Ruggero Razza

Ruggero Razza

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Avvocato penalista | deputato al Parlamento Europeo di Fratelli d'Italia-Ecr

Avvocato penalista | candidato alle elezioni europee dell'8 e 9 giugno 2024 nella lista di Fratelli d'Italia

20/08/2026

A domani!

19/08/2026

Ho letto così tanti commenti da voler rispondere solo con un video. E adesso evitiamo di insegnare i precetti della fede a chi con il proprio magistero li esercita.

19/08/2026

Venerdì appuntamento a BarItalia, con Nello Musumeci! Non mancate (per chi può) in presenza. Chi vuole può seguire la puntata dai canali social di Fratelli d’Italia!

18/08/2026

LE INUTILI POLEMICHE SUL SINDACO E SULLA FESTA.

Si è concluso il Giubileo agatino e, come troppo spesso accade, anche di fronte ai momenti di fede finiscono per prevalere pulsioni difficili da ritenere compatibili proprio con la fede e, certamente, lontane dal buonsenso.

Così, per il gusto della polemica, si rischia persino di dimenticare ciò che davvero resterà di queste giornate: momenti di straordinaria emozione, come quello in cui è stato offerto alla vista dei fedeli il busto reliquiario restaurato, in tutta la sua mistica bellezza.

Sappiamo bene che la festa di Sant’Agata è una festa di popolo e che Catania ama in maniera viscerale la sua Santa Patrona. È uno di quei legami difficili da spiegare a chi non li ha vissuti. Un legame che mi colpì giovanissimo, ancora studente delle superiori, quando ebbi occasione di assistere per la prima volta alla Messa dell’Aurora.

Con questo spirito, lo confesso, proprio non ho compreso la polemica sull’omaggio reso dal sindaco di Catania Enrico Trantino alla reliquia di Agata che, nel corso della funzione, l’arcivescovo metropolita ha offerto alla sua devozione. E al suo bacio.

E comprendo ancora meno la polemica sulla partecipazione alla Santa Messa con il dispositivo di sicurezza predisposto dalle autorità competenti. La sicurezza non è un privilegio e non è una scelta personale: è una responsabilità affidata a chi è preposto a garantirla.

A chi ha memoria delle nostre tradizioni ricordo, inoltre, che proprio nel cerimoniale agatino il sindaco e l’arcivescovo sono, ciascuno nel proprio ruolo, protagonisti dei riti di fede e della rappresentanza della comunità cittadina.

Dunque, meno polemiche e più serenità.

Sant’Agata, la sua storia e la devozione secolare di Catania meritano qualcosa di più del rumore di una polemica.

Meritano rispetto.

Nel segno della devozione e della fede.

18/08/2026

A giudicare dalle proteste contro il primo ministro della Danimarca, la socialista Frederiksen, è la sinistra europea ad essere divisa sull’immigrazione. E la divisione è tra il buonsenso di chi governa e la retorica di chi si oppone. In questo la nostra opposizione, potendo scegliere, ha confermato la sua vocazione. Sono sempre contro il popolo, contro l’interesse nazionale e per la retorica buonista. Salvo quando spara Pedro. In quel caso diventano come le tre scimmiette: non vedono, non sentono, non parlano.

17/08/2026

Si fa tanto parlare della differenza tra voto d’opinione e voto di struttura. Due metodi, entrambi democratici, di raccolta del consenso.

Il primo si conquista per adesione a grandi battaglie: lavoro, economia, mezzogiorno, sicurezza, geopolitica, ricerca, ambiente. Il secondo nasce dal rapporto diretto tra eletto ed elettore, dalla capacità del primo di essere presente nella vita del secondo. È un legame meno ideologico, meno legato al partito di appartenenza.

Non condivido l’idea moralistica secondo cui il primo sarebbe libero e bello e il secondo necessariamente clientelare. Troppo comodo.

La Costituzione attribuisce ai partiti il ruolo di ponte tra le istituzioni rappresentative e il popolo sovrano. Ma quel ponte passa anche dai rappresentanti che i cittadini, secondo un recente sondaggio, vogliono poter scegliere direttamente.

Un grande partito è tale proprio quando riesce a tenere insieme voto d’opinione e consenso dei suoi rappresentanti. Con una differenza decisiva: senza il primo, un partito perde progressivamente elettorato e, alla fine, anche eletti.

A Sud, e in Sicilia in particolare, il meccanismo è più complesso.

Ma il dilemma resta: cosa deve prevalere, il voto d’opinione o quello di struttura? E come si trova il giusto equilibrio?

Azzardo una risposta.

Un grande partito sceglie grandi battaglie, capaci di coinvolgere l’immaginario collettivo e dare risposte generali a problemi generali. Il nostro difficilmente avrebbe conquistato il successo se gli italiani non avessero riconosciuto in Giorgia Meloni capacità e leadership, poi ulteriormente rafforzate alla guida del Governo.

In Sicilia l’opinione si costruisce sui grandi temi: salute, diritto a restare o ritornare, infrastrutture, capacità di attirare capitali e creare valore, ricerca, identità, storia e cultura.

Non cito la legalità, perché è il presupposto della buona politica. Cito invece, come esempio negativo, il giustizialismo moraleggiante a convenienza, quello che si nutre di mascariamento e costruisce il mostro prima ancora che qualcuno sia stato condannato.

Allora, amici del lunedì, anche in Sicilia possono convivere voto d’opinione e voto d’apparato: il primo come adesione a un progetto, il secondo come espressione di un rapporto sano tra eletto ed elettore.

Ma servono progetti chiari e scelte coraggiose.

Ecco, a ben vedere la giusta distinzione non è tra voto d’opinione e voto di struttura, ma è tra buona politica e cattiva politica.

La buona politica deve far prevalere l’interesse generale su quello particolare. Sempre.

16/08/2026

Hanno rubato al museo di Messina. Dopo il recente acquisto del ministero della Cultura, qualcuno ha pensato che ci fosse un mercato per le opere di Antonello da Messina. Ma il furto è stato fatto questa notte, in condizioni che saranno accertate, e tutto lascia pensare che le opere si trovino ancora sull’Isola. Chi ha compiuto il furto non si illuda. Sarete arrestati e le opere recuperate. Consegnale prima voi.

Razza: "Cara Europa, Lampedusa è la tua porta. Meloni lo ha capito prima degli altri" 14/08/2026

«Cara Europa, Lampedusa è la tua porta.»

Per trent’anni l’Europa ha guardato a Est dimenticando il Sud. Ma la politica può dimenticare la geografia. La geografia non dimentica la politica.

Oggi il Mediterraneo torna al centro: migrazioni e sicurezza, certo, ma anche energia, infrastrutture, commerci, intelligenza artificiale e nuove relazioni con l’Africa.

Giorgia Meloni lo ha capito prima di altri: il Piano Mattei non è soltanto una politica per l’Africa. È una scelta sul futuro dell’Italia e dell’Europa.

E dentro questa nuova geografia c’è una grande occasione per la Sicilia: smettere di considerarsi periferia e diventare finalmente piattaforma geopolitica nel Mediterraneo.

Di questo, e dell’Europa che verrà, ho parlato con ilSicilia nella mia intervista di Ferragosto.

Una cosa è essere un’isola al centro del Mediterraneo.
Un’altra è diventare il centro del Mediterraneo.

👉 Leggi l’intervista completa su ilSicilia⁠ ▶️

Razza: "Cara Europa, Lampedusa è la tua porta. Meloni lo ha capito prima degli altri" L’eurodeputato di Fratelli d’Italia Ruggero Razza fa il punto sulla situazione a Lampedusa

10/08/2026

La crisi migratoria continua ad essere in primo piano. Non soltanto per le difficili relazioni tra l’Italia e la Spagna di Pedro Sánchez, sulle quali la Commissione europea sta tentando una difficile opera di ricomposizione.

La questione è ben più seria. I report di intelligence, compresi quelli spagnoli, hanno acceso l’attenzione sui profili di sicurezza legati alla dolorosa vicenda di Ceuta e sul rischio di nuove crisi nel mese di agosto. Sullo sfondo c’è l’azione delle organizzazioni criminali che gestiscono i flussi e il pericolo che le rotte dell’immigrazione clandestina possano essere utilizzate da soggetti legati al terrorismo per superare i confini europei.

Non è un tema nuovo. Lo sanno bene alcuni uffici giudiziari italiani che in passato si sono occupati di vicende analoghe. Ed è in questo quadro che va letta la decisione assunta dal Governo italiano, dopo la riunione al Viminale presieduta dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere con la Spagna almeno fino a Ferragosto. Una scelta di rigore, motivata dalla tutela della sicurezza dei cittadini.

Ma la notizia politica della giornata arriva da Bruxelles. Manfred Weber, tedesco e presidente del gruppo del Partito Popolare Europeo, propone alla Commissione europea di realizzare return hubs in Nord Africa: centri per i rimpatri nei Paesi terzi, lungo una strada che richiama il modello aperto dall’Italia con l’accordo con l’Albania.

È questo il punto politico.

Quello che fino a poco tempo fa veniva descritto come un esperimento italiano oggi entra sempre più nel vocabolario europeo. Lo dimostrano le posizioni di Weber e, prima ancora, l’iniziativa congiunta di Giorgia Meloni e della premier socialdemocratica danese Mette Frederiksen: due governi di colore politico diverso che hanno chiesto all’Europa di procedere sulla strada degli hub nei Paesi terzi.

Ecco cosa significa esercitare leadership in Europa: non aspettare che si formi una maggioranza per seguirla, ma indicare una strada e costruire, passo dopo passo, una maggioranza intorno a quella strada.

Piaccia o meno, lo si voglia riconoscere oppure no, sull’immigrazione l’Europa si sta muovendo sempre più nella direzione indicata da Giorgia Meloni.

E mentre l’Europa cambia, la sinistra italiana continua a combattere contro le soluzioni di ieri che oggi diventano le politiche di domani.

La vera domanda, allora, non è più se l’Europa seguirà la via italiana. È quanto tempo occorrerà alla sinistra italiana per accorgersi che l’Europa l’ha già imboccata.

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