Hair by Ranieri

Hair by Ranieri

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Esperti di capelli dal 1968. Accuratezza e bravura sviluppate in anni di professione saranno a vostra disposizione per un servizio sempre al massimo livello.

Nello storico barbershop "hair by Ranieri", operante sul territorio di Bari dal lontano 69', prende vita "Hairmusic Lab", un progetto di Antonio Ranieri dedicato alle due grandi passioni di una vita, l'hairstyling e la musica. Da oggi il vostro momento di cura personale potrà essere accompagnato dal suono inconfondibile della puntina mentre scorre i solchi dei vinili cult appartenenti alla collezi

18/04/2026

Ecco perché il barbiere è, a tutti gli effetti, una figura mitologica del quale avere grande rispetto:
​...E' Custode della Memoria
​In 40/50 anni di attività, quel negozio diventa un archivio vivente. Il barbiere è l'unico che:
​Ti ha visto "nascere": Quando da bambino piangevi sulla sedia alta perché avevi paura delle forbici.
​Ti ha visto crescere: Quando sei andato a farti sistemare per il primo appuntamento o per il matrimonio.
​Ti vede invecchiare: Accorciando quei capelli che diventano bianchi e poi, piano piano, più radi, con una delicatezza che quasi sembra un rito sacro.
​..La Bottega E' come Agorà
​In un mondo che corre veloce e si isola dietro agli schermi, la bottega resta uno degli ultimi spazi franchi.
​L'ascolto: Il barbiere sente tutto, ma sa cosa deve restare tra le mura della bottega. È un testimone silenzioso di fallimenti aziendali, amori finiti, vittorie calcistiche e lutti cittadini.
​La democrazia della mantellina: Sotto quella stoffa bianca siamo tutti uguali. Il professionista, l'operaio, lo studente e il pensionato si ritrovano allo stesso livello, uniti dal ritmo delle forbici e dall'odore di dopobarba e talco.
​... Un arte antica che merita grande rispetto.
​C’è una dignità antica nel barbiere che "ha fatto la storia". È una figura che merita rispetto perché:
​È la memoria storica: Sa chi abitava in quel palazzo trent'anni fa e cosa c'era prima del centro commerciale.
​È uno psicologo senza laurea: Sa quando hai bisogno di parlare e quando, invece, hai solo bisogno del silenzio e del calore di un panno umido sul viso.
​È un punto di riferimento: In un quartiere che cambia, lui è la costante. Se la serranda è alzata, tutto va bene.
​"Entri che sei un ragazzo, esci che sei un uomo; entri che sei un uomo, esci che sei un ricordo. Ma per lui, sarai sempre quel bambino che aveva bisogno del rialzo sulla sedia."
​È una figura molto empatica che profuma di colonia e umanità, tagliarti i capelli per lui è come dipingere un quadro, un pilastro che tiene in piedi l'anima di un quartiere... abbiatene rispetto.
(Barbercoach A. Ranieri)

10/04/2026

"In un periodo in cui tutto aumenta, ho fatto una scelta diversa.
Ho deciso di non aumentare i miei prezzi.
Non perché sia facile, ma perché credo che il rispetto per i miei clienti venga prima di tutto.
Ogni giorno che scegliete me,
mi da fiducia,..e per me questo ha un valore enorme.
Questo è il mio modo di dirvi grazie, continuare a offrirvi impegno e serietà, senza chiedervi di più.
Perché un rapporto costruito sulla fiducia vale più di qualsiasi rincaro."
( Barbercoach Antonio Ranieri)

05/04/2026

🕊Oggi è Pasqua...e spero che oltre a Gesù, possa risorgere anche il cervello in modalità "PACE" di qualcuno.
Buona Pasqua!🕊

17/03/2026

"Chi sa cosa vuole… torna sempre da chi lo conosce.
Vedete, la qualità non si cambia.. si ritrova.
Per me non sei mai stato un cliente qualsiasi....sei una storia che continua.
Certi tagli passano.....la fiducia e la serietà restano, questa è la forza della mia barberia ."
(Antonio)

26/01/2026

"Le forbici creano la forma, l'esperienza modella l'anima. Diventare Maestri significa imparare a leggere chi si siede in poltrona, perché dietro ogni taglio c'è una storia che solo gli anni insegnano ad ascoltare.
È vero, ​la tecnica si studia...ma l'esperienza si vive in bottega negli anni.
Il Maestro non è chi taglia meglio, ma chi ha imparato a navigare con pazienza tra i caratteri, le attese e i desideri di mille vite diverse."
ANTONIO RANIERI
(BARBER COACH)

25/09/2025

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22/09/2025

I CAPELLI RACCONTANO LA NOSTRA SALUTE MENTALE

Un filo di capelli può raccontare molto di più di quanto immaginiamo: dalla nutrizione alla genetica, fino allo stress accumulato giorno dopo giorno. Oggi, grazie studio dell’University of Waterloo pubblicato in queste ore, emerge un nuovo capitolo in questa storia: il cortisolo nei capelli dei bambini affetti da malattie croniche fisiche (CPI) può fungere da indicatore precoce dei rischi di salute mentale, aprendo la strada a interventi preventivi mirati e personalizzati.

I biomarcatori nei capelli raccontano ciò che la mente fatica a comunicare
Il cortisolo, ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali in risposta allo stress, è noto agli endocrinologi come “l’ormone dello stress”. Tuttavia, la vera novità dello studio canadese consiste nella sua misurazione nei capelli: un indicatore cumulativo che riflette mesi di esposizione a stress cronico, ben più affidabile di analisi singole di sangue o saliva, spesso influenzate da picchi temporanei.

Emma Littler, PhD candidate e prima autrice dello studio, sottolinea:
“I bambini con malattie croniche affrontano quotidianamente sfide che la maggior parte dei loro coetanei non conosce: assunzione regolare di farmaci, visite mediche frequenti, assenze da scuola, limitazioni nelle attività quotidiane. Tutto questo produce un carico emotivo persistente che spesso rimane invisibile.”
Il cortisolo nei capelli diventa così un testimone silenzioso, capace di segnalare precocemente chi è più vulnerabile, consentendo interventi mirati prima che i sintomi clinici diventino evidenti.

Il progetto ha coinvolto 244 bambini canadesi con CPI, seguiti per quattro anni consecutivi. La scelta dei capelli come materiale biologico ha permesso di monitorare livelli di cortisolo accumulati nel tempo.
I dati rivelano un quadro allarmante: oltre il 66% dei bambini presentava cortisolo persistentemente elevato, un segnale di stress cronico. Questi bambini mostravano una probabilità significativamente maggiore di sviluppare ansia, depressione o altre difficoltà psicologiche rispetto ai coetanei i cui livelli di cortisolo decrescevano nel tempo.
La correlazione con questionari comportamentali ha evidenziato un pattern chiaro: i bambini con cortisolo in calo mostravano meno sintomi di ansia, depressione e problemi comportamentali. Un risultato che suggerisce come il monitoraggio biologico possa anticipare l’insorgenza di patologie psicologiche, trasformando il cortisolo in uno strumento di prevenzione concreta.

Come osserva il Dr. Mark Ferro, coautore dello studio:
“Rilevare precocemente questi fattori di rischio permette di intervenire prima che le difficoltà emotive e comportamentali diventino persistenti, offrendo supporto mirato a bambini e famiglie.”
Questo approccio non solo migliora la qualità della vita dei bambini, ma può anche ridurre il carico sul sistema sanitario, prevenendo ricoveri, psicofarmaci non necessari e il ricorso a servizi di emergenza.
In un contesto in cui circa il 40% dei bambini canadesi convive con una CPI – una percentuale in crescita costante negli ultimi decenni – le implicazioni sociali e sanitarie sono enormi. Si apre la prospettiva di uno screening di routine basato sul cortisolo nei capelli, integrato con valutazioni psicologiche periodiche, in grado di individuare precocemente i bambini più a rischio.

Parallelamente, lo stesso gruppo di ricerca, in collaborazione con la McMaster University, ha studiato biomarcatori infiammatori presenti nel sangue dei bambini con CPI. Alcuni segnali ematici risultano predittivi di peggioramento della salute mentale, mentre altri sono associati a miglioramenti.
Questa doppia lettura – cortisolo nei capelli e biomarcatori nel sangue – suggerisce la possibilità di un monitoraggio integrato, che unisca informazioni biologiche e psicologiche, aprendo la strada a interventi preventivi e su misura. In futuro, test di routine e check-up psicologici periodici potrebbero diventare strumenti standard per bambini con malattie croniche, permettendo di prevenire sofferenze emotive prima ancora che si manifestino clinicamente.

L’uso dei biomarcatori solleva questioni etiche importanti: come comunicare ai genitori i livelli di stress dei propri figli? Come evitare stigmatizzazione o eccessiva medicalizzazione? Gli autori sottolineano l’importanza di un approccio sensibile e centrato sul bambino, dove i dati biologici guidano il supporto, senza trasformarsi in etichette definitive.
Inoltre, i ricercatori auspicano ulteriori studi su campioni più ampi e diversificati, per verificare l’applicabilità dei risultati a contesti culturali e sociali differenti. L’obiettivo finale è creare un modello di prevenzione globale, in cui il monitoraggio dello stress diventi parte integrante del percorso di cura per bambini con malattie croniche, garantendo loro non solo sopravvivenza, ma anche benessere psicologico e sociale.

Fonte dello studio: University of Waterloo, Association between hair cortisol and psychopathology in children with a chronic physical illness, pubblicato su Stress and Health.

Il cortisolo, l’ormone dello stress, si accumula nei capelli man mano che cresce il capello. Una ciocca di capelli lunga circa 3 cm può fornire informazioni sullo stress accumulato nei 2–3 mesi precedenti, poiché i capelli crescono in media 1 cm al mese.
Cosa si misura:
Cortisolo “totale” nei capelli → indica stress cronico.
Eventuali variazioni lungo il fusto del capello → possono riflettere periodi di stress più o meno intenso.
Nota: Le analisi precise vanno fatte in laboratorio, perché i valori cambiano in base a: età, sesso, uso di farmaci, colore e struttura dei capelli.

Anche senza laboratorio, i capelli possono fornire segnali indiretti di stress:
Osservare la crescita e la salute dei capelli
Caduta eccessiva o improvvisa di capelli può essere correlata a stress cronico.
Capelli opachi, fragili o secchi possono riflettere stress, squilibri ormonali o carenze nutrizionali.
Tenere un “diario dello stress”
Segna periodi di forte pressione, ansia o stanchezza.
Confronta con eventuali cambiamenti visibili nei capelli.
Interventi di riduzione dello stress
Tecniche di rilassamento: meditazione, respirazione profonda, yoga.
Attività fisica regolare: migliora il tono psicofisico e riduce i livelli di cortisolo.
Cura dei capelli e della cute: shampoo delicati, massaggi al cuoio capelluto (possono stimolare la circolazione e ridurre tensione muscolare).

Caduta improvvisa (telogen effluvium): spesso compare 2–3 mesi dopo un periodo di stress intenso.
Capelli più sottili o fragili: stress cronico può influenzare il ciclo di crescita del capello.
Capelli secchi o opachi: può indicare alterazioni ormonali legate allo stress.
Colorazione naturale che cambia leggermente: alcuni studi suggeriscono che lo stress cronico può influenzare i melanociti, sebbene l’effetto sia più sottile.

Quando rivolgersi a un professionista
Se la caduta dei capelli è persistente o marcata.
Se compaiono altri sintomi di stress cronico: insonnia, ansia, irritabilità, difficoltà di concentrazione.
Per fare un test scientifico sul cortisolo nei capelli, contattare laboratori specializzati in biomarcatori dello stress.

15/08/2025

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