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Lo Studio Legale MCG ha creato MCG Network! MCG Network è una rete di professionisti che collaboran

24/07/2026

Una foto dei propri figli pubblicata sui social può costare un ammonimento del Garante, anche quando il profilo è privato e le immagini sono poche. Lo ha ribadito il Garante per la protezione dei dati personali intervenendo su un caso che riguarda proprio l'uso quotidiano che facciamo dei social network in famiglia: per pubblicare online la foto di un minore di 14 anni serve il consenso preventivo di entrambi i genitori, non di uno soltanto. Dai 14 anni in poi è invece il minore stesso ad avere la facoltà di decidere se e come le proprie immagini possano circolare online.

Il caso nasce dal reclamo di un padre, che aveva segnalato come l'ex moglie continuasse a pubblicare su Facebook le foto dei figli minori di 14 anni senza il suo consenso. Il Garante ha accertato l'illiceità di quel trattamento e ha disposto un ammonimento nei confronti della madre, vietandole ulteriori pubblicazioni senza l'accordo di entrambi i genitori.

Quello che ci interessa sottolineare, da un punto di vista di compliance, è il principio più ampio che l'Autorità ha voluto ribadire con chiarezza: non contano la finalità affettiva della condivisione, il numero limitato di fotografie o l'impostazione privata del profilo. Restano comunque dati personali che riguardano un soggetto meritevole di una tutela rafforzata, e ogni contenuto pubblicato online, per quanto protetto si creda, può sempre essere ulteriormente diffuso e reso visibile a terzi.

Lo sharenting non è soltanto una dinamica familiare, ma un vero e proprio trattamento di dati personali, con tutte le responsabilità che questo comporta. E riguarda da vicino anche associazioni, scuole, enti del terzo settore e aziende che pubblicano immagini di persone, minori in primis, spesso senza essersi posti la domanda su quale sia la base giuridica che li autorizza a farlo.

Nella vostra organizzazione, chi si occupa di verificare che ci sia il consenso giusto prima che un'immagine finisca online?

15/07/2026

Il 19 giugno 2026 è cambiato un obbligo per chi vende online. Molte aziende non se ne sono ancora accorte.

Il D.Lgs. 209/2025 ha inserito nel Codice del Consumo il nuovo art. 54-bis: chi conclude contratti online con i consumatori deve integrare nel proprio sito, app o piattaforma una funzione di recesso — un meccanismo che permetta al cliente di recedere dal contratto con la stessa facilità con cui lo ha concluso.

Non è una raccomandazione. È un obbligo di legge, con onere della prova a carico dell'impresa.

Tre cose da sapere se gestisci un e-commerce o una piattaforma digitale:

👆 L'ambito è più ampio di quanto sembri.
Non solo vendita di beni: rientrano servizi digitali, contenuti online, servizi finanziari e assicurativi, utenze (gas, luce, acqua, teleriscaldamento) e le piattaforme di intermediazione. Le uniche esclusioni sono quelle già previste dall'art. 47 del Codice del Consumo.

✌ Un link generico non basta.
La norma richiede una funzione con dicitura inequivocabile, ben visibile, accessibile senza interruzioni per tutto il periodo di recesso, e una procedura in tre passaggi (attivazione, compilazione, invio con conferma). Il consumatore deve ricevere una ricevuta con testo, data e ora della dichiarazione.

🤟 In caso di contestazione, è l'azienda che deve dimostrare la conformità, non il cliente.
Al consumatore basta segnalare che la funzione non c'era, o non era accessibile. Da qui parte l'onere della prova a carico del professionista.

Il diritto di recesso in sé non cambia: restano identici termini ed effetti. Cambia il canale attraverso cui va garantito — e questo è un tema di compliance tecnica, non solo legale.

Se gestisci una piattaforma di vendita online, la domanda da farsi ora è una sola: la funzione di recesso è già integrata, o è ancora da implementare?

01/06/2026

Videosorveglianza: Il confine sottile tra sicurezza e sanzioni

Nel corso dell’incontro prenderemo in esame la videosorveglianza come esempio pratico di trattamento dei dati personali, affrontando obblighi, criticità ed errori che spesso emergono anche negli altri trattamenti svolti quotidianamente dalle aziende.
Un approfondimento concreto su GDPR, controlli, responsabilità e misure organizzative rivolto a imprese, professionisti e responsabili aziendali.

Ti aspettiamo: Mercoledì 3 Giugno ore 07.15 - 09.00
🏢 HUB LAB in Via Filippini 1 a Fano
📌 Capitolo: BNI Vitruvio - Fano, Italia
🎯 Registrati ora 👉🏻 Contattaci per iscriverti!

26/05/2026

Intelligenza Artificiale, social media e privacy: tre temi che si intrecciano ogni giorno nel nostro lavoro e nella nostra vita. Ma quanti sanno davvero quali sono i rischi legali? Cosa dice il GDPR sull'IA? Come si tutela un minore online?

Temi delicati ai quali proveremo a dare una risposta. Lo faremo all’interno degli incontri formativi "Dritti al Punto: Bussola Digitale forma con DigComp” organizzati dalla Regione Marche.

Il 28 maggio saremo presenti con l'Avv. Michele Centoscudi, DPO ed esperto PNRR in informatica giuridica.

Un appuntamento che come MCG Network consideriamo fondamentale per chiunque operi nel digitale.

🔗 Iscriviti gratis: bussoladigitale.regione.marche.it/dettaglio-eventi-formativi/?id=5151

22/05/2026

Il mese scorso abbiamo generato 22.000€ per altri. Non per noi, ma per i nostri colleghi di capitolo.

Il mese scorso, infatti, come MCG Network all’interno del Capitolo BNI Vittoria Dorica di Ancona, abbiamo contribuito a far fatturare oltre 22.000€ ad altri membri.

BNI funziona su un principio semplice — Givers Gain — chi dà, riceve. É un principio su cui crediamo e investiamo molto, e che va al di là del marketing travestito da networking.

Funziona quando porti relazioni vere, referenze qualificate, e la volontà genuina di far crescere chi ti sta accanto.

Noi ci crediamo. E i numeri, ogni tanto, danno ragione.

📸 Nella foto: la celebrazione del risultato con il Presidente del Capitolo Gaudenzio Tavoni — titolare di Leasing & Renting Tavoni — durante il meeting settimanale ospitato nella sede BMW di Ancona.

13/05/2026

Un ristorante è stato sanzionato dal Garante per la gestione del sistema di videosorveglianza interno.

Il provvedimento n. 167 del 12 marzo 2026 ha accertato tre violazioni concrete in un esercizio commerciale sottoposto a ispezione dalla Guardia di Finanza:
→ Un solo cartello informativo per più ambienti su piani diversi;
→ Nessuna credenziale di accesso al sistema di registrazione al quale, quindi, poteva accedere chiunque;
→ Autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro ottenuta solo dopo l'installazione e non prima.

La sanzione è stata di 2.000 euro.

Il GDPR non fa distinzioni tra grande azienda e piccolo esercizio commerciale. Se hai telecamere nella tua attività, ogni area sorvegliata deve essere segnalata prima che le persone entrino nel perimetro di ripresa. Sono quindi necessari cartelli in ogni area dove è situata una telecamera.
Se gestisci un'attività con impianti di videosorveglianza, è il momento giusto per verificare la conformità.

10/04/2026

I sono infrastrutture critiche, e oggi più che mai la loro sicurezza passa anche dai dati.

Il workshop “Le Autorità di sistema portuale e la ”, organizzato dall'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale ad Ancona, ha messo al centro una domanda sempre più urgente: come si protegge un porto nell'era digitale?

Eravamo presenti — in qualità di DPO dell'AdSP Mare Adriatico Centrale — a dare il nostro contributo su un aspetto preciso: come la protezione dei dati si integra nella sicurezza complessiva di un sistema portuale, e cosa significa tradurre questo in processi, responsabilità e controlli concreti.

Nel corso del workshop si è discusso di quadro normativo nazionale sulla cybersicurezza, contrasto alla criminalità informatica, postura organizzativa consapevole, infrastrutture digitali finanziate dal PNRR e modelli di monitoraggio della sicurezza. Un confronto ad alto livello — con l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, la Polizia Postale, referenti tecnici e operativi — che ha confermato come la sicurezza digitale nei sistemi portuali sia una vera priorità nazionale.

Il progetto europeo Cresport Interreg Italia-Croazia, nell'ambito del quale si inserisce l'iniziativa, punta proprio a costruire un approccio condiviso tra i sistemi portuali dell'area adriatico-ionica. Il nostro ruolo come DPO non è solo quello di garantire la normativa: è accompagnare le organizzazioni nel costruire una cultura della sicurezza che sia reale, misurabile e sostenibile nel tempo.

02/04/2026

Ieri abbiamo assistito all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Politecnica delle Marche. Eravamo lì, invitati in quanto DPO dell’Ateneo marchigiano.

Durante il discorso del Magnifico Rettore siamo stati particolarmente colpiti da un passaggio.

Non parliamo di servizi o di competenze, in questo caso parliamo di valori. Dei nostri valori. Una slide nella quale ci riconosciamo molto, moltissimo.

Perché racchiude in sé una moltitudine di valori e principi che sono alla base del nostro vivere quotidiano, e che sono di conseguenza un modo di approcciare al lavoro.

Solidarietà, rispetto per la vita umana, riconoscimento del valore altrui. E poi ancora il ruolo fondamentale che hanno la conoscenza e la cultura come antidoto all’odio, alla violenza e ai conflitti.

In un contesto internazionale critico, in un mondo nel caos, é necessario ricostruire valori, cultura e coscienza. Ognuno come può, ognuno nelle sue piccole e grandi imprese quotidiane.

Univpm Università Politecnica delle Marche

Photos from MCG Network's post 18/03/2026

Ogni giorno, software automatici "leggono" migliaia di siti web. Raccolgono prezzi, testi, contatti, dati. Lo fanno in pochi secondi, senza lasciare traccia visibile.

Si chiama web scraping. Ed è più diffuso di quanto si pensi.
Non è sempre illegale. Monitorare i prezzi della concorrenza, analizzare trend di mercato, raccogliere dati pubblici per ricerca: sono usi leciti e consolidati.

Il problema nasce quando si raccolgono dati personali senza base giuridica, si copiano contenuti protetti da copyright, o i dati vengono usati per spam e phishing. In quei casi, si entra nel territorio della violazione del GDPR — e le conseguenze per chi subisce lo scraping possono essere serie.

La maggior parte delle aziende e delle PA non sa di essere esposta. E non sa che esistono strumenti concreti per proteggersi: dai sistemi anti-bot ai file robots.txt, fino alle azioni legali in caso di violazione accertata.

Abbiamo raccolto tutto in una guida pratica: cos'è il web scraping, quando diventa un problema, come difendersi e cosa fare per prevenirlo.

12/02/2026

Ti arriva un messaggio da un contatto che conosci:
“Ciao! Puoi votare per mia nipote? Manca davvero poco…”

Sembra un messaggio innocuo, ma negli ultimi mesi sta circolando una truffa che sfrutta Web: viene spesso chiamata “Ghost Pairing”.

Seguendo la procedura, la vittima viene indotta a inserire numero e codice di verifica in una pagina esterna: così facendo, senza rendersene conto, collega il proprio WhatsApp a un dispositivo terzo tramite WhatsApp Web. Da quel momento l’account può essere “replicato” e usato dai truffatori per leggere conversazioni, impersonare la persona, contattare amici e colleghi e far proseguire la catena con richieste di denaro o ulteriori link malevoli.

Questa dinamica è particolarmente delicata quando riguarda dispositivi aziendali o numeri usati per lavoro. In quei casi il rischio non è solo personale: possono essere esposte conversazioni operative, contatti di clienti e fornitori, informazioni organizzative e, soprattutto, può attivarsi una forma di social engineering credibile perché parte da un’identità già fidata.

Se hai ricevuto messaggi simili, hai cliccato sul link o hai il sospetto che il tuo account sia stato agganciato, conviene intervenire rapidamente: disconnettere eventuali dispositivi non riconosciuti, mettere in sicurezza l’account e — se coinvolge un telefono aziendale — attivare subito le procedure interne di security/IT.

In MCG Network stiamo già seguendo casi specifici legati a questo fenomeno, sia sul versante tecnico-organizzativo sia sul versante privacy e gestione dell’incidente quando risultano coinvolti dati e contatti professionali.

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