ANPI Altamura - Ba
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spazio pubblico antifascista e repubblicano perché l'art. 3 della Costituzione trovi piena attuazione - PER UNA NUOVA FASE DELLA LOTTA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA
25/08/2026
COLORIAMO INSIEME LA PACE .
*30 AGOSTO AD ALTAMURA*
Realizziamo insieme la grande Bandiera della Pace che costituirà la scenografia della
🔴 FESTA DEI POPOLI
del 19 Settembre
presso il giardino della Chiesa Evangelica di Altamura
e sfilerà con noi durante la
🔴 MARCIA GRAVINA-ALTAMURA
del 24 OTTOBRE 2026 .
La bandiera è stata già avviata in altri incontri durante luglio e sarà completata con l’aiuto di tutti quelli che vorranno partecipare.
Venite con abiti adatti al lavoro di pitturazione.
Colori e strumenti li procuriamo noi.
Comitato per la pace-Altamura
Patria Indipendente
altramurgia
Caravan - Centro Interculturale
Marcia Perugiassisi
COLORIAMO INSIEME PER LA PACE 🏳️🌈
Altamura, da sempre crocevia di popoli, attualmente accoglie circa trenta comunità che il 19 settembre celebreranno la seconda edizione della Festa dei Popoli.
In preparazione a questo evento, il Comitato per la pace-Altamura, ANPI Altamura - Ba e Associazione Fornello - Caravan - Centro Interculturale, promuovono la realizzazione di una grande Bandiera della Pace.
Questa Bandiera sarà il testimone che la Festa dei popoli passerà al grande evento della Marcia della Pace Gravina- Altamura del prossimo 24 ottobre, diventando il simbolo di un cammino continuo e condiviso.
Le bandiere delle nazioni, con i loro colori, raccontano spesso storie di guerre e lotte di liberazione.
Ci sono altre strade per custodire la Pace: i popoli che sanno fare festa insieme sanno anche costruire comunità più giuste, che esprimono politiche di accoglienza e governi capaci di scegliere la pace nonviolenta, disarmata e disarmante.
📆 Domenica 30 agosto
🕦 16.30
📍Via Ottavio Serena
Ti aspettiamo per colorare il tuo segno di Pace. Perché la pace non si aspetta: si costruisce, insieme!
12/08/2026
Per non dimenticare!
❤️✊
SANT’ANNA DI STAZZEMA, 12 AGOSTO 1944
Erano le sette del mattino.
Le SS salirono in tre colonne, con i fascisti del posto a fare da guida. Rastrellarono le case una per una, radunarono le famiglie nelle stalle e sul sagrato della chiesa, e le mitragliarono. Sui corpi gettarono le bombe a mano, poi le panche della chiesa, poi la benzina, e diedero fuoco.
In poco più di tre ore.
560 persone. Oltre 130 bambini.
La più piccola si chiamava Anna Pardini e aveva venti giorni.
Don Innocenzo Lazzeri si offrì al posto dei suoi parrocchiani: lo uccisero con loro. Genny Bibolotti Marsili scagliò uno zoccolo in faccia a un SS per dare a suo figlio Mario, sei anni, il tempo di scappare: Mario si salvò, lei no. Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.
Poi il silenzio, per cinquant’anni. Le carte dell’inchiesta finirono chiuse nell’”armadio della vergogna”, ritrovato solo nel 1994 in uno scantinato della Procura militare di Roma.
Nel 2005 il Tribunale militare di La Spezia condannò all’ergastolo dieci ex SS. Nessuno di loro ha mai scontato un solo giorno di carcere: la Germania non li ha mai estradati e nel 2012 la Procura di Stoccarda ha archiviato tutto.
Per questo la memoria non è e non può essere un rito.
Oggi Sant’Anna è Parco Nazionale della Pace. Le case bruciate sono rimaste dove erano. Ci si sale a piedi, e si legge una lapide dopo l’altra: interi cognomi ripetuti dieci, dodici volte. Famiglie cancellate in una mattina d’agosto.
Onore ai martiri di Sant’Anna di Stazzema.
02/08/2026
Bologna, 2 agosto 1980. Ore 10.25. Una bomba esplode nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale, gremita di viaggiatori in partenza per le vacanze.
Ottantacinque morti, oltre duecento feriti: la più grave strage nella storia dell’Italia repubblicana.
Ci sono voluti decenni di processi per stabilire quello che le sentenze oggi affermano: la matrice neofascista dell’attentato e i depistaggi messi in atto da settori degli apparati dello Stato e dalla loggia P2 per coprirne gli autori.
A quarantasei anni di distanza, l’orologio della stazione resta fermo alle 10.25. Non è un gesto simbolico: è un impegno. Perché la memoria non muore, e non muore la richiesta di verità piena portata avanti dall’Associazione dei familiari delle vittime.
L’ANPI è a fianco di Bologna oggi come ogni 2 agosto: ricordare le vittime significa difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e chiudere ogni spazio a chi ancora oggi si richiama a quella matrice.
ANPI provinciale Bologna
25/07/2026
Bastarono un po' di pasta, una spolverata di formaggio e qualche noce di b***o per dimostrare la resistenza ai beceri valori del fascismo. È la storia dei fratelli Cervi, che il 25 luglio del 1943 distribuirono piatti di spaghetti (o maccheroni) in bianco agli abitanti di Campegine, nel Reggiano, per festeggiare la destituzione di Mussolini. Il 28 dicembre dello stesso anno i sette fratelli pagarono con la vita la propria resistenza al regime e furono fucilati al poligono di tiro di Reggio Emilia. Oggi, nel 2026, la pastasciutta antifascista è di tutti coloro che credono che non sia sufficiente il populismo per agitare l'odio razziale e che la condivisione - di idee, di memoria e di cibo - possano rappresentare una valida arma contro pregiudizi e discriminazione.
“Pastasciutta antifascista”, la nuova vignetta di Mauro Biani per L’Espresso
L’Anpi provinciale di Bari condanna i commenti razzisti dopo l’incidente al campo rom di Bari Japigia .
Con riferimento ad alcuni post dal contenuto razzista apparsi in queste ore su alcune piattaforme social dopo l'incidente avvenuto ieri nell'accampamento rom di Japigia il presidente del comitato Anpi provinciale di Bari Nicola Colaianni ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"La comunità Anpi del barese condanna fermamente i disgustosi post razzisti apparsi sulle piattaforme social a commento dell’incidente avvenuto ieri nell’insediamento rom di Japigia a Bari.
Parole ignobili che rimandano a pagine terribili del passato definitivamente cancellate e ripudiate dalla storia.
Bari è e rimane una città accogliente e inclusiva, orgogliosa della sua storia meticcia, dei tanti episodi di accoglienza che hanno contribuito a formarne l’identità e dell’essere un porto di mare che trae linfa vitale ed energia dagli scambi e dalle relazioni.
Chi viene in pace é e sarà sempre il benvenuto.
Questi commenti vergognosi confermano una volta di più quanto fondamentale sia il lavoro che l’Anpi svolge quotidianamente per difendere e promuovere i valori della libertà, dell’antifascismo, dell’antirazzismo e della pacifica convivenza tra differenze e quanto importante sia contrastare ovunque e nel modo più netto possibile i rigurgiti razzisti e discriminatori che alcune forze politiche, in modo irresponsabile e pericoloso, non smettono di incentivare.
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