Vivere da Risorti
Riflessioni sul Vangelo
“Che io non cerchi tanto d’essere amato, quanto di amare”
San Francesco
03/06/2026
Tra le dita che scorrono un display e la rassegnazione della routine, si consuma il dramma dei nostri legami. Il mio nuovo romanzo compie una radiografia spietata delle relazioni contemporanee, dove la domanda non è cosa nascondiamo, ma se abbiamo ancora il coraggio di guardarci dentro. Un testo che i primi lettori descrivono come “un pugno nello stomaco potente ed elegante”.
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La geometria del perdono: Sette storie d'amore tra tradimento e perdono La geometria del perdono: Sette storie d'amore tra tradimento e perdono
31/05/2026
La verità?
Tu hai già smesso di credere in qualcuno.
Forse in una persona.
Forse in una relazione.
Forse perfino in te stesso.
Dio no.
Ed è proprio questo il problema.
La Domenica della Trinità racconta la storia di un Dio che non si arrende nemmeno quando tu lo fai.
OMELIA SANTISSIMA TRINITA' (ANNO A) Vale ancora la pena?È una domanda che non facciamo quasi mai ad alta voce.Vale ancora la pena fidarsi dopo una delusione?Vale ancora la pena amare quando una r
24/05/2026
Ci siamo abituati a sopravvivere bene.
A sorridere mentre dentro manca aria.
A sembrare forti mentre ci stiamo sgretolando.
A chiudere tutto dietro porte che nessuno deve aprire.
E poi pretendiamo un Dio che resti fuori.
Ma il Vangelo di oggi è violento nella sua tenerezza:
Cristo entra lo stesso.
Entra nella stanza che hai sprangato.
Entra nel punto in cui ti vergogni.
Entra dove continui a sentirti sbagliato, fallito, irrisolto.
E non ti domanda:
“Perché sei caduto?”
Ti dice:
“Pace a te.”
Il problema non è che Dio non entra.
Il problema è che continui a vivere come se dovessi ancora nasconderti.
Se questa frase ti ha aperto qualcosa dentro, ascolta questa riflessione.
OMELIA DOMENICA DI PENTECOSTE - MESSA DEL GIORNO (ANNO A) La Pasqua non comincia con una Chiesa trionfante. Comincia con uomini chiusi, impauriti, in frantumi. Il Vangelo non ci porta in un tempio, ma dentro una stanza
10/05/2026
Ci siamo abituati a una cosa pericolosa: far vedere che stiamo bene anche quando stiamo crollando.
Rispondiamo “tutto bene” mentre dentro ci sentiamo stanchi, insufficienti, sbagliati.
E alla fine succede questo: non sappiamo più stare davanti a qualcuno senza difenderci.
Il Vangelo di oggi non parla ai forti. Parla a chi è stanco di reggere tutto da solo.
“Non vi lascerò orfani.”
Forse il problema non è che Dio è lontano. Forse il problema è che continuiamo a nasconderci perfino da Lui.
Se senti che questa frase ti tocca troppo da vicino, ascolta e riflettiamo insieme.
OMELIA DELLA VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) Ci sono giorni in cui la fede non consola. E perfino parlare di speranza sembra troppo pesante per la voce.Il Vangelo di Vangelo di Giovanni entra esattamente l
03/05/2026
Non è vero che Dio non si fa vedere.
Sei tu che continui a cercarlo dove non è.
Lo vuoi chiaro, evidente, senza dubbi.
Lo vuoi straordinario.
E intanto ti passa accanto…
nelle cose più normali.
Il Vangelo è spietato:
“Da tanto tempo sono con te… e non mi hai riconosciuto.”
Il problema non è l’assenza di Dio.
È il tuo sguardo.
Se questa frase ti dà fastidio,
questa omelia è per te.
OMELIA DELLA V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) “Non sia turbato il vostro cuore.”Questa parola, nel Vangelo di Giovanni, non nasce in un momento sereno. Nasce nella notte dell’Ultima Cena: tradimento
18/04/2026
Stai andando via… e pensi di stare andando avanti.
Dici: “noi speravamo”. Al passato. Come se fosse finita.
E intanto parli di Dio… ma hai già deciso che non c’entra più.
Il Vangelo è scomodo: puoi camminare con Cristo accanto e non accorgertene.
Non perché Lui manca, ma perché stai scappando.
Se questa cosa ti disturba, allora ascolta...
OMELIA III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) “ Noi speravamo… ”È la frase più pericolosa della fede. Perché non è una crisi. È una resa.Il racconto di Vangelo di Luca non parla di due discepoli
18/04/2026
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El señor es mi pastor Kilómetro Internacional · Venezuela en Transición · Song · 2026
In qualità di diacono permanente della diocesi di Bologna, ritengo doveroso esprimere la mia piena comunione con il Santo Padre, a fronte di attacchi che, oltre il legittimo confronto, assumono i tratti della delegittimazione.
Il ministero petrino, nella fede cattolica, non è una funzione rappresentativa, ma il principio visibile di unità della Chiesa, radicato nella parola del Signore: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Mt 16,18) e custodito nella preghiera di Cristo: «Io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno; e tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22,32).
Alla luce di questo fondamento, colpire l’autorità del Papa non è semplice dissenso, ma un atto che incide sulla struttura stessa della comunione ecclesiale. La tradizione della Chiesa non teme la critica, ma distingue con chiarezza tra confronto e delegittimazione: il primo appartiene alla vita della fede, la seconda ne indebolisce il vincolo visibile.
Quando, e solo quando, la parola della Chiesa rimane normata dal Vangelo, diviene inevitabilmente non negoziabile. In questa fedeltà si manifesta una tensione che la Scrittura attesta con chiarezza: «La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno accolta» (Gv 1,5); «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini» (At 5,29).
Per questo rinnovo pubblicamente la mia comunione con il Papa, consapevole che, nella fede cattolica, non vi è autentica fedeltà a Cristo senza comunione con colui che è chiamato a confermare i fratelli nella fede.
12/04/2026
Non sei chiuso perché hai paura.
Sei chiuso perché vuoi restare come sei.
Chiudi le porte.
Controlli tutto.
Ti racconti che è prudenza.
Ma è difesa.
Il Vangelo di oggi è scomodo: Cristo non aspetta che tu apra.
Entra lo stesso.
E non viene a sistemare le cose.
Viene a toccare proprio quello che stai nascondendo.
Il problema non è se Lui entra.
Il problema è se tu smetti di resistere.
Se questa cosa ti inquieta, allora ascolta.
OMELIA II DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) “Le porte erano chiuse.”Il Vangelo della Vangelo di Giovanni non descrive solo una stanza. Descrive una condizione. Paura. Fallimento. Colpa. Discepoli insi
06/04/2026
La Risurrezione non inizia con una risposta.
Inizia con un vuoto.
Un sepolcro aperto.
Un’assenza.
Un segno che non si lascia spiegare.
E lì si gioca tutto.
Perché puoi guardare… e non vedere.
Puoi vedere… e non credere.
Oppure puoi entrare, senza capire tutto, e lasciare che qualcosa si apra.
Il problema non è il buio.
È voler credere solo quando è già luce.
Se hai il coraggio di stare davanti a ciò che non si spiega, ascolta...
OMELIA DELLA DOMENICA DI PASQUA - RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO A) “Quando era ancora buio.”Il Vangelo di Pasqua, nel Vangelo di Giovanni, non inizia con la luce. Inizia con una condizione: il buio di chi ama, cerca… ma n
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