Cosips

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Il Co.Si.P.S. è una organizzazione sindacale composta da professionisti della Sanità Italiana.

Photos from Cosips's post 01/06/2026

In occasione della manifestazione nazionale organizzata il 28 maggio a Roma dallo SMI contro le criticità contenute nella bozza di riforma della Medicina Generale, una delegazione CoSiPS ha partecipato attivamente, guidata dal segretario nazionale Area MMG dott.ssa Annarita Soldo.
La presenza CoSiPS ha inteso ribadire, con chiarezza e responsabilità istituzionale, alcune posizioni fondamentali per la tutela della professione e per una riforma realmente sostenibile della medicina territoriale.
Ecco alcuni dei punti principali della mobilitazione condivisi da CoSiPS:
• NO all’uso improprio della decretazione d’urgenza su materie che appartengono alla contrattazione collettiva nazionale (art. 39 Cost.)
• NO al debito orario coattivo e a qualsiasi intervento legislativo che modifichi d’autorità orario, prestazioni e struttura della remunerazione
• NO alla retribuzione per obiettivi e alla deroga dei blocchi contrattuali nazionali e regionali
• SI’ al rilancio della Medicina Generale come strumento prioritario e fondamentale per l’assistenza territoriale capillare e di prossimità
• SI’ alla dipendenza ma solo su base realmente volontaria e con garanzie contrattuali chiare
• SI’ a contratti flessibili e compatibili per medicina dei servizi, continuità assistenziale e 118, mantenendo autonomia e specificità dei diversi ambiti.
“La nostra presenza oggi – ha dichiarato la dott.ssa Annarita Soldo, segretario nazionale Area MMG CoSiPS – testimonia la volontà di difendere una riforma della Medicina Generale che sia rispettosa della Costituzione, della contrattazione e della dignità professionale dei medici e vuole essere un segnale di unità e coesione per la difesa della nostra professione. Siamo pronti a collaborare ma non ad accettare imposizioni che snaturano il nostro ruolo e indeboliscono la medicina territoriale. Aderiamo allo stato di mobilizzazione generale e ci riserviamo di intraprendere e sostenere azioni di sciopero o altre ulteriori azioni si rendessero necessarie, qualora il decreto venisse approvato così come attualmente prospettato senza il confronto con noi professionisti e senza una regolare contrattazione concertata”.

29/05/2026
26/05/2026

CoSiPS aderisce alla manifestazione nazionale del 28 maggio 2026

Il Coordinamento Sindacale Professionisti della Salute (CoSiPS) conferma l’adesione alla manifestazione nazionale che si terrà giovedì 28 maggio 2026 alle ore 10.00 davanti al Ministero della Salute in Lungotevere Ripa a Roma.
CoSiPS condivide pienamente le ragioni della mobilitazione contro il DDL di riforma della Medicina Generale, ribadendo che ogni intervento sul Sistema Sanitario deve essere costruito insieme e con il concorso dei medici, non contro di loro e senza consultare preventivamente le loro rappresentanze.
Difendere la convenzione di Medicina Generale significa difendere la salute dei cittadini, la continuità assistenziale e la qualità del Servizio Pubblico.
CoSiPS invita tutti gli iscritti e simpatizzanti a partecipare alla manifestazione, unendo la propria voce a quella d tutti gli altri sindacati di categoria per chiedere il ritiro del decreto o, comunque, la sua profonda revisione attraverso l’apertura di un confronto aperto, reale e costruttivo con tutte le rappresentanze professionali.

21/05/2026

Il Coordinamento Sindacale Professionisti della Salute (CoSiPS) annuncia la propria adesione alla manifestazione nazionale che si terrà giovedì 28 maggio 2026 alle ore 10.00 davanti al Ministero della Salute in Lungotevere Ripa a Roma.
CoSiPS condivide pienamente le ragioni della mobilitazione contro il DDL di riforma della Medicina Generale, ribadendo che ogni intervento sul Sistema Sanitario deve essere costruito insieme e con il concorso dei medici, non contro di loro e senza consultare preventivamente le loro rappresentanze. Difendere la convenzione di Medicina Generale significa difendere la salute dei cittadini, la continuità assistenziale e la qualità del Servizio Pubblico.
CoSiPS invita i propri iscritti e simpatizzanti a partecipare alla manifestazione, unendo la propria voce a quella d tutti gli altri sindacati di categoria per chiedere il ritiro del decreto o, comunque, una sua profonda revisione attraverso l’apertura di un confronto aperto, reale e costruttivo con tutte le rappresentanze professionali.

Photos from Cosips's post 18/05/2026

Riforma della Medicina Generale: CoSiPS chiede il ritiro del decreto e si unisce alla mobilitazione nazionale: “Difendere la convenzione significa difendere la salute dei cittadini”.

14/05/2026

Rinegoziare il contratto dei medici di medicina generale !!!
Firma la petizione proposta dell'Area MMG del Coordinamento Sindacale Professionisti della Sanità: https://c.org/TK62NQ4FSd
via

13/05/2026

Il prossimo 20 maggio si terrà un incontro CoSiPS dedicato alla nuova tematica del contagio da Hantavirus e delle sue ripercussioni sulla popolazione.
Ne parleremo con il dott. Paolo Cutello, igienista e con il dott. Pino Di Liberti, infettivologo.
L'evento, organizzato on-line con piattaforma Zoom, è riservato agli iscritti.

08/05/2026

L’Area MMG Co.Si.P.S. associandosi a quanto promosso dalle altre sigle sindacali di categoria, esprime la più netta e ferma opposizione a quanto previsto dagli schemi di decreti governativo di “riforma” della Medicina Generale circolati negli ultimi giorni. Questo provvedimento, presentato sotto il vessillo di una presunta "modernizzazione", nasconde in realtà un attacco frontale alla figura del Medico di Famiglia e al rapporto fiduciario con i pazienti che ne costituisce l'essenza.
Le criticità rilevate nei testi che sono stati annunciati sono inaccettabili per la dignità professionale dei MMG e per la stessa tutela della salute pubblica, in quanto il piano di accorpamento forzato in poche strutture, concentrate in alcuni territori, penalizza i cittadini più fragili e le aree interne e più popolari.
La Medicina Generale è il cuore del SSN; se si ferma il territorio, crolla l'intero sistema.
Non intendiamo restare guardare mentre uno dei pilastri fondamentali del Servizio Sanitario Nazionale ai appresta a ve**re smantellato e, pertanto, assieme agli altri sindacati dei MMG proclamiamo lo stato di mobilitazione permanente su tutto il territorio nazionale, senza escludere misure più estreme, come la proclamazione di sciopero del settore, qualora il Governo non ritiri immediatamente i punti più critici del decreto avviando la indispensabile concertazione con le parti. Chiediamo l’apertura di un tavolo di negoziazione reale, che parta dalle esigenze dei medici e dei pazienti e non dai meri calcoli di bilancio o dalle scadenze dettate dal PNRR.
La nostra battaglia è per la nostra categoria e la nostra professione ma, soprattutto, per continuare ad assicurare il diritto alla salute di tutti i cittadini.

06/05/2026

La Circolare INAIL n. 17 del 29 aprile 2026, relativa a “Certificati di infortunio. Ripresa del lavoro. Infortuni”, introduce alcuni utili chiarimenti utili ma richiede alcune precisazioni inerenti alle peculiari caratteristiche professionali che riguardano il medico competente.
La circolare ribadisce che il lavoratore può riprendere l’attività al termine della prognosi indicata nell’ultimo certificato trasmesso all’INAIL, senza necessità di un certificato “definitivo”, prassi peraltro già in vigore. Tuttavia il testo aggiunge che, per valutare lo stato di salute del lavoratore e l’idoneità alla mansione, “può essere attivata la sorveglianza sanitaria effettuata dal medico competente”. Tale formulazione non rispecchia pienamente il quadro normativo vigente in quanto il coinvolgimento del medico competente è limitato a quanto previsto dall’art. 41, comma 2, lett. e ter) del D.lgs. 81/2008, come modificato dalla L. 203/2024, e cioè alla visita medica precedente alla ripresa del lavoro solo dopo assenze per motivi di salute superiori a 60 giorni continuativi, con obbligo di esprimere comunque un giudizio di idoneità qualora la visita non sia ritenuta necessaria. Detta visita, inoltre, è applicabile esclusivamente ai lavoratori già sottoposti a sorveglianza sanitaria ed è obbligatoriamente finalizzata alla verifica dell’idoneità alla mansione specifica.
In tutti gli altri casi, quindi, non sussiste alcun obbligo automatico di valutazione delle condizioni cliniche o anatomo-funzionali del lavoratore al suo rientro al lavoro, restando pur sempre possibile - per i dipendenti soggetti a sorveglianza sanitaria - richiedere una verifica dell’idoneità alla mansione ai sensi dell’art. 41, comma 2, lett. c) con la cosiddetta “visita su richiesta”.
Al proposito va rammentato, inoltre, che l’art. 5 della L. 300/1970 vieta al datore di lavoro qualsiasi accertamento diretto sull’infermità del lavoratore, riservando tali controlli agli enti pubblici competenti. Pertanto, occorre fare attenzione affinché la cessazione del periodo di inabilità temporanea concesso dall’INAIL possa tradursi in richieste improprie di certificazioni o valutazioni aggiuntive da parte del medico competente.
Di seguito la circolare precisa che, nel caso di richiesta della ripresa anticipata del lavoro rispetto alla prognosi iniziale, si renda necessario un certificato che attesti la condizione clinico funzionale del lavoratore, rilasciabile da “qualunque medico”.
Anche a tale riguardo va precisato che tale certificazione riguarda esclusivamente il rapporto assicurativo INAIL e sarebbe opportuno non coinvolgesse il medico competente, al fine di evitare indebite sovrapposizioni tra funzioni certificative, medico legali e prevenzionistiche.
In conclusione, la Circolare INAIL n. 17/2026 chiarisce aspetti assicurativi relativi alla certificazione di infortunio ma non introduce nuovi obblighi per il medico competente, il cui intervento resta circoscritto ai casi previsti dal D.lgs. 81/2008 e s.m.i., evitando automatismi non contemplati dalla norma, comportamenti incongrui e potenziali violazioni della Legge 300/70 (cd statuto dei lavoratori).

01/05/2026

Co.Si.P.S. saluta e ringrazia tutti gli operatori sanitari del nostro Paese — medici, psicologi, infermieri, tecnici e quant’altro — che ogni giorno garantiscono la tutela della salute con competenza, dedizione e senso civico.
Il lavoro sanitario è lavoro pubblico e sociale e deve rimanere, fondato sui valori di solidarietà, equità e qualità delle cure. Oggi più che mai, in un momento di crisi del sistema e di incertezza politica, è necessario riaffermare l’unità della categoria: perché solo una sanità unita e coesa, in grado di difendere le proprie conquiste e di parlare con una voce comune, può resistere a provvedimenti che rischiano di compromettere diritti e tutele costruiti in anni di impegno collettivo.
Il Primo Maggio, festa dei lavoratori, deve anche rammentarci che la salute è un diritto per tutti e che gli operatori che la garantiscono sono parte essenziale dei soggetti sociali che tengono insieme il Paese.
Difendere, tutelare e assicurare le garanzie del lavoro sanitario significa difendere la Repubblica dei diritti, assiema alla dignità dei professionisti per garantire la fiducia dei cittadini.

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