Cosips
Il Co.Si.P.S. è una organizzazione sindacale composta da professionisti della Sanità Italiana.
07/07/2026
Il TAR ferma la Regione Lazio: tutelata la responsabilità professionale dei medici di Medicina Generale
Co.Si.P.S. (Coordinamento Sindacale Professionisti della Sanità) accoglie con soddisfazione la decisione del TAR Lazio, che ha annullato la parte più controversa della Delibera regionale n. 1344 del 30 dicembre 2025, relativa alle “Indicazioni per la corretta modalità di prescrizione ai fini del governo delle liste d’attesa”.
La delibera prevedeva che gli specialisti delle strutture accreditate potessero solo compilare una ricetta bianca, demandando al medico di famiglia la trasformazione obbligatoria in ricetta elettronica. Come riportato nel documento: «il medico di famiglia è “tenuto” a compilare la prescrizione», una formulazione che – secondo il TAR – non lascia alcuno spazio alla valutazione clinica autonoma del medico prescrittore.
Gli Ordini dei Medici, che hanno promosso il ricorso, hanno svolto un ruolo decisivo nel riaffermare un principio cardine della professione: la prescrizione è un atto medico personale, che comporta autonomia decisionale e responsabilità diretta. Il TAR ha riconosciuto pienamente questa posizione, ricordando che «chi firma una prescrizione sanitaria mantiene sempre la responsabilità professionale di quella decisione».
Una scelta regionale sbagliata, nel metodo e nel merito. Pur condividendo l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa, il TAR ha chiarito che la Regione Lazio ha scelto uno strumento illegittimo, che avrebbe compresso l’autonomia prescrittiva del medico di medicina generale, scaricando sui medici di famiglia responsabilità cliniche non pertinenti per l’introduzione di un ‘obbligo di firma’ su decisioni prese da altri professionisti sanitari. La Regione ha sostenuto che si trattasse solo di un “passaggio tecnico” per far funzionare il sistema informatico, una giustificazione debole che ignora la natura dell’atto medico e la cornice deontologica che lo regola. Non è accettabile che esigenze amministrative vengano anteposte alla responsabilità professionale e alla tutela del paziente.
Il principio ribadito dal TAR appare chiaro: la sentenza ribadisce che nessuna amministrazione può imporre a un medico di firmare automaticamente una prescrizione decisa da un altro professionista. Un principio che Co.Si.P.S. difende da sempre: la responsabilità clinica non può essere burocratizzata, né subordinata a procedure informatiche. Co.Si.P.S. esprime apprezzamento per l’azione degli Ordini dei Medici, che hanno difeso con determinazione la dignità professionale dei colleghi e la correttezza dell’atto prescrittivo. Allo stesso tempo va stigmatizzato il comportamento della Regione Lazio, che ha tentato di introdurre una procedura lesiva dell’autonomia medica e potenzialmente dannosa per i percorsi dei pazienti. Riteniamo, come più volte ribadito, che la Regione avvii un confronto serio e reale con tutte le rappresentanze professionali, evitando scorciatoie amministrative che generano solo conflitti e inefficienze.
Chiediamo, in ultimo, che ogni futura iniziativa sul governo delle liste d’attesa sia condivisa con Ordini, sindacati e società scientifiche, nel rispetto dell’autonomia e della responsabilità del singolo medico, senza scaricare sui professionisti ulteriori oneri burocratici impropri e garantendo percorsi chiari e lineari.
La tutela dell’atto medico tutela la salute pubblica; Co.Si.P.S. continuerà a vigilare.
24/06/2026
CoSiPS esprime netta contrarietà alla firma, da parte per il momento solo di una parte delle rappresentanze sindacali, della proposta di integrazione dell’Accordo Collettivo Nazionale per le Case della Comunità, volta a introdurre obblighi orari e modalità operative incompatibili con il rapporto convenzionale in essere dei Medici di Medicina Generale, che verrebbe così stravolto nella sua natura giuridica.
L’obbligo di attività nelle Case della Comunità, con turni fino a sei ore stabiliti unilateralmente dalle Aziende Sanitarie, viola la stessa natura del rapporto convenzionale, configurando elementi di subordinazione senza tutele di diritto di tutti i lavoratori come sancito dalle leggi vigenti in materia e snatura la libera professione convenzionata, creando un modello ibrido che espone a contenziosi e incertezza organizzativa.
Il cosiddetto “doppio canale”, inoltre, introduce due figure di Medici di Medicina Generale, dipendenti e convenzionati, operanti nelle stesse strutture con regimi diversi, generando disuguaglianze tra professionisti e cittadini in contrasto con gli articoli 3, 32 e 97 della Costituzione. La proposta di differenziare le ore in base al numero degli assistiti creerebbe di fatto subcategorie di medici e assistiti, con notevoli differenze nell‘eguaglianza delle cure, alterando tra l‘altro il concetto di presa in carico e gestione della fragilità e della cronicità in modo capillare, prossimo al domicilio del paziente e assiduo nel lungo periodo.
CoSiPS non condivide la posizione di “responsabilità” espressa dalle sigle firmatarie che hanno scelto di aderire al protocollo d’intesa, nonostante le criticità evidenti. Ci si chiede se il “senso di responsabilita’” sostenuto dalle sigle firmatarie non debba invece riguardare soprattutto la sicurezza e la qualità delle cure e il principio di eguaglianza costituzionale per tutti i cittadini, in ugual misura e senza alcuna differenza, che di fatto invece verrebbe stravolto e messo a rischio da un obbligo privo di qualsiasi elementare misura organizzativa e di tutela dei diritti costituzionali nei confronti dei cittadini e dei lavoratori, come sancito dalle leggi vigenti, a fronte unicamente di una “responsabilità “ di tipo puramente economico in obbligo ad un PNNR non adeguatamente e tempisticamente programmato e sviluppato con la partecipazione dei professionisti e degli stakeholders, cosi come si sarebbe dovuto fare nei tempi opportuni. Al contrario, si condivide pienamente la scelta di non accettazione e mancata firma del protocollo da parte di SMI e SNAMI, che hanno coerentemente difeso la natura libero-professionale del rapporto convenzionale, la dignità dei Medici di Medicina Generale e il libero diritto alle cure dei cittadini.
CoSiPS esprime la propria ferma posizione in accordo con le sigle non firmatarie, sostenendo e sollecitando tutte le azioni di mobilitazione necessarie fino allo sciopero, a tutela dei principi di autonomia professionale e del diritto dei cittadini a un’assistenza territoriale di prossimità libera, qualificata, sicura e non subordinata a vincoli precostituiti.
CoSiPS chiede una riforma seria, condivisa e rispettosa delle norme vigenti, che valorizzi il ruolo del MMG e rafforzi l’assistenza territoriale, senza imposizioni che rischiano di accelerare prepensionamenti e abbandoni dalla professione da parte di moltissimi medici di base, lasciando privi di assistenza i cittadini e le fasce più deboli della popolazione.
CoSiPS è pronta a continuare a tutelare, in ogni sede, i diritti dei professionisti e dei cittadini.
23/06/2026
CoSiPS esprime perplessità e forte preoccupazione per l’impostazione che sta emergendo nel confronto nazionale sull’ACN della Medicina Generale e, in particolare, sull’ipotesi di introdurre obblighi orari strutturali dei MMG all’interno delle Case della Comunità come elemento portante del nuovo assetto convenzionale.
Secondo quanto trapelato, il dibattito si sarebbe arenato sul mancato accordo circa una “tariffa unica nazionale” per le attività orarie del MMG nelle Case della Comunità. A tale proposito, CoSiPS ribadisce che, al di là della pur rilevante questione economica – necessaria anche a prevenire inaccettabili difformità tra le varie Regioni – la dignità e la libertà professionale dei Medici di Medicina Generale non sono in alcun modo negoziabili.
La vera criticità non è monetizzabile: l’ipotesi di introdurre un debito orario obbligatorio nelle Case della Comunità, applicato indistintamente sia ai medici già in servizio sia ai giovani colleghi entrati con il ruolo unico, rappresenta un confine che non può e non deve essere superato.
Una "riforma" che si limiti a imporre vincoli orari, senza affrontare i nodi strutturali della Medicina Generale, non risponde ai bisogni reali della categoria e costituisce un grave arretramento. Sembrano essere scomparsi dal tavolo negoziale elementi essenziali quali il superamento del ruolo unico e l'istituzione della specializzazione universitaria; nulla viene fatto per arginare la carenza di medici né per abbattere l’asfissiante carico burocratico. Se l’unico risultato “urgente” del confronto istituzionale dovesse ridursi all’introduzione del vincolo delle sei ore obbligatorie nelle Case della Comunità ci troveremmo di fronte a un provvedimento inadeguato, inefficiente e improntato a un modello centralistico privo di una reale visione di sistema.
È necessario, al contrario, costruire una visione organica della medicina territoriale che si fondi sull’adesione volontaria, supportata da compensi uniformi e percorsi organizzativi condivisi, nel pieno rispetto della professionalità dei MMG.
Per queste ragioni, CoSiPS ribadisce con fermezza il proprio posizionamento:
• NO all’obbligatorietà del debito orario dei MMG nelle Case della Comunità;
• NO a “riforme” calate dall'alto e costruite contro i professionisti;
• SÌ a un confronto serio che affronti le vere priorità: carenza di personale, sostenibilità dei massimali, specializzazione universitaria, riorganizzazione del territorio e drastica riduzione della burocrazia;
• SÌ a modelli organizzativi basati sulla volontarietà, sulla valorizzazione delle competenze e su una reale integrazione multiprofessionale.
La Medicina Generale non può essere rilanciata attraverso obblighi disposti unilateralmente. La tenuta del Servizio Sanitario Nazionale si garantisce rafforzando, e non indebolendo, la libertà e la responsabilità dei medici che ogni giorno assicurano l’assistenza di prossimità a tutti i cittadini del nostro Paese.
CoSiPS rimane, come sempre, aperta a un confronto serio e costruttivo ma non è disposta ad accettare un impianto normativo che riduca la professione a una mera esecuzione di obblighi orari, per giunta imposti per decreto.
13/06/2026
In data 12 giugno una delegazione CoSiPS ha preso parte all’iniziativa “Crisi dei Pronto Soccorso – Un’emergenza ignorata” nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, un momento di confronto cruciale sulla riforma dell’emergenza‑urgenza. A rappresentare il nostro sindacato il dott. Pasquale Tedesco, Segretario nazionale dell’Area della Dirigenza Medica la dott.ssa Silvia Raspa dell’ASL Roma 1.
La partecipazione CoSiPS conferma l’impegno del sindacato nel portare la voce dei professionisti dentro i luoghi decisionali, contribuendo a una riforma che garantisca sicurezza, qualità del lavoro e tutela dei cittadini. Un’emergenza ignorata non può più attendere: servono soluzioni concrete, ascolto e responsabilità.
hashtag hashtag hashtag hashtag hashtag hashtag #
08/06/2026
CoSiPS accoglie con soddisfazione la decisione della Presidente del Consiglio e della maggioranza di fermare l’iter del decreto sulla riforma della Medicina Generale, così come riportato da numerosi quotidiani e dalla stampa on-line. Il ripensamento sullo stato di attuazione dell’annunciato decreto, che prevedeva forme di ‘debito orario’ e una sorta di dipendenza selettiva dei medici di Medicina Generale per attività da svolgere all’interno delle Case della Comunità, rappresenta un segnale politico importante e conferma la fondatezza delle criticità sollevate da più parti, incluse le nostre. Secondo quanto riportato dalla stampa, la riforma si è arenata di fronte alle forti perplessità espresse da tutti i partiti di maggioranza (Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega), che hanno giudicato inopportuno trasformare il medico di famiglia in un dipendente del SSN, mettendo a rischio il rapporto fiduciario e la prossimità assistenziale, posizione che CoSiPS ha sostenuto con chiarezza sin dalle prime bozze, evidenziando come ogni intervento sulla Medicina Generale debba rispettare la Costituzione, la contrattazione collettiva e la specificità professionale dei medici di base.
Pur nella consapevolezza del nostro ruolo e delle nostre dimensioni, riteniamo che il contributo offerto nelle ultime settimane attraverso note, analisi, confronti e partecipazione attiva al dibattito e alle iniziative di protesta della categoria abbia contribuito a far emergere la necessità di un ripensamento del decreto e di un percorso più rispettoso delle rappresentanze sindacali.
Abbiamo ribadito, in ogni sede, che:
• la dipendenza non può essere introdotta per via legislativa su una materia di natura contrattuale;
• il rapporto fiduciario è un pilastro della Medicina Generale e non può essere indebolito;
• le Case della Comunità devono essere rese operative senza snaturare il ruolo del medico di famiglia;
• ogni riforma deve essere costruita con i professionisti e non contro di loro.
Lo stop del Governo rende ancor più incomprensibile la scelta di alcune Regioni di procedere comunque con iniziative organizzative unilaterali, in evidente contrasto con il necessario clima di confronto e con il quadro politico-istituzionale attuale. Desta preoccupazione, infatti, il comportamento della Regione Lazio – e di altre realtà regionali, emerso negli ultimi giorni, con il ricorso addirittura al “sorteggio” di medici per coprire i turni nelle Case della Comunità, iniziative unilaterali e organizzative in assenza di un Accordo Integrativo Regionale condiviso con le rappresentanze sindacali dei Medici di Medicina Generale. Tale modalità rischia di generare confusione, disallineamento normativo e tensioni inutili, oltre a compromettere la qualità del servizio e il rispetto delle prerogative professionali.
Adesso, invece, deve iniziare la fase di un confronto fondato su basi più rispettose delle prerogative professionali, un tavolo con la partecipazione di tutte le organizzazioni sindacali del settore affinché la necessaria riforma della Medicina Generale sia affrontata con metodo, trasparenza e rispetto delle competenze. Le note criticità strutturali del settore, purtroppo ormai storiche, quali: carenza di medici, massimali insostenibili, difficoltà di accesso per i cittadini etc. non possono essere imposte per decreto e risolte attraverso scorciatoie normative ma devono essere affrontate con una programmazione seria, investimenti adeguati e un modello organizzativo condiviso.
CoSiPS conferma e ribadisce la piena disponibilità a contribuire, con spirito costruttivo, alla definizione di una riforma che rafforzi la Medicina Generale e al tempo stesso renda operative le Case della Comunità, evitando che restino “scatole vuote”, attraverso un percorso condiviso per il rinnovo dell'accordo collettivo nazionale e la contrattazione con le Regioni, che valorizzi la professionalità dei medici e continui a garantire ai cittadini un servizio realmente efficiente e vicino ai territori nel totale soddisfacimento degli obiettivi del PNRR.
01/06/2026
In occasione della manifestazione nazionale organizzata il 28 maggio a Roma dallo SMI contro le criticità contenute nella bozza di riforma della Medicina Generale, una delegazione CoSiPS ha partecipato attivamente, guidata dal segretario nazionale Area MMG dott.ssa Annarita Soldo.
La presenza CoSiPS ha inteso ribadire, con chiarezza e responsabilità istituzionale, alcune posizioni fondamentali per la tutela della professione e per una riforma realmente sostenibile della medicina territoriale.
Ecco alcuni dei punti principali della mobilitazione condivisi da CoSiPS:
• NO all’uso improprio della decretazione d’urgenza su materie che appartengono alla contrattazione collettiva nazionale (art. 39 Cost.)
• NO al debito orario coattivo e a qualsiasi intervento legislativo che modifichi d’autorità orario, prestazioni e struttura della remunerazione
• NO alla retribuzione per obiettivi e alla deroga dei blocchi contrattuali nazionali e regionali
• SI’ al rilancio della Medicina Generale come strumento prioritario e fondamentale per l’assistenza territoriale capillare e di prossimità
• SI’ alla dipendenza ma solo su base realmente volontaria e con garanzie contrattuali chiare
• SI’ a contratti flessibili e compatibili per medicina dei servizi, continuità assistenziale e 118, mantenendo autonomia e specificità dei diversi ambiti.
“La nostra presenza oggi – ha dichiarato la dott.ssa Annarita Soldo, segretario nazionale Area MMG CoSiPS – testimonia la volontà di difendere una riforma della Medicina Generale che sia rispettosa della Costituzione, della contrattazione e della dignità professionale dei medici e vuole essere un segnale di unità e coesione per la difesa della nostra professione. Siamo pronti a collaborare ma non ad accettare imposizioni che snaturano il nostro ruolo e indeboliscono la medicina territoriale. Aderiamo allo stato di mobilizzazione generale e ci riserviamo di intraprendere e sostenere azioni di sciopero o altre ulteriori azioni si rendessero necessarie, qualora il decreto venisse approvato così come attualmente prospettato senza il confronto con noi professionisti e senza una regolare contrattazione concertata”.
29/05/2026
26/05/2026
CoSiPS aderisce alla manifestazione nazionale del 28 maggio 2026
Il Coordinamento Sindacale Professionisti della Salute (CoSiPS) conferma l’adesione alla manifestazione nazionale che si terrà giovedì 28 maggio 2026 alle ore 10.00 davanti al Ministero della Salute in Lungotevere Ripa a Roma.
CoSiPS condivide pienamente le ragioni della mobilitazione contro il DDL di riforma della Medicina Generale, ribadendo che ogni intervento sul Sistema Sanitario deve essere costruito insieme e con il concorso dei medici, non contro di loro e senza consultare preventivamente le loro rappresentanze.
Difendere la convenzione di Medicina Generale significa difendere la salute dei cittadini, la continuità assistenziale e la qualità del Servizio Pubblico.
CoSiPS invita tutti gli iscritti e simpatizzanti a partecipare alla manifestazione, unendo la propria voce a quella d tutti gli altri sindacati di categoria per chiedere il ritiro del decreto o, comunque, la sua profonda revisione attraverso l’apertura di un confronto aperto, reale e costruttivo con tutte le rappresentanze professionali.
21/05/2026
Il Coordinamento Sindacale Professionisti della Salute (CoSiPS) annuncia la propria adesione alla manifestazione nazionale che si terrà giovedì 28 maggio 2026 alle ore 10.00 davanti al Ministero della Salute in Lungotevere Ripa a Roma.
CoSiPS condivide pienamente le ragioni della mobilitazione contro il DDL di riforma della Medicina Generale, ribadendo che ogni intervento sul Sistema Sanitario deve essere costruito insieme e con il concorso dei medici, non contro di loro e senza consultare preventivamente le loro rappresentanze. Difendere la convenzione di Medicina Generale significa difendere la salute dei cittadini, la continuità assistenziale e la qualità del Servizio Pubblico.
CoSiPS invita i propri iscritti e simpatizzanti a partecipare alla manifestazione, unendo la propria voce a quella d tutti gli altri sindacati di categoria per chiedere il ritiro del decreto o, comunque, una sua profonda revisione attraverso l’apertura di un confronto aperto, reale e costruttivo con tutte le rappresentanze professionali.
18/05/2026
Riforma della Medicina Generale: CoSiPS chiede il ritiro del decreto e si unisce alla mobilitazione nazionale: “Difendere la convenzione significa difendere la salute dei cittadini”.
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Categoria
Contatta l'organizzazione
Sito Web
Indirizzo
Rome
00154
Notifiche
Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Cosips pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.