Alberto Razzini Fotografo

Alberto Razzini Fotografo

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(già Duralux Photo)

30/09/2026
29/09/2026

L’età media dei partigiani in Emilia‑Romagna può essere ricostruita con buona precisione, perché la regione dispone di elenchi nominativi completi per ogni provincia, digitalizzati dall’Università di Bologna e dagli Istituti storici della Resistenza.

I partigiani avevano un'età media tra i 22 e i 24 anni.
Il gruppo più numeroso erano i diciannovenni nati nel 1925.
ll nucleo centrale dei combattenti era composto da giovani nati tra il 1920 e il 1926.

Le classi più anziane (nati 1910–1919) parteciparono soprattutto in ruoli politici, logistici o organizzativi, non tanto nelle bande armate.
Nonostante la prevalenza giovanile, una quota non irrilevante (circa 3–4% nelle stime locali) aveva fra 44 e 67 anni, spesso con ruoli di comando, visione politica e coordinamento.

Concludendo, nel periodo 1943–45, la gran parte dei partigiani combattenti contro il regime nazi-fascista aveva fra i 17 e i 25 anni. ✊

Photos from Alberto Razzini Fotografo's post 27/09/2026
26/09/2026

Ho visto questi tre giapponesi davanti al Teatro Regio, il loro cane aveva leggermente sporcato (un po' di bava, no escrementi) allora si sono messi a pulire ac-cu-ra-ta-men-te: praticamente hanno igienizzato con cura la pavimentazione. :-) 🇯🇵 Come c'è da imparare! 🇯🇵

Vedo che moltissimi nostrani 🇮🇹 fanno pi****re il cane ovunque, sui marciapiedi del centro, sui muri dei palazzi storici (ho le foto), con tanto di rivolo di pi**io che cola. (Palazzo Tarasconi, in via Farini, è molto gettonato, in tal senso). E i parchi pubblici? Sono pieni di 💩💩💩 di cane, così come le aiuole, dappertutto.

C'è 💩💩💩 ovunque in questa città. Eppure i padroni dei cani sono perlopiù indigeni 🇮🇹
Non mi vede nessuno, e allora io la lascio lì, e gli altri che si fottano! Ma che bella educazione, che Belpaese! ;-) Ma la cosa più demenziale è che quegli stessi "canari" (per dirla in romanesco) frequentano gli stessi posti che contribuiscono a smerdare.
E i cani ovviamente non sono mai al guinzaglio, quindi spesso ti abbaiano contro o ti rincorrono (io sono stato morso in un parco), e se protesti spesso s'incazzano, gliene va a loro! Nessuno controlla che i cani siano tenuti come dio comanda, dovrebbe essere la Municipale a farlo. Infinite volte ho assistito a scene di persone spaventate da cani con conseguente lite perché il padrone dell'animale non ammette alcuna colpa, anzi rivendica di fare quel che vuole!
Qui da noi, non di rado, le regole sono una cosa che vale soprattutto per gli altri, c'è una sorta di doppia morale, molto ipocrita.

Eppure, per il troglo-xenofobo o destropiteco medio 🤣 sono sempre e solo le "risorse" che sporcano ovunque. Che malafede, mamma mia. C'è da vergognarsi per loro, poveretti.

Certo, è più facile prendersela con "gli immigrati", che ora appaiono a molti come la causa di ogni male, grazie a questa ondata di liquame xenofobico mediatico che ci ha investito. Gli italiani sono perfetti, invece, se non fosse per l'immigrazione staremmo nel Bengodi. Uno dovrebbe comportarsi civilmente, e allora certo che può criticare chi non lo fa!

Senza una doverosa e sincera autocritica dei costumi nazionali non è possibile alcun miglioramento. La ricerca del capro espiatorio è una cialtroneria assoluta, segno di primitiva ignoranza e malafede. Prima di criticare gli altri, uno deve essere a posto con la propria coscienza, e questo vale anche a livello collettivo.

22/09/2026

"Coppa Città di Collecchio"

22/09/2026

Gli odiatori gratuiti, i panrazzisti, i "fascisti" (di destra e di sinistra) ci sono sempre stati.
Vomitano sugli altri ciò che hanno dentro: frustrazione, senso d'impotenza, invidia, dispensano ignoranza come se fosse manna, inquinano l'ambiente sociale al punto da farlo diventare irrespirabile.

La loro forza è il contagio. L'energia negativa che sprigionano si comporta come un vero e proprio agente patogeno. Se la respiri e non hai sufficienti difese ti puoi ammalare. Il rischio è diventare come loro: dei morti viventi. Purtroppo stiamo attraversando una fase pandemica, in tal senso.

Ma ecco come rispose Pier Paolo Pasolini a un odiatore degli anni '60, che lo aveva gratuitamente attaccato con grande ignoranza e disprezzo:

"Perché lei, come tutti i fascisti del suo tipo, è un uomo che non sa amare: una profonda inibizione glielo impedisce; la sua aggressività è patologica, come la sua protesta moralistica. La vita per lei è costituita da una serie di «tabù»: Patria, Dio, Famiglia, Sesso, Tradizione, che lei ha accettato col più puro conformismo: il conformismo tipico degli inibiti, che protestano verbalmente una salute che non possiedono; sì che il loro narcisismo — facendosi collettivo — trova delle soddisfazioni che, d'altra parte, sono inautentiche, e non lo risolvono. Le guarigioni avvengono soltanto attraverso l'uso della ragione. Invece lei pone — forse senza accorgersene — l'irrazionalità come l'unico strumento atto a possedere la realtà." (PPP)

L'odio e l'ignoranza bestiale si combattono solo con la ragione e la grande cultura, altre armi non ce ne sono. Chi è ancora sano faccia la sua parte, ne va della nostra salute collettiva.

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