Ida Carmina
Portavoce Camera M5S, docente, avvocata, ex Sindaca di Porto Empedocle, sposata, madre di due figli
22/06/2026
Su queste grandi tragedie deve esserci serietà e rispetto. Ma è chiaro che fino ad oggi la strategia del ministro dei trasporti non ha avuto effetti. Anche per sua (implicita) ammissione.
Giovedì scorso ho incrociato l'ennesimo incidente sulla Palermo-Agrigento, dove ha perso la vita una donna di 55 anni. Una vita spezzata, una famiglia distrutta. Ma soprattutto, l'ennesima tragedia evitabile. Ieri a Palermo una ciclista è morta a seguito di un sorpasso vietato. Nel weekend il telegiornale ha fatto il solito - drammatico - elenco di vittime della strada. Tanti giovanissimi. Tutte le vittime, ma davvero tutte, evitabili.
Come?
Io spero vivamente che il ministro Salvini capisca che in questo Paese bisogna cambiare completamente approccio sulla sicurezza stradale. In tutta Europa il trend degli incidenti cala per via di scelte precise. Le "città 30" e "50" sono ormai una realtà diffusa, eccetto che in Italia.
Soltanto rispettando i limiti di velocità si eviterebbero gran parte degli incidenti. Nel nostro Paese si investe poco in manutenzione stradale. Incroci non segnalati, strade a scorrimento veloce senza spartitraffico tra corsie di senso opposto, manto stradale in condizioni precarie. La situazione in Sicilia è drammatica.
Con limiti di velocità più bassi, adeguata manutenzione, telecamere, rilevatori di velocità e controlli diffusi, dissuasori, dossi artificiali a norma, percorsi con restringimenti delle carreggiate e tanti altri meccanismi collaudati e già sperimentati come efficaci, potremmo salvare tutte le vite. È solo una questione di priorità e volontà.
Quando diciamo che il Ponte sullo Stretto è una mera utopia, è anche e soprattutto per questo. Investiamo anche una parte di quei soldi per migliorare le nostre strade, renderle sicure per i nostri figli e per noi stessi. È di questo che abbiamo bisogno. E si può fare. Basta volerlo davvero.
19/06/2026
Hanno il coraggio di parlare di successi di questo governo in politica estera. Ma invece puntualmente e platealmente vengono smentiti con figuracce planetarie.
A me da donna e da politico dispiace sinceramente per queste parole e per come è stata trattata Giorgia Meloni. È una scortesia evidente del Presidente americano, totalmente estraneo alle buone maniere, ed è comunque uno schiaffo al nostro Paese.
Ma va detto senza mezzi termini che questa frase dimostra tutta l'inadeguatezza nella gestione del rapporto col Presidente americano. Perché se per anni releghi Palazzo Chigi a ruolo di portavoce diventa quasi fisiologico che alla prima alzata di testa vieni travolta.
Al di là di questo il fallimento della politica estera della Meloni è evidente. Palese. Aveva puntato tutto sul rapporto con Trump e questi sono i risultati. Noi con Giuseppe Conte ricordiamo un'altra storia.
17/06/2026
I grandi risultati del governo Meloni. Eccoli!
Imponenti flussi di denaro pubblico vengono indirizzati verso il riarmo e le spese militari, anziché essere investiti nella tutela delle persone.
A sottolinearlo è anche il Presidente della Caritas Italiana, monsignor Benoni Ambarus.
Nel 2025 la Caritas ha assistito 282.539 persone, con il record negativo nelle 206 diocesi italiane: +1,7% rispetto al 2024.
E mentre gli italiani sono sempre più poveri e patiscono la fame e non riescono piu a curarsi nel frattempo Giorgia Meloni pensa alla Legge Elettorale. Ma che politica è questa?
Straordinario Giuseppe Conte ❤️
Una fuga di talenti, energie, intelligenze dal nostro Paese, che questo governo cinico e insensibile ignora completamente. Forse perché i loro figli sanno sempre come sistemarli.
Incredibile! Meloni ormai si vanta di aver aumentato i soldi per le armi, quando i cittadini avrebbero bisogno di risorse per affrontare la crisi e interi comparti come quello della sanità sono al collasso. Ancora ieri ad Agrigento un assurdo episodio di aggressione ad un'infermiera.
09/06/2026
Prendo atto delle dimissioni rassegnate oggi da Capodieci. È una decisione che riconosce la gravità della vicenda, e rafforza la nostra richiesta: “FUORI LA POLITICA DALLA SANITÀ"
Ma queste dimissioni non possono essere sufficienti. Per le stesse ragioni ritengo che debba dimettersi anche Riccardo Gallo, indicato come il referente politico di quel sistema di relazioni e di potere. Le Istituzioni non possono consentire che al proprio interno alberghino atteggiamenti discriminatori o offensivi nei confronti delle donne, perchè il permanere su scranni parlamentari danneggia l’immagine delle istituzioni ed in questo caso la credibilità del Parlamento regionale.
Esiste una responsabilità politica e morale che prescinde dagli accertamenti giudiziari e che impone scelte immediate e coerenti.
Pertanto, faccio mia la richiesta avanzata dalla Cgil e dalle nove associazioni femminili che hanno chiesto le dimissioni immediate di Gallo. Non si tratta di sostituirsi alla magistratura, ma di affermare un principio fondamentale: chi rappresenta le istituzioni deve essere esempio di rispetto, uguaglianza e dignità umana e le donne non possono essere ricattate per il bisogno di lavoro.
Chiedo chiedo giustizia per la dignità delle donne. Chiedo che la politica prenda le distanze in modo netto e inequivocabile da ogni cultura sessista e patriarcale che riduce le donne a oggetti. Su questi temi non possono esserci silenzi, ambiguità o calcoli di convenienza politica.
La dignità delle donne non è negoziabile. E le istituzioni hanno il dovere di difenderla sempre.
Agrigento, abbiamo vinto❤️
07/06/2026
“UN CIARPAME SENZA PUDORE”
Come donna, come madre, come educatrice e come cristiana e sono schifata.
La politica non e’ questo degrado morale ed i politici non sono tutti uguali.
Perché la questione non riguarda un partito o una corrente.
Riguarda il RISPETTO DOVUTO AD OGNI DONNA.
VERGOGNATEVI!
05/06/2026
Un nuovo terremoto giudiziario in Sicilia coinvolge il Cefpas di Caltanissetta, ente di alta formazione sanitaria, per il quale sono state richieste otto misure cautelari nei confronti di un deputato regionale di Agrigento in carica, Riccardo Gallo, del direttore del Centro, Roberto Sanfilippo, e di alcuni dirigenti dell’ente nisseno, oltre all’attuale direttore generale dell’Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci.
Da troppi anni il Cefpas è nell’occhio del ciclone per le pesantissime ingerenze della politica, in particolare di esponenti del centrodestra siciliano, che avrebbero trasformato un’eccellenza della sanità regionale nel proprio giardino di casa, snaturandone la missione istituzionale.
Mentre i cittadini onesti lottano ogni giorno per lavoro e diritti in questo Paese dove vivere è sempre più difficile, questi fanno una vita da nababbi con i soldi pubblici. Che vergogna.
Mandiamoli tutti a casa.
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Agrigento