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Photos from IusPolis.it's post 24/02/2026

I 51 per il SI

Cinquantuno magistrati hanno deciso di esporsi pubblicamente e sostenere il SÌ al referendum costituzionale del 22 marzo 2026, prendendo le distanze dalle posizioni maggioritarie dell’Associazione Nazionale Magistrati, schierata per il NO.

Nel comunicato – pubblicato da Il Riformista – dichiarano di dissociarsi “dal merito e dai toni” dell’ANM e di aderire alla riforma, ritenendo che il sorteggio dei componenti del CSM sia l’unico strumento capace di garantire una magistratura realmente libera dalle dinamiche correntizie.

La riforma, già approvata dal Parlamento, interviene sugli articoli 104 e 105 della Costituzione: separazione tra CSM giudicante e requirente, introduzione del sorteggio per togati e laici, istituzione di un’Alta Corte disciplinare autonoma.

Per i firmatari, si tratta di un passaggio necessario per rafforzare indipendenza e imparzialità.
Per i contrari, invece, la riforma metterebbe a rischio l’equilibrio dell’autogoverno della magistratura.

Il voto del 22 marzo non sarà solo tecnico: riguarda l’assetto dei poteri e il rapporto tra politica e giustizia.

Testo completo del comunicato e degli articoli riformati su IUS & POLIS.

Photos from IusPolis.it's post 16/02/2026

Marco Rizzo: “Oltre destra e sinistra per un nuovo fronte popolare”

Dopo il Congresso nazionale di Roma del 31 gennaio e 1° febbraio, Marco Rizzo è stato confermato coordinatore di Democrazia Sovrana Popolare.

Nel suo intervento e nell’intervista rilasciata a margine dell’evento, ha ribadito la linea politica del movimento: superare le tradizionali categorie di destra e sinistra, considerate ormai strumenti identitari che non riescono più a rappresentare i conflitti reali della società.

Secondo Rizzo, la contrapposizione centrale oggi non sarebbe ideologica ma “verticale”: da una parte il popolo, dall’altra le élites economiche e finanziarie.

Le parole chiave del progetto restano sovranità, pace e lavoro. L’obiettivo dichiarato è riportare al centro salari, produzione, tutela del ceto medio e autonomia decisionale nazionale, con una critica netta alle politiche europee degli ultimi decenni.

Una proposta politica che punta a ridefinire il terreno del confronto pubblico, provando a costruire un’area “popolare” alternativa agli schieramenti tradizionali.

Il dibattito è aperto: siamo davvero in una fase post-destra e post-sinistra?

Intervista completa su Ius & Polis – https://iuspolis.it/marco-rizzo-con-democrazia-sovrana-popolare-non-vuole-piu-definirsi-di-sinistra-vuole-spostare-il-terreno-di-gioco/

13/02/2026

Libertà, Dovere e Ordine: la via del Diritto

L’essere umano non vive soltanto nella dimensione materiale, fatta di gesti quotidiani e necessità di sopravvivenza. Vive anche su un piano morale e spirituale, dove esercita la propria Libertà e si confronta con la responsabilità delle proprie scelte. È in questo spazio che prende forma l’esperienza giuridica: nell’agire consapevole, nelle relazioni, nella costruzione di un ordine condiviso.

L’uomo è, per natura, un essere relazionale ma anche “difettivo”: porta con sé un limite strutturale che lo spinge a cercare nell’altro il completamento, il superamento della propria fragilità. La Libertà, allora, non può ridursi a semplice spazio per scelte egoistiche, né a terreno di scontro tra interessi contrapposti. Quando diventa soltanto coordinamento di egoismi, genera conflitto e disordine.

Se, invece, la Libertà si orienta al Dovere, cambia prospettiva. Non più dominio dell’ego, ma strumento per realizzare la natura relazionale dell’essere umano. Il Diritto, in questa visione, non è mero apparato di regole, ma linguaggio universale che organizza la convivenza verso la Giustizia. E il Dovere non è imposizione anonima: è organizzazione della relazionalità secondo due criteri fondamentali, Gerarchia e Competenza.

Senza competenza, la gerarchia degenera in arbitrio. Senza gerarchia, la competenza si disperde nel caos. La loro sintesi – che molti chiamano meritocrazia – rappresenta la condizione per un ordine giuridico autentico, capace di orientare le energie individuali e collettive verso uno scopo comune.

In un’epoca segnata da paure globali e tensioni profonde, la sfida è culturale prima ancora che normativa: riscoprire la Libertà come responsabilità e il Dovere come realizzazione della natura umana.

Approfondimento completo su Ius & Polis – https://iuspolis.it/i-valori-dello-spirito-umano/

Photos from IusPolis.it's post 11/02/2026

Occupare per impedire di parlare è difesa della democrazia?

Il 30 gennaio, alla Camera dei Deputati, una conferenza stampa regolarmente autorizzata è stata impedita dall’occupazione fisica della sala da parte di deputati di Pd, M5S e Avs. Posti bloccati, tavolo circondato, interventi impossibili.

Al di là del merito politico dell’iniziativa, il punto è un altro:
in uno Stato di diritto chi decide chi può parlare nelle sedi istituzionali?

L’articolo 21 della Costituzione tutela la libertà di manifestazione del pensiero. L’articolo 71 garantisce l’iniziativa popolare. Se un evento è autorizzato, impedirne lo svolgimento con la forza apre interrogativi non solo politici ma anche giuridici.

In democrazia le idee si contestano con altre idee, non con l’occupazione degli spazi. Quando il confronto viene sostituito dalla preclusione fisica, il pluralismo si indebolisce.

Il tema non riguarda una parte politica, ma il metodo. E il metodo conta.

L’analisi completa su Ius & Polis – https://iuspolis.it/eia-eia-i-fascisti-di-bella-ciao/

Photos from IusPolis.it's post 06/02/2026

“El Pollo” Carvajal contro Maduro: quando un ex spia diventa super-testimone

La storia giudiziaria che coinvolge Nicolás Maduro assume una piega sorprendente grazie a Hugo Armando “El Pollo” Carvajal Barrios, l’ex capo dell’intelligence militare venezuelana che un tempo fu tra i fedelissimi di Chávez e Maduro stesso.

Carvajal — arrestato in Spagna ed estradato negli Stati Uniti, dove si è già dichiarato colpevole di narcotraffico e narco-terrorismo — ha inviato una lettera esplosiva dal carcere in cui accusa il regime venezuelano di aver trasformato lo Stato in una organizzazione criminale dedita al narcotraffico e al terrorismo.

Secondo le sue affermazioni, la rete criminale non si sarebbe limitata al traffico di stupefacenti, ma avrebbe coinvolto alleanze con gruppi armati come FARC, ELN e bande come il Tren de Aragua, per consolidare rotte di droga e operazioni destabilizzanti.

Questa svolta — da protagonista interno del regime a possibile super-testimone dell’accusa contro Maduro nel processo negli Stati Uniti — sta scuotendo il dibattito internazionale e solleva questioni cruciali sul rapporto tra potere politico, istituzioni statali e criminalità organizzata.

👉 Una vicenda giudiziaria complessa che intreccia aspetti di diritto internazionale, politica e sicurezza.

Per approfondire la dinamica e le implicazioni del possibile ruolo di Carvajal come accusatore chiave, leggi l’approfondimento completo su Ius&Polis — https://iuspolis.it/maduro-sbranato-da-el-pollo-carvajal/

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Photos from IusPolis.it's post 02/02/2026

A Ostia per il Sì: l’avv. Romolo Reboa porta la voce del diritto

Nell’ambito del dibattito referendario in corso, l’avvocato Romolo Reboa ha partecipato a un incontro pubblico ad Ostia per sostenere il Sì alle modifiche costituzionali in materia di giustizia.
Il suo intervento non è stato un semplice appello politico, ma un contributo giuridico che ha messo al centro diritto, efficacia delle riforme e tutela delle garanzie costituzionali.

Nel suo discorso, Reboa ha sottolineato l’importanza di affrontare la riforma con rigore culturale e rispetto delle istituzioni, richiamando la necessità di una giustizia funzionale, più efficiente e più vicina alle esigenze reali dei cittadini. Ha posto l’accento sulla distinzione tra opinione personale e argomentazione tecnica, invitando tutti a partecipare al dibattito con consapevolezza e conoscenza delle ragioni in campo.

Un messaggio che supera il semplice schieramento: è un invito a comprendere, discutere e scegliere con cognizione di causa, preservando intatto il valore della libertà di pensiero e della responsabilità civile.

Approfondisci l’intervento e le riflessioni su Ius&Polis — https://iuspolis.it/lavv-romolo-reboa-interviene-ad-ostia-per-il-si/

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Photos from IusPolis.it's post 26/01/2026

Antimafia tra Villaseta e Palermo: tra riti abbreviati e processo ordinario

L’inchiesta antimafia che coinvolge il territorio di Villaseta e Palermo segna un punto cruciale del percorso giudiziario: per alcuni degli indagati sono stati chiesti due riti abbreviati, mentre per altri il procedimento proseguirà con processo ordinario.
Una dinamica che riflette le scelte difensive e le valutazioni dell’Autorità Giudiziaria nei casi in cui l’accusa di associazione mafiosa si intreccia con episodi di estorsione, traffico di droga e altri reati gravi legati a organizzazioni criminali radicate.

La scelta del rito abbreviato — che consente uno sconto di pena in caso di condanna — incide sulle tempistiche e sugli esiti processuali, mentre il processo ordinario mantiene tutte le garanzie e le fasi dibattimentali previste dal nostro sistema.

Questo evento giudiziario non riguarda solo gli imputati o le strategie difensive: rappresenta, soprattutto, una fase del contrasto antimafia che richiede rigore investigativo e un’attenzione costante alla tutela degli interessi delle comunità colpite dall’azione criminale.

👉 Una riflessione sulla scelta dei riti, sulle implicazioni per la giustizia e sull’efficacia delle misure antimafia in Italia.

Approfondisci su Ius&Polis – https://iuspolis.it/inchiesta-antimafia-su-villaseta-e-palermo-due-riti-abbreviati-e-un-processo-ordinario/

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Photos from IusPolis.it's post 16/01/2026

Violenza sessuale e diritto penale: il nodo dell’art. 609-bis c.p.

La proposta di modifica dell’articolo 609-bis del Codice Penale riapre un confronto delicato e necessario su come il nostro ordinamento definisce e punisce la violenza sessuale. Non è una questione di mero tecnicismo, ma di equilibrio tra tutela delle vittime, chiarezza normativa e rispetto dei principi fondamentali del diritto penale.

Al centro del dibattito c’è il concetto di consenso, il modo in cui viene accertato e il rischio di interpretazioni che possano, da un lato, indebolire la protezione delle persone offese o, dall’altro, creare zone d’ombra applicative. La norma penale è chiamata a confrontarsi con una realtà complessa, in cui le dinamiche di abuso non sono sempre riconducibili a schemi semplici.

Riflettere su una possibile riforma significa interrogarsi sull’effettiva capacità della legge di tutelare la dignità, l’autodeterminazione e la libertà della persona, evitando scorciatoie emotive e mantenendo saldi i principi di legalità e proporzionalità della pena.

Un tema che merita attenzione, rigore giuridico e consapevolezza culturale.

Approfondisci su Ius&Polis – https://iuspolis.it/riflessioni-sulla-modifica-dellart-609-bis-c-p/

Photos from IusPolis.it's post 14/01/2026

La libertà di pensiero vacilla

La libertà di pensiero è uno dei fondamenti più delicati e preziosi di una democrazia. Non riguarda solo ciò che possiamo dire, ma soprattutto ciò che possiamo pensare, leggere, studiare, discutere senza timore di etichette, esclusioni o censure preventive.

L’episodio avvenuto alla Fiera del Libro di Roma, dove una casa editrice è stata di fatto emarginata per il contenuto dei propri titoli, pone una questione che va ben oltre il singolo caso. Non si tratta di condividere idee o posizioni, ma di difendere un principio: il pluralismo culturale come condizione essenziale della libertà.

Quando il dissenso viene trattato come una colpa, quando alcune idee vengono espulse dallo spazio pubblico non per ciò che affermano concretamente ma per ciò che “rappresenterebbero”, la libertà di pensiero inizia a incrinarsi. E con essa si indebolisce anche il confronto, che è l’anima stessa della cultura e della democrazia.

La Costituzione tutela la libertà di manifestazione del pensiero proprio perché sa che le idee non si combattono con i divieti, ma con altre idee. Ogni forma di censura indiretta, anche se giustificata da buone intenzioni, rischia di creare precedenti pericolosi.

Difendere la libertà di pensiero significa accettare il confronto, anche quando è scomodo. Significa riconoscere che una società matura non ha paura delle parole, ma solo della loro assenza.

Approfondisci il tema su Ius&Polis – https://iuspolis.it/la-liberta-di-pensiero-vacilla/

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Photos from IusPolis.it's post 22/12/2025

Legge, etica e persona: i mattoni dell’esperienza giuridica

Nel diritto non esistono concetti isolati: ogni norma, ogni principio, ogni decisione nasce dal rapporto tra legge ed esperienza umana. L’articolo che vi proponiamo ci invita a riflettere proprio su questo legame profondo: quello tra la persona, la legge e l’etica che deve guidare chi interpreta e applica il diritto.

La legge non è un insieme astratto di regole. È il frutto di storie vissute, di bisogni reali, di conflitti umani che cercano ordine e giustizia. L’esperienza giuridica — cioè ciò che accade davvero nei processi, nelle aule di tribunale, nelle relazioni tra individuo e Stato — rivela i morfemi, gli elementi costitutivi che legano norma e persone.

Questo significa chiedersi non solo cosa dice la legge, ma come la legge tocca la vita di chi la subisce, di chi la vive e di chi la applica. Significa capire che l’etica non è un vezzo, ma la bussola che dà senso alla decisione giuridica: senza una solida riflessione etica, una motivazione resta vuota, una norma resta stermina, una pena resta fredda.

In altre parole: una norma diventa giusta solo quando serve davvero alle persone, quando tutela diritti senza tradirne la dignità, quando interpreta l’esperienza umana anziché ignorarla.

Un invito a pensare il diritto non come un meccanismo neutro, ma come un’esperienza che attraversa vite, relazioni e comunità.

Per approfondire il legame tra persona, etica e diritto, leggi l’articolo completo su Ius&Polis — https://iuspolis.it/legge-etica-e-persona-i-morfemi-dellesperienza-giuridica/

Photos from IusPolis.it's post 10/12/2025

Falsi vaccini: il processo si divide, un imputato patteggia

Nel procedimento per la vendita di vaccini falsi, la strategia difensiva cambia strada — e con essa il corso del processo. Un compagno degli imputati ha scelto di patteggiare, determinando così la divisione del procedimento in due tronconi separati.

Da un lato il patteggiamento, che rappresenta un atto formale di accettazione di una pena ridotta in cambio di una condanna più rapida. Dall’altro lato, il processo che prosegue per gli altri imputati: un iter che mantiene sostanza, dubbi e responsabilità da chiarire.

La frammentazione del caso mette in luce i limiti dell’uso del patteggiamento in procedimenti complessi e delicati — specialmente quando le accuse riguardano salute pubblica, fiducia sociale e affari illeciti su larga scala.

Una vicenda che non riguarda solo la persona che patteggia, ma l’intero sistema di giustizia. E che pone interrogativi seri su trasparenza, deterrenza ed efficacia della pena in casi di frodi gravi.

Per una disamina completa dell’evoluzione del caso e delle sue implicazioni legali, leggi l'approfondimento su Ius&Polis – https://iuspolis.it/falsi-vaccini-compagno-patteggia-il-processo-si-divide-in-due/

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Photos from IusPolis.it's post 28/11/2025

Su quali basi o principi costruire una nuova ed adeguata cultura della difesa?

Il diritto alla difesa non è solo una garanzia prevista dalle norme: è un presidio di libertà, uno dei pilastri che mantiene saldo l’intero Stato di diritto. La nostra Costituzione e la Carta dei Diritti UE lo tutelano con forza, ma perché sia davvero effettivo serve molto di più: serve una cultura della difesa diffusa, riconosciuta e rispettata.

Questa cultura si fonda sull’uguaglianza e sulla dignità della persona, perché ogni individuo — senza distinzioni — deve poter accedere a una giustizia reale, non solo formale. Significa assicurare la piena indipendenza e imparzialità dei giudici, la trasparenza dei processi decisionali, e un contraddittorio autentico, in cui ogni parte possa far valere le proprie ragioni con strumenti adeguati.

Vuol dire, inoltre, riconoscere il valore dell’assistenza legale come sostegno concreto, competente e informato; promuovere una formazione che vada oltre il tecnicismo; mettere al centro l’essere umano, le sue storie e le sue fragilità.

Solo costruendo questa cultura la difesa diventa davvero ciò che deve essere: il cuore pulsante della giustizia, la garanzia che tutela i diritti di tutti e preserva libertà e democrazia.

Scopri l’approfondimento completo su Ius & Polis – https://iuspolis.it/su-quali-basi-o-principi-costruire-una-nuova-ed-adeguata-cultura-della-difesa/

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