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Biodiversità delle specie orticole della Puglia (BiodiverSO) Il progetto e questa pagina sono stati coordinati dal prof.

In questa pagina presentiamo dal 2013 alcune pillole di agrobiodiversitå e i risultati di più semplice divulgazione del progetto integrato "Biodiversità delle specie orticole della Puglia" finanziato dall'Unione Europea ai sensi della Misura 10.2.1 PSR Puglia 2014-2020, “Progetti per la conservazione e valorizzazione delle risorse genetiche in agricoltura”. Pietro Santamaria del Dipartimento di Sc

Photos from Biodiverso's post 19/06/2026

Ecco Papecchia.
È un peperoncino piccante tondo presente in una zona particolarmente vocata per la coltivazione di ortaggi, in agro di Gravina in Puglia, nonché in vari comuni del Salento.
La pianta è alta circa 50 cm ed è mediamente produttiva. I frutti sono piccoli, di forma tondeggiante, isolati o riuniti in piccoli gruppi di 2-3, con un portamento eretto rivolto verso l’alto. Il frutto presenta un grado di piccantezza non elevato, ma le diverse accessioni locali possono mostrare un po’ di variabilità per questo carattere.
Il frutto è utilizzato localmente per preparare le conserve invernali (ad esempio, peperoni ripieni con acciughe, capperi, ecc.).
Il rischio di estinzione per questa varietà è considerato medio-alto. Pertanto, per il progetto BiodiverSO il DISAAT ha sostenuto specifiche attività di conservazione in situ.

18/06/2026

Il Parlamento europeo ha adottato in via definitiva le norme sulle NGT (Nuove Tecniche Genomiche), indicate come TEA in Italia (Tecniche di Evoluzione Assistita).
L’Aula ha respinto tutti gli emendamenti presentati al testo dell’accordo con il Consiglio.

Qui la notizia data sul sito web del Parlamento Europeo:
https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20260611IPR45215/nuove-tecniche-genomiche-le-nuove-regole-per-l-accesso-al-mercato-ue

Photos from Biodiverso's post 17/06/2026

Nei giorni scorsi, a Patù, chi ha ammirato l’infiorata avrà notato una serie di foto lungo i muri delle case che si affacciano sulla stessa strada dell’infiorata. Si tratta di ciò che resta di una mostra permanente che puntava a dare lustro agli anziani di Patù, i saggi contadini che dagli anni Quaranta in poi hanno trasmesso i valori della (loro) terra.
L'idea è partita (anche in questo caso) da Don Gianluigi, più di dieci anni fa. La mostra contemplava più di 50 foto, ora ridotte a poche.
Tutta la strada era diventata un borgo dove la comunità condivideva eventi, problematiche sociali, goliardie varie... Una mostra permanente: un bel modo per restituire un po’ di quello che si è ricevuto. Da ripetere, da diffondere in altri comuni.

16/06/2026

State mangiando la cialda (o cialledda, cialdedde, cialdèd, cialdedda, acqua e sale)? È una ricetta tradizionale pugliese realizzata soprattutto in estate. Può essere in forma semplice (pane casereccio bagnato e condito con olio e sale) o più complessa; comunque, va preparata senza accendere i fuochi della cucina (solo eventualmente per bollire qualche patata). Viene gustata fredda con pane, acqua, pomodori, olio, sale e origano. Possono essere aggiunti anche altri ortaggi, crudi (cipolla e volendo anche aglio) o cotti (ad esempio i fagiolini, come nella foto).
Di seguito si riporta la descrizione presente nel libro “Le ricette regionali italiane” (Anna Gosetti della Salda, 1967).
Ingredienti: fette di pane raffermo, pomidori maturi ben sodi, olio d'oliva, origano, pepe di fresca macinatura, sale.
Disporre delle fette di pane su un piatto di portata, spruzzarle con un po' d'acqua, poi irrorarle bene con un buon olio d'oliva e coprirle con dei pomodorini affettati. Salare, pepare e spolverizzare di origano. Questa semplice e popolare preparazione viene servita in estate, a colazione o a merenda.

15/06/2026

In silenzio, con la complicità di governi, ministri, associazioni di categoria e GDO, siamo a un passo dalla deregolamentazione dei nuovi Organismi Geneticamente Modificati (noti come - Nuove Tecniche Genomiche - o, solo nell’Italia dei furbetti, : Tecnologie di Evoluzione Assistita): domani, 16 giugno, il Parlamento europeo voterà per appovare le nuove norme da applicare ai "nuovi" OGM: per questi prodotti, in etichetta, non ci sarà un'indicazione specifica di cosa sono e di come sono stati ottenuti, non ci sarà più tracciabilità e nemmeno valutazione precauzionale del rischio.
I consumatori non potranno più sapere né scegliere, i contadini saranno sottoposti al rischio di contaminazione in campo e legati ancora di più ai brevetti sui semi e sulle modifiche stesse. Con ulteriore perdita di biodiversità.
A Strasburgo il 16 giugno è prevista una grande mobilitazione davanti alla sede dell'Europarlamento per dire un netto no.
Non è una posizione contraria alla ricerca scientifica, è un appello affinchè gli agricoltori possano decidere cosa coltivare e chiunque possa sapere cosa acquista e mangia.

Photos from Biodiverso's post 14/06/2026

Nei giorni scorsi abbiamo partecipato al III Convegno Nazionale di Orticoltura e Floricoltura che si è tenuto a Portici (Napoli). Abbiamo presentato cinque relazioni frutto dei progetti di ricerca BiodiverSO Karpos, BiodvierSO Veg e Idroponico Italia:

Importanza degli insetti impollinatori per impollinazione e produzione di frutti e semente di meloni immaturi (Cucumis melo L.)
Annalisa Somma, Maria Grazia Mastronardi, Beniamino Leoni, Giovanni Tamburini, Pietro Santamaria

Variazione del profilo nutraceutico in cavolo riccio e cima di rapa in funzione del metodo di cottura
Dalila Bellomo, Francesco Arcieri, Stefano Pavan, Corrado Lazzizera, Giulia Conversa, Massimiliano Renna

Valorizzazione delle varietà locali orticole pugliesi: dai vincoli normativi sementieri alle prospettive della filiera regionale
Adriano Didonna, Annalisa Somma, Silvia Bitritto, Onofrio Davide Palmitessa, Massimiliano Renna, Pietro Santamaria

Il doppio ciclo (precoce vs bisestile) della patata: come la dimensione del tubero seme modula produttività ed efficienza agronomica
Onofrio Davide Palmitessa, Beniamino Leoni, Angelo Signore, Adriano Didonna, Annalisa Somma, Silvia Bitritto, Massimiliano Renna, Pietro Santamaria

Fonti di nichel nei sistemi di coltivazione fuori suolo: implicazioni per la produzione di ortaggi “nickel-free”
Alessio Elia, Onofrio Davide Palmitessa, Pietro Santamaria

13/06/2026

Collecta semina è l’incontro organizzato dall'Azienda agricola Ruralia in collaborazione con l'A.Di.P.A. (Associazione Diffusione Piante per Amatori) della sezione Puglia. Si tratta di un appuntamento pratico e culturale che si tiene nel mese di giugno nella sede di Ruralia a Monteroni di Lecce. Durante l'evento, gli appassionati e gli agricoltori si incontrano per:
Imparare a riconoscere e raccogliere i semi di piante selvatiche eduli.
Conoscere le tecniche di propagazione delle piante per preservare specie locali e antiche (come varietà di cicorie, mugnuli, senape, alcune misticanze selvatiche). Promuovere la biodiversità e mantenere vive le manualità e le conoscenze agrarie del territorio.

Photos from Biodiverso's post 12/06/2026

Un altro Fagiolino dall’occhio con seme nero è il Pinto barese (Vigna unguiculata (L.) Walp. subsp. unguiculata (L.) Walp.).
Questa varietà è diffusa nella provincia di Bari ed è commercializzato e consumato esclusivamente come baccello fresco.
Questa particolare varietà presenta un baccello di colore
viola scuro molto intenso, stretti e lunghi e prodotti in notevole abbondanza, di
piccola pezzatura e caratterizzati dal tipico colore viola molto scuro che a volte sfuma nel verde intenso. I semi sono di forma romboidale con tegumento liscio e di colore nero.

Photos from Biodiverso's post 11/06/2026

C'è anche un Fagiolino dall’occhio con il seme nero: Pinto “mezza rama” (Vigna unguiculata (L.) Walp. subsp. unguiculata (L.) Walp.).
Conosciuto anche con i nomi locali di “Ripolo pugliese” o “Mezza rama”, questo tipo di Fagiolino pinto, un tempo diffuso nel barese, è rimasto confinato in un’area che
comprende l’agro di Santeramo in Colle (BA). Coltivata esclusivamente da pochissimi agricoltori o appassionati orticoltori, le piante di questa varietà presentano la particolarità di essere una “Mezza rama” ossia leggermente assurgente, ma non rampicante. Il fiore aperto è violetto con sfumature bianche, ma quando è chiuso appare di colore giallo. I semi presentano una forma
ovoidale con tegumento liscio e di colore nero.
Viene coltivata in piccoli appezzamenti di terra o in orti familiari e consumata esclusivamente come baccello fresco.

Photos from Biodiverso's post 10/06/2026

Il Fagiolino dall’occhio, conosciuto nel barese con il nome locale di Fagiolino pinto e Occhiopinto, è una tipica coltura pugliese, quasi per niente diffusa in altre regioni. La specie è di origine africana; già nota e consumata dai tempi degli antichi Romani, i quali la denominavano “Phaseolus”.
È una pianta coltivata come ortaggio fresco soltanto in alcune regioni dell’Italia centro-meridionale. La tipologia più comune presenta semi di colore crema con una macchia, “occhio”, intorno all’ilo, ma esistono altre varietà locali con semi di colore diverso, oppure con miscugli di semi di forma e colore differenti.

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