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INVESTIRE IN AUTONOMIA
L'unico metodo strutturato, gratuito, per imparare in pochi mesi a investire da soli

Photos from CO.F.fee-only's post 15/06/2026

POST PER INVESTITORI – PARTE 8

Oggi parliamo di DIVERSIFICAZIONE, uno degli elementi più importanti nella realizzazione di un portafoglio finanziario, e sveleremo la composizione di un portafoglio con una diversificazione pressoché ottimale.

Se si è costruito il portafoglio con le modalità descritte nelle parti 3 e 4 la DIVERSIFICAZIONE, intesa come buona diversificazione, diventa sinonimo di BASSA CORRELAZIONE tra gli strumenti inseriti in portafoglio.
Perché?
Perché tutti gli altri elementi importanti per una buona diversificazione (geografica, settoriale, tra classi di attività, tra singoli titoli) sono già stati inclusi nella costruzione del portafoglio.

Vediamo un esempio reale per capire che cos’è una buona diversificazione.

Nell’esempio vedrete due portafogli presi dal concorso a premi per investitori (costruiti quindi da investitori in proprio, non da professionisti), la cui prima edizione si concluderà a fine giugno, ma ce ne sarà una seconda che inizierà a luglio.
Il primo portafoglio (“Alfa”) è il primo in classifica per rendimento, il secondo (“Santana”) il primo in classifica in base all’indice di Sortino (il concorso premia in base alla seconda classifica). A fine maggio il rendimento di Alfa è stato del 11,58%, quello di Santana del 6,77%.
Una differenza rilevante.
Ma Santana ha avuto una perdita massima del 1,73%, mentre Alfa del 4,97%.

In fondo al post vengono riportati i grafici dei rendimenti, la correlazione e la composizione dei due portafogli.

Come potete vedere, il grafico di Santana, nonostante la grande volatilità dei mercati da inizio anno, è quasi una linea retta (grazie soprattutto alla correlazione negativa dell’ETF sulle commodity), mentre quello di Alfa ha avuto una grande ripresa, dopo i cali dei primi tre mesi dell’anno, per la forte correlazione degli strumenti in portafoglio con i risultati dell’AI.

Un investitore dovrebbe sicuramente tendere a creare un portafoglio personale con le caratteristiche di Santana (con un forte controllo del rischio, pur senza rinunciare a buoni rendimenti) piuttosto che di Alfa (che, sebbene, nel breve termine abbia ottenuto ottimi risultati, rischia di trovarsi, in situazioni meno favorevoli, con perdite rovinose).

E’ importante comprendere che la buona diversificazione serve a farci dormire tranquilli, accettando di guadagnare meno nei periodi migliori per perdere meno nei periodi peggiori.

13/06/2026

POST PER INVESTITORI – PARTE 7

Nei post precedenti, nei casi del ribilanciamento e del consolidamento abbiamo sempre immaginato che il mercato cresca, ma se il mercato dovesse scendere e avvicinarsi alla massima perdita che siamo disposti a sopportare che cosa possiamo fare?

Prima di tutto è necessario creare il portafoglio in modo che abbia basse probabilità di superare tale soglia. Come?

Tramite:

1) Cautela nella composizione del portafoglio:
- una parte obbligazionaria molto prudente (quindi con duration corta) in modo che non possa dare perdite sostanziose;
- investimento nella parte rischiosa in più tranche e in un indice molto ampio (non, ad esempio in ETF settoriali o che investono in singoli Paesi)

2) Buona diversificazione, che non vuol dire detenere tanti strumenti, ma averne pochi poco correlati (vedremo nel prossimo post come ottenerla)

3) Se ancora tutto ciò non servisse (e bisogna essere abbastanza sfortunati, perché ciò può succedere se la diversificazione non dovesse servire e se i mercati scendessero di molto solo dopo che si è concluso l’investimento in attività rischiose), è necessario operare prima di raggiungere la massima perdita desiderata (perché la cosa più importante è preservare la nostra serenità, per cui non bisogna mai prendere decisioni emotive pressati dai mercati).
- Consolidando i risultati prima che la perdita diventi eccessiva
Se si ritiene che il rischio sia diventato troppo elevato rispetto ai propri obiettivi:
ridurre l'esposizione azionaria;
aumentare gli strumenti più difensivi.
Ad esempio:
da 70% azioni / 30% obbligazioni
a 50% azioni / 50% obbligazioni.
- Utilizzando quella che si definisce una "soglia di dolore"
Stabiliscono in anticipo, ad esempio:
"Se il portafoglio perde il 15%, riduco il rischio."
Questo evita decisioni emotive.

L'errore più comune e grave è quello di non decidere prima quale perdita massima accettare (il personale profilo di rischio).
Così:
quando il portafoglio perde il 5% non si fa nulla;
a -10% si spera;
a -20% ci si preoccupa;
a -30% si vende nel panico.

Cosa fondamentale è sapere che la gestione del rischio deve essere pianificata prima della costruzione del portafoglio e quando i mercati sono tranquilli, ciò evita decisioni emotive e permette scelte serene.

Photos from CO.F.fee-only's post 07/06/2026

🏆 CLASSIFICA MAGGIO: Chi è in testa al Concorso di Educazione Finanziaria?

Anche Maggio si è concluso ed è tempo di guardare i numeri!

Il quarto (e penultimo) mese intero di competizione ci ha mostrato l’effetto di mercati estremamente (forse troppo) positivi sui portafogli degli investitori.

In fondo al post troverete l’elenco dei Top 10 che guidano la classifica, in base all'Indice di Sortino (premiando chi ottiene rendimento minimizzando la volatilità negativa).

Perché utilizzare l’indice di Sortino quale criterio per la classifica e non il rendimento?
Perché il rendimento dice quanto hai guadagnato, mentre il Sortino dice quanto bene sei stato remunerato per il rischio di perdita che hai sopportato. In pratica, con Sortino si premia chi vuole preservare il capitale e limitare i ribassi. Vediamolo con un esempio.
Immaginiamo due portafogli: il primo fa +30% all’anno 1, -10% all’anno 2; il secondo +13% e +5%.
Con Sortino verrebbe premiato il secondo portafoglio per la stabilità dei risultati (meno ribassi), anche se il rendimento è stato inferiore.

E questo esito lo vediamo proprio nella classifica di questo mese: il primo in classifica (portafoglio “Santana” ha un Sortino pari a 6,32 e un rendimento di 6,77% (ottavo nella graduatoria per rendimento), con una perdita massima solamente di 1,73%; il primo nella classifica per rendimento (portafoglio “Alfa”, +11,58%) risulta solo sesto nella graduatoria per Sortino, con una perdita massima di ben 4,97%.

La straordinaria curva dei rendimenti di “Santana” (riportata sotto) è infatti quasi una linea retta nonostante i ribassi del mese di marzo.

QUESTO MESE SVELEREMO LA COMPOSIZIONE DEL PORTAFOGLIO DEL PRIMO IN CLASSIFICA.

Qual è il segreto di questo portafoglio? La BASSA CORRELAZIONE tra gli strumenti utilizzati. La matrice di correlazione viene riportata in fondo al post. Essa svela anche quali sono gli ETF che costituiscono il portafoglio.

P.S. Da luglio 2026 si potrà aderire al secondo concorso di EDUCAZIONE FINANZIARIA con scadenza dicembre 2026.

Tutti i partecipanti hanno accesso al proprio portafoglio e relative analisi tramite la piattaforma FidaWorkstation.

02/06/2026

POST PER INVESTITORI – PARTE 5

Una volta creata l’asset allocation dobbiamo acquistare gli strumenti che la compongono.

Qui, per chi si appresta per la prima volta a costruirsi un portafoglio in autonomia, può cominciare l’ansia.
Non dovrebbe, perché se abbiamo fatto le cose per bene, dandoci degli obiettivi e individuando la massima perdita che possiamo sopportare, possiamo stare sereni.
Per maggior tranquillità, si potrà investire la componente azionaria, invece che in una sola volta, in due/tre tranche nell’arco di un periodo non troppo lungo (massimo un anno) in modo da diluire il rischio nel tempo.

Una volta entrati a mercato bisogna decidere che cosa fare nelle varie situazioni che possono venirsi a creare.

Supponiamo che il mercato azionario cresca molto in fretta (come del resto sta succedendo da qualche anno a questa parte). Riprendendo il solito esempio dei precedenti post (100k investiti, 50k in azionario e 50k in obbligazionario), ipotizziamo che la componente rischiosa del portafoglio ottenga in breve tempo un rendimento del 30% (0% invece la componente obbligazionaria). Ci troviamo così con un portafoglio di 115k, suddiviso tra 65k azionario (circa 57%) e 50k obbligazionario (circa 43%).

Per mantenere il profilo di rischio iniziale dovremmo quindi apportare delle modifiche.

Questa operazione si chiama RIBILANCIAMENTO.
Serve a riportare il portafoglio alle percentuali iniziali stabilite. E’ un’operazione che non va fatta spesso, ma solo quando ci sono grandi movimenti nei mercati e

- SERVE A MANTENERE IL RISCHIO SOTTO CONTROLLO;
- EVITARE CHE UNA PARTE DEL PORTAFOGLIO DIVENTI TROPPO DOMINANTE;
- DISCIPLINARE LA GESTIONE (cioè darsi delle regole per far sì che le decisioni siano razionali e non governate dall’istinto, dalla paura, dalle mode o dai cattivi consigli).

Per tornare alla rischiosità desiderata del portafoglio bisognerà pertanto vendere 7,5k di azioni che andranno reinvestite nella componente obbligazionaria. Otterremo così nuovamente un portafoglio 50/50 come richiesto nell’asset allocation iniziale.

Senza dedicarci troppo tempo si può quindi gestire abbastanza semplicemente il proprio portafoglio.

E’ necessario però non derogare dalle regole che ci siamo imposti.

Operazione diversa dal ribilanciamento, soprattutto per i differenti obiettivi, è il CONSOLIDAMENTO dei risultati, che chi vorrà potrà seguire in un prossimo post.

25/05/2026

POST PER INVESTITORI – PARTE 4

Siamo al punto più complesso da affrontare, sia dal punto di vista di chi espone, sia da quello di chi deve metterlo in pratica.

Quello degli strumenti da inserire nel cassetto a basso rischio.

Riprendendo l’esempio di chi avendo oggi 100K, volesse raggiungere l’obiettivo di ottenere 150K tra 10 anni, vediamo che soluzioni potremmo avere.

Potremmo pensare di acquistare titoli di stato a 10 anni. In questo caso avremmo due ordini di problemi: raggiungere una adeguata diversificazione per emittente e le conseguenze di un eventuale rialzo dei tassi.

Serve diversificazione perché ciò che è sicuro oggi non è detto lo sia tra 10 anni (esempi ne abbiamo molti: Argentina, Grecia, Parmalat, Cirio, Lehman, ecc.). Inoltre, un rialzo dei tassi potrebbe portare perdite indesiderate, tali da mettere in pericolo il nostro profilo di rischio.
Se il mercato azionario perdesse il 30% e i tassi si alzassero anche solo dell’1% ci troveremmo prossimi alla perdita massima che non desidereremmo mai raggiungere.
E allora addio serenità.

Con gli ETF a lunga scadenza non avremmo il problema della diversificazione ma rimarrebbe, anzi, sarebbe ancora più grave, il problema rialzo dei tassi.

Quindi? Da un paio d’anni sono nati degli ETF che risolvono buona parte dei problemi. Investono in obbligazioni societarie H Y con durata massima tre anni e ogni tre anni rinnovano il portafoglio automaticamente senza che l’investitore debba far nulla.
Si riduce così drasticamente il problema tassi e pure quello emittente. Sono sì obbligazioni H Y ma ciascuna obbligazione non pesa più del 3% nel portafoglio e la visibilità di rimborso di un titolo a tre anni è senz’altro superiore a quella di un titolo decennale. I costi di gestione sono un po’ più alti, ma non ci sono più costi di compravendita e si semplifica la gestione dei titoli.

Se a questo ETF aggiungiamo in portafoglio un paio di ETF governativi con scadenze abbastanza brevi (ad esempio 1-3 anni e 3-5 anni) in percentuali minori, con soli 4 strumenti in portafoglio (un azionario e tre obbligazionari) ci troviamo con circa 2.300 azioni, 35 obbligazioni societarie HY, 30 titoli di stato in euro 1-3 anni, 70 titoli di stato 3 – 5 anni.

Buona diversificazione, rischi emittente e tasso molto limitati, facilità di gestione del portafoglio, costi molto bassi.

Dovremmo solo preoccuparci ogni tanto di verificare se sia il caso di consolidare i risultati e ribilanciare i titoli in portafoglio.

Che, se vorrete, vedremo come fare in un prossimo post.

Photos from CO.F.fee-only's post 04/05/2026

🏆 CLASSIFICA APRILE: Chi è in testa al Concorso di Educazione Finanziaria?

Anche Aprile si è concluso ed è tempo di guardare i numeri! Il terzo mese intero di competizione ci ha mostrato l’effetto di mercati tornati positivi sui portafogli degli investitori.
Ecco i Top 10 che guidano la classifica, sull'Indice di Sortino (premiando chi ottiene rendimento minimizzando la volatilità negativa):

INSIGHT DI MERCATO – APRILE 2026
Cosa abbiamo imparato questo mese? (Analisi Strategica)
Mentre solo due portafogli risultavano ancora positivi a marzo, in aprile i portafogli positivi sono diventati una ventina.
• Asset Allocation: anche in questo mese i migliori portafogli presentano una buona percentuale di commodities.
• Rendimento vs Rischio: Il miglior rendimento in base all’indice Sortino risulta essere il secondo nella classifica dei rendimenti, (ciò è dovuto a una più bassa volatilità).
• Macro Trend: Anche le strategie che privilegiano l’obbligazionario continuano a soffrire in queste settimane (ciò porta alla considerazione che non esistono strumenti totalmente privi di rischio).
• Se ci concentriamo sui risultati del miglior portafoglio in base all’indice di Sortino, il criterio principale che definisce la classifica, possiamo vedere la straordinaria curva dei rendimenti: a parte l’inflessione (molto misurata di marzo), prosegue la sua corsa in modo straordinariamente costante. Il Drowdown è stato bassissimo: solo -1,73%, grazie soprattutto a un perfetto equilibrio tra strumenti poco correlati o, addirittura, con correlazione inversa, come si può vedere nell’immagine.

P.S. La classifica confronta portafogli avviati in periodi diversi utilizzando esclusivamente indicatori corretti per il rischio.
Non viene considerato il rendimento assoluto come indice per la classifica, poiché fortemente influenzato dal momento di ingresso sui mercati.
Il criterio principale è il Sortino Ratio, che misura il rendimento in relazione al solo rischio di perdita, offrendo una valutazione più aderente all’esperienza reale dell’investitore.

Il mese di marzo è l’ultimo mese in cui si potrà ancora aderire al concorso con scadenza giugno 2026. Successivamente, ci si potrà iscrivere al secondo concorso, con gli stessi criteri del primo, con scadenza dicembre 2026.

Tutti i partecipanti hanno accesso al proprio portafoglio e relative analisi tramite la piattaforma FidaWorkstation.

11/04/2026

🏆 CLASSIFICA MARZO: Chi è in testa al Concorso di Educazione Finanziaria?

Anche Marzo si è concluso ed è tempo di guardare i numeri! Il secondo mese intero di competizione ci ha mostrato l’effetto di mercati meno positivi sui portafogli degli investitori, probabilmente privilegianti una maggiore crescita.

Ecco i Top 10 che guidano la classifica, sull'Indice di Sortino (premiando chi ottiene rendimento minimizzando la volatilità negativa):

INSIGHT DI MERCATO – MARZO 2026

Cosa abbiamo imparato questo mese? (Analisi Strategica)
Innanzitutto, solo due portafogli risultano ancora positivi, dopo febbraio.

• Asset Allocation: In entrambi i portafogli è presente una buona percentuale di commodities.

• Rendimento vs Rischio: Il miglior rendimento in base all’indice Sortino risulta essere il secondo nella classifica dei rendimenti, (ciò è dovuto a una più bassa volatilità).

• Macro Trend: Anche le strategie che privilegiano l’obbligazionario hanno sofferto in queste settimane (ciò porta alla considerazione che non esistono strumenti totalmente privi di rischio).

• I primi in classifica hanno generalmente utilizzato strumenti poco correlati tra di loro

P.S. La classifica confronta portafogli avviati in periodi diversi utilizzando esclusivamente indicatori corretti per il rischio.
Non viene considerato il rendimento assoluto come indice per la classifica, poiché fortemente influenzato dal momento di ingresso sui mercati.
Il criterio principale è il Sortino Ratio, che misura il rendimento in relazione al solo rischio di perdita, offrendo una valutazione più aderente all’esperienza reale dell’investitore.
Tutti i partecipanti avranno accesso al proprio portafoglio e relative analisi tramite la piattaforma FidaWorkstation.

A questo link
https://www.facebook.com/share/18Pgd2TB2H/?mibextid=wwXIfr
potrete trovare la locandina che vi permetterà di iscrivervi (entro maggio) al concorso a premi tramite il QR Code

06/04/2026

📊 Debito globale record: siamo più fragili di quanto pensiamo?

Il debito globale continua a crescere e nel 2025 toccherà un nuovo massimo: 97 trilioni di dollari.
Ma il dato più interessante non è il numero… è "come sta cambiando il rischio".

👉 Il debito pubblico è sempre più vulnerabile:

* tassi reali più alti → costi in aumento
* scadenze più brevi → maggiore esposizione ai mercati
* investitori meno stabili → più volatilità

👉 Il debito privato, invece, sta cambiando natura:

* sempre più concentrato nelle Big Tech
* trainato dagli investimenti enormi in data center e intelligenza artificiale

E qui arriva il punto chiave:
⚠️ il debito delle aziende legato all’AI inizia ad assomigliare alle azioni
→ più potenziale rendimento, ma anche più rischio

Cosa significa davvero?

* I mercati obbligazionari stanno diventando meno “sicuri” di prima
* Azioni e obbligazioni sono sempre più correlate
* La distinzione tra rischio “sicuro” e rischio “rischioso” si sta sfumando

🎯 La vera lezione

Non basta più dire:
👉 “compro obbligazioni = sono al sicuro”

Oggi serve:
✔️ capire cosa c’è dietro gli investimenti
✔️ diversificare davvero
✔️ leggere i cambiamenti strutturali (AI, tassi, geopolitica)

📌 Il mondo finanziario sta cambiando più velocemente di quanto sembri.
E chi investe deve cambiare con lui.

26/03/2026

LA GUERRA IN IRAN CI DEVE PREOCCUPARE?

Certamente sì.

Ma chi ha investito seguendo il proprio profilo di rischio e con un obiettivo (o più) deve ricordare che nel lungo termine i rendimenti azionari siano guidati dagli utili e dalla solidità dei modelli di business, non dalla geopolitica, e che per gli investitori la sfida non è prevedere le reazioni del mercato ai titoli dei giornali, ma assicurarsi che i portafogli non siano eccessivamente esposti a esiti avversi estremi.

In conclusione, mantenere la diversificazione, sottoporre a stress test le esposizioni, e privilegiare le società di alta qualità (utilizzando soprattutto prodotti diversificati e con bassi costi quali gli ETF) può aiutare i portafogli azionari a navigare con fiducia nei periodi di maggior incertezza e a posizionarsi strategicamente per la ripresa quando i mercati si stabilizzeranno.

20/03/2026

LA CORRELAZIONE: UN GROSSO PROBLEMA

La guerra in Iran sta mettendo in ginocchio gli hedge fund

Il settore dei fondi alternativi sta attraversando uno dei periodi più duri dall’aprile dello scorso anno. Quello che inizialmente sembrava un focolaio di tensione geopolitica circoscritto si è trasformato, nelle ultime tre settimane, in un catalizzatore di perdite sistemiche che non ha risparmiato nemmeno i giganti di Wall Street. Secondo gli ultimi dati analizzati da JPMorgan e riportati dalle principali agenzie internazionali, l’industria degli hedge fund sta registrando il peggior drawdown dal cosiddetto “Liberation Day”, segnando una battuta d’arresto che mette in discussione i modelli di gestione del rischio finora ritenuti infallibili.

Il fallimento della diversificazione “tradizionale”
Il dato più allarmante che emerge dal report firmato da Nikolaos Panigirtzoglou, global market strategist di JPMorgan, non è solo l’entità della perdita — che per l’intero settore si attesta intorno al 2,2% nella prima metà di marzo — ma la natura corale del crollo. In un mercato efficiente, le strategie “Global Macro” e i CTA (Commodity Trading Advisors) dovrebbero fungere da porto sicuro o, quanto meno, da cuscinetto durante i picchi di volatilità.

In questa crisi, invece, la correlazione è diventata totale.
Le strategie macro sono scese del 3%, mentre i fondi quantitativi che seguono i trend su valute e materie prime hanno registrato cali analoghi. Il motivo risiede in un posizionamento pre-conflitto estremamente sbilanciato: la maggior parte dei gestori era “overweight” su azionario ed emerging markets, scommettendo su una crescita globale resiliente e su un dollaro debole. L’attacco del 28 febbraio ha ribaltato il tavolo in meno di 24 ore.

Petrolio e Dollaro: le due lame della crisi
L’escalation bellica ha innescato una fiammata dei prezzi energetici che ha agito come una tassa istantanea sui consumi e sulla produzione globale. Ma è stato il rally del biglietto verde a infliggere il colpo di grazia. Il Dollar Index è balzato del 2% in pochi giorni, costringendo i fondi a un “unwinding” (smobilizzo) forzato e doloroso delle posizioni corte.

Le strategieEquity Long/Short, cuore pulsante di molti portafogli private, sono le più colpite con cali medi del 3,4%. Nomi del calibro di Millennium Management, Citadel e Point72 — quest’ultimo con perdite stimate intorno a 1,5 miliardi di dollari in una singola settimana — dimostrano che nemmeno le strutture “multi-manager”, solitamente più protette grazie alla parcellizzazione del rischio, sono rimaste immuni.

Il fattore “Liberation Day” e la memoria del mercato
Il paragone con il “Liberation Day” (il giorno in cui nel 2025 vennero imposti dazi massicci che sconvolsero le catene di approvvigionamento) non è solo statistico, ma psicologico. Gli investitori si trovano nuovamente a fronteggiare un evento “Black Swan” che i modelli algoritmici non avevano previsto. La volatilità, rimasta ai minimi storici fino a metà febbraio, ha tratto in inganno i gestori, spingendoli a caricare eccessivamente la leva finanziaria su scommesse legate ai tagli dei tassi d’interesse.

Cosa significa per il private banking
Per i consulenti e i wealth manager, questo scenario impone una riflessione profonda sulla reale resilienza dei prodotti alternativi inseriti nei portafogli dei clienti più sofisticati. Se la decorrelazione viene meno proprio nel momento del bisogno, il valore aggiunto dell’hedge fund decade.

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