Marco Merlino
Esperto nella gestione dei rapporti con i soci, Dir. Commerciale OSM Value
www.linktr.ee/marcomerlino
23/06/2026
Per molto tempo ho pensato che essere indispensabile fosse una qualità, che significasse essere un buon imprenditore.
Poi ho compreso una cosa, se tutto dipende da te, non hai costruito forza, hai creato dipendenza.
All'inizio essere al centro di tutto fa anche piacere, le persone ti cercano, le decisioni passano da te, ogni problema trova soluzione grazie a te.
Ti senti importante, ma col tempo diventa una gabbia.
Perché più l'azienda cresce, più diventa evidente una verità: nessuna organizzazione può svilupparsi davvero se ogni cosa continua a ruotare attorno a una sola persona.
Credo che uno dei momenti più importanti nella vita di un imprenditore sia proprio questo.
Quando smette di misurare il proprio valore da quanto è indispensabile, e inizia a misurarlo da ciò che riesce a costruire negli altri.
È lì che, spesso, inizia la maturità imprenditoriale.
20/06/2026
Conosco imprenditori che lavorano 12 ore al giorno e hanno la sensazione di essere sempre indietro.
Non perché lavorino poco, ma perché spesso stanno correndo senza una direzione chiara.
Essere sempre impegnati dà una sensazione di produttività. Ma la crescita arriva quando le attività quotidiane sono collegate a un obiettivo preciso.
Altrimenti rischiamo di fare la stessa cosa di Forrest Gump.
Correre tantissimo, senza sapere davvero dove stiamo andando.
18/06/2026
Molti imprenditori mi dicono: "Marco, ho costruito la mia azienda."
E ogni tanto, parlando con loro, mi accorgo che in realtà non hanno costruito un'azienda, hanno costruito un lavoro.
Un lavoro che li chiama quando sono in ferie, che si blocca quando stanno male e che dipende da loro per ogni decisione importante.
Attenzione non c'è niente di sbagliato, all'inizio è normale.
Il problema è quando passano gli anni e la situazione è ancora la stessa, perché a quel punto non sei più tu che possiedi l'azienda, è l'azienda che possiede te.
C'è una domanda che ogni imprenditore dovrebbe farsi almeno una volta:
Se domani sparissi per un mese, cosa succederebbe?
La risposta racconta molto più del fatturato, del numero di dipendenti o delle dimensioni dell'impresa.
15/06/2026
Ci sono momenti in cui l'azienda cresce, le vendite aumentano e tutto sembra andare nella direzione giusta.
Ed è proprio in quei momenti che molti imprenditori iniziano ad abbassare la guardia.
Un po' come nel Titanic, quando le cose vanno bene è facile sentirsi invincibili. Pensare che la crescita continuerà da sola, che i problemi siano lontani e che basti continuare a fare quello che si è sempre fatto.
Il problema è che gli iceberg raramente mandano segnali evidenti, margini che si riducono, costi che aumentano, performance che rallentano, clienti che cambiano abitudini.
Piccoli indicatori che spesso vengono ignorati perché il fatturato continua a salire, ma un imprenditore non dovrebbe guardare solo dove sta andando la nave.
Dovrebbe guardare anche ciò che potrebbe trovarsi davanti, per questo il controllo di gestione non serve quando le cose vanno male, serve soprattutto quando vanno bene.
Perché spesso il problema non è l'iceberg, è accorgersene troppo tardi.
Scrivi "CONTROLLO" e ti spiegherò quali sono i numeri che ogni imprenditore dovrebbe monitorare con costanza.
13/06/2026
Se tutti i tuoi clienti sono problematici, forse il problema non sono i clienti.
Le aziende attraggono ciò che comunicano, ciò che tollerano e ciò che decidono di accettare.
Per questo motivo, prima di chiederti come gestire meglio i clienti difficili, prova a chiederti perché continuano ad arrivare.
11/06/2026
Uno degli errori più costosi che vedo nelle aziende è cercare il collaboratore perfetto.
Quello che ha esperienza, competenze, iniziativa, problem solving, leadership, precisione, autonomia, disponibilità e magari costa anche poco.
Il problema è che questa persona, nella maggior parte dei casi, non esiste.. e quando si cerca la perfezione si finisce spesso per non assumere nessuno, oppure per scartare persone che avrebbero potuto dare un grande contributo all'azienda.
Le aziende migliori non cercano persone perfette, ma persone compatibili con il ruolo, con il team e con la cultura aziendale. Persone che abbiano il potenziale per crescere e la volontà di farlo.
Una buona assunzione non nasce dall'assenza di difetti, ma dalla presenza delle qualità giuste.
08/06/2026
Hai mai notato che in alcune aziende tutti dicono di voler migliorare, collaborare e prendersi responsabilità, ma poi vengono premiati comportamenti completamente diversi?
Perché la verità è che le persone non fanno ciò che è scritto nelle procedure, nei regolamenti o nei valori aziendali appesi al muro.
Fanno ciò che viene premiato, se premi solo chi lavora più ore, non stupirti se nessuno cerca di lavorare meglio.
Se premi solo chi vende di più, non stupirti se la qualità passa in secondo piano.
Se premi chi spegne le emergenze, ma non chi le previene, finirai per creare un'azienda che vive costantemente nell'urgenza.
Ogni azienda, compra la tua, che tu lo voglia o no, sta già incentivando dei comportamenti, la domanda è: stai premiando quelli giusti?
Scrivi "INCENTIVI" e ti spiegherò uno degli errori più comuni che vedo nei sistemi premianti delle PMI.
07/06/2026
Molti imprenditori pensano che il problema siano le persone, spesso, invece, il problema nasce molto prima: durante la selezione.
Assumere qualcuno perché serve urgentemente, perché "ha fatto una buona impressione" o perché il curriculum sembra interessante può trasformarsi in un errore molto costoso.
Le persone giuste esistono, la vera sfida è avere un metodo per riconoscerle prima di inserirle in azienda.
Scrivi "IPROFILE" e scopri come valutare una persona oltre il curriculum.
06/06/2026
Ogni imprenditore sogna di avere un team autonomo.
Poi arriva lunedì mattina e nel giro di un'ora qualcuno ti chiede un'approvazione, qualcuno vuole un consiglio, qualcuno aspetta una decisione e qualcun altro semplicemente vuole sapere come procedere.
A quel punto molti pensano: "Devo trovare persone migliori," ma non sempre è questo il problema, anzi.
Perché se ogni decisione passa da te, se ogni dubbio arriva sulla tua scrivania e se ogni attività si blocca in attesa della tua risposta, probabilmente hai costruito un'organizzazione dipendente da una sola persona: tu.
La cosa paradossale è che spesso questo nasce dalle migliori intenzioni, vuoi aiutare tutti, essere disponibile, risolvere velocemente i problemi e tenere tutto sotto controllo, e nel tempo il team si abitua.
Tu diventi il punto di riferimento per tutto e loro smettono di prendere iniziativa, finché un giorno ti ritrovi a lavorare più dell'intera azienda.
La vera leadership non consiste nell'avere tutte le risposte, ma nel costruire persone capaci di trovarle anche quando tu non ci sei.
Scrivi "AUTONOMIA" e ti spiegherò qual è il primo passo per creare un team che non dipenda continuamente da te.
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