Visione Imprenditoriale
La communtiy di riferimento per chi fa impresa. Ogni giorno approfondimenti sul business.
01/08/2026
È una delle frasi più celebri di Leonardo Del Vecchio, imprenditore che da una piccola bottega di Agordo, nel Bellunese, ha costruito uno dei più grandi gruppi mondiali dell’occhialeria.
Fondatore di Luxottica, Del Vecchio ha trasformato un’azienda nata nel 1961 in un colosso internazionale, arrivando ad acquisire marchi come Ray-Ban e Oakley e a produrre occhiali per alcune delle più importanti maison della moda. Nel 2018 la fusione con la francese Essilor ha dato vita a EssilorLuxottica, oggi leader mondiale nel settore dell’eyewear.
La sua storia è quella di un imprenditore partito da condizioni difficili. Rimasto orfano di padre prima della nascita e cresciuto in un collegio, iniziò a lavorare giovanissimo come apprendista incisore. Da lì costruì un impero industriale senza mai rinunciare al legame con il territorio in cui era nato il suo progetto.
Nel corso della sua carriera Del Vecchio ha spesso rivendicato un’idea di impresa fondata sul lavoro, sull’innovazione e sulla responsabilità sociale. La frase «Lo sono la prova che si possono fare soldi in Italia restando onesti» è diventata negli anni il simbolo della sua visione: il successo economico non come alternativa all’etica, ma come possibile conseguenza di un’impresa costruita nel rispetto delle regole e delle persone.
Oggi Leonardo Del Vecchio viene ricordato non solo come uno degli imprenditori italiani più importanti di sempre, ma anche come uno dei protagonisti che hanno contribuito a portare il Made in Italy ai vertici dell’industria mondiale.
31/07/2026
La Ferrari Luce, prima auto completamente elettrica della casa di Maranello, avrebbe già raggiunto il target di vendita previsto per il 2026 a soli due mesi dal debutto. Secondo alcune fonti citate dal Financial Times, Ferrari puntava a vendere meno di 500 esemplari nel primo anno, con un prezzo di partenza di 550 mila euro.
Se confermato, il risultato varrebbe almeno 275 milioni di euro di vendite potenziali. Un traguardo che arriva nonostante le critiche ricevute al lancio, quando il design della vettura aveva diviso appassionati e investitori, contribuendo a un calo di oltre l’8% del titolo Ferrari nella prima seduta di Borsa successiva alla presentazione.
La strategia della casa di Maranello non sarebbe stata quella di convincere i clienti storici ad abbandonare i motori termici, ma di attrarre nuovi acquirenti. Ferrari avrebbe infatti puntato soprattutto su imprenditori e clienti facoltosi di mercati come la Cina e la Silicon Valley, già abituati alla mobilità elettrica.
Il progetto Luce rientra nel piano con cui Ferrari intende entrare nel segmento delle auto elettriche mantenendo il proprio posizionamento nel lusso. L’obiettivo dichiarato è arrivare a circa 2.500 esemplari venduti entro il 2030, preservando l’esclusività del marchio attraverso produzioni limitate, prezzi elevati e alti margini.
maranello
30/07/2026
La Turchia ha approvato una riforma fiscale che punta ad attrarre investitori, imprenditori e lavoratori internazionali.
Chi trasferirà la propria residenza fiscale nel Paese dal 1° gennaio 2026 potrà beneficiare dell’esenzione dalle imposte turche sui redditi prodotti all’estero per un periodo di 20 anni.
Per accedere al regime agevolato sarà necessario non essere stati residenti fiscali in Turchia nei tre anni precedenti al trasferimento.
La misura si applicherà sia ai cittadini stranieri sia ai cittadini turchi che rientrano nel Paese dopo aver vissuto all’estero.
I redditi generati fuori dalla Turchia non dovranno essere dichiarati al fisco turco, mentre quelli prodotti nel Paese continueranno a essere tassati con le aliquote ordinarie, che possono arrivare fino al 40%.
L’obiettivo del Governo è rendere la Turchia più competitiva nella corsa internazionale per attrarre talenti, imprese e capitali, seguendo una strategia già adottata in forme diverse da altri Paesi che puntano sulla fiscalità come leva di crescita economica.
27/07/2026
La storica azienda tedesca Varta, uno dei marchi europei più conosciuti nel settore delle batterie, ha presentato istanza di insolvenza per quattro società del gruppo, aprendo una nuova fase di forte incertezza per il futuro dell’azienda. La decisione arriva dopo mesi di difficoltà finanziarie e rappresenta un nuovo capitolo della crisi che da tempo interessa il produttore tedesco.
Secondo quanto ricostruito da Reuters, il colpo decisivo è arrivato nella primavera del 2026, quando Apple ha deciso di non acquistare più da Varta le batterie ricaricabili CoinPower utilizzate negli AirPods, scegliendo invece fornitori cinesi. La perdita del suo principale cliente ha costretto l’azienda a chiudere uno stabilimento in Germania e ad avviare centinaia di esuberi, aggravando una situazione economica già molto fragile.
La crisi, però, non nasce soltanto dalla scelta di Apple. Negli ultimi anni Varta aveva già affrontato una profonda ristrutturazione, con un forte indebitamento, investimenti molto elevati, costi di produzione superiori a quelli dei concorrenti asiatici e una crescente dipendenza da un unico grande cliente. Dopo il salvataggio del 2025 sostenuto da Porsche e dall’imprenditore austriaco Michael Tojner, gli azionisti hanno deciso di non immettere nuovi capitali, spingendo il gruppo verso la procedura di insolvenza.
Il caso Varta riaccende così il dibattito sulla competitività dell’industria europea. La crescente concorrenza dei produttori asiatici, in particolare cinesi, sta mettendo sotto pressione numerose aziende del continente, soprattutto nei settori ad alta intensità tecnologica. La vicenda dimostra anche quanto possa essere rischioso per un’impresa dipendere da un singolo grande cliente: quando quel rapporto viene meno, gli effetti possono diventare difficili da assorbire.
26/07/2026
Con queste parole Brunello Cucinelli racconta l’origine più profonda della sua visione imprenditoriale, legata non solo al successo economico ma soprattutto alla dignità del lavoro. Un’esperienza personale che ha segnato il suo percorso e che ha trasformato l’azienda umbra in un modello riconosciuto a livello internazionale per l’attenzione alle persone.
Cucinelli rivendica un’idea chiara: il lavoro non deve mai essere un luogo di umiliazione. “Vorrei che nel lavoro non si umiliasse mai nessuno”, afferma, spiegando come questo principio sia diventato una regola non negoziabile nella sua impresa. Al punto che, racconta, chi tratta male un collega viene automaticamente licenziato.
Non è solo una dichiarazione etica, ma una precisa scelta di governance aziendale: rispetto, educazione e umanità sono considerati elementi centrali quanto la produttività. In un’epoca segnata da precarietà, pressioni e conflitti nei luoghi di lavoro, il messaggio dell’imprenditore del “capitalismo umanistico” rimette al centro una domanda spesso dimenticata: che tipo di progresso è quello che cresce senza rispetto per le persone?
24/07/2026
In Italia il lavoro costa molto più di quanto arriva in busta paga. Per garantire a un dipendente circa 25.000 euro netti all’anno, il costo totale per l’azienda può arrivare intorno ai 45–48 mila euro, a seconda del livello retributivo e dei contributi applicati.
Alla base di questo divario c’è il cosiddetto cuneo fiscale, cioè la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dall’impresa e il salario netto percepito dal lavoratore. Secondo gli ultimi dati dell’OCSE (rapporto Taxing Wages 2025), in Italia il cuneo fiscale ha raggiunto il 47,1% del costo del lavoro, uno dei valori più alti tra i Paesi avanzati.
Questo significa che quasi la metà di quanto paga un’azienda viene assorbita da tasse e contributi. La composizione è significativa: circa 24 punti percentuali sono contributi a carico del datore di lavoro, mentre il resto è diviso tra imposte e contributi del lavoratore.
Il confronto internazionale è ancora più netto. La media OCSE si ferma intorno al 34,9%, oltre 10 punti in meno rispetto all’Italia. Questo colloca il Paese al quarto posto per pressione sul lavoro, dietro a Belgio, Germania e Francia.
Il risultato è evidente:
• il lavoro costa molto alle imprese
• ma gli stipendi netti restano relativamente più bassi
Non a caso, sempre secondo l’OCSE, l’Italia è tra i Paesi con salari netti inferiori alla media delle economie avanzate, proprio a causa del peso fiscale elevato.
Un esempio concreto aiuta a capire il meccanismo. Su un costo aziendale vicino ai 48 mila euro, tra contributi previdenziali e imposte, al lavoratore può arrivare poco più della metà. In alcuni casi, considerando tutte le componenti, il sistema può portare a un’incidenza complessiva di tasse e contributi che sfiora il 46–47% del costo totale
23/07/2026
Nestlé investirà circa 560 milioni di euro per realizzare un nuovo hub integrato a Mantova, uno dei più importanti investimenti industriali annunciati negli ultimi anni in Italia. Il progetto comprende un nuovo stabilimento Purina per la produzione di alimenti umidi per cani e gatti e un polo logistico destinato a servire diversi marchi del gruppo.
L’avvio delle attività è previsto nel 2029. La scelta di Mantova è legata alla posizione strategica lungo i principali corridoi logistici europei, che permetterà di rendere più efficiente la distribuzione dei prodotti sia sul mercato italiano sia all’estero. Il nuovo impianto sarà dedicato al segmento premium del pet food, uno dei comparti in maggiore crescita.
L’investimento rientra nel piano di Nestlé per rafforzare Purina, considerata una delle aree strategiche del business insieme a caffè, nutrizione e alimenti. Negli ultimi anni il gruppo ha inoltre avviato la cessione di attività ritenute non più centrali, come il comparto delle acque e quello dei gelati.
Nel 2025 Nestlé ha registrato una crescita organica delle vendite del 3,5%, mentre il fatturato è sceso del 2,4%, attestandosi a 89,49 miliardi di franchi svizzeri, principalmente a causa dell’apprezzamento del franco svizzero e delle recenti dismissioni di alcune attività.
21/07/2026
In Italia ci sono oltre 2 milioni di giovani NEET: ragazzi e ragazze che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione.
Un dato che fa riflettere.
Da una parte, tanti giovani faticano a trovare il proprio spazio nel mondo del lavoro. Dall’altra, le aziende cercano competenze sempre più specializzate, soprattutto nei settori del digitale e dell’Intelligenza Artificiale.
Come colmare questo divario? Attraverso la formazione.
Nasce AI Marketing Specialist, il percorso promosso da POLIMI Graduate School of Management in collaborazione con Nextwork360 e con il supporto di Digital360, pensato per giovani NEET tra i 19 e i 30 anni.
💡 Il programma offre:
✔️ lezioni online con docenti del Politecnico e professionisti del settore;
✔️ laboratori pratici;
✔️ bootcamp esperienziale;
✔️ tirocinio retribuito in azienda.
L’obiettivo è trasformare le competenze in opportunità concrete, preparando i partecipanti alle professioni del futuro nel marketing digitale e nell’Intelligenza Artificiale.
Investire nelle competenze significa investire nel futuro dei giovani, delle imprese e del Paese.
🔗 Tutte le informazioni e le modalità di candidatura sono disponibili al link in bio.
20/07/2026
BMW e Toyota hanno avviato i test su una benzina 100% rinnovabile, un carburante sviluppato per alimentare i tradizionali motori a combustione riducendo l’impatto ambientale.
A differenza della benzina convenzionale, questo carburante è prodotto da fonti rinnovabili e punta ad abbattere le emissioni di CO₂ lungo il suo ciclo di vita, senza richiedere modifiche significative ai motori esistenti.
L’iniziativa rappresenta un nuovo tassello nella corsa verso una mobilità più sostenibile. Oltre alle auto elettriche e a idrogeno, i costruttori continuano infatti a investire anche nei cosiddetti carburanti rinnovabili, con l’obiettivo di offrire più soluzioni per la transizione energetica.
I test serviranno a verificare prestazioni, affidabilità e sostenibilità del carburante prima di un’eventuale diffusione su larga scala.
16/07/2026
L’euro digitale entra nella fase di sperimentazione. La Banca Centrale Europea ha selezionato 36 operatori che prenderanno parte al progetto pilota, in programma dalla seconda metà del 2027 per una durata di 12 mesi. Tra i partecipanti figurano anche otto realtà italiane, scelte tra oltre 50 candidature provenienti da tutta Europa.
A rappresentare l’Italia saranno Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, Isybank, Nexi Payments, Numia, Poste Italiane, UniCredit e Satispay. Quest’ultima parteciperà attraverso il Lussemburgo, mentre le altre sette seguiranno il percorso coordinato dalla Banca d’Italia. Nel progetto sono coinvolti anche grandi gruppi europei come Worldline, Adyen, SumUp, Deutsche Bank e Revolut.
Durante il test migliaia di dipendenti della BCE e delle banche centrali nazionali utilizzeranno una versione Beta dell’euro digitale. La moneta potrà essere impiegata per acquisti online, pagamenti nei negozi selezionati tramite Pos e trasferimenti di denaro tra privati, così da verificarne il funzionamento in situazioni reali.
Il progetto servirà a raccogliere dati e valutare sicurezza, affidabilità ed esperienza d’uso prima di un’eventuale introduzione dell’euro digitale su larga scala. La sperimentazione rappresenta uno dei passaggi decisivi verso la possibile nascita della valuta digitale ufficiale dell’area euro.
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.