LEANDRO BARSOTTI

LEANDRO BARSOTTI

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giornalista, cantautore, coach Divulgatore, scrittore, coach.

Cantautore negli anni Novanta (due festival di Sanremo, cinque album all'attivo, il successo nazionale di "Mi piace"). Autore del romanzo "L'amore Resta" e del libro di arte e aforismi "Love +" (in collaborazione con l'artista Seneca)

Life e spiritual coach
Meditazioni guidate e visualizzazioni per la crescita personale
Corsi di meditazione e sviluppo personale

Corso "Il codice dell'amore"

17/08/2026

Leggo di ragazzine che fanno a botte, e mi chiedo cosa sta succedendo a questa nostra società.

Scuola media, provincia di Padova. Una dodicenne esce di casa per vedere delle amiche. Alle 22 la madre non la vede rientrare, la chiama. Le risponde piangendo: «È successo un guaio, mi hanno picchiata».

La dodicenne racconta che sulla strada di casa una compagna di scuola l'ha bloccata, insieme a una ragazza che lei non conosce. Un saluto, poi i capelli afferrati, un colpo al volto, un altro ancora. Dice che si è raggomitolata per proteggere viso e addome mentre i calci arrivano sulla schiena e sul fianco. La compagna di scuola le grida addosso che le ha fatto un torto. L'altra ragazza, intanto, filma tutto con il telefono.

Prima di andarsene, la minaccia: se lo racconta a qualcuno, le manderà "un gruppo di maranza" sotto casa.

La dodicenne finisce al pronto soccorso pediatrico, pochi giorni di prognosi. Ma il peggio viene dopo.

La mattina dopo, l'autrice del pestaggio pubblica un video sui social. Ci scrive sopra una frase: «Mi sono rispecchiata nelle tue lacrime mentre ti picchiavo.»

Non è uno sfogo scritto di getto, di rabbia. È una frase costruita, cercata, limata per fare effetto, postata a mente fredda, il giorno dopo, quando la paura e l'adrenalina si erano già spente.

I carabinieri indagano su lesioni aggravate, minacce, violenza privata. Ma il punto vero è un altro: dove imparano la violenza i ragazzini di dodici, tredici anni. Dove imparano le frasi a effetto da scrivere sotto un video. E soprattutto, da dove nasce una premeditazione di odio così lucida, così fredda, in chi ha ancora l'età delle elementari alle spalle.
L.


(foto simbolo, non riguarda l'episodio descritto)

15/08/2026

Buon Ferragosto in nove pensieri su cui fermarsi a riflettere.

🔴1. Il passato non si cambia.
Puoi rimuginarci quanto vuoi. Resta com'è stato. L'energia va messa su quello che puoi fare a partire da oggi.

🔴2. Il giudizio degli altri non parla di te.
Tu sai chi sei. Gli altri, quando parlano di te, stanno raccontando la loro vita, non la tua.

🔴3. La tua strada è solo tua.
Esistono regole sociali condivise. Ma non è detto che siano fatte per te.

🔴4. La felicità è dentro di te.
Puoi comprare tutto quello che vuoi. Dura poco. Se non la trovi dentro il tuo cuore, non la trovi da nessuna parte.

🔴5. Quello su cui ti concentri, si moltiplica.
Guarda la bellezza intorno a te, e ne troverai ancora.

🔴6. Il fallimento lo decidi tu.
Finché credi in quello che desideri, il fallimento non esiste.

🔴7. La gentilezza è contagiosa.
Migliora te, e tutto quello che ti sta intorno.

🔴8. Il tempo e la pazienza migliorano ogni cosa.
Basta non smettere.

🔴9. Quello che doni, ritorna.
Magari in una forma diversa. Ma ritorna.

L.



Nella foto: Hong Kong

14/08/2026

Si può scegliere di condividere una vita con qualcuno: la casa, il letto, le vacanze, persino i silenzi.
Si può firmare un patto, fare progetti, costruire abitudini.
Ma l’amore non si firma. Arriva, o non arriva.

Ogni nostra scelta pensata, ragionata, obiettiva non conta nulla davanti al vortice dell’amore di due anime.
È come una barca ormeggiata che una notte trova la corda spezzata: si ritrova al largo senza aver mai deciso di salpare.

Anime, non persone.
Qualcosa oltre la carne e la stessa presenza fisica. Qualcosa più forte di noi stessi.

“L’amore non si sceglie, l’amore ti sceglie”, dicevano in un film che non ricordo. Ed è forse proprio questa la verità che continuiamo a fingere di non conoscere.
L.

13/08/2026

Che tu possa essere protetto dagli occhi di chi, in segreto, non è felice di vederti vincere nella vita.

Perché esistono, quegli sguardi. Sorridono, si complimentano, dicono le parole giuste. Ma dentro c’è un’altra storia, quella che non raccontano mai.
Riconoscerli è già una forma di protezione.

L.

12/08/2026

Quante volte nella vita abbiamo fatto scelte per timore del giudizio degli altri, o per compiacere qualcuno? Forse a volte ne è valsa la pena, ma forse di qualcosa ci siamo pentiti.
L.

12/08/2026

Livia ha due anni.
Non sa cosa sia la leucemia. Non sa cosa significhi un midollo osseo, un trapianto, una diagnosi arrivata proprio mentre il fratello si preparava a varcare per la prima volta la porta di una scuola elementare.

Sa solo una cosa: che Leonardo aveva bisogno di lei.
E lei c'era.

In un anno fatto di ricoveri, di cure invasive, di una comunità intera (quella di Saccolongo) stretta attorno a una famiglia che tutti conoscevano e stimavano, il gesto più grande lo ha compiuto la persona più piccola. Una bambina che non aveva ancora parole per capire la malattia ma ha dato al fratello il proprio midollo osseo. Nella speranza che bastasse a fermare la forma aggressiva che lo stava consumando.
Non è bastato.

Leonardo Dos Santos Bosso se n'è andato lunedì, a sette anni, con la vivacità travolgente che tutti gli riconoscevano, fino all'ultimo. Strappato a papà Hamilton, direttore commerciale brasiliano, alla mamma Stefania Mattarello, docente all'Università di Padova e a Livia, la piccola di casa che un giorno scoprirà la potenza di ciò che ha fatto.

I gesti d'amore non si fanno per essere ricordati. Si fanno perché il cuore, in certi momenti, sa cose che la mente non ha ancora imparato. E l'universo se ne accorge sempre, per restituire quell'amore a chi ha saputo donarlo. Ogni forma di amore trova spazio in questo mare di anime, e non c'è dono che non torni indietro. L'amore non si perde mai.
L.

11/08/2026

C'è chi si diverte perché ha trovato il posto giusto.
E c'è chi si diverte perché è fatto così, ovunque vada sta bene.

La differenza si vede.

Ti sei sentito amato non per merito di chi ti stava intorno, ma perché l'amore, quello vero, ha sempre vissuto nella tua anima.

Le persone, i luoghi, i momenti che vivi non fanno che restituirti quello che tu, per primo, gli hai dato. È lo sguardo che cambia le cose. Sono gli occhi del cuore che intuiscono cosa conta per te, prima ancora che il mondo si metta a discuterne.

Tutto quello che stai cercando fuori, forse, non devi trovarlo.
Ha già un posto dentro di te.

L.

10/08/2026

«Doveva essere una vacanza, e invece l'ho perso.» dice il padre, operaio marocchino, che in Italia ha costruito la sua famiglia.

Yahya aveva tre anni. È morto investito da un'auto mentre attraversava la strada a Ciano del Montello, in provincia di Treviso.

Stava correndo verso i suoi fratellini, già dall'altra parte. Come un gattino che sfida il tempo e lo spazio pur di sentirsi al sicuro in un luogo che sembra vicino, e che invece è lontanissimo. Lontano quanto un altro universo.

Bastano pochi metri, a volte, per separare due mondi che non si toccheranno mai più. Yahya e le sue ciabattine di Superman. Yahya e la sua timidezza. Yahaya è quel suo voler stare sempre con i fratellini un po' più grandi.

E quella Golf, guidata da un ragazzo: il botto, il volo. Tre giorni di coma, una piccola anima sospesa tra la terra e il cielo, finchè qualcuno deve averla chiamata di là per sempre.

L.

09/08/2026

C'è un momento, con l'età, in cui certe cose si vedono meglio.
Il tempo, per esempio.

Tutti hanno impegni. Tutti hanno battaglie che combattono in silenzio, giornate che si allungano senza permesso, sere in cui arrivi sfinito eppure non sei riuscito a fare tutto.

Eppure c'è chi, in mezzo a questo ritmo indiavolato della vita, sceglie te. Ti cerca. Si informa. Ti ascolta. Trova lo spazio per te, anche quando lo spazio sembra non esserci.
E spesso è una scelta che si ripete.

Il tempo è l'unica cosa che non torna indietro: e chi lo dona a qualcuno, lo sa bene.
L.

Photos from LEANDRO BARSOTTI's post 07/08/2026

Il mondo è un luogo crudele.
Ma il più crudele di tutti è sempre l'uomo.

Mariposa era rimasta per ore sotto le macerie del terremoto del Venezuela. Impaurita, ferita, disidratata, aspettava sotto un cumulo di detriti che qualcuno la trovasse. Nella foto è come l'hanno trovata.

Le immagini di quel salvataggio hanno fatto il giro del Venezuela. Mariposa che beve finalmente un po' d'acqua, gli occhi ancora pieni di terra e di paura. In un Paese devastato, quella cagnolina randagia è diventata qualcosa di eroico: il simbolo di chi ce la fa, anche quando tutto crolla.

Un soccorritore l'ha adottata. Le ha dato una casa a Caracas, cure, tempo per guarire. Sembrava l'inizio di una vita nuova. Ma poche settimane dopo quella cagnolina vispa si è allontanata da casa, per curiosità. Si è fermata a guardare della gente in un bar.
Lì ha incrociato un uomo, uno che in zona sanno che è un violento. Lei ha abbaiato, niente di più. E lui l'ha presa a bastonate, con una mazza chiodata, fino a ucciderla. Una telecamera ha ripreso una parte della scena. L'uomo è scappato via, per evitare la gente che protestava.

Mariposa è morta nella stessa città che l'aveva accolta come un miracolo. E' sopravvissuta a un terremoto. Non è sopravvissuta a un uomo con un bastone chiodato.

C'è una differenza che vale la pena guardare in faccia: la natura distrugge senza volontà, senza scelta, senza colpa. È cieca, è indifferente, ma non è mai cattiva. L'uomo invece sceglie. Alza il braccio, sapendo cosa sta per fare. E quella scelta è quello che dice di noi.

Mariposa ha resistito alle macerie. Non ha resistito a chi le macerie non le ha mai viste da sotto, sperando nella solidarietà altrui. Non ha resistito alla violenza, alla stupidità, alla cattiveria di un uomo.
L.

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