SICILIA RISVEGLI ONLUS
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SICILIA RISVEGLI ONLUS - Associazione nazionale di famiglie unite insieme, per lottare in favore dei comatosi, post comatosi, stati vegetativi, con gravissime cerebrolesioni, locked-in syndrome, sla, ed altre estreme disabilità.
15/09/2026
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“Strade Assassine”: dalla Sicilia al Belgio, l’opera di Pietro Crisafulli dà voce alle vittime della strada Il progetto audiovisivo a puntate nasce anche dal dolore personale del regista per la perdita del figlio Mimmo, morto nel 2017 a soli 25 anni. Le riprese partiranno a novembre da Catania per attrav…
14/09/2026
"Strade Assassine", dal dolore alla battaglia per le vittime: il nuovo progetto di Pietro Crisafulli La perdita di una persona sulla strada non spezza soltanto una vita, ma sconvolge per sempre quella di un’intera famiglia. Dal dolore dei congiunti alla tenacia di chi continua a chiedere giustizia e maggiore sicurezza: Pietro Crisafulli porta avanti la sua battaglia con un nuovo progetto audiovis...
14/09/2026
“Strade Assassine”: da Catania a Bruxelles il film di Pietro Crisafulli sul dramma delle vittime della strada
Il nuovo film-denuncia e opera a puntate di Pietro Crisafulli racconta storie vere e il dolore senza fine delle famiglie delle vittime della strada. Jonathan Crisafulli tra i protagonisti più importanti e determinanti dell'opera. 180 persone coinvolte tra Italia ed estero. Primo ciak a novembre nella città pilota. L'opera punta a sconvolgere l'intera Europa.
C’è un istante preciso in cui una strada smette di essere semplice asfalto. È il momento esatto in cui si trasforma nell'inferno dove una famiglia perde per sempre un figlio, un padre, una madre, un fratello. Da quel second, niente torna più indietro.
Una telefonata nella notte. La corsa disperata della sirena verso l'ospedale. Lo strazio della lunga rianimazione, il buio del coma vissuto minuto per minuto dietro una porta a vetri, e infine la resa, la morte. Una notizia che ti distrugge il petto e che è impossibile da accettare.
E poi, il silenzio. Un silenzio sordo, devastante, destinato a durare tutta la vita.
È da questo vuoto incolmabile che nasce “Strade Assassine”, il nuovo capolavoro viscerale e opera a puntate firmata da Pietro Crisafulli – già regista del pluripremiato e fortemente discusso “La Voce Negli Occhi - Il Film ”, opera vincitrice di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, proiettata persino alla Camera dei deputati e negli Stati Uniti. Una produzione d'impatto che rifiuta la retorica per strappare il velo su ciò che accade durante e dopo la tragedia: il calvario delle famiglie, le domande che rimangono senza risposta, la memoria da difendere e quella battaglia sorda, quotidiana, che continua a consumarsi quando i riflettori dei media si spengono per sempre.
“Strade Assassine” nasce gridando un messaggio chiaro e sfacciato: Una vittima della strada non è un numero.
È una persona in carne ed ossa, con un nome, un volto, una voce, dei sogni spezzati e una famiglia lacerata. E quando quella vita viene inghiottita dall'asfalto, il dolore non si estingue. Per chi rimane, comincia un vero e proprio “ergastolo di dolore”, una condanna a vita senza sconti.
L'imponente opera a puntate porterà sullo schermo storie vere ambientate lungo la pen*sola italiana – tra Sicilia, Calabria, Campania, Lazio, Toscana, Puglia, Veneto, Liguria, Piemonte e Lombardia – ed estenderà il suo sguardo oltre confine, accendendo i riflettori su drammatici casi in Svizzera e Belgio.
Un viaggio amaro che metterà a n**o anche le profonde discrepanze normative tra i diversi Paesi europei, evidenziando il contrasto tra le leggi e le tutele legali vigenti nei vari contesti internazionali.
Le riprese faranno tappa nei luoghi del dolore reale e quotidiano: dalle corsie d'ospedale tra la vita e la morte alle aule fredde dei tribunali, fino alle carceri, sulle strade tante volte complici e colpevoli di queste tragedie, e nei locali pubblici frequentati di notte e di giorno, restituendo lo spaccato di vita di quartiere e la quotidianità interrotta dei protagonisti.
Un’opera straordinaria che coinvolge complessivamente 180 persone tra Italia ed estero — tra cast e maestranze — con oltre 120 persone operative direttamente dalla Sicilia. Il cast è composto sia da affermati professionisti del settore sia da persone coinvolte personalmente in prima persona nel dramma stradale, familiari che mettono la propria pelle e la propria ferita a disposizione della macchina da presa. Non è soltanto semplice narrazione cinematografica: è un grido di protesta, una presa di parola collettiva contro l'indifferenza.
La produzione vede la collaborazione di Vittime della Strada e Sicilia Risvegli ODV il supporto attivo de La Pantera Nera Eventi di Mario Privitera e il marchio di SROFilm. Diversi enti e realtà istituzionali hanno già manifestato profondo interesse; eventuali patrocini e accordi ufficiali verranno resi noti non appena formalizzati.
Tra i pilastri narrativi ed emotivi dell'opera risalta la figura di Jonathan Crisafulli, riconfermato come uno dei protagonisti più importanti e significativi di tutta l'opera.
Volto amato ed estremamente conosciuto dal pubblico per la sua toccante interpretazione nella precedente pellicola pluripremiata “La voce negli occhi” — in cui vestiva i panni di Pietro, ragazzo degli anni '80 —, Jonathan torna sullo schermo con una straordinaria maturità artistica ed espressiva.
In “Strade Assassine”, il suo ruolo sarà estremamente determinante: Jonathan darà volto e corpo a una figura chiave dell'intera vicenda, trasformandosi nel simbolo di una generazione che non vuole piegarsi all'indifferenza. La sua presenza scenica, intensa e viscerale, guiderà lo spettatore dentro il labirinto di un dolore autentico e della ricerca incessante di giustizia.
Accanto a Jonathan Crisafulli, il cast riunisce personalità di assoluto rilievo civile, professionale e artistico:
Pietro Crisafulli: Volto noto e simbolo di battaglie civili in Italia e all'estero, Crisafulli non si limiterà a guidare l'opera dalla regia, ma scenderà in campo con un'interpretazione da brividi. Mettendo a n**o la propria carne e la propria anima lacerata, interpreterà un ruolo cruciale e di devastante impatto emotivo.
Dr. Enrico La Delfa : Noto medico psichiatra, psicoterapeuta e criminologo, Direttore Sanitario degli istituti penitenziari di Piazza Lanza e Bicocca a Catania. Torna sul set in un ruolo toccante, capace di scavare a fondo nel trauma psicologico vissuto dai familiari delle vittime.
Avvocati del territorio: Il progetto vedrà la partecipazione diretta di noti legali impegnati in prima linea nella tutela dei diritti dei cittadini, che porteranno in scena la fiera difesa delle famiglie e il rigore delle battaglie condotte nelle aule di giustizia.
Salvatore Guerino: Presidente dell’Associazione Siciliana Contribuenti - Art 580 C.p. Antiusura - No Profit figura simbolo della lotta all'illegalità, vestirà i panni solenni del Magistrato.
Ina Leonardi: Noto soprano lirico, vestirà i panni di uno dei personaggi primari dell'opera con forte carica drammatica ed espressiva.
Agatino Crisafulli: Già protagonista nel ruolo della “Iena” nella precedente opera e voce del brano “N’ergastolo e Dulore”, affiancherà il fratello Jonathan e il padre Pietro con un contributo artistico e musicale di straordinario impatto emotivo.
Dietro la macchina da presa batte il cuore sanguinante di una tragedia familiare che ha segnato per sempre il regista.
C’è la storia di Salvatore Crisafulli, conosciuto alle cronache come il “Terri Schiavo italiano”, la cui drammatica vicenda ha sconvolto l'opinione pubblica ed è stata il fulcro dell'acclamato film “La voce negli occhi”.
E c’è il dramma di Mimmo Crisafulli, figlio di Pietro, spezzato tragicamente nel 2017 ad appena 25 anni in un tremendo incidente stradale.
Ma Mimmo non era soltanto un ragazzo di 25 anni. Mimmo era un padre. Lascia due bambini piccoli, due figli derubati troppo presto dell'abbraccio del loro papà, condannati a crescere con un vuoto vorace che nessuno potrà mai colmare.
Da quel giorno di sangue nasce una domanda che tormenta le notti di chi rimane: Quanto vale una vita? E soprattutto: Quanto deve ancora soffrire una famiglia dopo aver perso per sempre la persona che amava più di ogni altra cosa?
Il progetto entrerà nella sua fase cruciale nel mese di ottobre 2026, quando a Catania si svolgerà l’ultimo e definitivo casting presso la sede dell'associazione Sicilia Risvegli e Vittime della Strada.
A novembre 2026 si batterà il primo ciak partendo dalla città pilota, fulcro e simbolo dei primi protagonisti, per poi proseguire le riprese nelle varie città italiane ed estere previste dal piano di produzione. La conclusione delle lavorazioni è fissata per aprile 2027.
La colonna sonora sarà la spina dorsale del racconto.
Il brano “N’ergastolo e Dulore”, cantato da Agatino Crisafulli, si erge a simbolo dell'opera: la voce del dolore puro di chi ha perso un affetto e non riesce più a tornare alla luce. A questo pezzo si affiancherà “Giustizia per Mimmo”, brano viscerale nato come un urlo lacerante contro il muro del silenzio.
“Strade Assassine” è concepito come un'opera a puntate che punta a varcare con violenza espressiva i confini nazionali per lasciare sconvolta l'Europa intera.
L’obiettivo dichiarato è arrivare fino al cuore delle istituzioni europee, con una presentazione solenne prevista a Bruxelles. L'intento è costringere i tavoli internazionali a confrontarsi sul tema della sicurezza stradale, della prevenzione e del supporto psicologico e legale alle famiglie dei superstiti.
Il regista Pietro Crisafulli scolpisce così il senso profondo e viscerale della sua battaglia:
«Io non ho dimenticato mio figlio. E non permetterò a niente e a nessuno che Mimmo diventi soltanto un numero, una data su una croce o una statistica da archiviare.
Mio figlio aveva 25 anni ed era padre di due bambini. Aveva tutta la vita davanti, sogni, affetti e soprattutto due bambini piccoli che avevano disperatamente bisogno del loro papà. Poi una strada ha distrutto tutto.
Con questo film mostreremo anche le marcate discrepanze legislative tra i vari Paesi: ciò che in Paesi come la Svizzera o il Belgio garantisce un determinato percorso normativo e preventivo, altrove necessita di un profondo confronto istituzionale. Vogliamo che l'Europa armonizzi le sue normative per tutelare ogni singola vita.
Accanto a me, in questa trincea, ci sono i miei figli Jonathan e Agatino. Per me averli al mio fianco sul set non è solo una scelta artistica, è una necessità del cuore, una colonna d'acciaio che mi tiene in piedi. Vedere Jonathan trasmettere una sensibilità così profonda e toccante davanti alla macchina da presa — coprendo uno dei ruoli principali e più importanti di tutta l'opera —, e ascoltare Agatino prestare la sua voce e la sua anima a brani viscerali come “N’ergastolo e Dulore” e “Giustizia per Mimmo”, mi strazia e mi riempie d'orgoglio al tempo stesso. Insieme a me portano sulle spalle il peso e l'eredità di questo dramma, trasformando il nostro strazio familiare in una forza pura, immensa, capace di commuovere e risvegliare le coscienze.
Mettermi in gioco in prima persona anche recitando è per me una scelta sofferta ma doverosa: non sarà una semplice finzione scenica, ma l'incarnazione di una ferita aperta che porto addosso ogni giorno. Insieme a un cast d'eccezione — composto da rinomati professionisti e da persone colpite in prima persona da drammi stradali —, con la presenza di figure straordinarie come lo psichiatra e criminologo Dr. Enrico La Delfa, la preziosa collaborazione di affermati avvocati del settore, la forza di Salvatore Guerino nei panni del Magistrato e l'impatto artistico del soprano Ina Leonardi, daremo a questo progetto una verità e una potenza espressiva devastanti.
“Strade Assassine” nasce per questo. Perché dietro ogni vittima c’è una famiglia condannata a vivere con una sedia per sempre vuota, una fotografia sul comodino, un telefono che non squillerà mai più e un "perché" che ti massacra il cervello.
Il mondo fuori va avanti. La gente torna a divertirsi, i telegiornali cambiano notizia, i giornali voltano pagina. Ma per un genitore che perde un figlio non esiste nessuna pagina successiva. Esiste soltanto l'inferno. E quel dolore è un ergastolo vero.
A novembre batteremo il primo ciak partendo dalla nostra città pilota, per poi toccare le varie tappe in Italia e all'estero, compresi i casi in Svizzera e Belgio. Ma quello sarà soltanto l'inizio. Vogliamo arrivare a Bruxelles, portare la nostra voce davanti ai palazzi del potere e chiedere che la vita umana venga rispettata.
E chissà che anche la mia presunta e già chiacchierata partecipazione al prossimo "Grande Fratello" non possa diventare un'occasione esplosiva per scaricare questa battaglia davanti a milioni di telespettatori. Se quella porta si aprirà, io non entrerò per me. Entrerò scortato dalle storie di tutte quelle famiglie a cui hanno tolto la voce.
Userò ogni singolo secondo di televisione per parlare di loro. Non cerco una vetrina personale. Pretendo una vetrina per questa causa.
Voglio che la gente sappia. Voglio che le istituzioni vengano messe alle strette. Voglio che le famiglie delle vittime sentano che non sono sole nel buio.
E soprattutto: voglio che i nostri figli non siano morti invano.
Mimmo non tornerà. Salvatore ha vissuto una tragedia che ha sconvolto per sempre la nostra carne. Il passato è scritto col sangue e non si cambia. Ma possiamo, dobbiamo cambiare il futuro.
Se anche una sola persona, dopo aver visto questo progetto, toglierà il piede dall'acceleratore, staccherà gli occhi dal telefono mentre guida o non salirà in auto dopo aver bevuto, allora avremo salvato una vita. E ne sarà valsa la pena.
Ma non ci fermeremo. Pretendiamo sicurezza, prevenzione feroce, consapevolezza e rispetto sacro per chi non c'è più.
Questo è “Strade Assassine”. Non è solo un progetto audiovisivo. È la voce di chi è stato zittito per sempre. È l'urlo di chi è rimasto a scontare la pena. È il nostro modo di gridare al mondo che non dimenticheremo. Mai.»
Da Catania a Bruxelles, “Strade Assassine” lancia un monito che non lascia scampo:
Non aspettiamo che sia la nostra famiglia a pagare il prezzo con il sangue. Fermiamo gli ergastoli del dolore.
Perché una strada non deve mai più essere l’ultima strada di nessuno.
14/09/2026
𝐒𝐭𝐫𝐚𝐝𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬𝐬𝐢𝐧𝐞: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐦𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐦𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚, 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐥'𝐞𝐫𝐠𝐚𝐬𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚
Il nuovo film-denuncia e opera a puntate di Pietro Crisafulli racconta storie vere e il dolore senza fine delle famiglie delle vittime della strada. Jonathan Crisafulli tra i protagonisti più importanti e determinanti dell'opera. 180 persone coinvolte tra Italia ed estero. Primo ciak a novembre nella città pilota. L'opera punta a sconvolgere l'intera Europa.
C’è un istante preciso in cui una strada smette di essere semplice asfalto. È il momento esatto in cui si trasforma nell'inferno dove una famiglia perde per sempre un figlio, un padre, una madre, un fratello. Da quel second, niente torna più indietro.
Una telefonata nella notte. La corsa disperata della sirena verso l'ospedale. Lo strazio della lunga rianimazione, il buio del coma vissuto minuto per minuto dietro una porta a vetri, e infine la resa, la morte. Una notizia che ti distrugge il petto e che è impossibile da accettare.
E poi, il silenzio. Un silenzio sordo, devastante, destinato a durare tutta la vita.
È da questo vuoto incolmabile che nasce “Strade Assassine”, il nuovo capolavoro viscerale e opera a puntate firmata da Pietro Crisafulli – già regista del pluripremiato e fortemente discusso film “La voce negli occhi”, opera vincitrice di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, proiettata persino alla Camera dei Deputati e negli Stati Uniti. Una produzione d'impatto che rifiuta la retorica per strappare il velo su ciò che accade durante e dopo la tragedia: il calvario delle famiglie, le domande che rimangono senza risposta, la memoria da difendere e quella battaglia sorda, quotidiana, che continua a consumarsi quando i riflettori dei media si spengono per sempre.
“Strade Assassine” nasce gridando un messaggio chiaro e sfacciato: Una vittima della strada non è un numero.
È una persona in carne ed ossa, con un nome, un volto, una voce, dei sogni spezzati e una famiglia lacerata. E quando quella vita viene inghiottita dall'asfalto, il dolore non si estingue. Per chi rimane, comincia un vero e proprio “ergastolo di dolore”, una condanna a vita senza sconti.
L'imponente opera a puntate porterà sullo schermo storie vere ambientate lungo la pen*sola italiana – tra Sicilia, Calabria, Campania, Lazio, Toscana, Puglia, Veneto, Liguria, Piemonte e Lombardia – ed estenderà il suo sguardo oltre confine, accendendo i riflettori su drammatici casi in Svizzera e Belgio.
Un viaggio amaro che metterà a n**o anche le profonde discrepanze normative tra i diversi Paesi europei, evidenziando il contrasto tra le leggi e le tutele legali vigenti nei vari contesti internazionali.
Le riprese faranno tappa nei luoghi del dolore reale e quotidiano: dalle corsie d'ospedale tra la vita e la morte alle aule fredde dei tribunali, fino alle carceri, sulle strade tante volte complici e colpevoli di queste tragedie, e nei locali pubblici frequentati di notte e di giorno, restituendo lo spaccato di vita di quartiere e la quotidianità interrotta dei protagonisti.
Un’opera straordinaria che coinvolge complessivamente 180 persone tra Italia ed estero — tra cast e maestranze — con oltre 120 persone operative direttamente dalla Sicilia. Il cast è composto sia da affermati professionisti del settore sia da persone coinvolte personalmente in prima persona nel dramma stradale, familiari che mettono la propria pelle e la propria ferita a disposizione della macchina da presa. Non è soltanto semplice narrazione cinematografica: è un grido di protesta, una presa di parola collettiva contro l'indifferenza.
La produzione vede la collaborazione di Sicilia Risvegli e Vittime della Strada, il supporto attivo de La Pantera Nera Eventi di Mario Privitera e il marchio di SROFilm. Diversi enti e realtà istituzionali hanno già manifestato profondo interesse; eventuali patrocini e accordi ufficiali verranno resi noti non appena formalizzati.
Tra i pilastri narrativi ed emotivi dell'opera risalta la figura di Jonathan Crisafulli, riconfermato come uno dei protagonisti più importanti e significativi di tutta l'opera.
Volto amato ed estremamente conosciuto dal pubblico per la sua toccante interpretazione nella precedente pellicola pluripremiata “La voce negli occhi” — in cui vestiva i panni di Pietro, ragazzo degli anni '80 —, Jonathan torna sullo schermo con una straordinaria maturità artistica ed espressiva.
In “Strade Assassine”, il suo ruolo sarà estremamente determinante: Jonathan darà volto e corpo a una figura chiave dell'intera vicenda, trasformandosi nel simbolo di una generazione che non vuole piegarsi all'indifferenza. La sua presenza scenica, intensa e viscerale, guiderà lo spettatore dentro il labirinto di un dolore autentico e della ricerca incessante di giustizia.
Accanto a Jonathan Crisafulli, il cast riunisce personalità di assoluto rilievo civile, professionale e artistico:
Pietro Crisafulli: Volto noto e simbolo di battaglie civili in Italia e all'estero, Crisafulli non si limiterà a guidare l'opera dalla regia, ma scenderà in campo con un'interpretazione da brividi. Mettendo a n**o la propria carne e la propria anima lacerata, interpreterà un ruolo cruciale e di devastante impatto emotivo.
Dr. Enrico La Delfa: Noto medico psichiatra, psicoterapeuta e criminologo, Direttore Sanitario degli istituti penitenziari di Piazza Lanza e Bicocca a Catania. Torna sul set in un ruolo toccante, capace di scavare a fondo nel trauma psicologico vissuto dai familiari delle vittime.
Avvocati del territorio: Il progetto vedrà la partecipazione diretta di noti legali impegnati in prima linea nella tutela dei diritti dei cittadini, che porteranno in scena la fiera difesa delle famiglie e il rigore delle battaglie condotte nelle aule di giustizia.
Salvatore Guerino: Presidente dell’Associazione Siciliana Contribuenti Anti Usura Art. 580 c.p., figura simbolo della lotta all'illegalità, vestirà i panni solenni del Magistrato.
Ina Leonardi: Noto soprano lirico, vestirà i panni di uno dei personaggi primari dell'opera con forte carica drammatica ed espressiva.
Agatino Crisafulli: Già protagonista nel ruolo della “Iena” nella precedente opera e voce del brano “N’ergastolo e Dulore”, affiancherà il fratello Jonathan e il padre Pietro con un contributo artistico e musicale di straordinario impatto emotivo.
Dietro la macchina da presa batte il cuore sanguinante di una tragedia familiare che ha segnato per sempre il regista.
C’è la storia di Salvatore Crisafulli, conosciuto alle cronache come il “Terri Schiavo italiano”, la cui drammatica vicenda ha sconvolto l'opinione pubblica ed è stata il fulcro dell'acclamato film “La voce negli occhi”.
E c’è il dramma di Mimmo Crisafulli, figlio di Pietro, spezzato tragicamente nel 2017 ad appena 25 anni in un tremendo incidente stradale.
Ma Mimmo non era soltanto un ragazzo di 25 anni. Mimmo era un padre. Lascia due bambini piccoli, due figli derubati troppo presto dell'abbraccio del loro papà, condannati a crescere con un vuoto vorace che nessuno potrà mai colmare.
Da quel giorno di sangue nasce una domanda che tormenta le notti di chi rimane: Quanto vale una vita? E soprattutto: Quanto deve ancora soffrire una famiglia dopo aver perso per sempre la persona che amava più di ogni altra cosa?
Il progetto entrerà nella sua fase cruciale nel mese di ottobre 2026, quando a Catania si svolgerà l’ultimo e definitivo casting presso la sede dell'associazione Sicilia Risvegli e Vittime della Strada.
A novembre 2026 si batterà il primo ciak partendo dalla città pilota, fulcro e simbolo dei primi protagonisti, per poi proseguire le riprese nelle varie città italiane ed estere previste dal piano di produzione. La conclusione delle lavorazioni è fissata per aprile 2027.
La colonna sonora sarà la spina dorsale del racconto.
Il brano “N’ergastolo e Dulore”, cantato da Agatino Crisafulli, si erge a simbolo dell'opera: la voce del dolore puro di chi ha perso un affetto e non riesce più a tornare alla luce. A questo pezzo si affiancherà “Giustizia per Mimmo”, brano viscerale nato come un urlo lacerante contro il muro del silenzio.
“Strade Assassine” è concepito come un'opera a puntate che punta a varcare con violenza espressiva i confini nazionali per lasciare sconvolta l'Europa intera.
L’obiettivo dichiarato è arrivare fino al cuore delle istituzioni europee, con una presentazione solenne prevista a Bruxelles. L'intento è costringere i tavoli internazionali a confrontarsi sul tema della sicurezza stradale, della prevenzione e del supporto psicologico e legale alle famiglie dei superstiti.
Il regista Pietro Crisafulli scolpisce così il senso profondo e viscerale della sua battaglia:
«Io non ho dimenticato mio figlio. E non permetterò a niente e a nessuno che Mimmo diventi soltanto un numero, una data su una croce o una statistica da archiviare.
Mio figlio aveva 25 anni ed era padre di due bambini. Aveva tutta la vita davanti, sogni, affetti e soprattutto due bambini piccoli che avevano disperatamente bisogno del loro papà. Poi una strada ha distrutto tutto.
Con questo film mostreremo anche le marcate discrepanze legislative tra i vari Paesi: ciò che in Paesi come la Svizzera o il Belgio garantisce un determinato percorso normativo e preventivo, altrove necessita di un profondo confronto istituzionale. Vogliamo che l'Europa armonizzi le sue normative per tutelare ogni singola vita.
Accanto a me, in questa trincea, ci sono i miei figli Jonathan e Agatino. Per me averli al mio fianco sul set non è solo una scelta artistica, è una necessità del cuore, una colonna d'acciaio che mi tiene in piedi. Vedere Jonathan trasmettere una sensibilità così profonda e toccante davanti alla macchina da presa — coprendo uno dei ruoli principali e più importanti di tutta l'opera —, e ascoltare Agatino prestare la sua voce e la sua anima a brani viscerali come “N’ergastolo e Dulore” e “Giustizia per Mimmo”, mi strazia e mi riempie d'orgoglio al tempo stesso. Insieme a me portano sulle spalle il peso e l'eredità di questo dramma, trasformando il nostro strazio familiare in una forza pura, immensa, capace di commuovere e risvegliare le coscienze.
Mettermi in gioco in prima persona anche recitando è per me una scelta sofferta ma doverosa: non sarà una semplice finzione scenica, ma l'incarnazione di una ferita aperta che porto addosso ogni giorno. Insieme a un cast d'eccezione — composto da rinomati professionisti e da persone colpite in prima persona da drammi stradali —, con la presenza di figure straordinarie come lo psichiatra e criminologo Dr. Enrico La Delfa, la preziosa collaborazione di affermati avvocati del settore, la forza di Salvatore Guerino nei panni del Magistrato e l'impatto artistico del soprano Ina Leonardi, daremo a questo progetto una verità e una potenza espressiva devastanti.
“Strade Assassine” nasce per questo. Perché dietro ogni vittima c’è una famiglia condannata a vivere con una sedia per sempre vuota, una fotografia sul comodino, un telefono che non squillerà mai più e un "perché" che ti massacra il cervello.
Il mondo fuori va avanti. La gente torna a divertirsi, i telegiornali cambiano notizia, i giornali voltano pagina. Ma per un genitore che perde un figlio non esiste nessuna pagina successiva. Esiste soltanto l'inferno. E quel dolore è un ergastolo vero.
A novembre batteremo il primo ciak partendo dalla nostra città pilota, per poi toccare le varie tappe in Italia e all'estero, compresi i casi in Svizzera e Belgio. Ma quello sarà soltanto l'inizio. Vogliamo arrivare a Bruxelles, portare la nostra voce davanti ai palazzi del potere e chiedere che la vita umana venga rispettata.
E chissà che anche la mia presunta e già chiacchierata partecipazione al prossimo "Grande Fratello" non possa diventare un'occasione esplosiva per scaricare questa battaglia davanti a milioni di telespettatori. Se quella porta si aprirà, io non entrerò per me. Entrerò scortato dalle storie di tutte quelle famiglie a cui hanno tolto la voce.
Userò ogni singolo secondo di televisione per parlare di loro. Non cerco una vetrina personale. Pretendo una vetrina per questa causa.
Voglio che la gente sappia. Voglio che le istituzioni vengano messe alle strette. Voglio che le famiglie delle vittime sentano che non sono sole nel buio.
E soprattutto: voglio che i nostri figli non siano morti invano.
Mimmo non tornerà. Salvatore ha vissuto una tragedia che ha sconvolto per sempre la nostra carne. Il passato è scritto col sangue e non si cambia. Ma possiamo, dobbiamo cambiare il futuro.
Se anche una sola persona, dopo aver visto questo progetto, toglierà il piede dall'acceleratore, staccherà gli occhi dal telefono mentre guida o non salirà in auto dopo aver bevuto, allora avremo salvato una vita. E ne sarà valsa la pena.
Ma non ci fermeremo. Pretendiamo sicurezza, prevenzione feroce, consapevolezza e rispetto sacro per chi non c'è più.
Questo è “Strade Assassine”. Non è solo un progetto audiovisivo. È la voce di chi è stato zittito per sempre. È l'urlo di chi è rimasto a scontare la pena. È il nostro modo di gridare al mondo che non dimenticheremo. Mai.»
Da Catania a Bruxelles, “Strade Assassine” lancia un monito che non lascia scampo:
Non aspettiamo che sia la nostra famiglia a pagare il prezzo con il sangue. Fermiamo gli ergastoli del dolore.
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