Infermieri Bari
Siamo la rete degli infermieri liberi professionisti di Bari.
Offriamo assistenza domiciliare qualificata e trasparente, unendo competenze e passione per valorizzare la professione e tutelare i cittadini.
06/05/2026
🚨 Equo compenso: forse molti infermieri non hanno ancora capito quanto questa legge sia importante.
Negli ultimi mesi, all’interno della community NurseHub, sempre più colleghi stanno raccontando la stessa situazione:
👉 grandi aziende
👉 grandi committenti
👉 tariffe già decise
👉 margine di trattativa quasi nullo
E spesso il commento è sempre quello:
“Se non accetti, trovano qualcun altro.”
Ma qui arriva la parte interessante.
Per anni molti professionisti sanitari hanno pensato che fosse “normale” subire compensi imposti dai committenti forti.
Oggi invece esiste uno strumento concreto di tutela: la legge sull’equo compenso.
La normativa (Legge n. 49/2023) nasce proprio per proteggere i professionisti nei confronti dei cosiddetti “committenti forti”, cioè:
- aziende con più di 50 dipendenti
oppure
- con fatturato annuo superiore a 10 milioni di euro
Ed è qui che cambia tutto.
Perché in questi casi il compenso non dovrebbe essere semplicemente “quello che ti propongono”.
Dovrebbe essere equo rispetto:
- alla prestazione
- alla responsabilità
- alle competenze richieste
- alla dignità professionale
E attenzione:
questa tutela vale anche se il contratto è già stato firmato.
Molti colleghi non sanno che, in caso di compensi ritenuti non equi, possono rivolgersi al proprio OPI provinciale e chiedere supporto legale.
Attraverso il legale convenzionato è possibile richiedere un parere di congruità:
un documento tecnico che valuta se il compenso sia adeguato rispetto all’attività professionale svolta.
E questo documento ha un peso reale anche in sede giudiziaria.
Tradotto:
non sei obbligato a subire qualsiasi compenso solo perché il committente è grande.
Diverso invece il discorso per piccoli committenti, pazienti o famiglie.
In quel caso il professionista ha già il vero “potere contrattuale”:
👉 è lui che propone il preventivo
👉 è lui che definisce la tariffa
👉 il cliente può accettare o rifiutare
Ed è qui che molti infermieri fanno ancora confusione.
Perché nella libera professione il prezzo “non te lo devono dire gli altri”.
Dovresti essere tu a proporlo.
💡 Suggerimento pratico
Se lavori con grandi aziende o cooperative:
- rileggi i contratti attivi
- verifica se il compenso è realmente sostenibile
- confrontati con il tuo OPI provinciale in caso di dubbi
Conoscere i propri strumenti di tutela è già una forma di crescita professionale.
La vera differenza non la fa solo quanto vieni pagato.
La fa sapere quando hai il diritto di dire:
“Questo compenso non è equo.”
📌 Fonti:
Legge 21 aprile 2023, n. 49 – Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali
👉 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/05/05/23G00051/SG
04/05/2026
📍 Brescia. Cambiare il mercato dal basso è possibile.
Oggi voglio condividere una testimonianza reale, ricevuta in privato da un collega presente in NurseHub (che preferisce restare anonimo), ma che merita di essere letta da tutti.
Un infermiere libero professionista, in ambito medicina del lavoro, parte da una tariffa di 25€/h.
Situazione comune, purtroppo.
Poi succede qualcosa.
Si confronta con altri colleghi.
Si mette in discussione.
Capisce che sta sottovalutando il proprio valore.
E decide di fare una cosa semplice, ma che molti non fanno:
👉 chiede 30€/h
Risultato?
✔️ Accettato subito
✔️ I colleghi fanno lo stesso
✔️ Le aziende iniziano a proporre direttamente 30€/h ai nuovi collaboratori
Non un caso isolato.
In un’altra realtà della stessa zona, stesso schema: uno alza la tariffa, gli altri seguono.
📈 Il mercato si sposta.
Oggi, a Brescia, diverse aziende di medicina del lavoro partono da 30€/h.
Ma il passaggio più importante arriva da chi oggi ricopre un ruolo di coordinamento:
👉 Le aziende possono permettersi tariffe più alte
👉 La marginalità c’è
👉 Spesso siamo noi a non valorizzarci abbastanza
E c’è un aspetto che va oltre il compenso:
💡 Un professionista pagato di più viene percepito diversamente.
Anche fuori dal nostro ambito.
Questa testimonianza non è solo interessante.
👉 Conferma esattamente quello che continuiamo a dire da tempo:
il valore della professione passa anche da come noi stessi lo difendiamo.
👉 Ma soprattutto dimostra un’altra cosa:
il confronto tra colleghi funziona.
Ed è qui che entra in gioco la community.
Perché quando certe dinamiche nascono dal dialogo tra professionisti e producono effetti reali sul territorio, significa che non stiamo solo parlando.
👉 Stiamo incidendo.
👉 Stiamo costruendo qualcosa.
👉 Stiamo andando nella direzione giusta.
❗ Quando un professionista alza la propria tariffa, non lo fa solo per sé.
Lo fa per tutta la categoria.
La vera domanda è:
vogliamo continuare a subire il mercato… o iniziare a costruirlo?
04/05/2026
📊 Se lavori con la Partita IVA… stai davvero facendo libera professione?
Molti colleghi oggi sono formalmente liberi professionisti…
ma nei fatti continuano a ragionare da dipendenti.
👉 Niente controllo sui numeri
👉 Nessuna pianificazione
👉 Zero strategia di crescita
Ed è proprio qui che nasce il problema.
Per questo abbiamo organizzato un webinar gratuito live pensato per chi vuole fare un salto di qualità reale.
🎯 “Numeri, metodo e mentalità per liberi professionisti”
con Thomas Facci (Clinical Research Expert, background infermieristico, oltre 10 anni di esperienza)
Durante il webinar parleremo di:
✔️ come gestire la tua attività in modo consapevole
✔️ come leggere e usare i numeri (davvero)
✔️ come strutturare un metodo di lavoro efficace
✔️ il cambio di mentalità necessario per crescere
📅 Oggi
⏰ 17:30 – 19:00
📍 Live
👉 Partecipa qui:
https://meet.google.com/qie-yfqz-qbf
⚠️ Il webinar non sarà registrato
(se ti interessa, è il momento di esserci)
💡 NurseHub nasce proprio per questo:
trasformare colleghi “con la P.IVA” in veri liberi professionisti
🌐 Scopri la community: www.nursehub.it
30/04/2026
Partita IVA infermieri: il vero problema non è quanto guadagni… ma come lo gestisci
Negli ultimi giorni sta emergendo un tema ricorrente nella community NurseHub:
👉 “Conviene davvero la partita IVA nel 2026?”
👉 “Tra tasse, ENPAPI e costi… quanto resta davvero?”
Domande legittime. Ma spesso poste nel modo sbagliato.
Perché il punto non è quanto guadagni.
È quanto sei strutturato per gestirlo.
Molti colleghi stanno scoprendo solo ora l’impatto reale di:
* contributi previdenziali
* gestione fiscale
* anticipo imposte
* costi indiretti (commercialista, assicurazione, formazione)
E questo genera frustrazione.
Sui social si leggono sempre più spesso frasi come:
👉 “Alla fine conviene tornare dipendente”
👉 “Non ne vale la pena”
Ma attenzione.
Il problema non è la libera professione.
È entrarci senza un modello.
Perché la partita IVA non è solo un modo per lavorare.
È un sistema da gestire.
E se entri con mentalità da dipendente:
* subisci le tariffe
* non pianifichi le entrate
* non accantoni correttamente
* lavori tanto ma percepisci poco controllo
E il risultato è inevitabile: stress + percezione di guadagnare meno.
Al contrario, chi è strutturato:
* definisce tariffe sostenibili
* pianifica tasse e contributi
* costruisce margine
* sceglie i clienti, non li subisce
E cambia completamente prospettiva.
💡 Suggerimento pratico
Se sei in partita IVA (o ci stai pensando), parti da qui:
* accantona subito il 25–30% di ogni incasso
* calcola il tuo “netto reale” e non quello percepito
* definisci una tariffa minima sotto la quale non lavori
* monitora entrate e uscite ogni mese
Se non hai questi 4 elementi, non hai un’attività.
Hai solo un lavoro senza tutele.
E questo, nel lungo periodo, non regge.
📊 Quello che sta emergendo non è un rifiuto della libera professione.
È un segnale chiaro: serve più consapevolezza economica.
Ed è da lì che passa il vero salto professionale.
29/04/2026
Offerte di lavoro senza compenso: problema… o opportunità che non stiamo capendo?
Oggi voglio partire da quello che è successo ieri sera all’interno della community NurseHub.
Un dibattito acceso, diretto, anche scomodo.
Tema: offerte di lavoro per infermieri liberi professionisti.
Tutto nasce da una situazione semplice:
una richiesta di collaborazione senza compenso indicato, con invito a presentare un preventivo.
Apriti cielo.
Da una parte:
👉 “Il compenso deve essere sempre dichiarato”
Dall’altra:
👉 “È il libero professionista che deve proporre il proprio prezzo”
E qui sta il punto.
Siamo abituati, da anni, a ragionare come dipendenti.
Cerchiamo l’offerta con il prezzo scritto.
Valutiamo se accettare o meno.
Ma la libera professione non funziona così.
O meglio: non dovrebbe.
È vero che oggi molte aziende pubblicano compensi già definiti, anche per obblighi normativi e trasparenza.
Ed è altrettanto vero che, in quei contesti, il margine di trattativa è spesso minimo.
Ma nel mercato reale, quello fatto di piccoli e medi committenti, la logica è diversa.
👉 Non ti comprano “a tariffa”.
👉 Ti scelgono su proposta.
E qui emerge il vero problema che abbiamo visto anche ieri sera:
molti infermieri non sono abituati a fare un preventivo.
Non sanno:
* come strutturarlo
* cosa includere
* come giustificare un prezzo
E allora cosa succede?
Si crea disagio.
Si crea frustrazione.
Si crea conflitto tra colleghi.
Ma non è un problema di chi pubblica l’offerta.
È un problema di maturità del mercato.
Perché un libero professionista dovrebbe essere in grado di dire:
👉 “Questo è il mio servizio, questo è il mio valore, questo è il mio prezzo.”
Senza aspettare che qualcuno glielo dica.
💡 Suggerimento pratico
La prossima volta che vedi un’offerta senza compenso, non scartarla subito.
Fai questo esercizio:
* definisci cosa ti viene richiesto davvero
* traduci la richiesta in prestazioni concrete
* costruisci un preventivo chiaro, scritto e motivato
Se non riesci a farlo, il problema non è l’offerta.
È che non sei ancora strutturato per il mercato.
E va bene così.
Ma è da lì che devi partire.
Quello che è successo ieri sera è il segnale più importante:
stiamo crescendo.
Magari discutendo.
Magari scontrandoci.
Ma finalmente stiamo ragionando da liberi professionisti.
28/04/2026
Assicurazione professionale: sei davvero coperto… o lo scoprirai troppo tardi?
Negli ultimi giorni, all’interno della community NurseHub, è emerso un tema che molti tendono a sottovalutare finché non diventa un problema reale: la copertura assicurativa per gli infermieri liberi professionisti.
Sempre più colleghi stanno ponendo domande molto concrete:
“La mia polizza copre davvero tutto?”
“Sono tutelato anche fuori struttura?”
“Cosa succede se lavoro per più committenti?”
Il punto è semplice ma spesso ignorato.
Avere una polizza non significa essere protetti.
Significa solo aver fatto il primo passo.
La vera differenza la fa quanto quella copertura è coerente con il tuo modo di lavorare.
Molti infermieri scelgono polizze standard, senza analizzare davvero:
* le attività che svolgono ogni giorno
* i contesti in cui operano
* il livello di complessità assistenziale
* le collaborazioni attive
E quando emerge un problema… scoprono che alcune situazioni non erano coperte.
Non è una questione di obbligo.
È una questione di consapevolezza.
La libera professione ti dà autonomia.
Ma ti espone direttamente.
E ciò che non hai previsto… non sarà coperto.
💡 Suggerimento pratico
Prenditi un’ora questa settimana e rivedi la tua polizza:
* controlla massimali e franchigie
* verifica cosa copre realmente (non cosa pensi copra)
* assicurati che sia coerente con le attività che svolgi
Se hai dubbi, confrontati con un consulente esperto in ambito sanitario.
Meglio chiarire oggi… che pagare domani.
📌 Fonte
Obblighi assicurativi e responsabilità professionale sanitaria
👉 https://www.fnopi.it
10/04/2026
⚠️ “3 errori che ti fanno lavorare sottocosto (senza accorgertene)”
Oggi voglio parlarti di un problema che vedo ogni giorno:
infermieri che lavorano tanto… ma guadagnano meno di quanto dovrebbero.
E la cosa più grave è questa:
👉 spesso non se ne rendono nemmeno conto.
Ci sono 3 errori molto comuni che portano a lavorare sottocosto.
1. Non calcolare i costi reali
Molti ragionano solo sulla cifra che incassano.
Ma non considerano:
• tasse
• contributi ENPAPI
• assicurazione
• carburante
• tempo “invisibile” (spostamenti, organizzazione, telefonate)
Risultato?
Guadagni apparenti… margini reali molto più bassi.
2. Accettare tutto per paura di perdere lavoro
“All’inizio accetto tutto, poi vedo.”
È una delle frasi più pericolose.
Perché abitui:
• i pazienti a prezzi bassi
• te stesso a lavorare senza criterio
• il mercato a non riconoscere valore
E uscire da questa dinamica diventa difficilissimo.
3. Non avere una strategia
Senza una direzione chiara:
• lavori a caso
• accetti qualsiasi richiesta
• non costruisci nulla nel tempo
👉 Stai lavorando… ma non stai crescendo.
La verità è semplice, anche se scomoda:
La libera professione NON è improvvisazione.
👉 È gestione.
Gestione del tempo.
Gestione dei costi.
Gestione del valore.
💡 Suggerimento pratico
Prenditi 30 minuti e fai questo esercizio:
scrivi quanto incassi per una prestazione e sottrai TUTTI i costi (anche quelli indiretti).
Quello che resta… è il tuo vero guadagno.
E lì capirai subito se stai lavorando bene o sottocosto.
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