Assopace Palestina Rimini

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Promuovere la cultura della pace, del disarmo, della lotta e della resistenza tramite la divulgazione di iniziative, eventi e progetti inerenti alla Palestina.

12/06/2026

AssoPace Palestina Rimini ha fatto una donazione di 300€ per sostenere la campagna internazionale Faz3a a protezione dei civili Palestinesi, colpiti da aggressioni di coloni ed esercito israeliano in Cisgiordania. La campagna risponde all'appello dei Comitati popolari palestinesi.
Il bonifico ad Assopace Palestina nazionale è stato effettuato nei giorni scorsi, per la precisione il 30 maggio u.s.

Gaza inferno delle bambine - Terre des Hommes Italia 19/05/2026

Gaza inferno delle bambine - Terre des Hommes Italia Il nuovo dossier indifesa di Terre des Hommes lancia l'allarme sulla situazione delle donne e delle ragazze coinvolte nel conflitto a Gaza

Il sionismo non ha sbagliato, è sempre stato concepito così 19/05/2026

Il sionismo non ha sbagliato, è sempre stato concepito così di Gideon Levy,  Haaretz, 6 maggio 2026.     Il sionismo, nella sua essenza, è la fede nella supremazia ebraica tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo e, proprio come qualsiasi altra ideologia che sostenga la supremazia razziale, nazionale o religiosa, è illegittimo. Omer Bartov alla pres...

19/05/2026
19/05/2026

Andrea Sceresini, Assalto alla Flotilla in mare aperto, le vele sfidano Israele, Il Manifesto, 19 maggio 2026

LA CORRENTE DI GAZA L’abbordaggio inizia alle 9 del mattino al largo di Cipro e dura un giorno intero. La Sumud, inseguita, tenta di andare avantI

La Global Sumud Flotilla si trova sotto attacco israeliano dalle nove di ieri mattina (ora italiana). Fino al momento di andare in stampa, gli incursori della marina di Tel Aviv erano riusciti a intercettare 42 imbarcazioni con oltre 150 persone a bordo (almeno 12 italiane). Un’azione molto simile a quella condotta lo scorso 29-30 aprile al largo di Creta, che portò all’abbordaggio di 22 barche e al sequestro di 181 attivisti.
ANCHE IERI, esattamente come venti giorni fa, l’esercito israeliano avrebbe messo in campo ben quattro fregate da guerra e una nave cargo militare, sulla quale verranno rinchiusi gli attivisti man mano che saranno arrestati a bordo delle loro imbarcazioni. Con una mezza dozzina di gommoni d’assalto, gli incursori della Shayetet 13 hanno preso il controllo dei vari mezzi della Sumud, manomettendone i comandi e catturandone l’equipaggio. In più occasioni, i militari hanno puntato contro gli attivisti disarmati i loro fucili da guerra, mentre alcune delle fregate si sono pericolosamente avvicinate ai velieri prima che questi venissero assaltati.
L’attacco è avvenuto ancora una volta in piene acque internazionali, a ben 250 miglia dalle coste di Gaza (la Flotilla era salpata dalla Turchia appena domenica mattina e solo da poche ore aveva abbandonato le acque territoriali di Ankara). Stavolta l’assalto è avvenuto durante il giorno: «Una circostanza – sottolineano i portavoce del movimento – che dimostra come Israele agisca ormai nella più totale impunità, e senza più mostrare alcuno scrupolo».
I 52 VELIERI che compongono la missione trasportavano oltre 400 persone provenienti da 45 paesi, tra cui diverse decine di italiani. Quale sarà il loro destino? La presenza della solita nave-prigione fa pensare che l’epilogo possa essere simile a quello dello scorso abbordaggio: se tre settimane fa – dopo un giorno e due notti di cattività – i sequestrati furono sbarcati sulla costa di Creta, questa volta potrebbe essere la volta di Cipro, le cui autorità, esattamente come quelle greche, godono di un rapporto privilegiato con Israele. Tuttavia, in un articolo pubblicato ieri mattina sul Jerusalem Post, si parlava della possibilità che i detenuti vengano «condotti ad Ashdod», ovvero che siano deportati in Israele. In tal caso, è probabile che rimangano nelle mani di Tel Aviv anche per diversi giorni. Sempre sul Jerusalem Post vengono poi riportate alcune dichiarazioni del ministro degli esteri Israel Katz, che definisce la Flotilla «una provocazione fatta per il solo gusto di provocare». Sulla stessa linea il premier Netanyahu, che ha pubblicamente elogiato i militari: «Penso che stiate facendo un lavoro eccezionale. Siete riusciti, oggi come ieri, a neutralizzare efficacemente il piano malvagio ideato per rompere l’isolamento che abbiamo imposto ai terroristi di Hamas a Gaza».
A OGNI MODO, durante tutta la durata dell’azione gli attivisti a bordo si sono sempre mostrati calmi e sereni. Alcune imbarcazioni hanno inizialmente cercato di deviare la rotta verso Cipro, nel tentativo di mettersi in salvo, ma poi gli scafi ancora liberi hanno continuato testardamente a dirigersi verso Gaza. «C’è tra noi un grande senso di determinazione e tranquillità – ha dichiarato al manifesto il sindacalista Dario Salvetti, della Gkn di Firenze, che viaggia a bordo della Don Juan – Sappiamo che oggi il compito di resistere è in mano unicamente alle persone comuni come noi, alle lavoratrici e ai lavoratori che fanno parte di questa missione. Mentre da lontano vediamo le navi militari che fronteggiano i velieri con a bordo i nostri compagni, ci rendiamo conto che forse è inevitabile che le cose vadano così e nonostante tutto decidiamo di andare avanti. Perché questa è la nostra unica forza».
Altri nostri contatti, invece, hanno fatto appena in tempo a lanciare l’allarme: «Ci sono delle navi militari in avvicinamento. Puntano dritto verso di noi, come se volessero speronarci», ci ha scritto uno dei passeggeri delle prime imbarcazioni intercettate. In questo momento, con ogni probabilità, si trova con gli altri suoi compagni a bordo della nave-prigione israeliana, a prendere cazzotti e dormire sul pavimento. Sempre, ovviamente, che qualcuno non faccia qualcosa.
È QUANTO CHIEDEVANO ieri le opposizioni parlando – dal Pd con Elly Schlein ad Avs con Nicola Fratoianni – di «atto di pirateria». E se la Spagna, in linea con la posizione finora tenuta verso la questione palestinese, convocava immediatamente la rappresentante diplomatica israeliana Dana Erlich per protestare contro «un’intercettazione illegale», il ministro degli esteri Tajani assumeva la stessa postura da diritto internazionale a metà: «Anche qualora dovessero essere fermati cittadini italiani, devono essere sempre trattati nel massimo rispetto della dignità della persona», aveva detto in mattinata, senza condannare il rapimento di decine di persone in acque internazionali.
In serata ha corretto il tiro e da Modena ha chiesto «il rilascio immediato» degli italiani detenuti. Tra gli attivisti fatti prigionieri c’è anche Margaret Connolly, sorella della presidente irlandese Catherine. Fino a ieri sera era ancora in viaggio l’unico parlamentare italiano a bordo, Dario Carotenuto: «Qui intorno ci sono le navi della marina israeliana che stanno cercando di braccarci», ha detto nel pomeriggio a RadioRai.
I 5STELLE, PD e Avs, hanno scritto alla presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, perché attivi «tutti i canali diplomatici per garantire l’integrità fisica, la difesa legale e la piena protezione consolare» dei rapiti.
https://ilmanifesto.it/assalto-alla-flotilla-in-mare-aperto-le-vele-sfidano-israele

Photos from Assopace Palestina Rimini's post 19/05/2026

Memoriale della Nakba, la catastrofe della Palestina dal 1948 al 2026

Qualche foto dell'Incontro a Rimini presso la sede della in via Caduti di Marzabotto 32, venerdì 15 maggio 2026, alle ore 20.

Organizzato Assopace Palestina e Assopace Palestina Rimini con l’adesione di ReArm, della Rete Pace e del Comitato per la liberazione di Marwan Barghouti, e con il patrocinio
del Comune di Rimini

“Io vorrei essere qui per parlare di libertà in Palestina - ha raccontato Manal - ma è un’esperienza che non so ancora raccontare, perché non l’ho mai provata”.
Basterebbe questa frase per capire cosa significhi vivere sotto l'occupazione israeliana. E invece, ancora nel discorso corrente, si parla di conflitto tra israeliani e palestinesi, di guerra, non di vita in gabbia.

Grazie a tutti per la partecipazione!

20/04/2026

Si svolgerà tra il 7 e il 26 maggio "PALESTINA MON AMOUR – CINEMA… E DINTORNI", la seconda edizione della rassegna di film e cortometraggi dedicati alla Palestina, che quest’anno prevede anche un evento al Centro Sociale Grotta Rossa.

Israele persegue impunemente con violenza le sue politiche di apartheid per cancellare la Palestina e il genocidio a Gaza; la questione palestinese resta dominata dalla propaganda.

Intendiamo, con questa rassegna, lasciare parlare gli artisti e il cinema palestinese, offrire uno sguardo sulla Palestina in tutti i suoi aspetti: la storia e la resistenza del popolo palestinese alla colonizzazione e alla pulizia etnica israeliane, la cultura e la vita quotidiana, i diritti umani e, in particolare, i diritti delle donne.

La rassegna è promossa da ISUR Istituto Di Scienze Dell’Uomo, AssoPace Palestina, Vite in Transito e Cinema Teatro Tiberio.

Photos from Assopace Palestina Rimini's post 13/04/2026

Eccola la nostra gallery, per celebrare la partecipata manifestazione per la Pace di sabato, partita dal Ponte di Tiberio e conclusasi con gli interventi in Piazza Cavour.

Molti i punti in agenda per bloccare la deriva militarista dell' economia europea e le aggressioni coloniali già in corso.

Focus non solo sulla necessità di fermare i rifornimenti di armi ad Israele da parte dell'italia, come ricordato dalla giornalista Linda Maggiori che traccia gli armamenti di passaggio dal porto di Ravenna, ma anche sulla necessità di aumentare l'adesione al boicottaggio dei prodotti delle aziende israeliane o che sostengono Israele, nella sua azione genocidiaria e coloniale in Palestina. Info su BDS Italia: https://www.facebook.com/BDSItalia/

Assopace Palestina Rimini ha rilanciato la campagna per la scarcerazione dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, vittime di persecuzione politica e violenze indiscriminate, molto spesso letali. Questa campagna porta il nome di Marwan Barghouti ,improgionato illegalmente da oltre 20 anni poiché simbolo della lotta pacifica per l'autodeterminazione del popolo palestinese. Allarghiamo la sensibilizzazione il più possibile!

Last but not least: la Global Sumud Flotilla https://www.facebook.com/share/r/1CmSPqjNy3/
è ripartita da Bercellona alla volta di Gaza e farà tappa in Sicilia, l'obiettivo è creare un presidio permanente nella Striscia oltre a portare aiuti. Ha bisogno di tutta la nostra attenzione, parlatene anche agli odiatori, così si arrabbiano di più! Lo ha ricordato Michela Monte, giornalista e partecipante della scorsa traversata

26/03/2026

Abbiamo fatto una donazione di 180 € a Al Hassan Selmi, giornalista di Gaza e autore insieme a Raffaele Oriani del libro ‘Hassan e il genocidio’.

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