MissG
Ciao, sono MissG. Giro, osservo, fotografo e racconto le barriere che molti non vedono. Accessibilità, vita vera e un po’ di sana ironia..
Per molti sono dettagli. Per me diventano storie, prove reali.
05/06/2026
Ciao a tutti, domenica 7 giugno ci sarò anch’io al Primo Torneo Padel Abile a Galliate! Questa volta mi metterò in gioco in un modo totalmente nuovo: sarò in campo a provare un un nuovo sport, il padel! Come potete vedere dalla locandina, l'evento è organizzato da Humanity in the World presso il VIP Padel. Sarà una giornata straordinaria all'insegna dello sport inclusivo, e per me sarà un’occasione speciale per mettermi alla prova, condividere sorrisi e dimostrare ancora una volta che non esistono barriere quando c'è la voglia di sperimentare e divertirsi insieme. L'appuntamento è dalle 9:00 alle 18:00, la partecipazione è gratuita e ci saranno anche premi ad estrazione! Voi verrete a fare il tifo per me o a provare insieme a me? Vi aspetto numerosi per vivere insieme questa splendida giornata di sport e inclusione!
Un 😘 dalla vostra MissG 💖
Ciao a tutti e benvenuti a Torino! O meglio… Alla Torino vista dalla mia prospettiva. Perché una città non è fatta solo di monumenti, piazze eleganti e strade storiche; dipende soprattutto da come la vivi, da come ti muovi e da quanta autonomia hai davvero nel percorrerla. Oggi vi porto con me tra marciapiedi, attraversamenti e portici: piccoli dettagli che spesso passano inosservati a chi non è costretto a notarli. Negli anni, il capoluogo piemontese ha fatto passi avanti importanti sul tema dell'abbattimento delle barriere architettoniche. Tuttavia, come accade ovunque, esistono ancora ostacoli capaci di trasformare un semplice spostamento in una sfida quotidiana. Questo post non vuole puntare il dito contro nessuno, ma semplicemente osservare. L'accessibilità non è un favore concesso a pochi: è un diritto che migliora la vita di tutti. A volte basta una minima distrazione progettuale per escludere qualcuno; per questo non servono classifiche o giudizi assoluti, ma solo uno sguardo diverso. Più basso, forse, ma sicuramente molto attento. E voi? Quando visitate un posto nuovo, vi fermate mai a notare quanto sia davvero inclusivo per tutti?
Un 😘 dalla vostra MissG 💖
01/06/2026
Ciao a tutti, sabato c’è stato l’evento di Humanity in the World nella sala del Centro Commerciale San Martino. Erano presenti tante associazioni e si è parlato di tanti argomenti, tra cui ho potuto parlare anch’io del progetto “La mia adolescenza a rotelle”. Ho portato sul palco la mia testimonianza di un anno di incontri mensili con i bambini della scuola primaria Don Milani. Ho potuto spiegare nel dettaglio da dove nasce questo progetto e perché è nato, ovvero per sensibilizzare e normalizzare la disabilità, in ogni sua forma ed espressione, partendo proprio dai piccoli cittadini del domani: i bambini di oggi. È sempre bello ed emozionante parlare di questo tema, anche perché, parere personale, non se ne parla mai abbastanza. Abbiamo anche voluto sfidare le persone presenti in sala a muoversi, come meglio credevano e competenze permettendo, sulle note del Gioca Joué, una canzone ballata e super apprezzata dai bambini durante gli incontri periodicamente svolti nella loro scuola elementare. Nel primo commento vi lascio anche l’articolo di Buongiorno Novara. Buona lettura! Ah, mi devo anche scusare per il mancato post domenicale di ieri: sono stata impegnata tutto il giorno. No spoiler.
Un 😘 dalla vostra MissG 💖
28/05/2026
Ciao a tutti, sabato 30 maggio ci sarò anch’io all’evento “Vivere, far Vivere, voler Vivere” a Novara. Parlerò e presenterò il progetto annuale “La mia adolescenza a rotelle”, raccontando il percorso svolto insieme ai piccoli della scuola primaria Don Milani di Novara. Sarà un’occasione per condividere esperienze, emozioni e riflessioni sull’inclusione, sulla crescita e sul valore umano delle relazioni costruite mese dopo mese. Sarà il mio momento, un momento vero, intenso, pieno di vita, dove porterò la mia storia, la mia voce e il cammino fatto insieme ai ragazzi.
Un 😘 dalla vostra MissG 💖
Humanity in the World
24/05/2026
Ciao a tutti, siamo sull’Allea di Novara. Uno dei luoghi più frequentati della città. Persone che passeggiano, bambini che giocano, ragazzi che si fermano a parlare sulle panchine, anziani che cercano un momento di tranquillità all’ombra degli alberi. Poi però ti avvicini meglio e noti un dettaglio che dettaglio non è affatto. Le panchine ci sono, sì. Ma per raggiungerle bisogna attraversare terra sconnessa, sassi, buche, dislivelli e superfici instabili. E a quel punto una domanda nasce spontanea: accessibili per chi? Per molte persone in sedia a rotelle, per chi ha difficoltà motorie, per un anziano con il deambulatore o persino per un genitore con passeggino, quel tragitto può trasformarsi in qualcosa di complicato o direttamente impossibile. Ed è questo il punto che spesso sfugge. L’accessibilità non è mettere una panchina e dire: “Abbiamo pensato a tutti”. L’accessibilità vera è permettere alle persone di arrivarci, in autonomia e sicurezza. Perché altrimenti si crea una strana illusione: il posto esiste, ma non è realmente utilizzabile da chiunque. Ed è assurdo rendersi conto di quanto poco servirebbe per migliorar le cose. Una pavimentazione più stabile, un percorso lineare, una progettazione fatta pensando anche a chi vive il mondo seduto invece che in piedi. Non serve stravolgere un parco. Serve iniziare a guardarlo con occhi diversi.
Un 😘 dalla vostra MissG 💖
22/05/2026
Ciao a tutti, quello che vedete in foto è il progetto di un camerino pensato per un ipotetico negozio di abbigliamento. Un camerino abbastanza largo da permettere l’ingresso e il movimento di una persona in sedia a rotelle in modo autonomo e comodo. La cosa sorprendente però è un’altra. Questo lavoro non è stato realizzato da un ingegnere, da un architetto o da un geometra professionista. È nato da una classe prima della scuola Don Milani di Novara che, dando i giusti comandi all’intelligenza artificiale, ha iniziato a immaginare uno spazio accessibile per tutti. E sinceramente trovo incredibile che dei bambini così piccoli siano riusciti a riflettere su dettagli che spesso anche molti adulti ignorano: spazi di movimento, accessori raggiungibili, autonomia, sicurezza e comodità. Questo dimostra una cosa importante. L’intelligenza artificiale da sola non basta. Conta la sensibilità di chi la utilizza. Conta lo sguardo umano dietro al comando scritto. Ed è proprio per questo che credo tantissimo nel parlare di accessibilità ai più piccoli. Perché se imparano presto a osservare il mondo anche dal punto di vista degli altri, allora forse un domani progetteranno città, negozi e ambienti pensati per tutti. E io oggi, guardando questo lavoro, non potevo che essere orgogliosa di loro.
Un 😘 dalla vostra MissG 💖
18/05/2026
Ciao a tutti, oggi si è concluso “La mia adolescenza a rotelle”, il progetto annuale che, per la prima volta, ha visto partecipare la scuola primaria Don Milani di Novara. Per l’occasione ho preso parte con enorme piacere alla festa di fine anno scolastico, che ha rappresentato anche l’atto finale del progetto. Tra balli, canti e canzoni imparate persino con la lingua dei segni, quella mezz’oretta è volata tra allegria, emozione e divertimento. Vedere dei bambini affrontare questi temi con naturalezza, curiosità e sensibilità fa capire quanto sia importante partire proprio da loro, dai piccoli cittadini del domani. Ringrazio di cuore tutti i bambini, gli insegnanti e la preside per avermi permesso di entrare nel vostro ambiente educativo e lavorativo quotidiano: la scuola. E spero davvero che qualcosa di ciò che abbiamo condiviso insieme possa restarvi dentro anche negli anni futuri. Un abbraccio forte!
Un 😘 dalla vostra MissG 💖
17/05/2026
Giusy Versace
Ciao a tutti, ho avuto l’opportunità di ascoltare Giusy Versace e devo dire che alcune sue riflessioni mi sono rimaste impresse. In sintesi ha ribadito un concetto molto semplice, ma potentissimo: una struttura davvero accessibile dovrebbe nascere già pensando a tutti indistintamente. Non adattata dopo. Non corretta in corsa. E soprattutto ha sottolineato una cosa fondamentale: non basta che una persona disabile “riesca” a usare qualcosa. Per poter parlare davvero di accessibilità deve esistere autonomia. Totale. Reale. Quotidiana. Ed è qui che entra in gioco la cultura. Perché certi temi non si affrontano solo quando il problema ci tocca personalmente. Bisogna partire dai piccoli cittadini del domani, portando questi argomenti nelle scuole, negli oratori, nei luoghi educativi e sociali. E in fondo credo che, nel mio piccolo, una bandierina colorata su questo fronte io l’abbia già piantata. Un altro passaggio che mi ha fatto riflettere tantissimo riguarda gli oggetti che oggi usiamo tutti senza nemmeno pensarci.
Molte invenzioni nate inizialmente per aiutare persone disabili oggi sono strumenti quotidiani per chiunque. Gli ascensori. Il telecomando della TV, pensato per chi aveva difficoltà motorie. I messaggi vocali, utilissimi per persone cieche o ipovedenti, ma ormai usati da milioni di persone ogni giorno. Ed è proprio questo il punto. Quando qualcosa viene progettato bene, con intelligenza e inclusività, alla fine migliora la vita a tutti. Non solo alle persone disabili. L’accessibilità fatta bene non divide il mondo in categorie. Lo rende semplicemente più umano.
Un 😘 dalla vostra MissG 💖
P.S. Penso sia doveroso ringraziare Giusy Versace per la costanza e l’impegno con cui continua a sensibilizzare su questi temi. Sentirla parlare mi ha motivata ancora di più a non smettere di evidenziare le difficoltà e le criticità che vivo ogni giorno a Novara. E vorrei continuare a parlare di tutto questo ai più piccoli, perché sono loro, molto spesso, il punto da cui può nascere un cambiamento radicale.
12/05/2026
Ciao a tutti, ma qualcuno le prova davvero, le fontanelle pubbliche, prima di dire che sono “utilizzabili da tutti”? Perché viste così sembrano perfette. Belle, storiche, immerse nel verde del parco. Poi però arrivi in sedia a rotelle e inizi a notare i dettagli che cambiano completamente la situazione. Griglie attorno alla base dove le ruote piccole rischiano di infilarsi. Spazi stretti. Terreno sconnesso. Posizioni che ti costringono a fare manovre scomode solo per riuscire ad avvicinarti all’acqua. E allora succede una cosa assurda: una cosa semplice come bere o riempire una borraccia diventa una piccola missione impossibile. La verità è che molte strutture vengono progettate pensando al “teoricamente accessibile”. Ma la differenza vera la fa la pratica quotidiana. Perché accessibilità non significa soltanto “ci arrivi forse”. Significa poter usare un servizio in modo comodo, dignitoso e sicuro, senza dover inventarsi strategie ogni volta. E no, non è una lamentela sterile. È osservazione. Perché certe barriere diventano invisibili solo per chi non le vive.
Un 😘 dalla vostra MissG 💖
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