Tap Roul Rome
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un santo laico (ho toccato il mito)
proverò a ricordare anch'io, sento le telefonate a radiolina in onore di gigi riva ed un ascoltatore lo definisce "un santo laico", prendo in prestito questo titolo per dire qualcosa anch'io su rombo di tuono, ho avuto la fortuna nella mia vita di aver incrociato, conosciuto e vissuto con personaggi importanti, mitici, uno di questi è per l'appunto giggirriva, a cagliari ho vissuto gli anni migliori della mia vita, dal 1967 al 1973, gli anni della rivoluzione, gli anni dell'impegno, della cultura, delle assemble ed anche gli anni del calcio, bene ho avuto la fortuna di festeggiare anch'io lo scudetto del cagliari nel 1970, abbiamo sfilatoi in 11 su una 500L per le vie di cagliari, letteralmente impazziti dalla gioia, e ricordo ancora la partita del cagliari col bari, sentita da fuori, purtroppo non avevo i soldi per pagarmi il biglietto, ed allora sentivo in diretta il boato dei tifosi, giunti da ogni parte della sardegna, arrampicati e stipati nelle tribune innocenti, uomini in gambale dalla barbagia ed il rumore assordante di chi pestava i piedi nel tavolato della tribuna, ma altre due cose voglio ricordare, gigi era talmente mito già da allora che facevamo il possibile per toccarlo, sì toccarlo, io e il mio amico di bortigiadas gian piero finà lo abbiamo aspettato all'uscita degli spogliatoi, usciva sempre per ultimo, e noi pazienti lo aspettavamo solo per toccarlo e da vicino potevamo ammirare tutta la sua potenza e fisica ed atletica, mi colpì l'ampiezza del torace ed il fisico possente come un bronzo di riace, toccandolo era come ricevere una benedizione (manco fosse padre pio) ed infine ancora, nonostante la turbolenza continua dell'università, ogni giorno in assemblea e manifestazioni, non mi perdevo quasi mai gli allenamenti di riva allo stadio, lui da solo che calciava continuamente in porta col sinistro, lui ed il portiere ed il sottoscritto ad ammirarlo (gratuitamente) dagli spalti del s.elia, anni meravigliosi ed ultima nota ancora, non ne sono certo, ma credo che all'amsicora, l'anno dello scudetto, non ci fosse ancora il campo con l'erbetta, sì quell'anno è stato l'anno del miracolo e per fortuna ho avuto il privilegio di respirare quell'aria magica, se rivoluzione c'è stata direi che è stata proprio quella del pallone e meno male che c'ero, che ci sono stato
23/01/2024
un santo laico
(ho toccato il mito)
proverò a ricordare anch'io, sento le telefonate a radiolina in onore di gigi riva ed un ascoltatore lo definisce "un santo laico", prendo in prestito questo titolo per dire qualcosa anch'io su rombo di tuono, ho avuto la fortuna nella mia vita di aver incrociato, conosciuto e vissuto con personaggi importanti, mitici, uno di questi è per l'appunto giggirriva, a cagliari ho vissuto gli anni migliori della mia vita, dal 1967 al 1973, gli anni della rivoluzione, gli anni dell'impegno, della cultura, delle assemble ed anche gli anni del calcio, bene ho avuto la fortuna di festeggiare anch'io lo scudetto del cagliari nel 1970, abbiamo sfilatoi in 11 su una 500L per le vie di cagliari, letteralmente impazziti dalla gioia, e ricordo ancora la partita del cagliari col bari, sentita da fuori, purtroppo non avevo i soldi per pagarmi il biglietto, ed allora sentivo in diretta il boato dei tifosi, giunti da ogni parte della sardegna, arrampicati e stipati nelle tribune innocenti, uomini in gambale dalla barbagia ed il rumore assordante di chi pestava i piedi nel tavolato della tribuna, ma altre due cose voglio ricordare, gigi era talmente mito già da allora che facevamo il possibile per toccarlo, sì toccarlo, io e il mio amico di bortigiadas gian piero finà lo abbiamo aspettato all'uscita degli spogliatoi, usciva sempre per ultimo, e noi pazienti lo aspettavamo solo per toccarlo e da vicino potevamo ammirare tutta la sua potenza e fisica ed atletica, mi colpì l'ampiezza del torace ed il fisico possente come un bronzo di riace, toccandolo era come ricevere una benedizione ed infine ancora, nonostante la turbolenza continua dell'università, ogni giorno in assemblea e manifestazioni, non mi perdevo quasi mai gli allenamenti di riva allo stadio, lui da solo che calciava continuamente in porta col sinistro, lui ed il portiere ed il sottoscritto ad ammirarlo (gratuitamente) dagli spalti del s.elia, anni meravigliosi ed ultima nota ancora, non ne sono certo, ma credo che all'amsicora, l'anno dello scudetto, non ci fosse ancora il campo con l'erbetta, sì quell'anno è stato l'anno del miracolo e per fortuna ho avuto il privilegio di respirare quell'aria magica, se rivoluzione c'è stata direi che è stata proprio quella del pallone e meno male che c'ero, che ci sono stato
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