Il loro nome si ispira al Tritono, un termine molto conosciuto in ambito musicale, che rappresenta una sorta di “ossimoro sonoro”, una dissonanza che va risolta, un “contrasto che definisce”, tanto che per la singolarità del suo effetto melodico fu considerato da evitare nella musica medievale, in quanto definito diabolus in musica. Ma è proprio per questa sua peculiarità di ossimoro e contrasto,
che Umberto Ugoberti e Andrea Agostini, fondatori del gruppo, hanno deciso di chiamarsi in questo modo, sottolineando così il loro stile musicale. Una sonorità crossover, dove gli interpreti giocano sia con la musica classica, che con le composizioni contemporanee, spesso utilizzate per colonne sonore, attraverso l’elettronica e soprattutto l’arditezza della reinterpretazione. I TriTone sono cinque musicisti in armonia che “volteggiano” tra il suono romantico della fisarmonica francese, l’incisività e il calore del clarinetto, il colore delle percussioni, la profondità del contrabbasso, l’alchimia della musica elettronica.