Apulia Retrocomputing - OdV
Associazione pioniera in Puglia, nata nel 2013 per valorizzare e preservare la memoria dell’informatica e dell’elettronica storica.
Un punto di incontro per appassionati e curiosi, sita a Bari, nel quartier generale di Via Brigata Bari 1/13. L'organizzazione di volontariato Apulia Retrocomputing, con sede a Bari, ha lo scopo di recuperare, restaurare, preservare, condividere e divulgare conoscenze e materiale inerente la Storia dell’Informatica e dell'Elettronica, promuovere ed organizzare l’apertura in Puglia di un “Museo dell’Informatica e dell'Elettronica”.
24/08/2026
24 agosto 1995
Microsoft lancia ufficialmente Windows 95, uno dei sistemi operativi più importanti nella storia dell’informatica personale. Il lancio viene accompagnato da un’enorme campagna di marketing, aperture dei negozi a mezzanotte e code di clienti in tutto il mondo.
Windows 95 rappresenta una svolta rispetto alle versioni precedenti di Windows. Introduce il celebre pulsante Start, la barra delle applicazioni, il desktop con le scorciatoie, il Cestino e il supporto Plug and Play, rendendo il PC più semplice da utilizzare anche per un pubblico non specializzato.
Il sistema combina componenti a 16 e 32 bit e offre il multitasking preemptive per le applicazioni Win32, segnando un importante passo verso l’architettura moderna di Windows.
Il lancio diventa anche un evento culturale. Microsoft accompagna la campagna pubblicitaria con “Start Me Up” dei Rolling Stones, un riferimento diretto alla novità più famosa dell’interfaccia: il pulsante Start.
Windows 95 arriva inoltre in un momento cruciale: il World Wide Web e Internet stanno iniziando a diffondersi rapidamente e il computer domestico sta diventando uno strumento sempre più comune. Microsoft intercetta questa trasformazione e punta a rendere il PC più semplice e accessibile.
Il successo è enorme: nel primo anno Windows 95 supera i 40 milioni di unità distribuite, consolidando ulteriormente la posizione di Microsoft nel mercato dei sistemi operativi per personal computer.
Non fu semplicemente un nuovo sistema operativo. Per milioni di persone, Windows 95 rappresentò il momento in cui il computer smise di sembrare una macchina per specialisti e diventò uno strumento familiare.
Dietro quel piccolo pulsante «Start» iniziava una nuova era dell’informatica personale.
23/08/2026
Un grandissimo grazie al nostro socio Toni De Grisantis, che vive in Lussemburgo e che ieri è passato a trovarci, portando con sé una nuova e interessantissima donazione per Apulia Retrocomputing – OdV!
Questa volta il materiale ci porta soprattutto nel mondo dell’informatica professionale e aziendale degli anni ’90 e 2000: software storici come Norton Commander, Dragon NaturallySpeaking e Dragon NaturallyClear, materiale Microsoft dedicato a Exchange 2000, Windows Media e Windows 98, oltre a tre interessanti calcolatrici, tra cui una Casio fx-7000G, la prima calcolatrice grafica al mondo.
Ma la vera chicca storica è senza dubbio il plugboard IBM modello 184311, il “programma” fisico di una macchina a schede perforate IBM degli anni ’50-’60, utilizzato su sistemi come IBM 513, 514 Reproducing Punch e IBM 519.
Prima dei computer a programma memorizzato, non si scriveva codice: si cablava. I fori del pannello rappresentavano le diverse funzioni della macchina, mentre i fili colorati, i patch cord, collegavano tra loro i contatti stabilendo concretamente le operazioni che la macchina doveva eseguire. Era, a tutti gli effetti, programmazione realizzata fisicamente attraverso i cavi.
Un oggetto straordinario e un vero antenato della ROM: per cambiare programma bastava sostituire il pannello con un altro già cablato.
A completare la donazione, inoltre, un’interessante raccolta di circa un paio di dozzine di storiche schede perforate IBM a 80 colonne.
Grazie di cuore, Toni, per la tua continua attenzione nei confronti della nostra associazione e per aver scelto ancora una volta di arricchire la nostra collezione con materiale così particolare e significativo!
È sempre un piacere averti con noi: ti aspettiamo presto nuovamente in sede!
23/08/2026
Il 23 agosto si celebra l’Internaut Day, una giornata dedicata al World Wide Web e alla rivoluzione digitale che ha trasformato il modo in cui miliardi di persone comunicano, lavorano e accedono alle informazioni.
La data è legata a un momento importante della storia del Web: nell’agosto 1991 Tim Berners-Lee, ricercatore del CERN, iniziò a diffondere il progetto al di fuori del laboratorio. Il 6 agosto pubblicò su Internet un messaggio con cui presentava il World Wide Web e invitava alla collaborazione. Il 23 agosto viene ricordato perché un nuovo utente riuscì ad accedere al Web, data che sarebbe diventata l’“Internaut Day”.
Il primo sito web della storia, ospitato sul computer NeXT di Berners-Lee presso il CERN, era dedicato proprio al progetto World Wide Web. Una pagina estremamente essenziale che spiegava cos’era il Web, come accedere ai documenti e come creare un proprio server.
L’idea era rivoluzionaria: permettere ai ricercatori di condividere informazioni attraverso una rete di documenti collegati. Alla base del sistema c’erano tecnologie fondamentali come HTML, HTTP e gli identificatori URI, dai quali derivarono anche gli URL.
Da quella piccola pagina sarebbe nato il Web che conosciamo oggi, trasformando profondamente il modo in cui leggiamo, impariamo, lavoriamo, comunichiamo e condividiamo informazioni.
22/08/2026
22 agosto 1955
Nasce SHARE, considerato il primo gruppo organizzato di utenti di computer nella storia dell’informatica, un’iniziativa pionieristica che anticipò di decenni il concetto moderno di comunità tecnologica e collaborazione tra utenti e sviluppatori.
La storia comincia a Los Angeles, durante un seminario organizzato da IBM sul nuovo IBM 704. Gli utenti si resero conto che, per sfruttare davvero quella macchina, sarebbe stato fondamentale collaborare e condividere programmi, informazioni e soluzioni, evitando di affrontare gli stessi problemi separatamente.
Dopo il seminario, alcuni partecipanti contattarono gli altri possessori dell’IBM 704. Pochi giorni dopo, il 22 agosto, 46 persone in rappresentanza di 17 installazioni IBM 704 si riunirono nella sala conferenze della RAND Corporation, a Santa Monica, dando vita alla prima riunione di SHARE.
Il nome SHARE, acronimo di “Society to Help Avoid Redundant Effort”, esprimeva perfettamente lo spirito dell’iniziativa: evitare di ripetere inutilmente lo stesso lavoro e mettere in comune conoscenze e programmi.
All’epoca IBM forniva con i suoi computer una quantità molto limitata di software. Gli utenti dovevano quindi sviluppare autonomamente gran parte dei programmi necessari. La collaborazione permetteva di ridurre enormemente tempi, costi e duplicazioni di lavoro.
SHARE iniziò così a favorire lo scambio di programmi e informazioni tecniche, arrivando a creare vere e proprie raccolte di software e documentazione condivisa.
21/08/2026
Un grandissimo grazie a Vito Majellaro, da Bari, per la splendida donazione fatta ad Apulia Retrocomputing – OdV!
La donazione comprende una bellissima Mattel Intellivision originale, completa del suo cavo RF, accompagnata da una raccolta di giochi in confezione originale, tra cui Sharp Shot, Boxing, Basketball, Triple Action, Night Stalker, Carnival, Astrosmash, Blackjack & Poker e Tennis.
A completare questa preziosa donazione troviamo anche un Atari Lynx, con il suo alimentatore originale, e due giochi completi di confezione, manuale e cartuccia: Batman Returns e Casino.
Un insieme davvero importante, che arricchisce la nostra collezione con alcuni autentici protagonisti della storia dei videogiochi degli anni ’70 e ’80.
Grazie di cuore, Vito, per aver scelto di affidare questi pezzi di storia alla nostra associazione!
Ti aspettiamo prestissimo in sede: saremo felicissimi di accoglierti per mostrarti stavolta la nostra collezione e tutte le attività di Apulia Retrocomputing!
21/08/2026
Due computer storici, affiancati e perfettamente funzionanti, per raccontare un pezzo fondamentale della storia dell’informatica. 🖥️
Sul IBM PC 5155 possiamo osservare l’interfaccia GEM, mentre sull’IBM PC 5150 è in funzione Microsoft Windows 2.03: due sistemi dell’epoca, due interfacce grafiche, due straordinari esempi di come si è evoluto il rapporto tra uomo e computer.
È proprio questo il valore della nostra collezione: non soltanto conservare macchine storiche, ma poterle accendere, utilizzare e mettere a confronto, trasformandole in strumenti didattici capaci di raccontare concretamente alle nuove generazioni da dove arriva il mondo digitale che oggi diamo per scontato.
Situazioni come questa si possono ammirare nella sede di Apulia Retrocomputing – OdV, in via Brigata di Divisione Bari 1/13, a Bari.
La storia dell’informatica non è soltanto da guardare: è da vivere, provare e comprendere. 💾🖥️
21/08/2026
21 agosto 1888
William Seward Burroughs ottiene il brevetto per la sua macchina calcolatrice, un’invenzione destinata a rappresentare un importante passo avanti nella meccanizzazione del calcolo e del lavoro contabile.
Alla fine dell’Ottocento, eseguire calcoli era ancora un’attività affidata in larga parte al lavoro manuale di impiegati, commercianti e contabili. Burroughs, che aveva lavorato come impiegato di banca, cercò di realizzare una macchina capace di rendere queste operazioni più rapide e affidabili.
Il 21 agosto 1888 gli viene concesso il brevetto statunitense n. 388.116. La macchina era dotata di una serie di tasti e registri meccanici e poteva calcolare somme di numeri, visualizzando e stampando il risultato. Il brevetto prevedeva inoltre soluzioni meccaniche destinate a rendere più semplice e affidabile l’esecuzione dei calcoli.
I primi esemplari, tuttavia, erano tutt’altro che perfetti. Entro un anno ne furono prodotte 50 e risultarono difficili da utilizzare. Burroughs continuò quindi a perfezionare il progetto, introducendo negli anni successivi importanti miglioramenti che resero le sue macchine più affidabili e pratiche.
L’azienda che produceva la macchina, l’American Arithmometer Company, era stata costituita già nel 1886. Nel 1905 avrebbe assunto il nome di Burroughs Adding Machine Company, diventando progressivamente uno dei maggiori produttori mondiali di macchine calcolatrici.
Nel corso del Novecento la Burroughs sarebbe entrata anche nel settore dei computer elettronici, arrivando a diventare un importante produttore di sistemi informatici. Nel 1986 si sarebbe infine fusa con Sperry Corporation, dando origine a Unisys.
20/08/2026
Oggi pomeriggio abbiamo avuto il piacere di accogliere in sede il nostro socio Toni de Grisantis, che vive in Lussemburgo, accompagnato da un ragazzo suo conoscente che frequenta l’ITIS di Castellana Grotte.
È stata l’occasione per trascorrere un po’ di tempo insieme, parlare di informatica e, naturalmente, curiosare tra i tanti pezzi della nostra collezione. 💾
Un ringraziamento particolare, e soprattutto di cuore, va a Toni per la bellissima donazione che ha fatto ad Apulia Retrocomputing: materiale storico di grande interesse, tra cui un componente IBM degli anni ’50, software e diverse calcolatrici tascabili. Un patrimonio prezioso che entra a far parte della nostra collezione e che contribuirà a raccontare e preservare la storia dell’informatica.
E, come da tradizione nella nostra sede, non poteva mancare il momento più emozionante: “Proviamo ad accenderlo!” 😂 Dopo qualche tentativo, qualche dubbio sui connettori e una cartuccia che sembrava indispensabile… finalmente si accende. E funziona! 🎉
Grazie ancora a Toni per la visita, per la splendida donazione e per aver contribuito alla nostra missione di conservazione della memoria tecnologica. ❤️
E grazie anche al nostro giovane ospite dell’ITIS di Castellana Grotte: vedere giovani interessati alla storia della tecnologia è sempre una grande soddisfazione!
20/08/2026
Cos’è una Connection Machine? Il supercomputer che sembrava uscito dalla fantascienza
Negli anni Ottanta, mentre la maggior parte dei computer seguiva ancora il modello tradizionale basato sull’architettura di von Neumann, un giovane ricercatore del MIT immaginò una strada completamente diversa: costruire macchine capaci di elaborare migliaia di operazioni contemporaneamente.
L’idea nacque dalla tesi di dottorato di Danny Hillis, presentata al Massachusetts Institute of Technology nei primi anni ’80, nella quale veniva proposta un’architettura di calcolo massivamente parallela. Il concetto era rivoluzionario: invece di affidare tutto il lavoro a un unico processore potente, perché non utilizzare migliaia di piccoli processori che collaborano insieme?
Da questa visione nacque la Connection Machine, una famiglia di supercomputer sviluppata dalla Thinking Machines Corporation, fondata nel 1983 da Danny Hillis e Sheryl Handler. La prima macchina, la CM-1, utilizzava migliaia di microprocessori collegati tra loro attraverso una struttura matematica chiamata ipercubo, una rete progettata per permettere una comunicazione estremamente efficiente tra i vari nodi di elaborazione.
Le prime Connection Machine furono pensate soprattutto per l’intelligenza artificiale e l’elaborazione simbolica, settori all’epoca ancora agli inizi. Le versioni successive trovarono però applicazioni anche nella ricerca scientifica, nelle simulazioni e nell’analisi di grandi quantità di dati.
Oltre alla tecnologia, le Connection Machine colpirono il pubblico per il loro aspetto incredibilmente futuristico. I modelli CM-1, CM-2 e CM-200 avevano la forma di un gigantesco “cubo di cubi”, un richiamo visivo alla struttura interna a ipercubo della macchina. Migliaia di LED rossi mostravano l’attività dei processori, creando spettacolari effetti luminosi durante l’esecuzione dei programmi.
Questi LED divennero quasi un simbolo della macchina: anche se servivano principalmente come indicatori tecnici, molti programmatori crearono volutamente animazioni e sequenze luminose per stupire i visitatori.
La successiva CM-5 cambiò design, assumendo una forma simile a una scala con grandi pannelli luminosi rossi. Al suo progetto collaborò anche la celebre artista e architetta Maya Lin, autrice del Memoriale dei Veterani del Vietnam a Washington.
Le Connection Machine non conquistarono il mercato di massa, ma lasciarono un’eredità fondamentale: dimostrarono le potenzialità del calcolo parallelo e anticiparono concetti oggi alla base dei moderni supercomputer, delle GPU e dei sistemi di intelligenza artificiale.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Connection_Machine
19/08/2026
19 agosto 1934
Nasce Gordon Bell, uno dei protagonisti più importanti nella storia dell’informatica e un vero pioniere dell’era dei minicomputer. Ingegnere, progettista e visionario, Bell contribuì a rendere i computer più piccoli, accessibili e potenti, aprendo la strada alla diffusione dell’informatica negli ambienti scientifici, universitari e aziendali.
Dal 1960 al 1983 lavorò presso Digital Equipment Corporation (DEC), una delle aziende più innovative dell’epoca, dove lasciò un’impronta indelebile nella progettazione di alcune delle macchine più importanti della storia dei computer.
Il suo talento emerse già nei primi anni, quando progettò il sottosistema di ingresso/uscita del PDP-1, uno dei primi minicomputer di successo. Successivamente fu l’architetto principale del PDP-4 e del PDP-6, contribuì in modo significativo alla progettazione del PDP-5 e del celebre PDP-11, una macchina che sarebbe diventata una delle architetture più influenti della storia dell’informatica.
Tra i suoi capolavori spicca anche il progetto VAX (Virtual Address eXtension), un’architettura a 32 bit nata come evoluzione del PDP-11 a 16 bit. Il VAX divenne uno dei sistemi più importanti per il calcolo scientifico e aziendale degli anni Ottanta, utilizzato in università, laboratori di ricerca e grandi organizzazioni.
Gordon Bell non fu soltanto un progettista di hardware: fu un uomo capace di immaginare il futuro dell’informatica. La sua visione contribuì al passaggio dai grandi mainframe centralizzati a sistemi più compatti e distribuiti, anticipando molte delle trasformazioni che avrebbero caratterizzato il mondo digitale moderno.
Nel corso della sua carriera ricevette numerosi riconoscimenti per il suo contributo alla tecnologia e alla ricerca informatica, diventando una figura di riferimento per generazioni di ingegneri.
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Bari
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| Martedì | 18:30 - 22:00 |
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