessualità, stagioni e alternanza tra attività e recupero.
La domanda degli antichi non era soltanto: “Come elimino questo sintomo?”.
Era: “Come sto utilizzando ogni giorno le risorse che mi mantengono vivo?”.
Ed è una domanda ancora tremendamente attuale.
Nel mio ultimo video cerchiamo risposte e troviamo un nuovo modo di vivere la pratica con più consapevolezza e soprattutto in modo che possa dare risultati concreti.
Il potere del Dantian (test della sedia).
Non serve forza (non penso di essere particolarmente forte), seve CONNESSION e DISTRIBUZIONE del Qi.
Sul mio canale YT trovi diversi esercizi per allenare in Dantian
(non solo per la performance, ma anche per cose più semplici, come ritrovare la vitalità e dire addio alla stanchezza, per tutte le età...da 20 a 70!).
Usali, sono fatti per quello 😁
Alla prossima, Alex.
23/09/2026
QUAL È IL VERO QI GONG?
Qual è la sequenza più antica?
Quale scuola conserva la forma autentica?
Quale maestro possiede l’insegnamento originale?
Sono domande frequenti nel mondo delle discipline orientali. Ma spesso nascono da un’idea sbagliata: immaginare il Qi Gong come un sistema perfetto, nato migliaia di anni fa e arrivato fino a noi senza cambiare.
Il Qi Gong non è una statua rimasta intatta attraverso i secoli.
È una tradizione viva.
Nella medicina, movimento e respirazione furono utilizzati per sostenere la salute.
Nei contesti taoisti si svilupparono pratiche per conservare l’essenza, trasformare il Qi e lavorare sulla coscienza.
Nelle arti marziali, il lavoro interno serviva a sviluppare struttura, radicamento, coordinazione e capacità di generare forza.
Queste strade erano differenti, ma condividevano una possibilità fondamentale:
L’essere umano può trasformare il proprio stato attraverso il corpo, il respiro e l’attenzione.
Ecco perché l’età di una sequenza non è sufficiente a renderla autentica.
Una pratica antica può essere ripetuta meccanicamente, senza comprenderne più i principi. Una pratica più recente può invece applicare con intelligenza conoscenze sviluppate nel corso dei secoli.
La domanda utile, quindi, non è soltanto:
“Quanto è antico questo esercizio?”
Dovremmo domandarci:
“Quali principi contiene? Che cosa mi sta insegnando a percepire? In che modo trasforma il mio respiro, il movimento e lo stato interno?”
Ti aspetto sul mio canale: https://youtu.be/apAvTQ-WLpk
Le conversazioni che avvengono soltanto nella tua testa
Una parte enorme della tua energia viene consumata da conversazioni che non sono mai avvenute.
Prepari ciò che dirai a un collaboratore. Immagini un conflitto. Cerchi la risposta perfetta. Ripassi una frase che avresti voluto dire diversamente.
E mentre tutto questo accade soltanto nella tua testa, il corpo reagisce come se la situazione fosse reale.
La mandibola si stringe. Il respiro sale. Il torace rimane attivo. L’addome si contrae.
Non stai semplicemente pensando.
Stai vivendo fisicamente qualcosa che non è ancora accaduto o che, forse, non accadrà mai.
Per questo puoi arrivare alla sera completamente svuotato anche dopo una giornata apparentemente normale. Una parte di te ha continuato a lavorare, prevedere e difendersi senza mai fermarsi.
Nel linguaggio del Qi Gong, il tuo Qi rimane continuamente rivolto verso l’esterno e non riesce più a tornare al corpo, al respiro e al presente.
Nel nuovo video approfondisco proprio questo consumo invisibile.
Se ti va, ti aspetto sul mio canale.
Alla prossima, Alex.
20/09/2026
Il Qi Gong viene spesso presentato come una pratica millenaria.
Eppure il termine “Qi Gong”, nel significato generale con cui lo utilizziamo oggi, iniziò ad affermarsi in Cina soprattutto tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta.
Significa quindi che il Qi Gong è stato inventato nel Novecento?
No.
Il punto è che il nome e la ricerca raccolta sotto quel nome non hanno la stessa età.
Molto prima che si parlasse comunemente di Qi Gong, esistevano già tecniche respiratorie, esercizi terapeutici, meditazioni, automassaggi e pratiche per guidare il Qi, conservare la vitalità e preparare il corpo al movimento o al combattimento.
Non formavano un unico sistema.
Non avevano necessariamente lo stesso scopo e non venivano insegnate attraverso un programma comune.
Nel Novecento venne utilizzato un termine moderno per raccogliere e rendere riconoscibile questa vasta famiglia di conoscenze.
È un po’ ciò che è accaduto con la medicina.
La medicina non nacque il giorno in cui venne aperto il primo ospedale moderno. Molto prima, gli esseri umani osservavano il corpo, utilizzavano piante, curavano ferite e cercavano di comprendere la malattia.
Allo stesso modo, il Qi Gong non nacque nel momento in cui gli venne assegnato un nome comune.
Le sue radici appartengono a una ricerca molto più antica:
Come possiamo intervenire consapevolmente sul nostro stato attraverso il corpo, il respiro e la mente?
Nel nuovo video ricostruisco questa storia e spiego che cosa rende davvero millenaria la ricerca del Qi Gong.
Ti aspetto qui: https://youtu.be/apAvTQ-WLpk
18/09/2026
Il lavoro non finisce quando spegni il computer
Puoi chiudere il pc, spegnere la luce dell’ufficio e tornare a casa.
Ma il lavoro può continuare dentro di te.
Ripassi conversazioni. Elabori strategie. Controlli il telefono. Anticipi problemi che non sono ancora accaduti e prepari mentalmente la giornata successiva.
Il lavoro esterno è terminato. Quello interno no.
Ed è spesso qui che chi guida un’attività comincia a consumarsi: non soltanto perché lavora molte ore, ma perché il suo sistema non riceve mai davvero il segnale che la giornata è finita.
Il corpo è sul divano, ma la mente è ancora in ufficio. Ogni notifica riapre un problema e ogni pensiero strategico rimette in moto il sistema.
La vera pausa non comincia quando smetti di produrre.
Comincia quando il corpo smette di prepararsi.
Nel nuovo video ti spiego perché il primo passo per non crollare potrebbe non essere lavorare meno, ma imparare finalmente a finire.
Ti aspetto sul mio canale (purtroppo se metto il link, Meta mi nasconde il post, quindi se ti interessa vai a vedere).
16/09/2026
Qin Shi Huang, il primo imperatore della Cina, inviò uomini verso terre lontane alla ricerca di una sostanza capace di sconfiggere la morte.
Possedeva un potere immenso, ma continuava a cercare fuori di sé ciò che nessuna ricchezza poteva garantirgli.
Accanto alla figura dell’imperatore, nella tradizione taoista ne troviamo però un’altra: l’eremita.
L’eremita non mobilitava eserciti e non inseguiva isole leggendarie. Lasciava la confusione della città, saliva sulla montagna e iniziava a osservare se stesso.
Il proprio respiro.
Il proprio corpo.
Le emozioni che lo agitavano.
I desideri che disperdevano continuamente la sua energia.
L’imperatore cercava un elisir da aggiungere alla propria vita.
L’eremita cercava di comprendere che cosa, giorno dopo giorno, stesse sottraendo vita alla sua esistenza.
In fondo, facciamo ancora la stessa cosa: cerchiamo l’integratore giusto, il trattamento esterno risolutivo o l’ultima scoperta sulla longevità.
Ma nessun rimedio può compensare completamente un’esistenza vissuta nella tensione, nella dispersione e nell’incapacità di fermarsi.
(rileggi la frase precedente!)
Anche il Qi Gong può diventare l’ennesimo “elisir” cercato all’esterno, se lo pratichiamo aspettando che qualche movimento copiato senza capire il perché lo si fa risolva magicamente tutto.
Il vero lavoro comincia invece quando la pratica è su misura, al punto tale di modificare il nostro modo di respirare, muoverci, reagire e utilizzare l’energia durante la giornata.
Forse è questa la differenza tra cercare una soluzione e iniziare una trasformazione.
L’imperatore voleva conquistare anche la morte.
L’eremita imparava a non perdere la vita mentre era ancora vivo.
Nel nuovo video racconto la ricerca taoista dell’immortalità e ciò che può ancora insegnarci sul Qi Gong, sulla longevità e sul nostro modo di vivere.
Ti aspetto sul canale, Alex.
https://youtu.be/Y9m1z0PdpgM
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