Franco Rol
Sono il principale biografo di Gustavo Adolfo Rol (1903-1994), suo testimone e lontano cugino. Ho vissuto in Africa negli anni '90 e primi anni 2000. Rol.
Dal 2000 spiego pubblicamente, in maniera sistematica e cumulativa, il suo "mistero", con approccio razionale e scientifico, ma con inquadramento spirituale. Sono il principale biografo di Gustavo Adolfo Rol (1903-1994), suo testimone e lontano cugino (per parte materna, e ho legalmente il cognome materno). Vivo in Brasile stabilmente dal 2009, dal 2019 ho la doppia cittadinanza italiana e brasili
13/08/2026
Ottimo articolo del filosofo Vito Mancuso, su "La Stampa" di oggi 13/08/2026
06/08/2026
Tramonto a Mkokotoni, isola di Zanzibar (mia foto del 1994)
16/07/2026
Tempietto votivo a Qin Yubo, letterato durante le dinastie Yuan e Ming, al City God Temple di Shangai (mia foto del 2018)
07/07/2026
Mi è sempre piaciuta la fotografia di qualità, ma nei miei viaggi, soprattutto prima degli smartphones, non mi facevo quasi mai fotografare (sbagliando), fotografando invece tutto il resto. Ne ho ritrovata una delle poche, scattata in Oman nel 1997.
05/07/2026
Necrologio di G. A. Rol per la morte del cugino Franco Rol, industriale e pilota di automobilismo, inviato a "La Stampa" il 4 luglio di 49 anni fa (pubblicato il 05/07/1977, p. 16)
02/07/2026
Due brevi articoli del 2 luglio 1977 sul corpo di Franco ritrovato il giorno precedente.
« – Ripescata a Rapallo la salma di Franco Rol –
(Corriere della Sera, 02/07/1977, p. 5)
Rapallo – Il corpo dell’industriale torinese Franco Rol, di 69 anni, annegato due settimane fa nel mare di Rapallo, è stato ripescato ieri pomeriggio al largo della scogliera del Pozzetto, sul versante orientale della cittadina rivierasca. Il ca****re, avvistato da un pescatore dilettante, è stato più tardi trasportato a riva. Dalla villa Avenaggio [in via Avenaggi 28], dove Franco Rol abitava durante il suoi soggiorni a Rapallo, sono subito accorsi i familiari. L’autore del ritrovamento della salma sarà compensato dai familiari stessi con un dono di 5 milioni di lire.
Franco Rol era presidente e consigliere delegato di una ditta di prodotti chimici a Torino, in corso Govone 10. Ex pilota di auto da corsa, era un personaggio assai noto nella Torino degli anni Cinquanta.
L’industriale era stato visto per l’ultima volta la mattina del 18 giugno scorso. Al maggiordomo della propria villa di Rapallo aveva consegnato una busta sigillata per la moglie. Poi aveva raggiunto a piedi la darsena del “Castello dei sogni” e lì aveva preso in affitto una barca a remi. Mettendosi in tasca due sacche e due pesi da utilizzare come zavorra, si era tuffato in acqua».
***
« – Ritrovata la salma di Rol –
(Stampa Sera, 02/07/1977, p. 9)
La salma dell’industriale Franco Rol, 69 anni, recuperata ieri da un pescatore nel mare di Rapallo, sarà tumulata nella tomba di famiglia. Il ritrovamento è avvenuto a tredici giorni dalla scomparsa dell’industriale, suicidatosi gettandosi in uno specchio d’acqua a cinquecento metri al largo della scogliera del Pozzetto. Ieri i familiari hanno proceduto a riconoscimento della salma. Nelle tasche sono stati ritrovati i due sacchi di zavorra che avevano trascinato l’ingegnere [ragioniere] sul fondo.
Al pescatore verranno consegnati i cinque milioni promessi dalla famiglia a chi avesse ritrovato il corpo del congiunto».
(note:
a) 5 milioni di lire del 1977 corrispondono a circa 24.000 euro del 2026;
b) Franco inizialmente fu tumulato nel cimitero di Rapallo. In seguito Elda fece traslare la salma a Torino, al cimitero monumentale)
24/06/2026
« – Interpretava lo sport come una avventura –
(dalla "Gazzetta del Popolo" del 29 giugno 1977, p. 11)
Franco Rol apparteneva a quella schiera di “piloti-gentleman” che caratterizzarono, con le loro imprese sportive, gli anni eroici dell’automobilismo o comunque di tutti gli sport del motore in genere, dell’immediato secondo dopoguerra.
Aviatore, pilota d’auto, sciatore, alpinista, Franco Rol – nella Torino degli Anni Cinquanta – era l’esponente di maggior spicco di quell’élite automobilistica che egli aveva radunato nel “Racing Club 19”, un “team” (per usare un vocabolo di moda ai giorni nostri) che seppe farsi conoscere non soltanto in Italia per le sue vittorie, e le imprese dei suoi aderenti. Di quel Club al quale s’ispirarono successivamente parecchie altre “scuderie” (e del quale Rol era presidente) facevano parte tra gli altri Macchieraldo che ricordiamo al volante di una Maserati 1500 con compressore al via di numerosi Grandi Premi; Nino Farina, campione del mondo proprio nel 1950 dopo un’eccezionale impresa a Monza (a quel Gran Premio prese parte anche Rol al volante di una Maserati ma, dopo aver stabilito il quarto tempo in prova, non ebbe fortuna in gara), l’ing. Ferdinando Gatta e Munaron che successivamente doveva far parte della scuderia Ferrari con Serafini.
Interpretando lo sport come una “bella avventura”, pur con i suoi risvolti di rischio Franco Rol fu per parecchi anni sulla scena della “formula uno”. Troviamo il suo nome, in stagioni successive, tra i partecipanti al Gran Premio di Montecarlo, gareggiò a Reims ed in Svezia, sempre mettendo in luce quelle doti di tecnica, coraggio, stile e sprezzo del pericolo che hanno contraddistinto la sua personalità di vero sportivo.
Fu attratto anche dall’indiavolato e folcloristico carosello di Indianapolis.
“L’invito degli organizzatori a prendere parte alla “500 Miglia” lo entusiasmò – racconta la moglie, signora Elda – in modo inenarrabile. Ne parlò con Nino Farina e con il campione del mondo studiò in ogni minimo particolare i dettagli della spedizione. Acquistò due Maserati per poter essere alla altezza dei campioni iscritti all’importante gara, le fece elaborare, ma poi di Indianapolis non se ne fece nulla”.
Nel 1953, durante una Targa Florio, fu vittima di un gravissimo incidente.
“Abbagliato dal sole – ricorda ancora la signora Elda – finì fuoristrada a 180 all’ora andando a schiantarsi contro un ulivo. Rimase 44 giorni in ospedale, per le gravi lesioni riportate al capo con ripercussioni di carattere neurologico”.
Come pilota di aereo, Franco Rol verrà ricordato come protagonista di alcuni Giri d’Italia e di Sicilia. Era una passione, come quella dell’auto, innata in lui. Già nel ‘38 lo si trova tra i pionieri dei raid turistici, ma quel primo velivolo gli venne, durante la guerra, requisito dai tedeschi. Nel dopoguerra automobilismo ed aviazione assorbirono massima parte della sua vita sportiva. Nel ‘55, infine, con Nino Bortolini, suo amico e maestro di volo, ottenne con un bimotore Skoda Aero-45, il secondo posto nel Giro di Sicilia».
24/06/2026
Franco Rol sul suo yacht intorno al 1970. La foto era tra quelle conservate dal cugino Gustavo Adolfo Rol, trovata tra le sue carte dopo la sua morte.
23/06/2026
A partire dal post del 18 giugno, 49º anniversario della morte di mio nonno Franco Rol, visto anche l'interesse intorno alla sua storia, ho deciso di ripubblicare anche su questa mia pagina alcuni articoli e documenti del giugno-luglio 1977 di quella vicenda tragica per la mia famiglia, che già avevo pubblicato sulla pagina dedicata specificatamente a lui, aggiungendo qui anche la trascrizione oltre all'immagine.
Quello di oggi è un articolo di Michele Florio pubblicato sulla "Gazzetta del Popolo" del 29 giugno 1977, p. 7 (giorno successivo a quello degli articoli usciti su "La Stampa", con le stesse provvisorie e frammentarie informazioni, anche se con taglio diverso):
« – Ha scelto la sua morte in mare Franco Rol «uomo senza paura» –
La tragica fine di un personaggio molto caro a tutti gli sportivi torinesi
Ha scelto, per andarsene, il cimitero marino, com’era nel suo carattere di uomo di azione, come aveva letto in Paul Valéry o aveva sentito raccontare di mitici pirati, di epici capitani che a forza dì veleggiare non riuscivano più a camminare su questa terra. Franco Rol (un cognome che è una sferzata), credendosi (o sapendosi) ammalato, ha rinunciato al letto d’ospedale, a cure che non sempre portano alla guarigione, ad una degenza senza ritorno. È stato visto allontanarsi in barca al largo di Rapallo, ha raggiunto l’orizzonte, un’ora dopo lo scafo era vuoto, dondolava pigramente su onde appena accennate. La barca è stata rimorchiata in porto, di Franco Rol più nessuna notizia, nessun segno.
Era cavaliere del lavoro, aveva 69 anni, negli anni ‘50 era stato un personaggio torinese: pilota d’aerei, guidatore di auto sportive, alpinista, sciatore, un uomo senza paura. Era solito dire, con la consueta franchezza: “Nei momenti peggiori, ricordati che sei sempre tu quello che può decidere, rovesciare la situazione. Piuttosto che rinunciare, fatti una forte risata. Può riuscirti amara, ti servirà comunque”.
Nella nostra citta abitava in via [largo] Mentana 11 con la moglie Elda Qu***ia, di 60 anni, e con la figlia. Era titolare di un’avviata industria chimica con sede in corso Govone 10. Divideva le settimane tra il lavoro ed il riposo a Rapallo, nella villa di via Avenaggi 8. Una personalità piena di energia, di entusiasmo, di voglia di vivere. Nello studio, centinaia di trofei sportivi, riconoscimento di gare vinte o p***e, comunque sempre partecipate al massimo dell’impegno.
Ultimamente, però, dentro a Franco Rol si era spezzato qualcosa: si soffermava più a lungo a sfogliare con nostalgia gli album dei ricordi, era diventato più meticoloso, quasi non volesse lasciare disordine alle spalle. Era dimagrito, lamentava violente emicranie. Dice la moglie: “Ammalato? Lo poteva sapere soltanto lui. Più volte l’ho invitato, l’ho supplicato di andare dal medico di famiglia, il professor Ugo Volterrani. Si irrigidiva, cambiava discorso, oppure si alzava. Sono state le poche occasioni, in una vita matrimoniale perfetta, invidiabile, in cui abbiamo corso il rischio di litigare” .
Rapallo, prima quindicina di giugno. Franco Rol fa lunghe passeggiate solitarie, tratta inutilmente l’acquisto di una barca (la stessa noleggiata per scomparire nel mare), nulla lascia trapelare dei suoi tragici propositi. Prosegue la signora Elda: “L’ultima sera è stata normalissima. Abbiamo guardato la televisione, ci siamo dati la buonanotte come sempre”.
Diciotto giugno. Franco Rol è pronto per uscire alle 7,30. Consegna al maggiordomo Giovanni Battista Patelli una lettera sigillata, indirizzata alla moglie e alla figlia. Che cosa c’era scritto? I familiari ammettono: “Franco diceva solo di voterla fare finita, ma non ne spiegava i motivi”. [in realtà in parte li spiegava]
Dieci minuti più tardi è al porticciolo privato “Sito di Sogno”. [Castello dei Sogni] Un rapido dialogo con il guardiano dell’imbarcadero.
– Vorrei quella barca.
“Dottore, gliel’ho già spiegato, non è in vendita”.
– La prendo a noleggio per poche ore. È possibile?
“Certamente, si accomodi”.
L’uomo, Mario Foch, la trascina in acqua. Franco Rol gli consegna una busta (dieci biglietti da diecimila lire), impugna i remi e si dirige verso il largo, puntino sempre più piccolo contro la linea dell’orizzonte. Un’ora più tardi, l’equipaggio di un barcone che incrocia nei pressi scorge lo scafo vuoto, nessun segno di vita attorno. È l’allarme, arrivano i sub, i sommozzatori, non ci sono tracce. Elda Rol ha promesso cinque milioni a chi le riporterà il corpo del marito. Le ricerche proseguono in questi giorni.
Ma erano queste le ultime volontà di Franco Rol?»
(alla domanda finale ho risposto nel mio libro "Resuscitazioni", pp. 49-50, dove tra l'altro per un errore editoriale la fine dell'articolo non è stata separata dal mio commento)
22/06/2026
La lettera di mio nonno Franco Rol a mia nonna Elda, il giorno del suicidio (l'ho pubblicata per la prima volta nel 2023 nel mio libro "Resuscitazioni. Da Lazzaro a Rol", dove ho analizzato nel dettaglio tutta la vicenda nelle sue due parti, quella del 1953 e quella del 1977, strettamente collegate)
« Torino, 18 Giugno 1977
Cara Elda
il 12 aprile 1953 sono morto, sepolto il 18 giugno 1977. Scompaio
in mare, ho tentato per 24 anni di ritornare quello che ero, l’incidente al Giro di Sicilia mi ha distrutto.
In questi interminabili 24 anni ho subito le più cocenti umiliazioni
le più oceaniche impressioni di inutilità, ho tentato, ritentato ma non sono riuscito a essere quello di ante incidente.
Nessuno ha colpa, io solo sono il colpevole.
Non voglio annunci di nessun tenore, né partecipazioni, scompaio silenziosamente in mare, grazie se avrai un buon ricordo.
Franco »
(ho in seguito ritrovato anche la lettera a mia mamma Raffaella, che credevo perduta, l'ho pubblicata qui: https://bit.ly/lettera-Franco-Rol-a-figlia-Raffaella-1977)
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