Filef Melbourne
Not-for-profit organisation based in NAARM-Melbourne.
FILEF, federation of Italian migrant workers & families, it's a political, cultural and social hub connecting Australia and Italy.
18/06/2026
this is a post promoting our next film night on Friday 27 June but also a collation of all the good food, people and pets that grace FILEF member’s lives.. . honestly you would be really silly not to come hang out with us… buona notte x
15/06/2026
😭🫶🏼 amazing weekend with our amazing community ✨💛 some beautiful yarns after our film screening of I Cento Passi on Saturday, followed by wholesome dancing and singing at the Sunday merenda fundraiser for the wonderful Rosa & her team Rosa Voto Ustrale 💃🏻 complimenti!!! 🎉
11/06/2026
La lotta contro il fascismo continua
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1561227532039365&id=100044563983825
Ieri sera questa grande artista che di nome fa Paola Cortellesi, in piazza del Quirinale, davanti al Presidente della Repubblica e in faccia - lasciatemelo dire - a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, ha tenuta delle orazioni più alte degli ultimi anni sul vero e autentico senso della Festa della Repubblica.
Lo ha fatto facendo i nomi e i cognomi delle DONNE che questa Repubblica hanno contribuito a costruirla e a renderla possibile.
C’è voluta lei per fare quei nomi di grandi donne italiane, perché il governo della prima donna Presidente del Consiglio se n’era dimenticato.
"Ottant'anni fa nasceva la Repubblica Italiana.
Nacque dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della resistenza, Nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, un gesto semplice e insieme rivoluzionario. Dal voto di un popolo che usciva stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto.
E nacque, per la prima volta, anche dal voto delle donne. Dopo aver potuto esprimere la loro preferenza nelle elezioni amministrative di marzo, il 2 e il 3 giugno del 1946 le italiane entrarono nei seggi per partecipare a pieno titolo alla scelta tra monarchia e repubblica e all'elezione dell'assemblea costituente.
Finalmente, almeno lì dentro, la loro voce aveva lo stesso peso di quella di chiunque altro. Prima di quel momento la maggior parte delle donne italiane era cresciuta dentro un'idea precisa di subordinazione e obbedienza. Sotto il regime fascista le donne non erano soltanto escluse dalla vita pubblica ma furono progressivamente ricondotte anche per legge a un unico ruolo considerato naturale: moglie, madre, custode del focolare.
La propaganda fascista celebrava la maternità come missione patriottica: dare figli alla nazione. Ma dietro quella retorica c'era un progetto di limitazione dell'autonomia femminile. Alle donne fu proibito di dirigere scuole medie e superiori, di insegnare materie considerate di alto profilo, come filosofia e storia nei licei.
L'istruzione di bambini e ragazze fu orientata verso lavori donneschi, ovvero mansioni domestiche. Gli studi superiori e le professioni intellettuali venivano altamente sconsigliati. E nel caso in cui una studentessa avesse avuto l'arroganza di proseguire gli studi, avrebbe comunque trovato tasse universitarie raddoppiate rispetto a quelle degli studenti.
Accanto alle norme, anche gli scritti ideologici del tempo teorizzavano la subordinazione femminile.
In questi passaggi del volume ‘Politica della famiglia’ del 1938, scritto dall'economista fascista Ferdinando Loffredo, affiora, a voler pensar male, un certo pregiudizio misogino, seppur velatamente accennato tra le righe: ‘La indiscutibile minor intelligenza della donna ha impedito di comprendere che la maggiore soddisfazione può essere da essa provata solo nella famiglia’.
E ancora: ‘Il lavoro femminile crea nel contempo due danni: la mascolinizzazione della donna e l'aumento della disoccupazione maschile’.
In sintesi è: ‘Vengono a rubarci il lavoro’. Questo concetto, devo dire, va ancora fortissimo. È un jolly da giocarsi a seconda delle categorie. Allora erano le donne.
Eppure, in questo oscuro scenario di disuguaglianza, ci furono ragazze giovanissime che decisero di ribellarsi. In un momento storico in cui dissentire non consisteva nel pubblicare una storia su Instagram, ma voleva dire mettere a rischio la propria vita.
Adottarono un nome di battaglia, come misura di sicurezza per sé e per i compagni, e si unirono alle circa 300.000 persone impegnate nella resistenza contro il nazifascismo.
Teresa Vergalli, nome di battaglia Annuska, staffetta, a 16 anni andava in bicicletta con i messaggi nascosti nelle trecce e una piccola rivoltella nel reggipetto per uccidersi qualora fosse caduta nelle mani dei naz*sti. Non ne ebbe bisogno e dopo la guerra girò per le campagne con il facsimile della scheda elettorale per mostrare alle braccianti come apporre il proprio voto su questo misterioso ma importantissimo documento.
Tina Anselmi aveva 17 anni quando fu costretta ad assistere all'impiccagione di 31 prigionieri in piazza. Decise di unirsi alla resistenza. Dedicò poi tutta la sua vita alla tutela dei diritti civili e sociali delle donne.
Irma Bandiera venne catturata da una squadra fascista e seviziata in ogni modo possibile per giorni affinché rivelasse informazioni sui propri compagni. Non lo fece. Venne accecata e uccisa da una raffica di mitra e il suo corpo fu esposto pubblicamente perché tutti vedessero qual era la fine che toccava ai nemici del regime. Aveva 29 anni.
Molte di quelle ragazze erano adolescenti. Molte di quelle ragazze erano adolescenti, non avevano ancora il diritto di lavoro, ma stavano già scegliendo il futuro dell'Italia. E quella scelta aveva un prezzo reale. Il carcere, la tortura, la morte.
Alcune partigiane, finita la guerra, entrarono persino nell'assemblea costituente. Nilde Iotti, che aveva partecipato alla resistenza nei gruppi di difesa della donna, divenne una delle 21 donne costituenti e anni dopo la prima presidente della Camera.
Teresa Mattei, partigiana a 20 anni, contribuì alla scrittura dell'articolo 3 della Costituzione, quello che sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
Ma accanto a queste figure straordinarie c'era la moltitudine silenziosa delle donne comuni, quelle piegate dal lavoro fin dall'infanzia, indottrinate alla sottomissione, destinate nei casi migliori a una vita di obbedienza e nei peggiori a subire ogni sopruso, che avevano allevato i figli nella fame, sotto i bombardamenti, lavorato nei campi, fatto code interminabili per un pezzo di pane e poi contribuito a ricostruire un paese devastato dalla guerra.
Insomma: quelle che non sarebbero finite nei libri di storia e che raramente sono state ringraziate. Proviamo a immaginare cosa abbia significato per quei milioni di donne essere finalmente considerate cittadine, non più soltanto madri o mogli, ma persone. Titolari di una volontà politica e di diritti, essere convocate attraverso il voto a partecipare alle decisioni che riguardavano il futuro collettivo.
Si saranno percepite come gocce nel mare o come parte attiva di qualcosa di più grande? Con quale emozione avranno vissuto quel momento?
La giornalista Anna Garofalo raccontò così quei giorni: "Le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere hanno un'autorità silenziosa e perentoria. Le rigiriamo tra le mani e ci sembrano più preziose della tessera del pane. Abbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d'esame. Ripassiamo mentalmente la lezione, quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d'amore. Le conversazioni che nascono tra uomini e donne hanno un tono diverso, da pari".
Da pari. Con quel gesto nasceva la promessa di una repubblica fondata sulla dignità e sull'uguaglianza.
La promessa di un paese in cui si potesse parlare liberamente, di sentire scegliere chi governa, partecipare alla vita pubblica senza paura.
Una nazione in cui le donne potessero finalmente studiare, lavorare, votare, candidarsi, amministrare i propri beni, costruire il proprio destino fuori dall'obbedienza imposta.
L'effettiva parità salariale, la libertà di camminare sole la sera o di separarsi da un compagno violento senza temere per la propria incolumità. Ecco, queste ultime promesse non sono state ancora mantenute.
Dobbiamo lavorarci.
Dico ‘dobbiamo’ perché se è vero che la sovranità appartiene al popolo, allora ogni cittadino può e deve fare la sua parte. Molto è cambiato da allora. Ma la storia recente ci mostra con brutale chiarezza quanto velocemente il mondo possa cambiare. E quel diritto conquistato 80 anni fa continua a ricordarci che la democrazia non è qualcosa di scontato e che ogni libertà esiste perché qualcuno ha avuto il coraggio di pretenderla.
Oggi, festeggiare gli 80 anni della Repubblica Serve a tenere bene a mente quanto sia prezioso vivere in democrazia, che nessun tiranno decida per noi. Serve a ricordare da dove veniamo, a onorare il coraggio di uomini e donne che hanno combattuto per la nostra libertà e a impegnarci ogni giorno a meritarla.
Irma Bandiera, prima di essere fucilata a 29 anni, fece in tempo a scrivere una lettera indirizzata a sua madre: "Ditele che sono caduta perché quelli che verranno dopo di me possano vivere liberi come l'ho tanto voluto io stessa".
Quelli dopo di lei siamo noi".
STRAORDINARIA!
07/06/2026
Compagni! It's Radiothon time!
Tune into 855AM this Wednesday 10 June at 6.30pm for our radiothon special!
We are celebrating 50 years of 3CR Community Radio! Help us keep radical voices on air by making a donation!
All donations over $2 are tax deductible!
Phone in on 03 9419 8377 during our show this week and pledge a donation live on air!
You can also visit www.3cr.org.au/donate
And at https://givenow.com.au/cr/radiofilef
Help Radio FILEF reach our target of $800!
Sostenete la radio comunitaria 3CR! Contribuite ora!
01/06/2026
❄️📽️ as winter begins we also introduce our FILEF Film Club to bring us and our warmth together!
Two screenings across the month of June: I Cento Passi (One Hundred Steps) and La Classe Operaia Va In Paradiso (The Working Class Goes to Heaven). More details on the movies to come! ✨
Saturday 13th and Friday 27th June.
2PM and 6:30PM.
Drinks, food and engaging discussions all at our favourite place, 🫶🏼
26/05/2026
🇮🇹✨ WE ARE BACK WITH ANOTHER FESTA! ✨🌶️
Join FILEF as we come together to celebrate la Festa Della Repubblica - commemorating the 1946 referendum where citizens voted to transition from a monarchy to a republic. We would like to present a counter-institutional alternative left voice to the military parades, situating the discussion in our context: one that highlights our responsibility as migrants on stolen land to First Nations justice and sovereignty. ✊🏼🫡
📣 So far we have confirmed the following passionate voices in our community:
Dr Kristen Zornada - a human rights lawyer and academic whose extensive research and decade-long activism span constitutional justice for First Nations peoples, the legal construction of organised crime, and international human rights advocacy for the Palestinian cause. 🌟
Mililma May - a campaign and advocacy manager for . Mililma, with her partner Birrugan, also spends her time running .ltd - an Aboriginal-owned not-for-profit language school dedicated to Gumbaynggirr language revitalisation 🖤💛❤️ they are always seeking funding to keep their doors open - come learn how we can support them and DONATE HERE! https://www.bulagan.org/donate
As well as live music from 🎸, we’ll have a film screening of L’onorevole Angelina (The Honourable Angelina), delicious food (including the best zeppole you’ll ever eat), and an art print raffle for a terrific piece from our very own ! 🎨🦞
Bring your friends, family, and your hunger for community, culture and collective knowledge. Ci vediamo li’ 💖🥳
16/04/2026
UNISCITI A FILEF NAARM PER CELEBRARE LA FESTA DELLA LIBERAZIONE, SABATO 25 APRILE
JOIN FILEF NAARM IN CELEBRATING LA FESTA DELLA LIBERAZIONE, SATURDAY APRIL 25TH
La Festa Della Liberazione is a fundamental day in Italian history, which commemorates the struggles of i partigiani/the Italian resistance, and celebrates their victory in liberating Italia from Nazi-occupation and fascist ruling.
Doors open 1:00pm, donation entry (if you can afford it)
There will be:
talks + discussions, a film screening, tarantella workshop, live music, DJs + home-cooked pizza & pasta!
more details to come...
stay anti-fascisti ❤️
16/04/2026
UNISCITI A FILEF NAARM PER CELEBRARE LA FESTA DELLA LIBERAZIONE, SABATO 25 APRILE
JOIN FILEF NAARM IN CELEBRATING LA FESTA DELLA LIBERAZIONE, SATURDAY APRIL 25TH
La Festa Della Liberazione is a fundamental day in Italian history, which commemorates the struggles of i partigiani/the Italian resistance, and celebrates their victory in liberating Italia from Nazi-occupation and fascist ruling.
Doors open 1:00pm, donation entry (if you can afford it)
There will be:
talks + discussions, a film screening, tarantella workshop, live music, DJs + home-cooked pizza & pasta!
more details to come...
stay anti-fascisti ❤️
16/04/2026
UNISCITI A FILEF NAARM PER CELEBRARE LA FESTA DELLA LIBERAZIONE, SABATO 25 APRILE
JOIN FILEF NAARM IN CELEBRATING LA FESTA DELLA LIBERAZIONE, SATURDAY APRIL 25TH
La Festa Della Liberazione is a fundamental day in Italian history, which commemorates the struggles of i partigiani/the Italian resistance, and celebrates their victory in liberating Italia from Nazi-occupation and fascist ruling.
Doors open 1:00pm, donation entry (if you can afford it)
There will be:
talks + discussions, a film screening, tarantella workshop, live music, DJs + home-cooked pizza & pasta!
more details to come...
stay anti-fascisti ❤️
Click here to claim your Sponsored Listing.
Category
Contact the organization
Website
Address
Melbourne, VIC
3000