Angelo Moretti

Angelo Moretti

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Pagina ufficiale di Angelo Moretti
Spokesman del MEAN-Movimento Europeo di Azione Nonviolenta Dal 2001 progettista sociale.

Angelo Moretti, laurea in Giurisprudenza alla Federico II ed in Scienze e Tecniche Psicologiche alla Lumsa, master in Progettazione Sociale alla Lumsa. Presidente Nazionale dei Gruppi Giovanili di Volontariato vincenziano dal 2002 al 2006; presidente e cofondatore del Centro Servizi al Volontariato della Provincia di Benevento dal 2004 al 2007; coordinatore Caritas Diocesana di Benevento dal 2011

27/05/2026

𝑖 𝑚𝑖𝑒𝑖 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑖 - su Avvenire 𝐈𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚

Mentre siamo ad Odessa per effettuare sopralluoghi per la prossima manifestazione del Movimento Europeo di Azione Nonviolenta, arrivano in Italia notizie preoccupanti su bombardamenti in città.
I familiari ci scrivono per assicurarsi che siamo al riparo e soprattutto vivi, mentre noi che siamo dall’altro lato del telefono ci troviamo sul lungo mare in una giornata di sole splendente, in mezzo a centinaia di famiglie a passeggio, bambini in bici, adolescenti sui pattini, di sottofondo ci sono i cori che arrivano dallo stadio: il Ch. Odessa sta sfidando in casa il Liviy Bereg in una partita di campionato.
Il suono della sirena degli attacchi aerei, invece, è assorbito come un “rumore bianco”, come il motore di un frigorifero in casa o il frastuono del traffico.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐬𝐩𝐢𝐞𝐠𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐞̀ 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀?
Difficile da sintetizzare, ma certamente è una distanza tra l’umano (la pace apparente di Odessa), e l’inumano (il desiderio di piegarla e conquistarla tenendola sotto minaccia costante). I due aspetti della vicenda vanno in scena insieme, fuori dai tg non c’è un prima ed un dopo tra guerra e pace. C’è piuttosto un “già” e un “non ancora”.
Nelle famiglie, che guardano i bimbi giocare al parco mentre l’allarme suona, c’è il “già” della vita che è sempre dono, del presente che non si è arreso alla volontà di potenza del disumano. In quegli adolescenti impegnati a comporre disegni sui muri abbandonati della città, c’è la “gioia che non può essere sottratta”, come recitava il Vangelo di qualche giorno fa. Allo stesso tempo, nel desiderio di futuro c’è quel “non ancora” di una pace che li lasci liberi dalle morti e dalle distruzioni improvvise procurate dai droni impazziti, lanciati in maniera ormai random e stanca da un nemico che non si rassegna di aver perso la guerra lampo.
Il “non ancora” è la pace completa non ferma assolutamente il “già” dei giovani universitari che con orgoglio ci parlano dell’Ucraina del futuro.
A ricongiungere la fessura tra pace e guerra ci pensa la memoria collettiva del presente: i due lati della passeggiata che porta alle spiagge sono costellati dalle foto dei “difensori” caduti. Difensori non soldati, specificano sempre gli ucraini.

C’è una bella differenza ed è padre Valentin, padre Pallottino di Odessa, che ce lo spiega in una riflessione serale.
𝐆𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐫𝐢𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐚𝐝 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨, 𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨. 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧 𝐡𝐚 𝐮𝐧 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚: “𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐚𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞”, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐝𝐢𝐨.
“La chiesa ci riconosce il diritto di difenderci” ricorda, “ma le persone sono preoccupate di avvertire sentimenti di vendetta. I veterani mi hanno confidato di avere emozioni nuove disturbanti: il piacere di uccidere il nemico. Questo non possiamo farlo accadere”. Devono difendersi, ma non devono diventare come il nemico, e sono gli stessi parrocchiani a portare questi sentimenti in confessionale.
“Io sento di essere utile con la parola”, conclude Valentin, è l’arma più potente per il disarmo dei cuori, “ma dobbiamo essere vicini”.

E ripenso alle telefonate allarmate dall’Italia. Sembra assurdo far preoccupare qualcuno che si ama andando in un posto di guerra a portare solo parole; 𝐦𝐚 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐥 “𝐠𝐢𝐚̀” 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐢𝐭𝐚̀, 𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚: 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 “𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚”, 𝐦𝐚 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐨𝐠𝐠𝐢.
“Se vincessimo la guerra ma diventassimo come il nemico, avremo perso comunque”, sentenzia padre Valentin. E ripenso ad Iryna, la responsabile del locale forum giovanile di Odessa. Le ho chiesto come vivesse una studentessa di liceo che ha quasi ultimato il suo ciclo scolastico durante una guerra e che cosa vorrebbe dire a chi, in Europa, la guerra non la vive. E lei ha risposto prontamente “anche io non credevo alla guerra quando era solo all’est dell’Ucraina; se ne parlava, ma per me era come se non esistesse davvero. Quando è arrivata in città, abbiamo subito capito che era una continuazione di quella guerra lì, e oggi tutti noi ragazzi siamo impegnati a vivere meglio e più uniti, perché sappiamo che da un momento all’altro potrebbe accadere qualcosa”.

Nel “già” di Iryna dobbiamo esserci, tutti, se vogliamo davvero provare a fare qualcosa di disarmante mentre gli ucraini con l’aiuto della comunità europea dovranno continuare a difendersi.
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MEAN Movimento Europeo Azione Nonviolenta

Odessa, perdersi nella città della movida ucraina nel mirino dei missili russi - Vita.it 19/05/2026

Camminavo e mi sentivo addosso il giudizio di chi mi incontrava e pensava che fossi un disertore, uno che ha paura di andare al fronte, un perditempo. In questa città, nella fascia di età fra 25 e 50 anni gli uomini sono pochissimi.

Su VITA Società Editoriale, i miei racconti da Odessa ⤵️

Odessa, perdersi nella città della movida ucraina nel mirino dei missili russi - Vita.it Il racconto del portavoce del Mean-Movimento europeo azione non violenta: «Camminavo e mi sentivo addosso il giudizio di un disertore, di uno che ha paura di andare al fronte, un perditempo… in questa città nella fascia di età fra 25 e 50 anni gli uomini sono pochissimi»

Photos from Angelo Moretti's post 14/05/2026

🇺🇦 Inizia la missione organizzativa della prossima mobilitazione MEAN Movimento Europeo Azione Nonviolenta.
La pace non aspetta, la pace richiede la presenza di tutti.

partecipa ⤵️
https://projectmean.it/adesso-odessa/
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Photos from Angelo Moretti's post 04/05/2026

Nell'ambito de "I dialoghi di Anacapri", il 2 maggio scorso, nella splendida cornice di "Villa Rosa" ho avuto il privilegio di moderare la prima presentazione nazionale dell’ultimo libro di Marianella Sclavi “L’Elogio dei tre saperi” edito da Bordeaux.

Presenti l’ex Primo Ministro francese e sindaco di Nantes, Jean Marc Ayrault, e sua moglie Brigitte, l’assessore al Welfare della Regione Campania, Andrea Morniroli e l’assessora alla cultura e alle politiche sociali del Comune di Anacapri, Manuela Schiano.

È stato un intenso pomeriggio di approfondimento sui sistemi partecipativi della “democrazia alla Nantese”, una scoperta continua di metodologie e pratiche concrete di ascolto attivo e coinvolgimento autentico dei cittadini nell’amministrazione della res pubblica che hanno fatto di Nantes la capitale della cultura della partecipazione democratica, prima città europea in cui un Consiglio comunale all’unanimità ha approvato la "Carta del Dialogo con la Cittadinanza".

Il libro racconta di come i tre saperi insieme, quello politico, quello tecnico e quello della vita quotidiana, possono avere la forza di “mandare al diavolo” tutti i tentativi in atto di ritorno al despotismo…non perdetelo!

Grazie a Radio Radicale per la presenza e la diffusione.
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Photos from Angelo Moretti's post 15/04/2026

«Siate esigenti, coraggiosi, scegliete il vostro futuro»: su questa esortazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l'associazione Area Giovani di Castellanza ha deciso di organizzare "Costruire la pace: dialogo, coraggio e comunità. La proposta concreta dei corpi civili di pace" un momento di confronto che si è svolto ieri nella Sala Conferenze della Biblioteca Civica di Castellanza e alla quale ho partecipato come portavoce del MEAN Movimento Europeo Azione Nonviolenta insieme a Guido Formigoni, docente di Storia Contemporanea all’Università IULM, con la moderazione del giornalista Paolo Lambruschi.

Abbiamo parlato della proposta concreta di istituzione dei Corpi civili di pace che il MEAN sta portando avanti fin dai primi giorni dell'attacco russo all'Ucraina.
Ho raccontato alla sala le missioni che il MEAN ha finora fatto in Ucraina, in particolare grazie all'energia di Riccardo Bonacina, di Marco Bentivogli, di Marianella Sclavi e di altre personalità della società civile che hanno deciso di recarsi direttamente in Ucraina per dialogare con la società civile e parlare di non violenza.

Nella società civile ucraina è molto presente la voglia di un cammino ispirato alla non violenza per poter importare il futuro ed è, infatti, anche con la società civile ucraina che stiamo dialogando per la proposta - che riprende l'idea di Alex Langer di più di 30 anni fa - di creare in Europa, accanto a una forza comune militare, anche una forza di pace che metta insieme i funzionari dell'Unione Europea con Ong e società civile, ossia con quei corpi intermedi che saranno in grado di presidiare i momenti in cui - speriamo presto - arriverà la tregua e si dovrà favorire il dialogo e la riconciliazione, sul modello di quello che è stato fatto da Nelson Mandela e Nelson Tutu. Occorrerà cercare la ripresa del dialogo e le motivazioni di una vita comune ristabilendo il sentimento di riconciliazione.

Proprio per questo è importante che ciascuno di noi "ci metta corpo" e cominci subito venendo con noi ad Odésa-Одеса dal 25 al 28 agosto 2026.
Grideremo insieme agli ucraini e dall’Ucraina il nostro NO all’aggressione militare, il nostro NO a tutte le guerre e che siamo accanto a tutte le vittime.
Se lo 0,20% degli europei partecipasse alla mobilitazione nonviolenta, saremmo un milione di persone: un milione di persone a sostegno della pace farebbero la differenza sul campo.
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