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Agenzia di comunicazione e marketing

FpS Agency è un'agenzia di marketing e comunicazione integrata, attiva dal 2009 e con sede a Milano in Via Filippo Argelati, 10. Siamo specializzati nello sviluppo di strategie digitali data-driven e su misura, volte a generare awareness e conversioni misurabili. I nostri servizi chiave includono:

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Digital Marketing & ADV: Campagne pubblicitarie online su Google, social e Performance Marketing per risultati concreti.

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SEO & Content Marketing: Ottimizzazione organica e produzione di contenuti strategici (testi, video, podcast) per potenziare il brand.

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Web Dev & Design: Creazione di siti web, e-commerce e App veloci, ottimizzati per l'utente e il posizionamento.

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Ufficio Stampa & Influencer Marketing: Gestione della comunicazione sui media e costruzione di community.

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Neuromarketing: Approccio basato sui processi cognitivi per campagne più efficaci. Lavoriamo per trasformare i budget in risultati concreti, affiancando clienti di rilievo come Google Italia, Sky e Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Photos from Fps's post 22/09/2026

C’è un dettaglio che rende il problema difficile da vedere.

Se per la campagna una conversione è semplicemente una compilazione del form, 40 contatti e 40 contatti buoni possono sembrare esattamente la stessa cosa.

Il test fatelo da soli: è mezz’ora e non vi serve nessuno.

Quello che si blocca è il passo dopo — tradurre quelle tre righe in targeting, pagina e form senza perdere per strada i contatti buoni.

Se vi blocca lì, scriveteci.

Photos from Fps's post 16/09/2026

Uno studio su oltre un milione di contenuti ha rilevato che il 40,5% dei post lunghi su LinkedIn è interamente generato da un’AI.
 
Il numero fa impressione, ma non è la parte interessante. Anche perché va letto per quello che è: una stima. Nessun rilevatore riconosce con certezza assoluta un testo scritto da una macchina.
 
La parte interessante è un’altra. LinkedIn è un terzo dei contenuti analizzati, ma concentra il 62% di tutto quello che è stato rilevato come AI. Su una piattaforma dove pubblicare è quasi un obbligo professionale, l’AI serve soprattutto a riempire.
 
Il problema non è usare l’AI per scrivere un post. Il problema arriva quando la usiamo per inventarci qualcosa da dire, solo perché il calendario dice che oggi bisogna pubblicare.
 
Prima viene l’idea. Poi viene il post.
 
Quand’è l’ultima volta che avete pubblicato qualcosa che avevate davvero da dire?

Photos from Fps's post 16/09/2026

Uno studio su oltre un milione di contenuti ha rilevato che il 40,5% dei post lunghi su LinkedIn è interamente generato da un’AI.
 
Il numero fa impressione, ma non è la parte interessante. Anche perché va letto per quello che è: una stima. Nessun rilevatore riconosce con certezza assoluta un testo scritto da una macchina.
 
La parte interessante è un’altra. LinkedIn è un terzo dei contenuti analizzati, ma concentra il 62% di tutto quello che è stato rilevato come AI. Su una piattaforma dove pubblicare è quasi un obbligo professionale, l’AI serve soprattutto a riempire.
 
Il problema non è usare l’AI per scrivere un post. Il problema arriva quando la usiamo per inventarci qualcosa da dire, solo perché il calendario dice che oggi bisogna pubblicare.
 
Prima viene l’idea. Poi viene il post.
 
Quand’è l’ultima volta che avete pubblicato qualcosa che avevate davvero da dire?

Photos from Fps's post 11/09/2026

Abbiamo aperto i siti di tre aziende dello stesso settore. Meccanica di precisione, Lombardia, nessuna concorrente dell’altra.

Abbiamo letto solo la prima cosa che vede un cliente: il titolo dell’homepage e il testo di apertura.

Qualità. Esperienza. Precisione. Tecnologia. Poi il parco macchine, sempre.

Scambiate i nomi e non se ne accorge nessuno.

Non è un problema di copywriting. Queste aziende dicono quello che il settore ha imparato a dire di sé, e il risultato è che chi legge non sceglie voi: verifica solo che non siate peggio degli altri.

Provate voi: descrivete la vostra azienda qui sotto in una riga. Senza «qualità».



> Erano sei, i siti che abbiamo aperto. Ne abbiamo messi tre perché gli altri dicevano le stesse cose.

Photos from Fps's post 08/09/2026

«Se le bozze le scriviamo noi, costa meno?»

Ce l’hanno chiesta la settimana scorsa. Risposta onesta: certo. Ma non è lì che si risparmia.

Scrivere il post viene dopo. Prima bisogna capire cosa raccontare, perché e a chi.

Provate con tre domande sull’ultima settimana:
cosa è successo?
chi se n’è accorto?
chi ha capito che andava detto?

Nella maggior parte delle aziende la terza risposta non c’è. Non perché non succeda niente. Perché nessuno ha il compito di accorgersene mentre succede.

Il contenuto non si inventa. Si trova. Ed è quasi sempre già dentro l’azienda.

Photos from Fps's post 27/08/2026

Meta paga 16,7 miliardi di dollari per chiudere la causa sulla dipendenza dei minori dai social. Il giorno dell’accordo, il titolo è salito in Borsa.

I mercati hanno già messo in conto la multa. Il costo che non si assorbe è l’altro: per la prima volta Meta si impegna per contratto a far passare meno tempo agli adolescenti sulle sue piattaforme. Meno tempo, meno impression; controlli sull’età più severi, platee più piccole per chi compra pubblicità.

Nel carosello: cosa cambia sulle piattaforme e qual è la metrica da controllare subito.

Manda questo post a chi pianifica campagne su un pubblico giovane. Poi apri i report e guarda quanto pesa quel segmento sul budget: cinque minuti.

Fonte: Bloomberg, 26 agosto 2026.
La copertina è generata con l’IA

Photos from Fps's post 26/08/2026

«Il sito ha sei anni. Lo rifacciamo o lo sistemiamo?»
Ci arriva spesso, e quasi sempre con un preventivo già in mano. La risposta onesta è che la domanda è mal posta: mette al centro il sito, mentre al centro c’è quello che il sito deve fare. E quello non si misura in anni.

Un sito non scade. Smette di funzionare quando smette di rispondere a chi ci arriva, e può succedere dopo sei anni come dopo sei mesi.

Le tre misure che guardiamo, e contano insieme:
I contatti sono calati a parità di visite? Se il traffico è stabile e le richieste no, il problema è quello che succede sulla pagina, non quanta gente ci arriva.
Da telefono è lento o scomodo? Spesso è da lì che arriva la maggior parte delle visite, e un secondo di attesa in più si paga in contatti persi.
Per cambiare una pagina devi chiamare qualcuno? Un sito che non puoi aggiornare da solo invecchia per forza, perché smetti di aggiornarlo.

Tre sì e non basta sistemarlo: il problema è strutturale. Un sì solo e si risolve dove sta — rifare tutto per una pagina lenta è il modo più caro di aggiustarla.

Il sito è un venditore. Giudicalo come giudicheresti una persona in negozio: quante entrano, quante escono senza chiedere niente, quante tornano. Se dal tuo escono a mani vuote, scrivici in privato e guardiamo i numeri insieme.

Photos from Fps's post 19/08/2026

📸 Oggi è la giornata della fotografia.
E noi la “celebriamo” con otto immagini che non abbiamo scattato.

La storia è questa: ci serviva una foto. L’abbiamo generata: prima con cinque parole, poi con cinque criteri scritti prima di guardare i risultati.

E i criteri hanno funzionato.
Ma le quattro immagini, seppur buone, si somigliano fino alla mano appoggiata al mento — perché parlavano solo di impaginato, mentre tutto il resto l’ha scelto il modello.

Un prompt infatti elenca cosa deve esserci. Non decide l’attimo in cui vale la pena scattare.

👉🏻 Raccontaci nei commenti una foto che hai fatto tu e che non avresti saputo descrivere.

🤖 Metodo: ChatGPT, prompt corto e vincolato in chat separate, le quattro ripetizioni con prompt identico. Immagini generate con l’IA.

Photos from Fps's post 17/08/2026

Sotto l’ombrellone non ti accorgi di un sacco di cose. le tue campagne stanno girando da sole, per esempio.

E che da qualche mese, se la creatività è stata prodotta o modificata con l’IA, Meta ci mette un’etichetta sopra. Da sola. Senza chiedertelo, e anche quando
l’immagine l’hai fatta con Photoshop, DALL·E o qualunque altro strumento: dentro al file resta una traccia di come è stato prodotto, e Meta la legge.

Non è una sanzione. È un’informazione pubblica: chiunque apra i tre puntini del tuo annuncio la vede.

Il punto non è evitarla. È saperlo prima tu, e non scoprirlo dal cliente.

Nel carosello: cosa fa scattare l’etichetta e cosa no, dove si vede, e l’unico caso in cui la dichiarazione la devi fare tu.

Manda questo post a chi gestisce le tue campagne.
Poi apri la Libreria inserzioni e guarda i tuoi annunci: cinque minuti.

Fonte: centro assistenza Meta.
L’immagine nella slide 8 è una nostra copertina, generata con l’IA.

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